Bambini che hanno
tv in camera dormono di meno, rivela studio
I
genitori che non permettono ai figli di tenere la tv o il computer in camera da
letto da oggi potranno citare in loro difesa uno studio israeliano, secondo il
quale i dispositivi elettronici fanno dormire di meno i più giovani durante gli
anni della scuola.
Uno
studio realizzato dall'Università di Haifa e del Jezreel Valley College ha
rivelato che i bambini delle scuole medie che hanno nella loro cameretta tv o
computer vanno a dormire in media mezz'ora più tardi degli altri, a parità di
orario di sveglia.
Inoltre
-- svela l'indagine -- guardano ogni giorno un'ora di televisione in più,
passano un'ora in più davanti al computer, giocano di più davanti allo schermo
e navigano in Rete di più rispetto ai loro coetanei.
La
ricerca ha preso in esame 444 alunni delle scuole medie con età media di 14
anni, che sono stati interrogati sulle loro abitudini in fatto di sonno, uso
del computer e della televisione e nutrizione.
E'
emerso che, mentre i partecipanti allo studio vanno a letto in media alle 23.04
e si svegliano alle 6.45 durante la settimana -- nei fine settimana si
addormentano all'1.45 e dormono fino alle 11.30 -- chi ha tv e computer in
camera va a letto mezz'ora dopo.
(Reuters)
Cambio di sesso: chi diventa donna
gode di più
Cambiare
sesso conviene, almeno a livello di piacere fisico e limitatamente all'universo
maschile. Contrariamente a quanti si pensa, infatti, la chirurgia plastica è
arrivata a un tale livello di perfezione che chi diventa donna non solo riesce
ad avere una vita sessuale completa, ma spesso prova più piacere persino di una
donna "originale".
L'esperto - Ne è convinto il
professor Aldo Felici, direttore della Struttura complessa di Chirurgia
plastica e ricostruttiva del S.Camillo-Forlanini di Roma, che spiega: "In
Italia si fanno in media 100 interventi l'anno per cambiare sesso. Di questi, i
due terzi sono per uomini che diventano donne, un terzo donne che diventano
uomini".
Non si vede la differenza -
Un'operazione molto complessa, ma che, almeno per gli uomini, ha ormai
raggiunto livelli di perfezione incredibili: "Il cambiamento
maschio-femmina - conferma Felici - dà risultati molto soddisfacenti. Vengono
utilizzate le strutture sessuali maschili, che hanno un enorme potere erogeno,
per ricreare una vagina. E questo dà più piacere alle "nuove" donne
che alle donne biologiche: i maschi trasformati in femmine riescono ad avere
più orgasmi delle femmine naturali". Spesso, confessa il chirurgo,
"il risultato è così perfetto che gli uomini che si sono operati non
dicono neanche ai partner di essere stati maschi: è difficile
accorgersene".
Più difficile ricostruire l'organo
maschile - Diverso il discorso per le donne che cambiano sesso: "In
questi casi i risultati sono molto meno brillanti. Si tratta di costruire un
organo complesso, che ha poca sensibilità sessuale salvo alla base (dove viene
riposizionato il clitoride), e i risultati non sono ottimali, né dal punto di
vista morfologico né funzionale". Problemi anche per la minzione:
l'operazione per installare l'uretra nel fallo ricostruito non sempre è agevole,
"e spesso le pazienti rinunciano, e mantengono la funzionalità della
donna".
Prigionieri di un corpo del sesso
sbagliato - In ogni caso, chiarisce Felici, "l'intervento è vissuto
come una liberazione. Qui non si parla di omosessualità, sono persone che
vivono in un corpo che non sentono proprio. Una condizione drammatica, che si
presenta nella pubertà, e che spinge a sottoporsi a un intervento devastante
fisicamente: si tratta prima di castrare, cioè di asportare i genitali maschili
o femminili, e poi di ricostruire". E se il numero di pazienti è costante
negli ultimi 15 anni, si abbassa l'età media: ormai chi si opera ha tra i 20 e
i 30 anni, segno forse "che i costumi si sono un po' aperti, e si aspetta
molto meno prima di confessare il proprio disagio e intervenire".
Intervento complesso ma ben tollerato
- Fisicamente le conseguenze dell'intervento sono minime, e dopo 10 giorni si
esce dall'ospedale. "Ma psicologicamente è difficile abituarsi a
trasformazioni così radicali. E la letteratura, anche se a me non è mai
capitato, riferisce anche di casi di pentimento, di gente che vuole rioperarsi.
