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Il fatto: "Pressioni per bloccare
Annozero". Di Pietro: "Minzolini si deve dimettere"
Silvio
Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il commissario
dell'Authority Giancarlo Innocenzi sarebbero indagati nell'ambito di
un procedimento aperto dalla procura di Trani e condotto dal Pm
Michele Ruggiero. Lo scrive 'Il fatto', che parla di una indagine
partita dal fenomeno delle carte di credito 'revolving' e poi
sviluppata su altri temi.
All'attenzione
della magistratura sono finite, scrive 'Il fatto', alcune
intercettazioni della Guardia di finanza di Bari (comprese quelle con
il Dg Rai Mauro Masi che pero' non risulterebbe tra gli indagati) in
cui il premier farebbe "pressioni" per arrivare alla
chiusura di 'Annozero' di Michele Santoro e in cui si lamenterebbe
tra gli altri anche di 'Ballaro'' e 'Parla con me'. Minzolini
(secondo il quotidiano chiamato "direttorissimo" al
telefono dal premier), invece, nelle intercettazioni rassicurerebbe
Berlusconi su alcuni servizi del Tg1.
Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il commissario dell'Agcom
Giancarlo Innnocenzi, sono "asserviti" ai diktat di Silvio
Berlusconi, quindi si devono dimettere. Il presidente dell'Idv,
Antonio Di Pietro, lo dice alla Camera, annunciando di aver gia'
depositato un'interrogazione urgente che invita il presidente del
Consiglio a riferire in Parlamento sul contenuto delle
intercettazioni della Guardia di Finanza di Bari e sul relativo
fascicolo aperto dalla procura di Trani.
"L'Idv
-ha dichiarato Di Pietro- vuole informare i cittadini del grave
rischio che il 'novello Adolfo', chiuso nel suo bunker, sta mettendo
in atto contro la democrazia. Oggi abbiamo appreso che Berlusconi era
in contatto con un componente dell'Agcom per decidere quali
trasmissioni e quale informazione doveva essere affossata e quale
poteva andare in onda. Controllare l'informazione e' tipico del
regime".
"Ogni giorno Berlusconi fa un decreto a suo uso e consumo: prima
per non farsi processare, poi per truccare le regole elettorali a
gioco in corso e adesso bloccando addirittura l'informazione per non
far sapere ai cittadini quali sono i candidati e i loro programmi
elettorali. Se non e' regime questo... Meno male che esiste qualche
giudice e qualche organo di controllo che cercano di bloccarlo. Ma il
principale organo di controllo che lo puo' bloccare e' il popolo che
alle elezioni ha l'occasione di mandarlo a casa".
"C'e' un grave rischio per le democrazia, accertato e
documentato -risponde il leader dell'Idv riferendosi all'inchiesta di
Trani- costituito dal presidente del Consiglio che interagisce in
prima persona con il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e con un
commissario dell'Agcom allo scopo di controllare l'informazione.
Cosi' come avviene in Corea del Nord, cosi' come faceva Saddam
Huissein o come faceva Adolfo dal suo bunker".
"Abbiamo presentato un'interrogazione urgente al presidente del
Consiglio affinche' venga a riferire in aula, perche' e con quale
diritto, si e' arrogato il potere di condizionare un organo di
controllo come Agcom. Riteniamo che il consigliere dell'Agcom
indicato -conclude Di Pietro- debba dimettersi e debba essere
cacciato fuori a pedate e lo stesso trattamento deve essere riservato
a Minzolini che, ancora una volta, si e' dimostrato essere asservito
al suo datore di lavoro Berlusconi".
"E' una cosa di una gravita' inaudita. Mi auguro che le massime
autorita' dello Stato intervengano" è stato il commento di
Michele Santoro sulle pressioni del premier sull'Agcom per interventi
contro 'Annozero'. "Io per tanto tempo - afferma - ho condotto
una battaglia solitaria contro un aribitro che dovrebbe essere terzo
e invece e' lottizzato da partiti. Mi pare che ora stia venendo fuori
in tutta la sua gravita' il carattere di arbitro 'farlocco'
dell'Authority per le Tlc. D'altronde, basterebbe leggere l'elenco
dei componenti dell'Autorita' per capire che invece di garantire la
terzieta' stabilita' dalla Costituzione per le Autorita' di garanzia,
l'unica cosa garantita e' la lottizzazione", conclude Santoro.
