E' frequente
che i genitori richiedano l'esecuzione di esami di laboratorio per verificare,
certificare, il buono stato di salute dei loro figli. Spesso questo avviene in
relazione a fatti di cronaca che risvegliano l'attenzione nei confronti di una
determinata malattia. E' una pratica molto diffusa aumentata di frequenza in
questi anni caratterizzati da ansia nei confronti dei nostri, pochi, bambini.
E' importante chiedersi se l'esecuzione
di queste analisi ha un senso, un'utilità, oppure rappresenta uno spreco
di denaro (pubblico e privato) senza alcun giovamento per nessuno (anche
l'ambiente "soffre" perché i reagenti vanno adeguatamente smaltiti).
Non dimentichiamo, infine, la sofferenza, del bambino nel corso dei prelievi di sangue o
altre procedure a cui viene sottoposto e, nei più grandi, l'ansia correlata al
sentirsi potenzialmente malati. Le analisi del sangue così come gli esami
strumentaliquando eseguiti "di routine" non forniscono alcun elemento
utile ai fini della definizione dello stato di salute di un bambino. Alcuni
esempi chiariranno meglio le idee.
Un bambino di colorito e vivacità
normali non necessita di nessuna verifica dell'esame
emocromocitometrico, del ferro, del gruppo sanguigno o dell'elettrocardiogramma
ed un bambino senza famigliarità per ipercolesterolemia e di peso normale non
ha bisogno di dosaggi del colesterolo o dell'assetto lipidico. Negli Stati
Uniti questo screening è stato, infatti, proposto solo per i bambini a rischio.
Se un medico, un pediatra, visita un
bambino e lo trova sano, generalmente il bambino è sano. I pediatri sono
accurati nelle loro visite ai piccoli pazienti e, poiché li vedono spesso per
verificarne il corretto accrescimento ed il normale sviluppo, sono in grado di
rilevare eventuali variazioni del loro colorito, respirazione o altri aspetti
della loro salute.
Viceversa un bambino che si ammala
spesso o che si stanca facilmente necessita di una visita accurata alla
ricerca di altri segni di malattia che orientino verso una diagnosi possibile e
quindi sugli esami più idonei ad individuarla.
Solo con l'esecuzione di esami mirati
si arriva ad una diagnosi veloce e precisa: è inutile "sparare nel
mucchio" sperando di trovare qualcosa. L'esecuzioni di batterie di esami
comporta, per motivi statistici, il rilievo di alcuni valori leggermente
diversi dalla norma che in genere vengono interpretati dai pazienti come indice
di malattia e portano alla richiesta a catena di ulteriori esami sempre più
complicati ed invasivi con sospetti di ulteriori malattie (Moliere ne "Il
malato immaginario" ci insegna tanto).
La richiesta dei genitori di praticare
esami "di routine" è, quindi, ingiustificata e non dovrebbe
essere posta al pediatra per non metterlo in difficoltà nel dovere opporre un
rifiuto, naturalmente motivato, o nell'avallare un comportamento sbagliato. E'
utile, invece, manifestargli con estrema franchezza i propri dubbi,
perplessità, preoccupazioni sulla salute del proprio figlio in modo da ricevere
risposte adeguate e mantenere lui un ottimo rapporto di fiducia e stimolo
reciproco.
Se manca la fiducia è meglio cambiare medico.
(Tiscali)
La personalità è
definita anche dai gusti musicali, dice studio
I
fan di musica classica e di jazz sono creativi, gli amanti del pop lavorano
sodo e, in barba agli stereotipi, chi ascolta metal è cortese, fantasioso e in
pace con sé stesso.
A dirlo è Adrian North, professore della Heriot-Watt
University della Scozia, che ha studiato a fondo il legame tra personalità
umana e generi musicali preferiti.
"Spesso le persone definiscono il senso dell'identità
attraverso i gusti musicali, vestendosi in un certo modo, frequentando
determinati locali e usando un particolare linguaggio", ha spiegato North.
"Non stupisce che la personalità sia legata anche alle preferenze
musicali".
In quello che North ha definito il più ampio studio mai
condotto su carattere e gusti musicali, i ricercatori hanno interrogato 36.518
persone su 104 diversi generi per poi somministrare loro un test della
personalità.
"I ricercatori dicono da anni che i fan del rock e del
rap sono ribelli e che quelli dell'opera sono ricchi ed educati", continua
North. "Ma è la prima volta che la ricerca dimostra che la personalità si
lega ad uno spettro più ampio di generi musicali".
