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Venezia, sotto i riflettori
Celentano e film su morti bianche
Adriano
Celentano ancora una volta mattatore, stavolta a Venezia, che oggi rende
omaggio a quello che è considerato il suo capolavoro sullo schermo, metafora
visionaria girata in buona parte in riva alla laguna: Yuppi Du (1975), in
versione restaurata, fuori concorso alla 65a Mostra internazionale del Cinema.
"Un
film che un po' rappresenta uno dei nostri obbiettivi, per la molteplicità dei
valori espressivi del cinema che viene reinventato da chi lo ha praticato
magari non a tempo pieno e vede il cinema con occhi nuovi", ha detto il
direttore della Mostra Marco Muller dando il benvenuto a Celentano. E dando
notizia del messaggio inviato al presidente della Biennale, Paolo Baratta, dal
Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ha elogiato la scelta di dedicare
l'ultima giornata, quella di domani, a due film che trattano un tema
particolarmente caro al presidente della Repubblica, quello delle morti sul
lavoro.
"Desidero
esprimere il mio vivo apprezzamento per la sensibile scelta di dedicare... un momento
di particolare attenzione al dramma delle morti sul lavoro, con le proiezioni
speciali dei film 'La fabbrica dei tedeschi' di Mimmo Calopresti e
'ThyssenKrupp blues' di Pietro Balla e Monica Repetto, che faranno seguito alla
presentazione dell'edizione restaurata di Yuppi Du", ha detto nel suo
messaggio Napolitano.
"Anche
gli ultimi casi di cronaca richiamano l'esigenza di diffondere sempre più
largamente la conoscenza e la consapevolezza della gravità del fenomeno, al
fine di affermare una solida cultura della prevenzione e della sicurezza sui
luoghi di lavoro", ha detto ancora il presidente Napolitano.
DEDICA A
UN LAVORATORE CHE MORI' DURANTE LE RIPRESE
E
Celentano non ha perso l'occasione per rilanciare il tema della sicurezza sul
lavoro dedicando la sua opera restaurata alla memoria di un membro della
troupe, Graziano Alonso, che morì per un incidente durante le riprese.
"Stavamo
girando una scena nelle acque gelide del Ticino in marzo, su una zattera che
per uno sbilanciamento si rovesciò. Finimmo tutti in acqua e per Graziano non
ci fu niente da fare".
Tempestato
di domande, Celentano ha risposto a modo suo, ricordando che Yuppy Du era
"un grido di gioia verso donna o uomo. Ma anche un grido per la violenza
sulle donne o la perdita di un amico, che faceva l'operaio e muore".
Celentanto
ha anche ricordato che la scelta della protagonista Charlotte Rampling fu
merito di sua moglie Claudia Mori. E ha poi inveito contro i "datori di
lavoro che non rispettano le norme di sicurezza"... responsabili anche
quando è la negligenza di un dipendente a mettere in pericolo lui stesso e gli
altri, contro politici di destra e di sinistra, per il progetto di parcheggio a
Roma al Pincio e prefigurando chissà forse un accordo destra-sinistra per un
maxiparcheggio sotto la laguna.
Celentano
ha ammesso che gli piacerebbe tornare dietro la macchina da presa, magari per
un film sulla resurrezione di Gesù. E che è convinto che il suo Yuppy Du sia un
film che non invecchia "in qualche modo perchè è un film naif... ma è una fortuna
non è stato calcolato".
Si è
sbilanciato a modo suo persino a una domanda... su Alitalia: "Questa
domanda che apparentemente sembra non c'entrare niente con Yuppi Du... 30 anni
fa non avrei mai pensato che anche un colosso come Alitalia sarebbe stato
avvolto dai tentacoli del grido di dolore di Yuppi Du... una risposta
commisurata al grado di ignoranza che orgogliosamente dispongo (sic)".
Yuppi Du
sarà presto diffuso anche sulla tv satellitare, ha annunciato a Venezia Sky
Italia, che ha contribuito al restauro del film nell'ambito di un progetto di
collaborazione alla salvaguardia di classici del cinema italiano.
La
proiezione dei due film sulla tragedia all'acciaieria Thyssen Krupp di Torino,
avvenuta nella notte fra 5 e 6 dicembre 2007 e costata la vita a sette operai,
sarà intanto domani occasione per la partenza di una "Carovana per il
lavoro sicuro", iniziativa promossa dall'associazione Articolo 21.
(Reuters)
"Barbarossa", un
kolossal italiano
Protagonisti Degam e la Smutniak
Una
produzione da 30 milioni di dollari e un cast internazionale. Sono terminate
nei giorni scorsi le riprese di "Barbarossa", il kolossal diretto da
Renzo Martinelli che esalta le gesta di Alberto da Giussano e che arriverà sul
grande schermo nel 2009, prima di sbarcare in tv. Nel ruolo di Barbarossa
Rutger Hauer, affiancato da F. Murray Abraham, Antonio Cupo, Kasia Smutniak e
Raz Degan, quest'ultimo nei panni del leggendario condottiero italiano.
