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Ci
sono personalità che diventano personaggi, nomi che si impongono
come testimonianze di un'epoca, lasciando nella memoria collettiva
l'impronta di icone. A prescindere dal gusto, dall'età, dalle
passioni di ognuno: alcuni personaggi sono e restano tali, anche
quando la dura legge dello “show biz” li fagocita, inghiotte e
digerisce, certe immagini rimangono impresse al di là degli anni,
delle generazioni. E certamente la fotografia mentale di quel giovane
talento con un cappello calzato sugli occhi, intento nei suoi
movimenti straordinariamente musicali, dalla voce unica,
inconfondibile, anticipatore di tendenze di tutto l'universo pop, è
ben impresa davanti agli occhi di tanti: di chi a quell'epoca era
appena un ragazzino, e quelle musiche le conosce non ricorda nemmeno
bene come, ma anche di chi con quelle musiche c'è cresciuto, le ha
vissute, e con quelle i primi batticuori per un idolo
irraggiungibile. La morte di Michael Jackson ha certamente spiazzato
tutto il mondo, facendo rimbalzare la sua notizia da un capo
all'altro del pianeta: in poche ore, non poteva esserci televisione,
radio o giornale che non aprisse con quella notizia, sconvolgente per
chi negli anni lo ha seguito ed idolatrato, ma anche per tutti coloro
che semplicemente sono abbastanza cresciuti da poter collegare a quel
nome un panorama di immagini inconfondibili. La scomparsa dei grandi
idoli porta sempre con sé discussioni, commenti, dibattiti, rivalse
etico-morali ma soprattutto incredulità, perché personaggi tanto
presenti quanto lontani sembrano quasi assurgere ad un'aurea di
immortalità, se non addirittura di inesistenza che sfocia nella
leggenda. Ma poi i particolari più scabrosi ed agghiaccianti ci
riportano alla realtà, ed ecco allora la corsa in ambulanza, le
parole dei medici, l'autopsia, la ricerca disperata di una
spiegazione e anche, purtroppo, di una notizia fuori dal coro che
possa catturare, ancora una volta, l'attenzione del mondo su qualche
particolare in esclusiva. Particolari al limite dell'ossessione,
litigi familiari, descrizioni macabre, minuziose ricostruzioni: è
questo l'eco che di solito lasciano notizie tanto forti; una eco che
corre veloce, e che probabilmente non vale sempre la pena inseguire.
Intanto per i milioni di fan che, dopo averlo visto qualche mese fa
su una sedia a rotelle, avevano atteso una sua rivalsa sul palco
londinese, per una serie di concerti, gli ultimi, l'amara
consolazione di poter conservare il biglietto, in ricordo di un
evento che passerà alla storia pur non essendoci mai stato. Per
tutti, resta invece la scelta di credere a tutte le storie che negli
anni si sono raccontate su di lui e la consapevolezza di rendersi
conto che la verità, in certi casi, resta sempre inafferrabile. E
soprattutto la capacità di comprendere che la vita fa strani giri, e
il giudizio severo, come il successo, è un'arma che può ritorcersi
contro.
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