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Australia,
accordo con l'Indonesia per la lotta al traffico di esseri umani
I due leader
hanno concordato un piano d'azione per frenare il flusso di migranti diretti
verso le coste australiane.
Australia e Indonesia
hanno concordato un piano d'azione per bloccare il traffico di esseri umani
che, attraversando l'Indonesia, si dirigono in Australia per richiedere asilo
nel paese. Sono più di 70 le barche fermate nel 2009 in acque australiane,
per un totale di circa 3000 perone, altri 21 scafi sono state fermate
quest'anno.
Dopo la visita al premier
australiano Kevin Rudd, il presidente indonesiano Susilo Banbang Yudoyono ha
annunciato ad una seduta congiunta delle camere che introdurrà il reato di
contrabbando di persone, con una pena che prevede fino a 5 anni di reclusione.
Nonostante il flusso di immigrati che tenta di raggiungere le coste dell'Austarlia
sia nettamente inferiore rispetto a quello diretto verso l'Europa, il tema nel
Paese resta aperto e controverso. Nel frattempo il carcere di massima sicurezza
per migranti (come è stato definito dagli attivisti per i diritti umani
australiani) di Christmas island ha raggiunto il limite massimo di capienza, ma
l'opposizione conservatrice continua ad accusare il premier di non fare
abbastanza.
I due leader durante il
colloquio hanno concordato di collaborare anche nella lotta ai gruppi terroristici
in Indonesia. Oggi la conferma che l'uomo ucciso dalla polizia di Giakarta è
Dulmatin, uno dei principali responsabili degli attentati terroristici che nel
2002 causarono a Bali 202 morti, 88 dei quali di nazionalità australiana.
(Peacereporter)
Islam/ Minareti, Svizzera sul banco degli accusati all'Onu
La Svizzera sarà sul banco degli accusati
davanti al Consiglio dei Diritti dell'Uomo per il divieto di costruzione di
nuovi minareti. E' quanto prevede la bozza di una risoluzione alla quale ha
avuto accesso la France
Presse. La bozza che circola attualmente fra gli Stati
musulmani e africani prevede di "condannare con forza il divieto di
costruzione di nuovi minareti" che contravviene agli obblighi
internazionali in materia di diritti dell'uomo e di libertà di religione".
Simili misure possono alimentare "la discriminazione, l'estremismo e i
pregiudizi, portando alla polarizzazione e alla divisione, con conseguenze
pericolose e inedite", si legge nel testo che sarà sottoposto al Consiglio
dei diritti dell'Uomo prima della fine della sessione plenaria, in corso fino
al 26 marzo. Lo scorso 29 novembre gli svizzeri hanno approvato, contrariamente
alle previsioni dei sondaggi, con il 57,5% una norma che prevede il divieto di
costruzione di nuovi minareti sul territorio elvetico. (con fonte afp)
(Apcom)
Etiopia/ Geldof protesta con la Bbc, dopo reportage su aiuti
Dopo aver
sparato a zero contro la Bbc,
Bob Geldof chiede adesso la testa del direttore del World Service, Peter
Horrocks, e di altri due giornalisti, Andrew Whitehead e Martin Plaut. In un
reportage diffuso sulla Bbc si sosteneva che una grossa percentuale dei soldi
raccolti da Live Aid per lottare contro la carestia in Etiopia, erano stati
dirottati per acquistare armi finite ai guerriglieri del Fronte Popolare di
Liberazione del Tigrai. Geldof, organizzatore della campagna del 1985 contro la
carestia in Etiopia (Band Aid) assieme a Oxfam, Save the Children e Unicef,
nega con forza queste accuse e sostiene che contrariamente a quanto affermato
dal servizio pubblico britannico "neanche un penny" raccolto "è
stato speso in armi". Con un intervento sul quotidiano britannico The
Guardian di oggi, il cantante irlandese ricorda alla Bbc il suo particolare
dover di verificare la veridicità dei propri servizi giornalistici, e la accusa
inoltre di minare la fiducia dell'opinione pubblica nei confronti delle
iniziative benefiche. Il World Service della Bbc aveva riferito mercoledì
scorso che il 95% dei 100 milioni di dollari (oltre 70 milioni di euro)
destinati alla provincia del Tigrai furono usati dai ribelli per acquistare
armi .