Secondo
il consigliere d'amministrazione della Rai Nino Rizzo Nervo, "se
il direttore del Tg1 non smentisce e se le rivelazioni del Fatto
saranno confermate si apre un problema molto serio che il Cda
straordinario di lunedi'' dovra' affrontare con serieta' ed urgenza.
Garantire che non vi siano ombre sulla principale testata televisiva
e' un dovere ineludibile per chi amministra un servizio pubblico
raiotelevisivo".
Dalla maggioranza arriva un coro di critiche contro il leader
dell'Italia dei Valori. Per il presidente dei deputati del Pdl,
Fabrizio Cicchitto, "Di Pietro, con le sue solite espressioni
sguaiate e violente, cavalca anche oggi la spazzatura che pubblica
l'organo ufficiale del giustizialismo per cercare di colpire la
liberta' d'informazione. Di Pietro, adesso attaccando Minzolini e
Innocenzi, persiste meticolosamente a coltivare la politica della
demonizzazione dell'avversario perche' e' un fattore essenziale della
sua strategia eversiva che punta all'esasperazione dello scontro
politico''.
Duro
anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa: Antonio Di Pietro
chiede le dimissioni del direttore del Tg1 e di Innocenzi "non
potendoli arrestare". Di bavaglio a Minzolini parla Maurizio
Gasparri, presidente dei senatori del Pdl. "La sinistra vorrebbe
mettere il bavaglio a Minzolini e lasciare invece i giornalisti
'graditi' liberi di costruire trasmissioni faziose, cariche di
insulti e zeppe di menzogne. Vanno bene quanti rispondono ai loro
servigi e inscenano patetiche invettive contro il premier, vanno
invece cacciati tutti quelli che con coraggio e soprattutto con
chiarezza dicono la verita' a milioni di cittadini. Troppo comodo
gridare allo scandalo a senso unico''.
''La vera
censura -sottolinea- e' quella che vogliono applicare i vari Di
Pietro, facendo finta di dimenticare che trasmissioni come Annozero
sono state piu' volte sanzionate per lo squilibrio con le quali sono
state costruite. Noi invece difendiamo e tuteliamo la libera e
corretta informazione soprattutto contro le vergognose intimidazioni
di certa sinistra".
Contro le
intercettazioni ,invece, si schiera Gaetano Quagliarello,
vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato: "Il vero scandalo e'
che in un Paese che si vorrebbe definire civile e democratico possano
finire sui giornali le telefonate del presidente del Consiglio, del
direttore del Tg1, del commissario dell'Agcom e del direttore
generale della Rai per un'inchiesta che nulla ha a che fare con tutto
cio'".
"Se volessimo utilizzare gli
stessi metodi delle gazzette delle Procure in edicola e dei loro
replicanti in Parlamento -prosegue- chiederemmo per par condicio di
sapere cosa si dicono al telefono gli esponenti della sinistra
alfieri della liberta' d'informazione e i giornalisti da loro
considerati 'affidabili', nella certezza che una coltre d'ipocrisia
verrebbe infranta''.
''Ma poiche' noi difendiamo la liberta'
sempre e non solo quando ci fa comodo, e poiche' immaginiamo che
nessuna Procura indagando sulle carte di credito abbia intercettato i
leader della sinistra e i giornalisti politicamente corretti, ci
limitiamo ad auspicare -conclude Quagliariello- che i cittadini
comprendano che non vi e' piu' alcun aspetto della loro vita privata
che sia considerato degno di tutela in un Paese, per questo si',
ridotto ormai alla stregua dello Zimbabwe".
