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I 51 ANNI DI ENYA (al lavoro per il suo ottavo disco) |
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Luci (tante) e ombre
(poche) della carriera di una diva sfuggente e "misteriosa".
di Andrea Giovanni Sorge
Una splendida cinquantunenne.
Splendida ma anche misteriosa. Parliamo di Enya, paladina dell'Irlanda da
esportazione, insieme agli U2 e ai Cramberries, che oggi giunge alla boa del
mezzo secolo (pìù uno). Diva dagli oltre 75 milioni di dischi venduti, la sua
musica è stata catalogata di volta in volta come celtica, new age, world music.
Dal 1987 ad oggi ha lesinato con gli album ("solo" sette, più due raccolte) e
le apparizioni pubbliche. Ha cantato per il Papa, vinto 6 World Music Award e 4
Grammy, senza mai piegarsi alle logiche commerciali. È passata anche sotto il
giogo dell'album natalizio ("And the winter came", naturalmente multiplatino),
rifuggendo però qualsiasi scivolone nel kitsch ma anzi nobilitando il genere
con perizia filologica e classicità d'altri tempi. Riservatissima - della sua
vita privata si sa poco o niente - , sfuggente enigmatica. La sua musica
rilassante ed evocativa è riuscita a sedimentarsi nell'immaginario uditivo
delle masse e a diventare un "classico", un evergreen. Con lei vai sul sicuro.
Per le cene a lume di candela e le occasioni "speciali" ci sono Barry White o
Sade. Per il relax c'è Enya.
Non si contano poi le volte in
cui la sua musica è stata utilizzata per spot pubblicitari, sottofondo di
documentari o servizi con immagini di repertorio. Nel 2006 ha persino sfiorato
l'Oscar con May it be, scritta ed
interpretata per il primo capitolo de Il
signore degli anelli. Ma qual è il segreto del suo successo? Perché non
"stona" un suo cd nella discoteca personale di un metallaro, così come in
quella di un cultore di musica classica?
La risposta si trova anche nelle
sale d'incisione. È lì che per la prima volta il suo produttore Nicky Ryan
(marito dell'autrice di testi di Enya, Roma Ryan) intuì le potenzialità di
quella voce eterea e limpida allo stesso tempo. Tanto da usarla come un vero e
proprio effetto sonoro speciale da sdoppiare e sovrapporre all'infinito,
costruendoci intorno quella muraglia di echi, cori e riverberi che sarebbe poi
diventata il marchio di fabbrica di Enya. Le atmosfere suggestive, gli
arrangiamenti sontuosi da lei stessa curati nei minimi dettagli, la commistione
tra strumenti antichi e musica elettronica, il ricorso a lingue arcaiche come
il galeico o addirittura inventate come il loxian, hanno contribuito a
mantenere inalterata negli anni l'aurea di fascinazione che avvolge la sua
proposta musicale.
Resta però altissima la curiosità di sentirla dal vivo. Vuoi anche
per l'oggettiva difficoltà di riproporre sul palco il suo complicato universo
sonoro, Enya non ha mai effettuato un
vero e proprio tour, nonostante diverse apparizioni in tv o in manifestazioni
dal vivo. E dal 2010 si è trincerata dietro uno dei suoi consueti silenzi
mediatici, interrotto nel 2011 dal suo manager: Enya è al lavoro per il suo
ottavo disco negli Abbey Road Studios. E si sentirebbe finalmente pronta per la
prova live. Riuscirà ad emozionarci in concerto tanto quanto nei suoi dischi?
Citando una sua famosissima canzone, solo il tempo potrà dirlo... Only time.
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B.B. KING, PAOLO NUTINI E SUBSONICA. WHAT’S UP MEDIA PARTNER DEL "PISTOIA BLUES FESTIVAL" |
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Squadra che vince non si cambia: dopo il successo dello scorso anno, What’s Up è lieto di annunciare la rinnovata Media Partnership con il Pistoia Blues Festival, giunto quest’anno alla sua 33esima edizione.
Subsonica, B.B. King, Paolo Nutini, John Hiatt, e Gov’t Mule vi danno appuntamento dal 12 al 15 luglio prossimi per quattro giorni all’insegna della grande musica.
Anteprima il 12 con i Subsonica per l’unica data toscana del loro ultimo tour.
