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Di Girolamo/ Ok
aula Senato a dimissioni non è più senatore
L'aula
del Senato ha approvato, con voto a scrutinio segreto, le dimissioni
di Nicola Di Girolamo da senatore: 259 i voti a favore, 16 contrari e
12 astenuti. Prima del dibattito, Di Girolamo aveva letto la lettera
che aveva mandato lunedì scorso al presidente del Senato Renato
Schifani con la quale ha rassegnato le dimissioni. "Ho ceduto
certo signor presidente ma le mie colpe verranno circoscritte dalla
verità": ha ripetuto il senatore del Pdl parlando nell'aula
retta dalla vice presidente Rosi Mauro. "Io sono oggi visto come
l'untore e il Lucifero della situazione e per questo non faccio i
nomi dei colleghi che vorrei ringraziare", ha poi detto il
senatore parlando a braccio. "Ho visto una serie di fotografie
sui giornali - ha detto ancora - che mi ritraggono con un signore che
dicono sia un mafioso e che a me era stato presentato come un
ristoratore. In campagna elettorale - ha aggiunto - si fanno
centinaia di foto, quella sera, davanti a quella torta ho fatto 250
fotografie, dopo quel signore (che è stato identificato come il boss
Franco Pugliese, ndr) anche con il parroco". Il dibattito è poi
proseguito in assenza di tutti i senatori del Pdl, ad eccezione di
Barbara Contini, impegnati in una riunione di gruppo. Questo ha
causato le proteste di tutta l'opposizione e in particolare del Pd e
dell'Idv.
(Apcom)
Inchiesta G8/
Csm accoglie all'unanimità le dimissioni di Toro
Il plenum del Csm
ha accolto, questa mattina, all'unanimità le dimissioni dalla
magistratura dell'ormai ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro,
presentate all'indomani del coinvolgimento del magistrato
nell'inchiesta sugli appalti per i Grandi Eventi. Formalmente, si
tratta di un collocamento a riposo per anzianità a decorrere dal 17
febbraio scorso.
(Apcom)
Elezioni
Lazio, respinto ricorso lista Pdl
L'Ufficio
elettorale centrale presso la Corte d'Appello di Roma ha respinto il
ricorso del Popolo della Libertà e ha confermato l'esclusione della
lista Pdl dalle elezioni regionali per la provincia di Roma.
Lo
ha confermato il Comitato elettorale della candidata presidente del
centrodestra Renata Polverini.
Sabato
scorso l'ufficio elettorale ha bocciato la lista del Pdl nella
circoscrizione provinciale di Roma perché presentata oltre la
scadenza ufficiale, e il caso è al centro di un ricorso all'Ufficio
centrale regionale della Corte d'Appello, dopo che un primo tentativo
di chiedere la riammissione è stato bocciato domenica dai
magistrati.
La
questione ha anche risvolti penali, perché il Pdl ha denunciato i
rappresentanti della lista Bonino-Pannella accusandoli di aver
impedito l'ingresso in orario al loro delegato, che per questo non
avrebbe potuto presentare la lista. I radicali a loro volta hanno
denunciato per falso i testimoni citati dal Pdl.
Resta
intanto sospeso il "listino" della stessa Polverini, dopo
che questa mattina il centrodestra ha presentato la documentazione
richiesta dai giudici, come ha riferito il coordinatore regionale del
partito, Vincenzo Piso.
"Questa
mattina abbiamo presentato le nostre controdeduzioni, per così dire,
la documentazione richiesta dalla Corte d'Appello sul listino",
ha detto a Reuters Piso, che è anche deputato. "E' una
stupidaggine... secondo noi si risolve nel giro di poco tempo".
La
candidata presidente, in una dichiarazione alla stampa, ha definito
la vicenda relativa al "listino" "una piccola
questione procedurale che riguarda il listino, su cui penso avremo
presto una risposta".
I
giudici hanno sollevato ieri un problema di conformità nella
presentazione del listino relativo proprio alla delega di Piso come
presentatore.
Polverini
oggi ha incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
Gianni Letta e il presidente della Camera Gianfranco Fini, con cui,
ha detto, "abbiamo semplicemente definito quello che accadrà
se, come io credo, il listino tornerà in campo. La mia lista c'è e
quindi proseguiamo questa bellissima avventura...".
In
Lombardia, invece, è a rischio la lista del presidente uscente
Roberto Formigoni, del Pdl, dopo che i magistrati hanno accertato
l'irregolarità di oltre 500 firme. L'esito del ricorso presentato
dal centrodestra è atteso entro la giornata.
(Reuters)
Alcol,
allarme 'sballo' tra i giovani Il primo bicchiere già a 12 anni
Italiani e alcol:
attrazione fatale. I connazionali che esagerano col bicchiere
sfiorano il 16%. E a volte si lasciano andare in modo pericoloso: il
34% dei bevitori, soprattutto giovani, pratica almeno una volta a
settimana il binge drinking, la moda di bere in maniera compulsiva
fino ad ubriacarsi. E' il quadro che emerge dalla Relazione al
Parlamento che il ministero della Salute ha trasmesso il 14 gennaio
scorso ai presidenti di Camera e Senato sugli interventi realizzati
da ministero e Regioni in attuazione della 'Legge quadro in materia
di alcol e problemi alcolcorrelati'.