(Adnkronos)
Di Girolamo: 1,7 mln dal gruppo Mokbel
"Alcuni ex dirigenti Fastweb sapevano"
"All'interno di fastweb e di Telecom Italia Sparkle a proposito
delle operazioni 'Phuncard' e 'traffico telefonico' vi erano
dirigenti ben consapevoli della illiceità delle operazioni che
dovevano consentire di accumulare grosse somme di denaro frutto
dell'attività illecita attraverso il meccanismo della frode
dell'Iva. Queste operazioni consentivano alle società di aumentare
in maniera rilevante il loro fatturato e di avere dei margini
apparentemente legali di guadagno che giustificavano commercialmente
le operazioni stesse". E' una delle ammissioni fatte il 9 marzo
scorso dall'ex senatore Nicola Di Girolamo, interrogato come indagato
nel carcere di Regina Coeli dai pubblici ministeri Giancarlo Capaldo,
Giovanni Bombardieri e Francesca Passaniti ai quali è affidata
l'inchiesta sul maxi riciclaggio di 2 miliardi di euro. Da parte sua
la società di telefonia Fastweb precisa: "L'ex senatore ha
citato solto i due ex-dipendenti Bruno Zito e Giuseppe Crudele"
L'ex senatore rispondendo alle domande
dei magistrati ha fatto anche i nomi dei funzionari che a suo dire
erano al corrente della questione e cioè Stefano Mazzitelli, già
amministratore delegato di Telecom Italia Sparkle, Massimo Comito,
già responsabile delle regioni europee della stessa Telecom e
Antonio Catanzariti che è stato responsabile del 'Carrier sales
Italy'. All'origine di tutta l'operazione, secondo l'accusa, ci
sarebbe stato Carlo Focarelli, mente finanziaria del raggiro che ha
consentito di sottrarre al fisco 365 mln di euro.
Dal verbale emerge poi che Di Girolamo
parla di un compenso personale di 1 milione 700 mila euro in cambio
della collaborazione data al 'Gruppo Mokbel'. Di questa somma 200
mila li ebbe per quanto riguarda l'operazione 'Phuncard', anche se
lui non svolse un ruolo attivo mentre l'altra somma di 1 milione e
500 mila la ricevette per l'operazione 'traffico telefonico'.
Nel corso dell'interrogatorio Di
Girolamo ha riferito che le operazioni legate alla frode iva resero
360 milioni, dei quali, secondo quanto seppe da Mokbel, 140 milioni
vennero divisi tra il cosiddetto gruppo Mokbel, il gruppo Focarelli e
il gruppo degli inglesi mentre la parte rimanente, depurata dai costi
di gestione dell'intera operazione e dal profitto apparentemente
lecito che doveva essere guadagnato dalle società che altrimenti non
avrebbero avuto ragione di fare quelle operazioni commerciali,
sarebbe stato il profitto illecito dei dirigenti delle due società
telefoniche. Di Girolamo ha detto di non essere in grado di precisare
le modalita' di divisione e di erogazioni di tali somme illecite che
spettavano ai dirigenti delle societa' telefoniche.
(Adnkronos)
Sarno: Cassazione annulla assoluzione
sindaco
Per le 137 vittime nuovo processo a
Gerardo Basile
La Cassazione ha annullato, con rinvio
alla Corte d'Appello di Salerno, l'assoluzione dell'ex sindaco di
Sarno, Gerardo Basile, in relazione all'accusa di omicidio colposo
plurimo per le omissioni e imprudenze, nel predisporre adeguate
misure di sicurezza per la cittadinanza, che avrebbero provocato 137
vittime durante l'alluvione del 5 maggio 1998 durante la quale
un'immensa colata di fango travolse la frazione di Epifanio. Basile
era stato assolto sia in primo sia in secondo grado.