Storia,
azione, nazionalismo si fondono in questo ambizioso progetto cinematografico,
ideato 3 anni fa e concretizzato nella primavera di quest'anno. A maggio, il
primo ciak, nelle lande rumene: contro il prepotente Federico Barbarossa
(Rutger Hauer), scende in campo il conturbante Raz Degan, nei panni del
coraggioso Alberto da Giussano, che, alla guida della Compagnia della Morte
guidò circa 900 volenterosi giovani nella sanguinosa battaglia di Legnano, del
29 maggio 1176, con l'obiettivo di difendere il Carroccio, simbolo dell'unione
lombarda, e d'impedire l'annessione dei Comuni al Sacro Romano Impero.
Accanto a
lui la bellissima Kasia Smutniak, nelle vesti della fidanzata del leggendario
condottiero. Un amore che dalla finzione si è concretizzato nella realtà: sul
set, infatti, è scoppiato il colpo di fulmine tra i due attori ingaggiati da
Martinelli. tra i protagonisti anche Cécile Cassel, Antonio Cupo e F. Murray
Abraham. Gli ingredienti per il successo ci sono tutti: un cast ricco, scenari
da sogno, un budget di tutto rispetto e un pizzico di polemica, che non fa mai
male.
Sarà l'amicizia tra il regista e il leader leghista Umberto Bossi, sarà il tema
"padano" della pellicola, ma "Barbarossa" ha già fatto
discutere. Senza contare che questo epic-movie dedicato al mito del Carroccio
non è ambientato nella verde pianura padana ma nelle più brulle lande rumene,
più adatte a rappresentare gli scenari medioevali e dove ricostruire città
e ambientazioni è possibile a costi molto più bassi.
Molte delle comparse, poi, non sono lombardi "doc", ma romeni
assoldati durante le riprese. Insomma, quanto basta per una succosa polemica di
fine estate. Ma gli attori invitano a non strumentalizzare la vicenda, volgendo
invece lo sguardo al valore artistico-culturale del prodotto. Un Braveheart
all'italiana che punta a far breccia nel cuore del pubblico.
(Tgcom)
Lilli Gruber lascia la politica
per Otto e mezzo
"Dopo
quattro anni trascorsi al Parlamento Europeo - durante i quali credo di aver
assolto con impegno al mandato ricevuto dai miei tanti elettori - ho deciso di
non ripresentare la mia candidatura alle elezioni in programma nel 2009, e di
tornare al mio lavoro di giornalista". Alla fine Lilli Gruber spezza gli
indugi e sul suo sito internet annuncia ufficialmente di aver accettato la
proposta di condurre Otto e Mezzo su La7, storico programma di Giuliano
Ferrara, e di voler così abbandonare la politica attiva.
"Decisione difficile" - "Non è, come potete immaginare, una
decisione presa a cuor leggero. Così come non lo fu quella del 2004, quando la
coalizione Uniti nell'Ulivo mi chiese di mettermi al servizio di un disegno
comune per il rinnovamento del Paese - continua -. Per educazione ricevuta ed
esperienze maturate, ritenevo che l'Europa con le sue istituzioni fosse il
luogo più adatto per dare il mio contributo a quel disegno. Così accolsi
l'invito, non senza pagare un pegno, anche emotivo, al distacco dalla mia
professione. Fu una scelta giusta. Ed è stata una tappa importante".
"Incisivo il ruolo delle istituzioni europee" - "In questi anni
ho verificato quanto possa essere incisivo il ruolo delle delegazioni nazionali
nell'Assemblea europea - aggiunge - la qualità del lavoro che vi si svolge, la
grande progettualità che sta alla base delle istituzioni Ue. Ho lavorato con
costanza e con soddisfazione, lasciando cadere le proposte professionali che,
di tanto in tanto, mi venivano rivolte. Ma ora che la legislatura europea volge
al termine, credo si possa concludere anche la mia esperienza di giornalista
prestata alla politica. Di nuovo, non sarà un distacco indolore. Di nuovo, credo
sia ora la scelta giusta".
"Accetto con impegno la conduzione di Otto e mezzo" - "Alle
elettrici e agli elettori che mi hanno sostenuto con il loro consenso e con il
voto, ai quali va il mio ringraziamento - conclude Lilli Gruber - vorrei dire
che, con lo stesso spirito di servizio e con analoghi obiettivi, cercherò di
affrontare con impegno e passione anche il mio nuovo, vecchio mestiere,
accettando la proposta di prendere il timone di Otto e Mezzo su La7".