(Apcom)
In Georgia la donna più vecchia del mondo: 130 anni e beve
vodka
Non
conduce uno stile di vita proprio ortodosso rispetto ai dogmi del salutismo.
Eppure a giugno raggiungerà la veneranda età di 130 anni, o almeno è quello che
lei e i suoi sostenitori sostengono. Antisa Khvichava, la nonna di Georgia,
beve vodka ed è un'accanita giocatrice di backgammon. Secondo quanto riporta
Rustavi 2, canale indipendente georgiano rilanciato da Sky News, le autorità di
Tbilisi hanno chiesto l'omologazione del record al Guinnes dei primati.
"Antisa Khvichava è nata nel XIX secolo ed è meravigliosa", ha
sostenuto Giorgi Vashadze, capo del Registro civile georgiano. "Abbiamo -
ha continuato - tutti i documenti necessari a dimostrarlo". Le autorità
possiedono la documentazione per il passaporto di era sovietica che dimostra la
data di nascita della donna e il libretto per la pensione emesso negli anni
'60. Secondo il quale, in realtà, la donna avrebbe lavorato fino a 85 anni,
essendo nata nel 1880 e andata in pensione nel 1965,, L'8 marzo, nella giorno
della donna, l'arzilla nonnetta è stata mostrata in televisione circondata da
nipoti e pronipoti. Non s'è fatta mancare un bicchiere di vino, anche se la
bevanda che preferisce è, neanche a dirlo, la vodka. Attualmente la persona più
vecchia del mondo riconosciuta dal Guinness è una donna giapponese di 114 anni.
(Apcom)
Mali, libera cooperante
spagnola. Silenzio su italiani
Una cooperante spagnola
rapita in Mali da un gruppo legato ad al Qaeda è stata liberata. Lo ha
confermato oggi il governo spagnolo.
La Farnesina mantiene invece la linea del
silenzio sulla situazione di due italiani rapiti quasi tre mesi fa al confine
con il Mali, Sergio Cicala, 65 anni, e la moglie Filomena Kabouree, 39 anni,
originaria del Burkina Faso, della quale i media hanno in un primo tempo
annunciato e poi smentito la liberazione.
"E' una non notizia,
non posso confermare perché non dico niente finché non avremo i nostri ostaggi
in Italia. Non ho mai cambiato la linea del silenzio totale", ha detto il
ministro degli Esteri Franco Frattini ai giornalisti, a margine di un'audizione
alla Camera.
Nessuna notizia in merito
anche dal governo spagnolo, mentre fonti della presidenza del Burkina Faso
dicono che i negoziati continuano.
Alicia Gamez invece è
stata rapita assieme a due colleghi spagnoli con cui era in viaggio nel nord
della Mauritania verso il Senegal meridionale lo scorso novembre. La notizia
del suo rilascio era stata data in precedenza dall'organizzazione non
governativa per cui la donna lavora.
"Lo abbiamo saputo
dalla stampa questa mattina presto e una conferma è arrivata molto dopo",
aveva detto alla televisione di stato Josep Ramon Jimenez, portavoce della ong
Accio Solidaria.
Cicala e la moglie sono
stati rapiti assieme al loro autista il 18 dicembre nella Mauritania orientale,
al confine con il Mali. Qualche giorno dopo, il gruppo aveva diffuso su un sito
Internet tre foto dei rapiti.
Il mese scorso il gruppo
Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aquim) ha diffuso un messaggio di Cicala al
premier Silvio Berlusconi e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
(Reuters)
Dalai Lama appoggia gli
uiguri, rischia ira cinese
Il Dalai Lama, leader
spirituale tibetano in esilio, ha espresso oggi il suo sostegno a una minoranza
etnica in pericolo nella provincia cinese dello Xinjiang, esponendosi al
rischio di peggiorare ulteriormente le difficili relazioni con Pechino.