La Cassazione, invece, ha confermato
l'assoluzione dell'ex assessore comunale di Sarno Ferdinando
Crescenzi. Sono stati così respinti i ricorsi presentati contro la
sua assoluzione dai familiari di alcune delle vittime. Contro
l'assoluzione del sindaco Basile aveva fatto ricorso in Cassazione la
Procura della Corte d'appello di Salerno rappresentata da Armando
Sessa e dall'aggiunto Maddalena Russo. Il verdetto di secondo grado
era stato emesso il 6 ottobre 2008, quello di primo grado, il 3
giugno del 2004 dal Tribunale di Nocera Inferiore. La prescrizione,
per Basile, da quanto si è appreso da fonti della difesa del Comune
di Sarno maturerà solo nel 2013. Ieri, nella sua requisitoria, il
sostituto procuratore generale Francesco Iacoviello aveva sostenuto
la responsabilità dell'ex primo cittadino per il mancato ordine di
evacuazione, per aver diffuso notizie rassicuranti invitando la
cittadinanza a rimanere nelle proprie case, per non aver convocato il
comitato per le emergenze, ed essere così rimasto isolato dal
circuito di informazioni della Prefettura. "Bisogna applicare il
principio di ragionevolezza - aveva detto il pg - e non quello della
prevedibilità dei danni dell'alluvione. Gli altri sindaci dei Comuni
vicini, come Quindici, avevano comunque dato l'ordine di evacuazione,
ragionando come persone normali dotate di ordinaria diligenza, mentre
a Sarno, dove pure la situazione era molto più grave, il sindaco era
rimasto inerte". "Non si trattava di fare una profezia su
un evento imprevedibile - aveva aggiunto Iacoviello - ma solo la
previsione di un evento prevedibile. Invece a Sarno si è passati
dall'assunto dell'evento imprevedibile alla constatazione della
catastrofe, quando invece altri sindaci dei paesi vicini avevano,
invece, previsto tutto". Basile - ha sottolineato il pg - "si
è messo in una condizione di isolamento ed è stato travolto
dall'evento alluvionale perché la mancata convocazione del comitato
di sicurezza non gli ha consentito di avere i dati sulla situazione.
Invece, senza sapere né leggere né scrivere, avrebbe dovuto
intervenire e dare l'ordine di evacuazione". Le motivazioni
della sentenza che riapre il processo per Basile, saranno estese da
consigliere Carlo Brusco entro trenta giorni. Attualmente Sarno
(31.000 abitanti) è guidata dal sindaco Amilcare Mancusi del
centrodestra, stesso schieramento che aveva eletto Basile che
continua a svolgere l'attività di ingegnere civile.
(Ansa)
Talk show politici, Tar sospende
divieto per Sky e La7
Il Tar
del Lazio ha accolto oggi la richiesta di sospensiva presentata da
Sky Italia e Telecom Italia Media -- società che controlla le
emittenti del gruppo Telecom Italia, tra cui La7 -- riguardo al
provvedimento dell'Agcom che ha esteso ai media privati il
regolamento sulla par condicio predisposto per la Rai [RAI.UL] dalla
Commissione parlamentare di Vigilanza. Lo hanno riferito fonti
giudiziarie.
L'ordinanza
del Tribunale riguarda il passaggio della delibera dell'Autorità per
le garanzie nelle comunicazioni che ha introdotto limitazioni ai talk
show talmente rigide da portare alla loro interruzione in periodo
pre-elettorale.
Nello
specifico, il Tribunale amministrativo regionale ha sospeso
l'articolo 6 comma 2 del regolamento, che stabilisce che "i
notiziari diffusi dalle emittenti televisive e radiofoniche nazionali
e tutti gli altri programmi a contenuto informativo... si conformano
con particolare rigore ai principi di tutela del pluralismo,
dell'imparzialità, dell'indipendenza, dell'obiettività e
dell'apertura alle diverse forze politiche, nonché al fine di
garantire l'osservanza dei predetti principi, allo specifico criterio
della parità di trattamento tra i soggetti e le diverse forze
politiche".
