di Maria Flavia Vecchio
Per coloro che quando sentono parlare di Spinoza credono ancora si
faccia riferimento al filosofo olandese del XVII secolo, chiariamo subito che
si tratta del blog collettivo nato nel 2005, curato da Stefano Andreoli e Alessandro
Bonino, coadiuvati da “un nutrito staff di menti altrettanto malate”. Dopo
qualche cliccata su Spinoza.it, come dare loro torto.
I due ragazzi non passano però l’intera giornata ad elaborare le frasi
spiritose e irriverenti che hanno reso Spinoza.it il miglior blog italiano per
tre anni di seguito, dal 2009 al 2011, si occupano anche di altri progetti a
cui lavorano più o meno seriamente. Andreoli, nel 2011, è stato tra gli autori
di Italialand, trasmissione
televisiva di e con Maurizio Crozza, ha noltre recentemente collaborato con Il Fatto quotidiano ed è stato in onda su
Radio Montecarlo a giorni alterni nel corso della trasmissione mattutina Si salvi chi può. Bonino, invece, ha un
blog letterario dal titolo E io che mi
pensavo, ha fondato la casa editrice Sugaman
con Paolo Nori ed è stato tra gli autori dell’agenda Comix dal 2008 al 2011.
Insieme hanno curato Spinoza. Un libro serissimo e Spinoza, una risata vi seppellirà., pubblicati entrambi per
Aliberti Editore rispettivamente nel 2010 e 2011. Da giugno 2012 è in libreria Spinoza. Qualcosa di completamente diverso,
raccolta antologica di 2.500 battute, quasi tutte inedite, su fatti e
personaggi degli ultimi 12 mesi. Cosa sia successo nel 2012 non lo sappiamo, probabilmente ce lo
diranno loro.
Benvenuti
su What’s Up! Dal principio, come nasce l’idea di Spinoza.it?
Spinoza era nostro zio, e faceva sempre un sacco di battute simpatiche
mentre giocava a poker con i marsigliesi al bar. Ci pareva sensato raccoglierle
da qualche parte, e abbiamo aperto il sito. Poi è morto, adesso le battute non
sono più sue.
Spinoza.it
si è fregiato del titolo di miglior blog italiano per ben 3 anni, dal 2009 al
2011. Cos’è successo nel 2012?
È successo che ha vinto Giallozafferano, che è un blog di cucina.
D'altronde è il segno dei tempi: anche nella politica italiana Gordon Ramsay è
ormai più importante di Berlusconi.
La battuta
dell'anno appena trascorso che porterete nel cuore.
Alessandro Bonino: «Berlusconi candida Alfano: quale delle tre è più
fastidiosa?» (l'autore è Vincenzo Ricchiuto, alias Milingopapa).
Stefano Andreoli: «Ragazza inglese ha due vagine. Già me le immagino,
lì, a sparlare del culo». (L'autore è Alessandro Clemente, alias Serena Gandhi).
Comunque ci sono moltissime battute valide, il nostro collettivo è più
in forma che mai. La soddisfazione più grande di avere fatto Spinoza è avere
radunato menti eccelse che, altrimenti, non si sarebbero mai incontrate.
Quella che
ha riscosso in assoluto più successo dalla nascita del blog e quella che vi ha
creato più problemi, in termini di critica.
Di battute apprezzate ce ne sono state tante, anche se non sempre sono
le migliori: il successo è soprattutto una questione di tempismo. Succede
qualcosa e zac!, si esce con la battuta. Se poi è anche bella, il risultato è
impagabile. Sono le battute che toccano argomenti scomodi a causare spesso critiche
e divisioni.
Qualcuna di queste?
Quando pubblicammo «In Niger muore un bambino ogni quattro
secondi. Del resto si sa che i negri hanno il ritmo nel sangue» ci fu una sorta
di sollevazione popolare, che portò alla cancellazione della battuta da parte
di Facebook. Stronzi: è un capolavoro.
Poi, le battute sui morti: «È morta Amy Winehouse. Tanto domani non si
ricorderà un cazzo». Quelle ci danno soddisfazione, in un certo senso hanno
aperto una strada. Un tempo eravamo gli unici a farle, ora in rete appena muore
qualcuno parte la gara per il coccodrillo più spiritoso. Quando ci capita di
leggere battute brutte, ci vien da pensare che un po' è anche colpa nostra.
Mai ricevute
denunce?
Denunce mai. Basta non diffamare la gente. Io non posso dare del mafioso
a qualcuno, se non c'è una sentenza che lo attesta. Ma posso trasmettere lo
stesso messaggio in maniera più raffinata.
Un esempio?
Uno a caso: «Dell'Utri indagato per la trattativa Stato-mafia. Lo hanno
intercettato mentre parlava da solo».
Avete
pubblicato a giugno una raccolta di 2500 battute relative ai fatti
dell’attualità degli ultimi 12 mesi (Spinoza.
Qualcosa di completamente diverso, Aliberti Editore, 2012). Quale il più
bello da ricordare, quale il peggiore?
È appena uscito il cofanetto che raccoglie le tre raccolte pubblicate da
Spinoza. Si intitola Spinoza. La trilogia
serissima ed è una specie di libro di storia degli ultimi anni. In tutto
fanno ottocento pagine e quasi ottomila battute. Come evento ci sembra
piacevole, forse secondo solo alla nascita dell'IMU, che ci piace anche come
nome. Suona bene.
Per due
abitanti del cyber-spazio come voi, com’è il rapporto con la realtà tangibile?
Lo spread, l’IMU, le bollette, le delusioni d’amore...
A. Io mi
sono sposato quest'anno. Questo in qualche modo dovrebbe significare che esisto
anche nel mondo reale, ma non ne sono del tutto sicuro.
S. La realtà
è una cosa brutta: mancano un sacco di cose che sui computer ci sono. Tipo il
tasto "Annulla". Io poi son disordinato, anche un tasto
"Cerca" farebbe comodo. E poi il defrag. Quando ero ragazzino, sui
computer ogni tanto si faceva il defrag del disco fisso, una cosa che –
dicevano – serviva a riordinare i dati. Io la lanciavo e stavo ore a guardare i
cluster che si spostavano. Mi affascinava.
La vostra
compagna? trovata nel mondo virtuale? È bastata una battuta per conquistarla?
A. A mia
moglie, effettivamente, una volta piacevano moltissimo le mie battute. Adesso
ogni tanto mi guarda male. Non so perché.
S. Io sono
una persona molto divertente. Non capisco perché non ho amici.
Progetti
per l’anno nuovo (blog e attività personali)?
A. Costruire
autostrade per i giovani. Farmi adottare.
B. Passare
il tempo a giocare a Ruzzle e comporre poesie in endecasillabi sciolti.
Una
battuta sulla vostra presenza qui, su What’s Up.
Siamo contentissimi di essere su What's Up, che fino all'altro ieri
pensavamo fosse una bevanda.
Salute!