Casi drammatici, che fanno capire come sia importante il periodo di due o tre
anni di terapia psicologica prima dell'intervento".
Una rivoluzione nel corpo e nell'anima - Nella grande maggioranza dei
casi i pazienti, oltre a un nuovo sesso, trovano se non la felicità almeno una
serenità insperata. E a volte anche l'amore: "Spesso i pazienti si
presentano con il partner, e dopo il cambio di sesso possono finalmente
sposarsi. Ma abbiamo anche assistito a pazienti operati che si sono conosciuti
a 'sessi invertiti', diciamo così, e si sono innamorati. Oggi sono felicemente
sposati".
(Tiscali)
Anziani: passo
lesto stimola memoria
E' quanto emerge da
uno studio di un centro australiano
Camminare
a passo svelto per 20 minuti ogni giorno migliora le funzioni della memoria
durante la terza eta'. E' quanto emerge da una ricerca del Centro per la salute
e l'invecchiamento di Perth, che ha condotto una sperimentazione di 18 mesi su
ultra 65enni. Chi svolgeva attivita' fisica ha ottenuto risultati nettamente
migliori in test di memoria e di altre funzioni cognitive. Non solo: i
miglioramenti erano ancora evidenti un anno dopo la fine del programma.
(Ansa)
La
bimba che parla con gli animali
Rose
Willcocks, una bambina di due anni nata in una fattoria, ricalca le orme del
celeberrimo Dr. Dolittle cinematografico e parla il linguaggio degli animali.
Alcuni esperti la ritengono capace di parlare con i delfini e vorrebbero
effettuare degli esperimenti.
(Tgcom)
Ecco il gene del
single
Nel Dna l'allergia
al matrimonio
Inguaribili
single allergici al matrimonio? Questione di immaturità, di sindrome di Peter
Pan, ma anche di un gene, l'"AVPR1A", che rende la monogamia una
"mission impossible".
A rivedere dal punto di vista scientifico l'indole da single nell'uomo, che non
è mai pronto per una 'storia seria', che inorridisce alla sola idea di 'mettere
su famiglia' e che vede nei flirt senza troppi legami il suo rapporto preferito
è uno studio di Hasse
Walum dell'istituto Karolinska di Stoccolma. Una versione di
uno specifico gene scoperta in alcuni individui, rivela lo studio, rende
il maschio più incline a disertare l'altare.
Questo gene serve a produrre il recettore della vasopressina, un neuropeptide
con molte funzioni nel cervello e nel resto del corpo dove funziona da ormone.
Differenti versioni del gene sono legate a differenti inclinazioni al rapporto
di coppia, uno in particolare, la forma (tecnicamente 'allele') 334 del gene, o
si ritrova in maschi propensi alla vita da single, non sposati o con un
matrimonio in crisi alle spalle. Secondo quanto spiegato sulla rivista
dell'Accademia Americana delle Scienze 'PNAS', lo stesso gene era già stato
implicato in passato nel comportamento di relazione del maschio di una specie
di roditore che si comporta da fedele monogamo, l'arvicola.
La
vasopressina è una molecola semplicissima ma con funzioni importantissime per
l'organismo, dalla regolazione dei liquidi nel corpo a quella della pressione
arteriosa. Nel cervello invece ha funzioni di neurotrasmettitore e, prodotta
nell'ipotalamo, la vasopressina sembra essere implicata nei meccanismi di
formazione della memoria, di apprendimento e di stimolo per le funzioni
cognitive.
Di recente è stato anche scoperto il ruolo di questa molecola come modulatore
dei comportamenti sociali dei roditori. Nell'arvicola per esempio la
vasopressina è stata riconosciuta implicata nei comportamenti sessuali del
maschio. Questo roditore normalmente tende a rimanere 'fedele' alla propria
femmina e aggredisce ogni animale estraneo che tenti di invadere il suo
territorio familiare. I comportamenti umani sono di certo più complessi e
regolati in modo più complicato di quelli animali, ma col presente studio i
ricercatori svedesi hanno scoperto che anche nell'uomo la vasopressina e il suo
recettore sono implicati.