I giudici
spiegano che la richiesta di sospensiva è stata accolta "considerato
che a conclusione di una prima deliberazione propria della fase
cautelare, risultano non sprovviste di profili di fondatezza del
ricorso le censure dedotte avverso la delibera impugnata".
L'udienza di
merito è stata fissata per il 6 maggio.
Sky Italia
ha espresso in una nota "grande soddisfazione" per la
decisione e ha annunciato che nei prossimi giorni continuerà a
proporre dei "faccia a faccia" tra i candidati alla
presidenza delle Regioni.
"La
decisione del Tar di oggi ristabilisce il principio della libertà di
espressione e tutela anche quello del libero mercato, previsti
entrambi dalla Costituzione italiana", si legge nella nota.
Intanto il
Cda della Rai è stato convocato per lunedì prossimo in seduta
straordinaria, come si legge in una nota.
Il Tar ha
invece respinto il ricorso presentato da Federconsumatori contro il
regolamento della Vigilanza in vigore per la Rai perché "sussistono
profili di inammissibilità del gravame per la parte in cui è
impugnato il regolamento... approvato dalla Commissione parlamentare
di Vigilanza nella seduta del 9 febbraio 2010, in relazione alla
natura parlamentare dell'organo che ha adottato l'atto impugnato".
Le richieste
sono state discusse dalla III sezione ter del Tar del Lazio.
(Reuters)
Sciopero Cgil, cortei in tutta Italia,
stop 4 ore trasporti
La
Cgil ha indetto per oggi uno sciopero generale sui temi del lavoro,
del fisco e dell'immigrazione, che prevede manifestazioni e cortei in
tutta Italia e coinvolge, tra gli altri, gli addetti a scuola e
funzione pubblica, che si asterranno per l'intera giornata, e ai
trasporti, fermi invece per quattro ore.
"La
prima richiesta della Cgil al governo, a Confindustria e a tutte le
imprese è fermare i licenziamenti", si legge sul sito della
sigla sindacale, che chiede inoltre di estendere le misure a sostegno
di disoccupati, cassintegrati, precari e aziende in crisi.
Tra le
richieste della Cgil relative all'immigrazione, la regolarizzazione
dei migranti che lavorano, la sospensione della legge Bossi-Fini per
i migranti in cerca di rioccupazione e l'abolizione del reato di
clandestinità, mentre relativamente alla fiscalità il sindacato
chiede la riduzione delle tasse per lavoratori e pensionati e la
tassazione come in Europa delle rendite finanziare, dei grandi
patrimoni e delle stock option.
Manifestazioni
sono previste in moltissime città. In particolare, a Roma è stato
organizzato un corteo che da Piazzale Flamino arriverà a Viale
Mazzini davanti alla sede Rai, dove si terrà un comizio, mentre a
Milano la manifestazione inizierà in piazza Oberdan per proseguire
poi in corso Venezia e concludersi in piazza Duomo.
In piazza
in tutta Italia anche gli studenti delle scuole superiori e degli
atenei. Rete degli studenti e Unione degli Universitari fanno sapere
in una nota che manifestano "per protestare contro le politiche
del governo in materia di istruzione e per mettere al primo posto
dell'agenda della politica italiana l'investimento sull'istruzione,
che rappresenta la chiave per uscire da questa crisi e per la difesa
del nostro futuro".
A Roma, gli
studenti e i Cobas -- il cui comparto scuola oggi è in sciopero --
marceranno in corteo da Piazza della Repubblica al Ministero della
Pubblica Istruzione, nei confronti del quale si svolgerà un "assedio
permanente", come annuncia il sito dei comitati di base.
TRASPORTI
FERMI QUATTRO ORE
Mentre
lavoratori della scuola e della funzione pubblica si fermano per
l'intera giornata, gli addetti al trasporto aereo, ferroviario,
marittimo e locale incrociano le braccia per quattro ore, come chi
lavora nei comparti privati e nelle università.
Piloti,
assistenti di volo e personale di terra di tutte le compagnie aeree e
degli aeroporti, spiega Cgil in una nota, scioperano dalle 10 alle
14.