Secondo lo studio, chi ascolta country è riservato e
studioso, i rapper sono estroversi e gli indie mancano di autostima e non sono
molto gentili, mentre i fan del jazz e della classica sono creativi e hanno un
buon livello di autostima, anche se i primi sono più espansivi mentre i secondi
sono timidi.
North cerca ancora volontari che partecipino alla ricerca: i
dettagli si trovano su www.peopleintomusic.com
(Reuters)
Sull'Everest per
studiare l'infarto
Progetto
Highcare parte il 9 settembre. Budget 1 mln euro
Un
gruppo di studiosi andra' sull'Everest per svelare i segreti di malattie come
ictus e infarto. Il gruppo, costituito di 46 persone, operera' in un
laboratorio naturale. E' costituito da medici, bio-ingegneri e alpinisti che si
sottoporranno a test scientifici ad alta quota per capire come l'ossigeno possa
innescare i meccanismi che sono alla base delle malattie cardiovascolari. La
spedizione partira' il 9 settembre, il budget di un milione di euro.
(Ansa)
Trapianti: boom
donatori all'Aido
Dopo
le polemiche sulla morte cerebrale per la Donazione Organi (Aido) sono giunte
96 telefonate negli ultimi due giorni contro una media di 2/3 giorno. Lo ha
reso noto il presidente dell'Aido, Vincenzo Passarelli mettendo in relazione il
boom di telefonate al numero verde con un articolo sulla morte cerebrale
pubblicato sull'Osservatore Romano. 'Meravigliato' Passarelli: 'bisogna essere
molto attenti perche' le parole usate possono essere pesanti come macigni e
possono condurre a una serie di conseguenze'.
(Ansa)
Moda e Tendenze 5 settembre 2008
La moda in lutto: è morta Mila Schön
Il mondo
della moda è in lutto per aver perso una delle sua stiliste migliori. All'età
di 92 anni infatti, è morta Mila Schön. Maria Carmen Nutrizio, questo era il
suo vero nome, era nata a Traù, un'isola della Dalmazia, nel 1916 e si era
trasferita a Milano dopo aver sposato Aurelio Schön, commerciante di preziosi.
Si è spenta a Milano a pochi giorni dai 50 anni di carriera.
Amata da Jacqueline Kennedy - Il suo stile sobrio e molto elegante, ha fatto di
lei una creatrice di moda tra le più apprezzate anche dai personaggi del jet
set quali Jacqueline Kennedy e Marella Agnelli. Dagli inizi della carriera nel
1958, e dalla prima sfilata organizzata per le amiche nell'atelier di via San
Pietro all'Orto, Mila Schön ha sempre proposto capi dalle linee nitide, tessuti
doppi accoppiati tra loro: la lana con la lana, il cotone con il cotone, senza
fodere, uguale fuori e dentro. "Concepivo gli abiti come li volevo: senza
fodere, con l'interno uguale all'esterno, il double face mi dava l'idea
dell'ordine, del pulito", affermava.
Moda e arte - La
signora dell'eleganza, così veniva anche definita, ha sempre amato
"contaminare" le sue creazioni ispirandosi alle opere di artisti come
Mondrian, Calder, Klimt, Pollock. Onde, cerchi e linee non era casuali ma molto
ben studiati. Un successo nato perché, come diceva: "Io noto solo il
brutto delle cose, eliminandolo rimane il bello".
(Tiscali)
Mar Rosso e la Sardegna regine
dell'estate
Il Mar Rosso
per chi preferisce le vacanze all'estero e la Sardegna per gli amanti del bel
mare all'insegna dell'italianità. Queste le località in testa alla top ten
delle preferenze degli italiani nell'estate 2008 secondo il sito
lastminute.com, che ha fotografato, sulla base delle prenotazioni ricevute, i
principali spostamenti vacanzieri degli italiani relativi all'estate 2008.
Le mete estere - Molti si
sono orientati prevalentemente sulle località balneari del Mediterraneo e sulle
capitali europee: in cima alla classifica troviamo il Mar Rosso, seguito da
Barcellona. Al terzo posto compaiono le isole della Grecia. A seguire te
affascinanti capitali come Parigi, Praga e Londra. Le isole Baleari si piazzano
al settimo posto, seguite dalle località turistiche della Tunisia e della
Turchia. Chiude la classifica delle top ten la capitale della Germania:
Berlino.
Le destinazioni italiane - La meta più ambita dell'estate 2008 è la Sardegna, in particolare per la
rinomata Costa Smeralda e il tratto costiero del Golfo degli Aranci, seguita
dalla gettonatissima Rimini, scelta prevalentemente da un pubblico giovane.