I
single aumentano nel mondo, in Italia secondo dati ISTAT sono passati da 2
milioni 138 mila a 3 milioni 310 mila in dieci anni. Anche se questi
cambiamenti sociali non possono essere direttamente imputabili a condizioni
organiche ma piuttosto ai tempi che cambiano, i ricercatori hanno trovato che
alcune scelte maschili sono anche riconducibili a fattori biologici. Gli
esperti hanno studiato in un gruppo di 2186 maschi adulti la sequenza genetica
del recettore dell'ormone e esaminato la loro indole nei rapporti di coppia con
i test standard per misurare la forza del legame di una persona al proprio
compagno (Partner Bonding Scale - scala del legame al partner). Hanno inoltre
analizzato il dna di 550 gruppi di gemelli, tutti impegnati in un rapporto lungo
e con dei figli. Alcuni però erano sposati, altri convivevano con il partner. I
soggetti sono stati poi invitati a rispondere a un questionario riguardante il
loro rapporto e le risposte sono state comparate ai loro geni. Dai risultati i
ricercatori hanno scoperto che gli uomini che presentavano una variante del
gene "AVPR1A", legato alla produzione dell'ormone vasopressina, erano
quelli a cui è sembrato essere difficile legarsi a una partner. Inoltre
hanno una probabilità ridotta di essere sposati. Che si chiami gene della
fedeltà o gene dei single, anche nell'uomo, quindi, il gene del recettore per
la vasopressina deve avere un ruolo nei comportamenti col partner.
(Tgcom)
L’allegria allunga
la vita
Chi sorride campa
meglio e di più
La
vita? E’ meglio affrontarla con il sorriso. Chi tende a lasciarsi andare al
mugugno, al cattivo umore e alla perpetua insoddisfazione di se stesso
moltiplica, infatti, il rischio di andare incontro a una morte prematura.
Questo è il sorprendente risultato a cui è giunto un vasto studio giapponese,
reso noto proprio in un periodo dell’anno, quello del ritorno dalle vacanze, in
cui il buon umore non abbonda di sicuro. Ma in questo caso, il problema è
diverso: anche chi di solito affronta la vita con positività e senso
dell’umorismo al rientro dalle ferie può trovarsi alle prese con un senso di
tristezza e malinconia, una depressione che frequentemente si accompagna
all’arrivo dell’autunno. Gli studiosi però rassicurano: in questo secondo caso
si tratta di un fenomeno naturale, legato a una fluttuazione stagionale
dell'ormone del buon umore, la serotonina, che si riduce nelle stagioni fredde.
Ben
diversa è la situazione di chi, in tutti gli aspetti della vita, si lascia
sommergere dal pessimismo e manca di “ikigai”, la parola giapponese che esprime
la gioia e il senso di benessere legato al semplice fatto di essere vivi. Lo
rivela lo studio nipponico, pubblicato sulla rivista scientifica
“Psychosomatic Medicine” e realizzato degli studiosi di Toshimasa Sone della
Tohoku University Graduate School of Medicine di Sendai. I risultati parlano
chiaro: brontoloni e anime tristi rischiano soprattutto di cadere vittime di
malattie cardiovascolari, ma non mancano altre insidie, prima tra tutte il
suicidio.
I
ricercatori hanno arruolato 43.391 uomini e donne dai 40 ai 79 anni, tutti
residenti nella regione di Ohsaki, seguendoli per sette anni. All'inizio della
ricerca tutti i partecipanti hanno compilato un questionario, in cui si
chiedeva se l’ikigai era presente o meno nella propria vita: il 49% ha risposto
affermativamente, il 36,4% si è detto incerto e il 4,6% ha detto di no. Nel
periodo di durata dello studio, nel campione di partecipanti sono stati
registrati 3.048 decessi. Gli studiosi hanno notato che le persone prive di
ikigai sono risultate anche più spesso single, disoccupate o comunque senza
lavoro, meno istruite, con più problemi di salute, più stressate e soggette a
dolori fisici.
Dopo
aver parametrato i dati per tener conto anche di questi fattori, i ricercatori
nipponici hanno scoperto che le persone prive di senso di ikigai erano, nel
corso dei sette anni di osservazione, comunque più a rischio di morire rispetto
ai coetanei che sprizzavano gioia di vivere. Una relazione indipendente anche
da un passato con storia di malattie o abuso di alcolici. In generale, le
persone prive di ikigai hanno fatto registrare un rischio di morte più alto del
50% per qualsiasi causa nel periodo di follow-up rispetto ai coetanei ben
consapevoli della bellezza della vita. Inoltre, nel caso di eventi mortali
esterni (differenti cioè dalle malattie) si è visto che su 186 morti ben 90
erano dovute a suicidio. Insomma, sembra proprio che la vita sorrida più
facilmente a chi la affronta con il sorriso.