Alitalia fa sapere sul suo sito che sta
predisponendo "misure preventive finalizzate a ridurre l'impatto
per i passeggeri". In particolare, sono stati ridotti i voli
pianificati per la fascia oraria interessata.
La protesta
nel trasporto ferroviario si svolge invece dalle 14 alle 18.
Trenitalia
avvisa i viaggiatori sul suo sito che i treni a lunga percorrenza che
subiscono variazioni sono solo due, mentre possono subire
cancellazioni o variazioni i treni regionali.
Bus, metro,
tram e trasporto ferroviario locale, spiega Cgil, si fermano per
quattro ore secondo le modalità stabilite città per città.
A Milano,
Atm fa sapere sul suo sito che l'agitazione degli addetti al
trasporto pubblico è prevista dalle 18 alle 22.
A Roma,
trasporti non garantiti dalle 9.30 alle 13.30, a Napoli dalle 20 alle
24 e a Torino dalle 17.45 alle 21.45, secondo quanto comunicato dalle
varie aziende trasporti locali.
Interessati
allo sciopero anche navi e traghetti -- che ritardano di quattro ore
le partenze --, i camion per tutto l'arco della giornata, i porti e
le autostrade per quattro ore per ciascun turno di lavoro ed il
personale dell'Anas per l'intera giornata.
Sciopero
per l'intera giornata anche di autonoleggio, soccorso autostradale,
autoscuole, trasporti funebri e impianti a fune.
(Reuters)
Regionali, Ispo: in bilico quattro
regioni, cresce l'astensione
Delle
13 regioni chiamate alle urne per eleggere i nuovi consigli regionali
e i rispettivi governatori, in tre è in netto vantaggio il
centrodestra, in sei il centrosinistra mentre quattro sono in bilico.
Lo rileva
un sondaggio Ispo condotto per il Corriere della Sera, che attesta un
forte orientamento all'astensione, verso la quale è indirizzato in
qualche misura quasi un cittadino su cinque.
L'indagine
rielabora i risultati di precedenti rilevazioni calcolando per ogni
regione il consenso medio per i diversi candidati da esse registrato.
Tra le
regioni dove è già al potere, il centrosinistra è in netto
vantaggio in Basilicata (consenso medio 51,8% contro il 40% del
centrodestra), Emilia Romagna (54,1% contro 37,5%), Toscana, (56,7%
contro 36,5%), Marche (49,3% contro 42,8%), Puglia (46,8% contro
41,8%) e Umbria (49% contro 40,6%). In Puglia la lista sostenuta da
Udc e Io Sud è data all'11%.
Secondo
l'indagine, effettuata mercoledì scorso su 800 persone,
riconfermeranno un presidente di centrodestra Lombardia (56,2% contro
33,2%) e Veneto (56,6% contro 34,6%).
Netto
vantaggio del centrodestra sul centrosinistra (50,4% contro 35%)
anche in Calabria, con amministrazione uscente di centrosinistra.
Data al 13,4% la lista sostenuta da Idv e Radicali.
Situazione
meno chiara invece in Piemonte, Liguria, Lazio e Campania, dove la
rilevazione fotografa un sostanziale testa a testa tra i due
candidati. Centrosinistra dato in leggero vantaggio in Piemonte
(48,9% contro 48%) e Liguria (50,6% contro 48,3%), in leggero
svantaggio in Lazio (48,2% contro 48,5%) e Campania (46,8% contro
48,5%).
Secondo
l'indagine, si asterrà dal voto o voterà scheda bianca o nulla il
10% degli aventi diritto, mentre l'8% non ha ancora deciso se voterà
o meno.
Il 19%
invece, pur dichiarando che parteciperà alle consultazioni, non ha
ancora deciso per chi voterà.
Il 17%,
rileva il sondaggio, ha cambiato le intenzioni di voto dopo il caos
liste: il 13% ha deciso di non andare a votare, mentre il 4% voterà
per un candidato diverso da quello inizialmente prescelto.
