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Elezioni: listino Polverini per ora "sospeso"
Il "listino" della candidata presidente del Lazio per il Pdl,
Renata Polverini, resterà "sospeso" fino a quando la Corte d'appello di Roma non
ne avrà valutato la conformità. E' quanto si legge in una nota del Pdl.
"In data odierna l'ufficio centrale
regionale presso la Corte
d'Appello di Roma ha notificato al delegato del Pdl Lazio, Vincenzo Piso, una
comunicazione in base alla quale chiede la produzione di chiarimenti in ordine
alla delega in favore dello stesso Piso", dice la nota, dopo che alcuni
media hanno annunciato la bocciatura della lista.
"Pertanto, allo stato, in attesa di questi chiarimenti, che saranno
prodotti entro domani mattina allo stesso ufficio centrale regionale, il
listino resta sospeso", prosegue la nota, in cui si precisa che "ogni
altra illazione, anche relativamente a motivi diversi circa la sospensione
della lista, è destituita di ogni fondamento".
I magistrati non hanno ancora deciso se escludere il "listino" per
la mancanza di una firma, come aveva spiegato in precedenza una portavoce di
Piso: "Stiamo ancora cercando di capire cosa è successo... Non c'è una
bocciatura ma c'è una valutazione in corso perché pare che ci siano problemi,
che la lista non sia conforme. Pare che non sia una cosa allarmante, forse una
firma che manca, ma al momento non c'è nulla di ufficiale".
Sabato scorso l'ufficio elettorale ha già bocciato la lista del Pdl nella
circoscrizione provinciale di Roma perché presentata oltre la scadenza
ufficiale, e il caso è al centro di un ricorso all'Ufficio centrale regionale
della Corte d'appello.
In Lombardia, invece, è a rischio la lista del presidente uscente Roberto
Formigoni, del Pdl.
(Reuters)
Lombardia, presentato ricorso contro esclusione lista Formigoni
La lista di cui è numero uno il governatore uscente della Lombardia Roberto
Formigoni ha presentato oggi ricorso all'ufficio centrale regionale della Corte
d'Appello contro l'esclusione decisa ieri per un difetto di firme. Lo
riferiscono fonti legali.
L'esclusione, secondo quanto riferito ieri da
fonti giudiziarie, è stata determinata da 514 firme con cui era stata
presentata la lista che la Corte
d'appello ha ritenuto non valide. A provocare la decisione un ricorso
presentato dalla lista Bonino-Pannella.
Secondo le fonti, delle 3.935 firme a sostegno del listino di cui Formigoni
è capolista, la corte ne ha trovate 514 irregolari. Quelle valide dunque sono
state 3.421, sotto la soglia delle 3.500 necessarie.
"Il nostro è un esposto argomentato in cui dimostriamo che tutte le
firme contestate, nessuna esclusa, sono pienamente legittime", ha detto ai
giornalisti Massimo Corsaro, vice coordinatore del Pdl lombardo.
Il responso dell'ufficio centrale regionale della Corte d'appello deve
arrivare, per legge, entro 48 ore.
(Reuters)
Why Not, assolto presidente Regione Calabria Agazio Loiero
Agazio Loiero, presidente uscente del centrosinistra della Regione Calabria,
è stato assolto oggi dall'accusa di abuso d'ufficio nel processo con rito
abbreviato scaturito dall'inchiesta "Why Not", relativa a presunte
irregolarità nella gestione di fondi pubblici nella Regione, secondo quanto
riferito da fonti legali.
Sentenza di assoluzione anche per il suo
predecessore Giuseppe Chiaravalloti, del centrodestra, accusato di abuso di
ufficio e truffa, e per l'ex assessore regionale del centrodestra, Gianfranco
Luzzo, accusato di abuso d'ufficio.
Loiero, per il quale il pm Eugenio Facciolla aveva chiesto la condanna ad un
anno e mezzo di carcere, aveva dichiarato che, in caso di condanna, non si
sarebbe ricandidato alla presidenza della Regione.