Il 13 sarà la volta della leggenda vivente del blues, B.B.King, di ritorno al Festival dopo sette anni di assenza. Atteso per il 14 il giovane cantautore italo-scozzese Paolo Nutini, attualmente al lavoro sul suo terzo disco. Chiudono la manifestazione il 14 il folk rocker americano John Hiatt e i Gov’t Mule.
Tutte le info su www.pistoiablues.com
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LAVORARE IN UN CALL CENTER. COME DIFENDERSI DAI SOPRUSI E DALLE ANOMALIE CONTRATTUALI |
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di Christian Mezeckis
Sarà stata anche ribattezzata “generazione call center”, ma le decine di migliaia di giovani, molti di questi laureati e talvolta persino già iscritti ad un ordine professionale, pur di arrotondare o racimolare qualche euro al mese devono sottostare spesso a condizioni di lavoro ingiuste, scorrette, inappropriate. In una parola, illegali. È una delle anomalie del lavoro precario che riguarda in particolare il mondo dei call center.
Dal lavoro “in nero”, a contratti a progetto che invece nascondono un lavoro subordinato, dalle prestazioni non retribuite fino all’obbligo di svolgere le proprie mansioni in scantinati, garage, appartamenti non a norma.
Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la 44476, che ha imposto ad una nota azienda di assumere a tempo indeterminato una giovane che dal 2001 collaborava a progetto, fa tornare alla ribalta il tema dello sfruttamento del lavoro nei call center dei giovani italiani, spesso non consapevoli dei propri diritti.
Di seguito l’intervista all’avvocato Valentina Cucci che offre indicazioni su come tutelarsi e raccogliere materiale documentale… per non farsi fregare.
Avvocato, è sufficiente, per intentare un’azione legale avere avuto più di un contratto a progetto consecutivo con la medesima società di call center ed essere stati costretti a rispettare determinati orari di lavoro?
La circostanza da sola non basta. La giurisprudenza ha costantemente rilevato come la subordinazione sia caratterizzata, a differenza del lavoro autonomo - come dovrebbe essere un rapporto di lavoro a progetto - da un vincolo di soggezione del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro.
In parole povere, quali sono questi “vincoli di soggezione” a cui un precario con contratto a progetto non dovrebbe in alcun modo sottostare?
Non dovrebbe sottostare a ordini e direttive specifiche sulla prestazione da svolgere, né essere privato della propria sfera di autonomia in ordine alla gestione della stessa né ancora essere sottoposto ad un’assidua attività di vigilanza e controllo; non dovrebbe insomma essere inserito nell’organizzazione aziendale come un dipendente.
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Di notte che non c'è nessuno |
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Fino al 27 Maggio al
Teatro Lo Spazio di Roma vanno in scena storie di "una società
che cura solo alcuni dei suoi figli e vuole mantenere nella mancanza
di strumenti tutti gli altri"
di Maria Flavia
Vecchio
Stanchi di vedere
Shakespeare in tutte le salse? Moliére è superato? Euripide è già
tanto studiarlo a scuola che di andarlo a vedere a teatro proprio non
vi vien voglia? Allora "Di notte che non c'è nessuno"
fa proprio al caso vostro. Scritto e diretto da Luca De Bei,
noto ai più come sceneggiatore della soap opera "Centovetrine",
che con "Le mattine dieci alle quattro" (premio Le Maschere 2011)
ha riscosso (e riscuote ancora) un grande successo nei teatri di
tutta Italia, "Di notte che non c'è nessuno" è un forte
scossone per il corpo e la mente.
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1° Tappa del 48 UP MUSIC TOUR |
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Sabato 12, ore
21.30, la prima tappa a Roma (Gianicolo)
Tutto pronto per l'esordio del 48 UP MUSIC TOUR, il primo tour musicale promosso What's Up, con
la collaborazione della GEM Produzioni, che offre l'opportunità a band
emergenti del circuito Tour Music Fest (Mogol presidente della giuria) di realizzare
le musiche inedite del cortometraggio che Rai Cinema produrrà al filmmaker
vincitore del programma "TUTTO IN 48 ORE", talent in onda su RAI 5 a partire da lunedì 14 Maggio (ore
21.15).