Il
quadro epidemiologico che emerge dalla Relazione conferma la
diffusione, in atto negli ultimi anni, di comportamenti a rischio
lontani dalla tradizione nazionale - sottolinea il ministero - quali
i consumi fuori pasto, le ubriacature e il binge drinking,
soprattutto tra i giovani.
Nei
confronti dell'Europa, l'Italia presenta una minore prevalenza di
consumatori di bevande alcoliche e una minore diffusione del binge
drinking. Tuttavia, fra coloro che consumano alcol, ben il 26% lo
fa quotidianamente (il doppio della media europea), il 14% lo fa da 4
a 5 volte a settimana (valore più alto in Europa) e il 34%
pratica il binge drinking almeno una volta a settimana (contro il 28%
della media europea).
Inoltre, il 9,4%
della popolazione consuma quotidianamente alcol in quantità non
moderate e il 15,9% non rispetta le indicazioni di consumo proposte
dagli organi di tutela della salute.
Il
binge drinking è diffuso soprattutto tra i ragazzi di 18-24 anni
(22,1%) e di 25-44 (16,9% ). Per quanto riguarda i giovani, la bassa
età del primo contatto con le bevande alcoliche è l'aspetto di
maggiore debolezza del nostro Paese nel confronto con l'Europa (in
media 12,2 anni di età, contro i 14,6 della media europea). Nel
2008 il 17,6% dei giovani di 11-15 anni ha consumato bevande
alcoliche, in un'età al di sotto di quella legale per la
somministrazione e per la quale il consumo consigliato è pari a
zero. Tra i giovani di 18-24 anni, maschi e femmine, ha consumato
bevande alcoliche il 70,7%, con una prevalenza superiore alla media
nazionale.
In particolare, i
giovani al di sotto dei 30 anni rappresentano il 10% dei pazienti in
trattamento nei servizi alcologici territoriali del Ssn.
Cattive
abitudini che portano inevitabilmente anche ad un aumento degli
incidenti stradali. Tra i giovani conducenti si riscontra il più
alto numero di feriti e morti negli incidenti stradali (29.672 feriti
di 30-34 anni e 432 morti di 25-29 anni nel 2007) e l'ebbrezza da
alcol ha rappresentato nel 2007 il 2,09 % del totale di tutte le
cause di incidente stradale rilevate.
Tra gli anziani over
65, il 48,1% dei maschi e il 13,1% delle femmine consuma alcolici, e
in particolare vino, senza attenersi alle linee guida proposte dagli
organi di tutela della salute.
(Adnkronos)
Dell'Utri:
''Dietro alle carte ritrovate di Pasolini molti gialli d'Italia''
Un inedito che
potrebbe svelare molti misteri italiani. Si infittisce così ''il
giallo della tragica scomparsa di Mattei, la stessa scomparsa di
Pasolini e forse qualche altro fatto dell'epoca che ormai fa parte
dei cosiddetti misteri d'Italia. Quelle cose che ancora oggi sono
tutte da scoprire''. Così il senatore del Pdl e noto bibliofilo
Marcello Dell'Utri, all'indomani del suo annuncio del probabile
ritrovamento del dattiloscritto di 'Lampi sull'Eni' di Pier Paolo
Pasolini, che avrebbe dovuto costituire un capitolo del romanzo
incompiuto 'Petrolio', parla all'ADNKRONOS del ''giallo'' delle carte
scomparse, che dovrebbero essere svelate all'apertura della XXI
Mostra del libro antico di Milano, in programma dal 12 al 14 marzo.
Dell'Utri avverte:
''Non si facciano strumentalizzazioni, non parlo di queste cose
perché obiettivamente non so ancora cosa ci sia stato dietro a
questi misteri. Certamente un cosiddetto giallo quello sì, potrebbe
esserci stato e se venisse fuori una trama vera con la soluzione
finale, sarebbe un bene per tutti''.
La scoperta del
dattiloscritto di Pasolini ''è tutta da verificare. Intanto -
ribadisce il senatore - ho dato la notizia di questa scoperta che mi
è stata annunciata, spero si faccia in tempo per la mostra del
libro antico di Milano. Si annuncia questo interessante inedito,
che attendiamo materialmente di vedere, e si annuncia una cosa
interessante. Anch'io sono molto curioso di capire di che si
tratta, e spero non sia soltanto un annuncio''.
''Non ho ancora
letto queste pagine, ho letto una sintesi. Non saprei dire se
queste scritture siano di Pasolini o meno. In ogni caso, aspetto
di vedere questo dattiloscritto che mi è stato annunciato. Però
- rimarca il senatore bibliofilo - c'è una cosa interessante: si è
scoperto o meglio dissotterrato forse un libro che era scomparso,
libro dal quale Pasolini trae le argomentazioni per il famoso
capitolo 'Lampi sull'Eni' di 'Petrolio'. Questo libro ('Questo è
Cefis. L'altra faccia dell'onorato presidente' di un autore
anonimo che si firma Giorgio Steimetz, ndr) è un libro che fu
editato nel 1972 e sparì dal mercato, in maniera direi quasi
rocambolesca perché non fu proprio neanche depositato nelle
biblioteche nazionali per il deposito obbligatorio, quello legale.
Per cui già la scoperta di questo libro mi sembra interessante, poi
vedremo il resto. L'appuntamento è alla Mostra del Libro antico''.
(Adnkronos)
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