Per Chiaravalloti i pm avevano chiesto una condanna a due anni e quattro
mesi, per Luzzo ad un anno e mezzo.
Una condanna a due anni per abuso d'ufficio è stata inflitta invece ad
Antonio Saladino, ritenuto dagli inquirenti il "capo" di una sorta di
comitato d'affari che avrebbe gestito in maniera illecita i fondi destinati
alla Regione Calabria. Cadute le accuse a suo carico di associazione a
delinquere e truffa.
Per lui il pm aveva chiesto quattro anni e mezzo di carcere.
"Saladino non è un faccendiere. Oggi gli è stata restituita la patente
di imprenditopre pulito", ha commentato il suo legale Francesco
Gambardella.
(Reuters)
Fastweb, gip rinvia di 48 ore decisione su interdizione
Il gip di Roma Aldo Morgigni ha rinviato di 48 ore la decisione sulla
richiesta di interdizione di Fastweb e Telecom Italia Sparkle, società di
Telecom Italia, avanzata dalla procura nell'ambito dell'inchiesta sul
riciclaggio per la quale è stato arrestato, fra gli altri, l'ex AD di Fastweb
Silvio Scaglia.
Lo hanno detto al termine dell'udienza in
camera di consiglio gli avvocati di Fastweb, Franco Coppi, e di Telecom Italia
Sparkle, Paola Severino.
"Il gip ha rinviato perché deve decidere su varie istanze presentate
dai pm e dalla difesa. Dobbiamo portare altra documentazione, poi il gip ci
dirà", ha spiegato Coppi.
"Il gip si è preso altre 48 ore per decidere, termine entro il quale le
difese potranno portare altra documentazione", ha detto Severino.
Alla domanda se fra le proposte avanzate da Fastweb per evitare il
commissariamento ci siano - come riportato dai media - un cambio nel Cda o una
stretta sulla vigilanza, Coppi ha risposto: "Non siamo arrivati a questo
tipo di articolazione".
(Apcom)
Csm prende posizione contro attacchi Berlusconi ai magistrati
La Prima
commissione del Csm ha concluso una pratica a tutela della magistratura
relativa ad alcune dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi, in cui prende
posizione contro la delegittimazione dei magistrati. Lo riferiscono fonti
giudiziarie.
La
Prima commissione del Consiglio superiore della magistratura
ha approvato all'unanimità la bozza di un testo che dovrà ora essere rivista
prima di passare al vaglio del plenum.
Il fascicolo era stato aperto lo scorso
settembre dopo le dichiarazioni polemiche di Berlusconi sui pm antimafia di
Palermo e Milano. Vi si erano aggiunte altre dichiarazioni contro i magistrati
"comunisti" rese dal capo del governo in diretta telefonica a
"Ballarò", il paragone che aveva tracciato tra i presunti attacchi da
parte delle toghe e l'aggressione subìta a Milano ad opera di uno psicolabile,
e la recente frase sui giudici del processo Mills definiti "banda di
talebani".
Nel testo, la Prima commissione del Csm
prende posizione contro la delegittimazione della magistratura, riprendendo
alcuni passaggi di un recente intervento in materia del presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano.