(Tiscali)
Swank, 15 chili per un film
"Ingrasso per il prossimo
ruolo"
Hilary
Swank si mette in gioco per il suo prossimo ruolo ed è pronta a ingrassare
"di almeno 15 chili". La pellicola sarà un adattamento dal libro
"Le francesi non ingrassano", che sarà prodotto dall'etichetta di
proprietà dell'attrice. Non è la prima volta che Swank si sottopone a una
trasformazione per il grande schermo: ha vinto infatti due premi Oscar per
"Boys don't cry" e "Million Dollar Baby" e in entrambi i
film era quasi irriconoscibile.
Nel 1999
per "Boys don't cry" era dimagrita molto e si era tagliata i capelli
cortissimi per essere Brandon Teena, una ragazza transessuale uccisa nel 1993 in una cittadina del
Nebraska. Per l'acclamato "Million Dollar Baby" di Clint Eastwood
invece aveva messo su i muscoli necessari per essere credibile nel ruolo
dell'aspirante pugile Maggie Fitzgerald.
"Le francesi non ingrassano", tratto dal bestseller del 2005 di
Mireille Guiliano, racconterà i segreti delle donne che amano la buona tavola e
restano sempre in forma e sane. L'attrice, inoltre, qualche mese fa ha
annunciato che con la sua 2S Films produrrà anche altri due adattamenti da
opere letterarie: "You're Not You", dall'omonimo romanzo di Michelle
Wildgen e "Falling Out Of Fashion", da un libro dell'autrice Karen
Yampolwsky.
(Tgcom)
Keira Knightley, duchessa proibita
Premiere a Londra per "The
Duchess"
Tutti i
flash erano per lei: Keira Knightley che si è presentata elegantissima sul red
carpet fasciata da un abito blu a Londra per la premiere di "The
Duchess" che esce venerdì in Inghilterra e il 23 dicembre in Italia.
"Ho accettato il ruolo- ha detto Keira alla BBC- perché nel cast
c'erano Ralph Fiennes e Charlotte Rampling". Il film narra la vita
dissoluta della duchessa Georgiana Spencer nel XVIII secolo, antenata della
principessa Diana.
Keira
Knightley si è detta felicissima per l'accoglienza positiva della critica:
"Credo che Georgiana Spencer fosse una donna incredibile e il fatto che il
film ha ottenuto recensioni positive mi ha emozionato. Questo ruolo per me è
stato intenso ma anche molto divertente da interpretare".
"Quando
ho ricevuto il copione - spiega la star - mi sono immaginata subito con il
bustino e la parrucca! Ed è così che ho accettato, anche perché alla regia
c'era Saul Dibb che apprezzo tantissimo".
La duchessa
Georgiana era sempre sotto il tiro delle chiacchiere e dei pettegolezzi della
Londra del XVIII secolo per il suo stile di vita indipendente, dissoluto e
anche invischiata in una storia d'amore a tre. La stampa inglese ha fatto molti
parallelismi tra le vicende narrate nel film e la vita reale della principessa
Diana.
La frase
di lancio del film è "Ci sono state tre persone
nel suo matrimonio", una frase che è stata detta dalla stessa
Diana in una intervista televisiva del 1995.
(Tgcom)
Angelina non è più...Jolie!
Rumors di depressione post-parto
Altro che
vita perfetta! Dopo la nascita dei "Brangiolini", Angelina Jolie
sarebbe caduta i un buco nero. Stando al Daily Mail, l'attrice non esce più di
casa, dorme molto ed è lunatica. La causa? La depressione post-parto, che ha
colpito, così come molte neo-mamme, anche la star di Hollywood.
Angie sarebbe anche molto apprensiva nei confronti dei gemellini e della
loro salute e avrebbe anche continui sbalzi d'umore.
La favola
dei Brangelina crolla sotto i colpi dei tabloid. Mentre il mondo intero pensa
che loro siano la famiglia perfetta, chiusa in un castello dorato e invidiata
da tutti, i Jolie-Pitt vivono momenti difficili, a causa delle
difficoltà della neo-mamma.
Tutta
colpa delle strilla dei nuovi arrivati, che, colpiti da continue coliche, non
fanno altro che piangere, impedendo ad Angelina di riposare. Una serie di notti
insonni hanno inciso negativamente sul suo umore, facendola lentamente
precipitare in una sorta di depressione ansiosa.
La salute di Knox e Vivienne la agita, tanto da chiamare di continuo il medico
di fiducia per avere rassicurazioni e verificare che i gemelli stiano bene.
Troppe preoccupazioni per la mamma più famosa di Hollywood, che avrebbe ormai
esaurito le sue forze. Per lei niente giochi al parco con i figli, nessuna
passeggiata romantica col marito Brad e tantomeno uscite pubbliche.
La Jolie
preferisce stare chiusa nella sua regale stanza, dormicchiando e tentando di
recuperare le forze per allettare i due affamati bebè. Anche l'imperturbabile
Jolie è caduta in depressione: che consolazione per tutte le mamme! Anche
le vip, nonostante il conto in banca e le baby-sitter, non sfuggono alle
difficoltà che sorgono dopo il parto....
(Tgcom)
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