In un discorso per
ricordare il 51esimo anniversario della fuga dal Tibet, abbandonato
precipitosamente dopo aver tentato di mettere in discussione il dominio cinese,
il Dalai Lama si è riferito allo Xinjiang chiamandolo "Turkistan
dell'Est", denominazione data dagli esuli che vorrebbero l'indipendenza.
La regione è popolata dalla minoranza etnica degli uiguri, popolazione a
maggioranza musulmana.
"Vorrei esprimere la
mia solidarietà e manifestare fermamente con loro", ha detto il Dalai Lama
ai circa 3.000 tibetani raccolti a Dharamsala, villaggio nel nord dell'India dove
il leader spirituale vive da cinque decenni.
Le autorità cinesi hanno
lanciato una violenta campagna contro gli uiguri, che la Cina accusa di essere
pericolosi separatisti, provocando la morte di almeno 200 abitanti dello
Xinjiang.
(Reuters)
Nuova Zelanda, all'asta
"fantasmi" in bottiglia
Una donna neozelandese ha
venduto due fiale che, secondo lei, contengono i fantasmi di un vecchio e di
una ragazza incassando oltre 1.000 euro al termine di una combattuta asta
online. Lo hanno riportato i mezzi di comunicazione neozelandesi.
Avie Woodbury ha detto a
Tvnz di aver catturato gli spiriti dopo un esorcismo condotto per liberare la
sua casa, pratica per cui ha pagato circa 60 euro.
Woodbury ha poi immerso
gli spiriti nell'acqua santa richiudendoli in due ampolle prima di decidere di
metterle all'asta.
La pagina web ha attratto
per la vendita circa 200.000 visite prima della fine dell'asta, conclusa lunedì
dopo una settimana di prezzi al rialzo. Woodbury ha detto che il ricavato,
fatta eccezione per la parcella dell'esorcista, verrà donato ad una
associazione per la difesa degli animali.
"Il bollitore si
riscaldava da solo, venivo toccata sul collo, sentivo voci da altre camere,
oggetti si dissolvevano per poi ricomparire in posti strani", ha detto.
"Volevo solo
sbarazzarmi di loro perché mi facevano paura. Ma alcune persone potrebbero
trovare in loro dei piacevoli compagni di gioco".
Woodbury ha detto di
essersi sentita meglio dopo l'esorcismo. "Non so se sia psicologico o meno
ma (dopo) sicuramente mi sono sentita meglio", ha detto a Tvnz.
Il migliore offerente è
stata una società produttrice di sigarette elettriche che, a detta dei giornali
locali, starebbe già cercando idee per utilizzare le fiale.
(Reuters)
Lo zoo di Barcellona dà
il benvenuto al gorillino nato senza l'aiuto dell'uomo
Nasce a Barcellona il primo gorilla senza l'aiuto
dell'uomo.
Si tratta di un evento raro perché una mamma-gorilla che sia stata in cattività
per lungo tempo può perdere gli istinti materni e, spesso, deve esserle
insegnato nuovamente come allattare e nutrire i suoi piccoli. Molto spesso,
infatti, i gorilla nati nei giardini zoologici devono essere nutriti
artificialmente.
Ma così
non è stato per il piccolo gorilla di Barcellona, nato il 28 febbraio scorso,
che ha avuto da subito lo sguardo amorevole dei genitori a tenergli compagnia.
I dipendenti dello zoo sostengono che la sua nascita è
stata naturale come se fosse stato partorito nel proprio habitat.
Secondo
quanto riporta 'Spanish daily 20 Minutos', sabato prossimo inizierà il
sondaggio per scegliere il nome. Finora ce ne sono quattro: Babule (tenero),
Engom (marzo), Kikile (presto o veloce) e Nvom (fortuna). I nomi sono tutti nel
dialetto africano parlato nella Guinea Equatoriale, da dove viene il nonno del
piccolo.
(Adnkronos)
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