La
mancanza di ikigai non ha invece niente a che vedere con quel senso di
malessere e di malinconia che si prova all’inizio dell’autunno e, in
particolare, al ritorno dalle vacanze. Se l’avvicinarsi della stagione fredda
rapisce allegria e voglia di fare, questo può dipendere anche dalle naturali
fluttuazioni stagionali della serotonina, l'ormone del buon umore, Secondo uno
studio pubblicato sulla rivista “Archives of General Psychiatry” la quantità di
serotonina nel cervello è soggetta a variazioni stagionali legate alla presenza
del suo trasportatore cerebrale, che “sequestra” la serotonina ed è più
abbondante nel cervello in autunno-inverno. Come spiegano Nicole Praschak-Rieder
e Matthaeus Willeit del Centro per le Dipendenze e la Salute Mentale
dell'Università di Toronto, tutti noi siamo soggetti a sbalzi di umore quando
si avvicendano le stagioni. Insomma, se il sole ci mette di buonumore, in
inverno i ritmi rallentano e la voglia di fare si riduce.
Esaminando il cervello di 88 volontari sani con la tomografia a emissione di
positroni (PET) nel corso delle stagioni, gli esperti hanno scoperto che in
autunno-inverno aumenta la concentrazione del trasportatore di serotonina,
riducendo la quantità di ormone in circolo. In primavera-estate, con l’aumento
delle ore di luce, la situazione si inverte. In alcuni casi il problema diventa
una vera e propria malattia, chiamata Disturbo Affettivo Stagionale (SAD), una
sindrome depressiva a ricorrenza invernale caratterizzata da umore depresso,
irritabilità, mancanza di emozioni, isolamento e apatia. A soffrire di SAD e'
il 4-5% della popolazione. soprattutto donne in età fertile (4 donne per ogni
uomo).
(Tgcom)
Moda e Tendenze 3 settembre 2008
Lettori musicali,
Apple pronta a lanciare nuovi modelli di iPod
Martedì
prossimo Apple presenterà molto probabilmente i nuovi lettori musicali iPod,
annunciandone anche eventuali riduzioni nel prezzo, ma chi aspetta da tempo il
nuovo modello del computer portatile MacBook, dovrà pazientare ancora un po'.
Apple
-- che produce anche il telefono iPhone -- ha invitato la stampa a "Let's
Rock", un evento in programma il prossimo 9 settembre, senza fornire
ulteriori dettagli. La compagnia non è nuova a convocazioni del genere per
eventi in cui poi spesso lancia nuovi prodotti.
Questa
strategia di comunicazione e marketing è responsabile soltanto in parte della
capitalizzazione di mercato di Apple, che ha superato quella di Google,
nonostante i timori per la debolezza dell'economia Usa che sta frenando gli
acquisti dei consumatori.
"Arriveranno
i nuovi iPod. E' sicuro al 100%", ha detto Charles Wolf , analista alla
Needham & Co. "L'unica domanda cui non so rispondere è se lanceranno
anche i nuovi MacBook", ha aggiunto.
Gli
iPod di Apple hanno bisogno di una nuova veste e di un miglioramento nelle
prestazioni mentre i prezzi dell'iPod Touch devono essere ridotti perché sono
decisamente più alti rispetto a quelli dell'iPhone -- che ha più funzioni
rispetto all'iPod Touch -- ha detto Shaw Wu, analista alla American Technology
Research.
Il
modello iPod touch ha un prezzo di lancio di 299 dollari negli Stati Uniti,
rispetto ai 199 dollari dell'iPhone.
(Reuters)
Consumatori
cambiano meno spesso cellulare, dice Qualcomm
Vi
sono segnali che i consumatori cambiano telefono cellulare più lentamente di
prima.
Lo
ha detto oggi l'amministratore delegato di Qualcomm (QCOM.O: Quotazione), Paul
Jacobs in un'intervista con l'emittente tv Cnbc.
"Abbiamo
alcune prove che dimostrano un allungamento dei cicli di sostituzione", ha
spiegato Jacobs aggiungendo che i clienti conservano il proprio cellulare più a
lungo nei mercati sviluppati come Giappone e la Corea del sud.
Jacobs
ha anche aggiunto che i consumatori anche negli altri mercati hanno la tendenza
a tenere lo stesso telefono per uno o due anni, a seconda della regione.