Terza classificata Palermo, molto richiesta sia per il turismo di mare sia per l'attrattiva
del patrimonio artistico e culturale della città. Segue l'isola di Ischia anche
grazie alle numerosissime sorgenti termali di cui dispone. Poi è la volta della
Puglia, in particolare della penisola del Salento, che è stata scelta sia dalle
famiglie sia da un pubblico giovane, grazie a strutture ricettive adatte a
tutte le esigenze. Al sesto posto della classifica troviamo ancora una città
della Sicilia: Catania. Confermato quindi che le mete preferite dagli italiani
restano le località balneari, riscuotono anche successo le città d'arte del
Belpaese. Ecco quindi che si aggiudica il settimo posto Roma, seguita da
Firenze, Venezia e Verona.
d(Tiscali)
Cindy McCain: mise
da 300 mila dlr
Vanity
Fair, Michelle Obama fece furore con abito 'low cost'
Una
mise da 300.000 dlr per l'aspirante first lady Cindy McCain martedi' alla
convention. Lo ha rivelato la rivista Vanity Fair. In particolare l'abito color
oro firmato da Oscar de la Renta (3.000 dollari). Seguono scarpe (600),
orologio Chanel (4.500), collana perle (11-25.000), orecchini (280.000).
Michelle Obama aveva fatto furore un paio di mesi fa indossando un abito 'low
cost' costato circa 142 dollari.
(Ansa)
Tutte in forma con
Gwyneth Paltrow!
Lancia un suo corso
di fitness in dvd
Il
sogno di Gwyneth
Paltrow? Seguire le orme di Jane Fonda. Cinema e successo questa
volta non c'entrano. L'attrice sogna infatti di lanciare presto il suo corso di
fitness in dvd, una serie di lezioni per aiutare le altre donne a mantenersi in
forma. I suoi segreti della bellezza saranno quindi presto svelati: "Un
po' di yoga, una base di pilates, stretching e resistenza", rivela una
fonte. Gwyneth ora punta all'Oscar del fitness!
La
35enne moglie di Chris Martin non ha mai nascosto di tenere alla linea.
Mamma
di due bambini, la Paltrow, che è anche vegana, ha ammesso di avere un
programma giornaliero di allenamento, preparato dal suo personal trainer, per
eliminare i grassi in eccesso e per modellare il fisico.
Pur di non perdere neppure un colpo, la star organizza sessioni di training via
webcam e registra gli esercizi fondamentali sul suo pc. E ora questa sua
passione sta per diventare un lavoro. Il Premio Oscar ha deciso di registrare le
sue performarce ginniche, creando un vero e proprio corso di fitness in dvd.
Come ha fatto un'altra regine del cinema, Jane Fonda. non è detto, poi, che
l'amica Madonna metta lo zampino in questa speciale produzione. Con la regina
del pop in regia e un premio oscar, non potrà essere che un successo!
(Tgcom)
Le vacanze?
Settembre in topless
In 7 milioni ancora
in ferie
C'è
chi torna e c'è chi va. In vacanza naturalmente. E se le ferie sono finite per
moltissimi italiani, altrettanti, 7 milioni secondo Telefono Blu,
sono partiti o stanno per partire. Le mete più gettonate? Caraibi,
Messico, Mar Rosso, isole del Mediterraneo e capitali europee. Mare e
isole in pole position quindi, in paesi esotici e lontani, dove godersi il sole
anche a settembre, magari in costume adamitico o osando spavaldi topless.
Perché in fondo quest'estate 2008 non ha brillato per seni al vento
particolarmente audaci. Sarà che forse non fanno più notizie, tanta è
l'abitudine a vederne di tutte le forme e dimensioni, veri, finti,
abbronzati o pallidi in tv e al cinema, o forse per via della solita censura e
dei divieti di varia natura, in nome di un non meglio specificato bon ton, che
quest'anno hanno contraddistinto molti luoghi di vacanze. La moda, dal
canto suo, ci prova da anni a riproporre, se non il nude look, almeno
l'effetto vedo-non-vedo, ma con scarso successo.
Quel che è certo è che il topless, scelta di libertà o tendenza, moda in
via d'estinzione, fa discutere da quattro decenni, da quando nel 1964 la
modella statunitense Tony
Lee Shelley diede scandalo presentandosi in riva al lago
Michigan con un paio di pantaloncini sgambati e due bretelle praticamente
invisibili.