(Reuters)
Calabria/ Lamezia, truffa da 22 mln in settore acque minerali
La guardia di finanza di Catanzaro ha scoperto a Lamezia
Terme una maxi truffa da 22 milioni di euro ai danni dello Stato e dell'Ue di
cui sono accusati i legali rappresentanti e i soci di due società del settore
dell'imbottigliamento e della raccolta delle acque minerali. Accertata anche la
commercializzazione, di circa 170mila litri di acqua imbottigliata e
contaminata dal pericoloso batterio 'pseudomonas aeruginosa'. La
commercializzazione è stata successivamente bloccata da un tempestivo decreto
di sequestro da parte della Procura di Lamezia Terme. Notificati quattro
provvedimenti restrittivi di obbligo di dimora nei confronti di soci e
amministratori di due società beneficiarie dei finanziamenti statali e
comunitari. (segue)
(Apcom)
Ogm/ Zaia: Contrari a decisione della Commissione Ue
La decisione della Commissione Ue autorizzare la
coltivazione di una patata geneticamente modificata "ci vede
contrari". Lo afferma il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia,
sottolineando che "il fatto di rompere una consuetudine prudenziale che
veniva rispettata dal 1998 è un atto che rischia di modificare profondamente il
settore primario europeo". Dopo il via libera alla produzione della patata
Ogm Amflora di proprietà della Bayer, Zaia sottolinea: "Non solo non ci
riconosciamo in questa decisione ma ci teniamo a ribadire che non permetteremo
che questo metta in dubbio la sovranità degli Stati membri in tale
materia". "Da parte nostra - afferma - proseguiremo nella politica di
difesa e salvaguardia dell'agricoltura tradizionale e della salute dei cittadini.
Non consentiremo che un simile provvedimento, calato dall'alto, comprometta la
nostra agricoltura". "Valuteremo la possibilità di promuovere un
fronte comune di tutti i Paesi - conclude - che vorranno unirsi a noi nella
difesa della salute dei cittadini e delle agricolture identitarie europee".
(Apcom)
Crocifisso, Corte europea accoglie ricorso dell'Italia. Frattini: ''Vivo
compiacimento''
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha accolto il
ricorso dell'Italia contro la sentenza sull'affissione del crocefisso nelle aule scolastiche.
Lo annuncia il ministro degli Esteri, Franco Frattini. "Apprendo -
sottolinea - con vivo compiacimento la notizia dell'accoglimento, da parte
della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, della domanda di rinvio davanti alla Grande Camera del caso Lautsi,
sull'affissione del crocifisso nelle aule scolastiche. E' con
soddisfazione che constato che sono stati accolti i numerosi e articolati
motivi di appello che l'Italia aveva presentato alla Corte". Soddisfazione
è stata espressa anche dal titolare delle politiche agricole alimentari e
forestali Luca Zaia
che parla di ''un atto dovuto a quanti sostengono la libertà, in tutte le sue
forme''. Lo definisce un ''atto di buonsenso che dovrebbe indurre tutti a una
riflessione" la senatrice del Pd Mariapia Garavaglia mentre il ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini
parla di ''un grande successo dell'Italia nel riaffermare il rispetto delle
tradizioni cristiane e l'identità culturale del Paese".
Per il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto della
Congregazione dei Vescovi, la decisione della Corte di Strasburgo è un primo
"risultato molto importante". Interpellato dall'ADNKRONOS, il
cardinale Re esprime la soddisfazione per l'esito: "E' una cosa che mi fa
molto piacere e mi riempie di gioia".
La decisione della Corte di Strasburgo arriva a quattro mesi
di distanza dalla sentenza della stessa corte che il 3 novembre 2009 aveva dato
ragione a Soile Lautsi, cittadina italiana di origine finlandese. La battaglia
legale della donna, residente ad Abano Terme, ebbe inizio 9 anni fa quando i
suoi due figli frequentavano un istituto scolastico del posto. Allora chiese
alla scuola la rimozione del crocifisso, invocando una sentenza della
Cassazione. Dopo aver affrontato la questione nei tribunali italiani, il 27
luglio del 2007 la Lautsi
si rivolse, anche a nome dei figli, alla Corte di Strasburgo che, dando ragione
alla donna, sentenziò che l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche
lede la libertà di religione degli alunni e il diritto dei genitori di poter
educare i figli secondo le proprie convinzioni.
L'ok della Corte di Strasburgo al ricorso dell'Italia,
comunque, non la spaventa. ''Mi
sento già vincitrice - ha detto Soile all'ADNKRONOS - Per ora
è stato solo accolto il ricorso. Vedremo cosa succede''.
Il caso sarà esaminato dalla Grande Camera della Corte.
(Adnkronos)
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