(Reuters)
Eva Mendes
testimonial profumo
Il
16 settembre da Sephora a Roma per lancio 'Secret Obsession'
Il
16/9 Eva Mendes sara' ospite del beauty store Sephora di Roma, per presentare
l'ultimo profumo di Calvin Klein, di cui e' testimonial. La sensuale attrice
americana firmera' nel pomeriggio alcune confezioni della nuova fragranza,
Secret Obsession. La diva e' protagonista dello spot che e' stato censurato in
Usa perche' giudicato troppo sexy. La nuova fragranza e' a base di frutti
proibiti, fiori esotici e legni preziosi, uniti ad un accentuata presenza di
prugna golosa.
(Ansa)
Quasi quasi cambio
sesso
Uomini, con
l’intervento più piacere
Non
è un’esperienza comunissima, ma neppure così rara: sono infatti circa 100
all’anno le persone che si sottopongono a un intervento chirurgico per cambiare
sesso. Di questi, i due terzi sono uomini che diventano donne, un terzo il
viceversa. Cambiare sesso richiede un’operazione chirurgica molto complessa, ma
che, almeno per gli uomini, ha ormai raggiunto notevolissimi livelli di
perfezione. Il maschio che diventa femmina non solo riesce ad avere una vita
sessuale completa, ma spesso prova più piacere persino di una donna che è tale
per nascita.
Lo
spiega il professor Aldo
Felici, direttore della Struttura complessa di Chirurgia
plastica e ricostruttiva del S.Camillo-Forlanini di Roma. "Il
cambiamento maschio-femmina - conferma Felici - dà risultati molto
soddisfacenti. Vengono utilizzate le strutture sessuali maschili, che hanno un
grande potere erogeno, per ricreare una vagina. E questo dà più piacere alle
"nuove" donne che alle donne biologiche: i maschi trasformati in
femmine riescono ad avere più orgasmi delle femmine naturali". Spesso,
aggiunge il chirurgo, "il risultato è così perfetto che gli uomini operati
non dicono neanche ai partner di essere stati
maschi: è difficile accorgersene".
Il
discorso per le donne che cambiano sesso è invece un po’ diverso: "In
questi casi i risultati sono molto meno brillanti. Si tratta di costruire un
organo complesso, che ha poca sensibilità sessuale salvo alla base (dove viene
riposizionato il clitoride), e i risultati non sono ottimali, né dal punto di
vista morfologico né funzionale". Difficile è anche ricostruire la
funzionalità della minzione: l'operazione per installare l'uretra nel
fallo ricostruito non sempre è agevole, ragion per cui spesso le pazienti
rinunciano e mantengono la funzionalità femminile. In ogni caso, chiarisce
Felici, l'intervento è vissuto come un’esperienza di liberazione. Non siamo
infatti in presenza di casi di omosessualità: si tratta di persone che vivono
in un corpo che non sentono proprio. Una condizione drammatica, che si presenta
nella pubertà e che spinge a sottoporsi a un intervento molto pesante
fisicamente, perché comporta prima l’asportazione dei genitali maschili o
femminili, e poi di ricostruirli.
Se
il numero di pazienti è costante negli ultimi 15 anni, si è però
abbassata l'età media: ormai chi si opera ha tra i 20 e i 30 anni, segno
forse "che i costumi si sono un po' aperti, e si aspetta molto meno prima
di confessare il proprio disagio e intervenire". Fisicamente le
conseguenze dell'intervento sono minime, e dopo 10 giorni si esce
dall'ospedale, ma psicologicamente è difficile abituarsi a una trasformazione
così radicale. E la letteratura medica riferisce anche casi di “pentimento”,
ossia di persone che vuole rioperarsi e tornare indietro. Si tratta di casi
drammatici, che fanno capire come sia importante il periodo di due o tre anni
di terapia psicologica prima dell'intervento.
Nella
grande maggioranza dei casi i pazienti, oltre a un nuovo sesso, trovano anch e
la felicità, o quanto meno una nuova serenità, se non addirittura l'amore.
Racconta ancora l’esperto: "Spesso i pazienti si presentano con il
partner, e dopo il cambio di sesso, possono finalmente sposarsi. Ma abbiamo
anche assistito a pazienti operati che si sono conosciuti a “sessi invertiti”,
diciamo così, e si sono innamorati. Oggi sono felicemente sposati".