(Reuters)
Unhcr: Dimezzate nel 2009 in Italia le
domande di asilo
Sono dimezzate nel 2009 in Italia le
domande di asilo presentate: i dati evidenziano un drastico calo
rispetto all'anno precedente. Dalle 30.492 domande presentate nel
2008 si è passati infatti a 17.603 richieste di protezione
internazionale presentate nel 2009. Mentre a livello europeo si nota
una sostanziale stabilità nel numero delle domande, in alcuni paesi
europei come Francia (circa 42mila domande) e Germania (circa 27mila)
le domande di asilo sono aumentate rispettivamente del 20 e del 25%
in rapporto all'anno precedente. In Italia, spiega Laura Boldrini,
dell'Unhcr, questa diminuzione può essere anche attribuita alle
politiche restrittive attuate nel Canale di Sicilia da Italia e
Libia, fra cui la prassi dei respingimenti in mare. Va rilevato come
una gran parte di coloro che hanno raggiunto le coste italiane fino
al mese di maggio 2009 aveva fatto domanda di asilo. L'anno
precedente il 75% di coloro arrivati via mare aveva chiesto
protezione alle autorità italiane ottenendola nel 50% dei casi
circa. Dal maggio 2009 gli sbarchi sono calati del 90% rispetto
all'anno precedente mentre la violenza e l'instabilità nei paesi di
origine dei richiedenti asilo continuano a mettere in fuga sempre più
persone per cercare protezione in paesi sicuri. In Somalia più di
250mila civili sono stati costretti a lasciare Mogadiscio dal maggio
2009, quando i gruppi armati di opposizione hanno sferrato i primi
attacchi mirati a spodestare il governo di transizione appena
insediatosi. In Eritrea la leva obbligatoria a tempo indeterminato
per uomini e donne, insieme ad un deterioramento del rispetto dei
diritti umani, continua ad alimentare la fuga di molti dei suoi
cittadini. Somalia ed Eritrea sono i principali paesi di provenienza
dei richiedenti asilo ai quali le autorità italiane hanno concesso
nel 2009 l'asilo o la protezione sussidiaria (2.500 somali, 1.325
eritrei). Il netto calo delle domande di asilo in Italia dimostra
come i respingimenti anziché contrastare l'immigrazione irregolare
abbiano gravemente inciso sulla fruibilità del diritto di asilo in
Italia", spiega Laurens Jolles, rappresentante dell'Unhcr per
l'Europa merdionale.
(Apcom)
Verde pubblico,in Italia 27 capoluoghi
ci hanno pensato
In Italia 27 capoluoghi di provincia su
110 si sono dotati di un Piano del verde e, tra il 2000 e il 2008, il
numero di questi Comuni è quasi raddoppiato passando da 14 a 27. È
l'Emilia Romagna a guidare la classifica delle regioni più attente
al verde, con cinque capoluoghi su nove che hanno un Piano del verde:
Parma, Reggio Emilia, Bologna, Ravenna e Forlì. I dati emergono da
una indagine condotta da Cittalia, la fondazione per le ricerche di
Anci, che sarà pubblicata sul prossimo numero di Anci Rivista, in
uscita nei prossimi giorni. Cittalia ha anche rielaborato i dati
Istat sulla densità del verde nelle città, riferita sempre ai 110
capoluoghi: il dato totale si attesta all'8,3% dell'intera superficie
urbana. Spicca su tutte la città di Pisa, unica a superare
decisamente la metà, con il 71,9%, grazie ai suoi parchi cittadini.