Il primo appuntamento delle 10 tappe del tour in Italia è
a Roma, nella splendida cornice del Gianicolo (piazza Garibaldi), alle ore
21.30, con l'esibizione live de "IL GIUDIZIO DI ELEONORA". Fuori contest, a
seguire, l'esibizione di "AL", band capitana da Alberto Lombardi.
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In edicola... What's Up di Maggio |
È da poco passata la Festa del Lavoro, ma in Italia c'è
ben poco da festeggiare, con la disoccupazione giovanile che vola alle stelle:
36%. E
mentre l'Italia cincischia nel trovare soluzioni, dall'Unione Europea spuntano oltre 1 milione di offerte di lavoro agli
under 30. Ma la condizione è: muoversi dal proprio Paese d'origine. Tutte
le info nell'EDITORIALE
di Riccardo Severi.
In ATTUALITÀ non se la passano bene nemmeno gli
specializzandi di Medicina, vittime del beffardo tentativo del Governo (non riuscito, dopo le proteste) di tassare il
loro lavoro, già sfruttato, con un 20% irpef sulle borse di studio
superiori a 960 euro al mese. Complimenti.
Altrettanti ne vanno fatti al MIUR, in NON SI FA,
per il "Doppio flop del sondaggio
anti-laurea": l'opinabile (metodologicamente parlando) questionario a cui
hanno risposto pure i fantasmi di Napoleone Bonaparte ed Elvis Presley.
Nessun fantasma invece per Pau (Negrita) e Boosta (Subsonica) che se la spassano con What's Up in una INTERVISTA DOPPIA,
in procinto di incamminarsi verso la Cina per la Hit Week, il Festival della Musica Italiana all'estero.
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48 UP MUSIC TOUR. Il primo Tour Musicale promosso da What’s Up |
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Siamo
più che lieti di annunciare il 48 Up Music Tour, il primo tour
musicale promosso What's Up, con la
collaborazione della GEM Produzioni,
dedicato alle band emergenti selezionate dall'autorevole circuito Tour Music Fest (di cui Mogol presiede
la giuria dal 2006) che sognano di vedere i propri brani inediti come colonna
sonora di una produzione cinematografica.
Il
48 Up Music Tour seguirà le 10 tappe
del roadshow "TUTTO IN 48 ORE!", il primo talent ispirato a The 48 Hour Film Project, in onda su RAI
5, nel quale giovani e talentuosi filmmaker dovranno realizzare un film in
sole 48 ore (la durata massima è di 7 minuti) sulla base di elementi
obbligatori estratti a sorte, lavorando letteralmente giorno e notte senza
pausa per portare a termine l'impresa.
Al filmmaker vincitore del programma
"Tutto in 48 ore" verrà offerta la possibilità di accedere, con il proprio
cortometraggio, alla finale mondiale del circuito The 48 Film Hour Film Project, che si tiene ogni anno negli Stati Uniti e, nel caso di posizionamento utile
nella finale mondiale, la possibilità di andare a Cannes nella sezione Short Film
Corner.
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TUTTA LA MUSICA CHE “VEDREMO” SUL GRANDE SCHERMO |
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Mariah Carey poco fa su Twitter: "Ho
scritto una canzone per The Paperboy,
il nuovo film con la Kidman di Lee Daniels"
di Andrea Giovanni Sorge
Con un "cinguettio" via Twitter
di poche ore fa, "l'usignolo" dell'rnb made in Usa Mariah Carey ha svelato al mondo intero di aver scritto ed inciso Mesmerized, canzone portante della
colonna sonora del nuovo film di Lee Daniels The Paperboy, con Nicole Kidman e Zac Efron, atteso in gara sulla
Croisette di Cannes 2012. Porterà fortuna al film e al regista che l'aveva già
voluta con sé - ma come attrice - nel pluripremiato Precious?
Oltre al binomio Carey - Daniels,
è in arrivo per questo 2012 una pioggia di note per film. Anche Madonna ha deciso entrare nell'arena
affidando a... se stessa la scrittura e l'incisione di Masterpiece per la colonna sonora di W.E., il suo secondo film da regista, in uscita in Italia a giugno.
Film e canzone hanno finora avuto fortune diverse: accolto freddamente il
primo, premiata con il Golden Globe la seconda.
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