E allora, per sfoggiare liberamente il proprio décolleté e ammirarne di
altrettanti in questo scampolo d'estate, che per molti, fa rima con vacanza,
ecco i luoghi dove il topless non fa più paura e la battaglia per conquistare
il diritto a denudare il seno è stata vinta, e quelli da evitare, se non si
hanno sul corpo a coprire le nudità almeno due pezzi di stoffa.
Se
in Europa il topless è comunque entrato nella normalità, negli Stati Uniti la
situazione è ancora difficoltosa. Oltreoceano, infatti, il seno nudo è tuttora
un tabù. Basti pensare che è persino attivo un movimento per i diritti civili
denominato "TERA", acronimo di “Topfree Equal Rights Association” .
Si rivendica il diritto di andare in giro a torso nudo esattamente comè è
concesso agli uomini. La loro icona di riferimento è la Marianne dipinta
(rigorosamente a seno nudo) da Delacroix
nel quadro La libertà che guida il popolo. E non è tutto. Il 23 agosto la
GoTopless.org, un’altra organizzazione americana, che lotta per la libertà del
seno nudo, ha promosso il National Go Topless Day, appellandosi nientemeno
che al 14° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, che garantisce
“Uguale protezione entro i vincoli di legge”. E quindi: se gli uomini possono
girare senza maglietta, perché le donne no?
Effettivamente, non fa una grinza. La sessualizzazione del seno non è
universale: altrove, le donne girano liberamente con il torace esposto,
esattamente come gli uomini. Nel mondo occidentale moderno, il seno può essere
parzialmente esposto e anche accentuato, a patto che gli abiti si fermino sopra
il capezzolo, e le restrizioni alla scollatura sono quasi inesistenti.
L’esibizione delle "mammelle" perde ogni malizia e viene normalmente
accettata invece quando queste vengono utilizzate per il loro scopo primario,
vale a dire nutrire un neonato: nessuno impedisce a una mamma di allattare in
pubblico, anzi, il gesto viene guardato dalla maggior parte delle persone con
tenerezza.
Rimane però tabù, ed espressamente proibito dalla legge, aggirarsi senza
adeguata copertura. Una discriminazione, secondo GoTopless, e anche secondo
Bara Brost (”Solo seno” o “Seno nudo”), un gruppo di attiviste svedesi che sta
lottando per ottenere la possibilità di nuotare a seno scoperto nelle piscine.
La motivazione ideologica è identica a quella di GoTopless: ovvero, la
de-sessualizzazione del seno, che corrisponderebbe a una maggiore uguaglianza
fra i sessi.
In
Italia
in realtà nessun divieto ufficiale colpisce le fan del topless, ma questo non
toglie che poi le ordinanze dei sindaci, nelle singole località di mare, si
comportino spesso da bacchettoni impenitenti.
Anche Francia, Spagna,
Grecia e Croazia sono abbastanza permissive. In questi Paesi ci
sono anche zone riservate ai nudisti integrali, quelli che oltre al reggiseno
non vogliono indossare nemmeno gli slip.
Diversa la situazione al di là dell'Oceano. Se gli States sono
piuttosto "bigotti" in materia, con la Florida che ha reso
il topless illegale quasi ovunque sulle sue spiagge tranne che sulla South
Beach di Miami, dove si chiude un occhio davanti ai seni nudi (ma si tiene ben
aperto l'altro per gustarsi lo spettacolo!), e sulla Haulover Beach che è uno
dei paradisi dei nudisti made in Usa. E la California dove in alcune spiagge non è
nemmeno permesso di fumare. Non va meglio in mezzo all'Oceano Pacifico
nell'arcipelago di Tonga,
dove di topless non si può nemmeno parlare.
Attenzione anche al Messico
e al Brasile. Nella terra che fu patria dell'antico popolo Maya
il seno nudo è vietatissimo, nel Paese della samba e dei sederi perfetti, non
c'è un vero e proprio divieto ma il topless non sempre è gradito. Non lo è
neppure sulle spiagge pubbliche della Giamaica,
dove però, ci si può denudare il seno sull'arenile privato degli hotel.
Ci sono poi Paesi come Cuba
o Santo Domingo, dove non c'è alcuna legge che vieti il
topless, ma quasi nessuno si toglie il reggiseno in spiaggia. Non c'è alcuna
ragione per farlo! Tuttavia nessuno si scandalizza se stranieri e cultori del
nudo si espongono al sole come mamma li ha fatti. Inutile ribadire come il
divieto sia più che assoluto invece su tutte le spiagge dei paesi di religione
musulmana, dove spesso alle donne non è concesso neppure di fare il bagno in
bikini. Bikini assolutamente vietato alle Maldive, anche sulle spiagge dei resort
internazionali, dove si rischia una multa salatissima. .