Segue la città dell'Aquila con il 45,6% (i dati sono precedenti al
terremoto). Sono invece nove le città fra il 35 e il 20% di densità
verde: Biella (35%), Massa (34,6%), Palermo (31,6%), Ravenna (29,8%),
Brescia (28,7%), Ancona (28,1%), Roma (27,4%), Napoli (24%), Terni
(21,8%). Più della metà dei capoluoghi, però, non superano il 5%:
sono in tutto 79, dei quali 30 si piazzano addirittura sotto l'1%. Al
Sud è la quasi totalità dei capoluoghi a dichiarare una superficie
di verde inferiore al 5%. Fra le eccezioni, però, si segnalano
comuni di grandi dimensioni, come Palermo e Napoli. Le cose cambiano,
emerge ancora nell'inchiesta, quando si analizzano i metri quadri di
verde per abitante, come risulta dal censimento Ecosistema Urbano XVI
di Legambiente: la media nazionale si attesta intorno agli 11 metri
quadrati di verde fruibile per abitante. Il rapporto premia in
particolare 11 città che hanno dichiarato superfici che superano i
25 mq pro capite per abitante. Tra queste spicca Lucca con 53 mq/ab,
seguita da Modena (37,88), Prato (34,80), Rovigo (33,68), Pordenone
(32,40) e Firenze con 30,61. Fra i comuni che indossano la maglia
nera dell'attenzione al paesaggio urbano, più della metà sono del
Sud Italia e i peggiori sono Trapani (0,71), Crotone (1,30) e
Siracusa (1,61). Al contrario, fra i primi 20 comuni si segnala come
capoluogo del Sud solo Catanzaro, al decimo posto con oltre 25,75
metri quadri pro capite.
(Apcom)
Sms molesti tra pm: interviene il CSM
Un sostituto procuratore di Imperia
verrà trasferito per via di messaggini reputati molesti ad una
collega; il CSM lo ha sanzionato in via cautelativa e dovrà, quindi,
lasciare la Procura eporediense: destinazioni possibili Toscana o
Lombardia in attesa che la situazione disciplinare pervenga al suo
epilogo.
Avv. Paolo M. Storani (civilista e penalista, dedito in
particolare alla materia della responsabilità civile)
(Studio Cataldi)
Cassazione: diffamazione criticare
donne
'Non si puo' dire che per un dato
lavoro sarebbe meglio un uomo'
Le donne non possono esser criticate
solo per la loro appartenenza al genere femminile. Lo ha stabilito la
Cassazione. Le critiche nei confronti delle donne,riferite solo al
dato biologico,sono lesive della dignita' della persona e si pagano
con la condanna penale e il risarcimento dei danni.La Cassazione ha
confermato la condanna per diffamazione nei confronti di un
giornalista e di un sindacalista per le critiche di genere alla
direttrice del carcere di Arienzo (Caserta).
(Ansa)
Arezzo, recuperate le tavole originali
di Pinocchio e altre opere rubate
Recuperate dalla Polizia di Arezzo le tavole originali del libro 'Le
avventure di Pinocchio' e altre opere rubate di inestimabile valore
artistico, come tele, disegni, bozzetti, tra cui anche materiale
inedito, riconsegnandolo ai legittimi proprietari. Le indagini
culminate con il ritrovamento di circa 250 colli, contenenti migliaia
di lavori e la denuncia di due persone per ricettazione continuata e
favoreggiamento personale, è iniziata a seguito della denuncia
dell'artista Golpe (nome d'arte di Wolfango Peretti Poggi) e
dell'editore Carlo Porciani.
Le perquisizioni effettuate dal personale della Squadra Mobile di
Arezzo a Bologna e Torino hanno consentito di recuperare le tavole
originali del libro 'Le avventure di Pinocchio' con le illustrazioni
dell'artista Golpe (edito nel 1981 in occasione del centenario della
pubblicazione del volume del Collodi); le tavole originali del film
d'animazione 'La Rosa di Bagdad' del 1949, del regista Domeneghini;
le tavole originali preparate da P.P. Vulpes (altro nome d'arte di
Wolfango Peretti Poggi) per illustrare il libro 'Il Giorno Le Odi' di
G. Parini edito nel 1985; le tavole originali del 'Don Chisciotte'
disegnate da Paparella (inedite) e la Divina Commedia' e i 'Tarocchi
di Dante e dei Fedeli d'Amore' disegnate da Golpe.
(Adnkronos)
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