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Par condicio/Vigilanza non fa marcia indietro su stop a talk
show
Nessuna marcia indietro sullo stop
ai talk show della Rai ribadito dal Cda della Rai ieri a maggioranza.
In Commissione di Vigilanza non è arrivata un'indicazione in questo
senso, sebbene l'opposizione l'abbia chiesta, perchè il Pdl ha
ribadito la sua contrarietà. Il Dg Mauro Masi, presente in
Commissione per ricevere eventuali indicazioni secondo il mandato
ricevuto ieri in Cda, ha detto che riferirà l'esito del dibattito
nel consiglio di domani. "C'è il regolamento della Vigilanza
che va applicato e non riteniamo che la Commissione debba esprimersi
ulteriormente", ha detto Mario Landolfi a nome del Pdl.
(Apcom)
Trani/ Alfano: Nessun conflitto con Csm ma non faccia politica
"Io non ho nessun conflitto con
il Csm" ma l'organo di autogoverno della magistratura, che oggi
dovrebbe discutere sul caso degli ispettori inviati a Trani dal
Guardasigilli, "deve risolvere i problemi della giustizia e non
fare politica". Lo dice il ministro della Giustizia, Angelino
Alfano, parlando con i giornalisti al termine di una sua audizione
davanti alla commissione sulle ecomafie a San Macuto. Il
Guardasigilli smentisce di avere conflitti con il Csm ma, aggiunge,
"rilevo solo che si candida, non in quanto organo nel suo
insieme, ma per manovre dilatorie, che forse alcuni hanno in mente, a
essere il Csm che lascerà sguarnite le sedi disagiate".
(Apcom)
Card. Bertone: Calo di fiducia in tutte istituzioni, anche
Chiesa
C'è un evidente calo di fiducia
dell'opinione pubblica verso tutte le istituzioni, Chiesa compresa:
lo ha rilevato il cardinale Tarcisio Bertone. "Sappiamo che i
sondaggi mostrano un calo della stima nei confronti delle
istituzioni, anche della Chiesa", ha detto il Segretario di
Stato vaticano, ospite di Emma Marcegaglia nella sede di
Confindustria. "Si sa bene come funzionano i sondaggi, sai già
che risposta dà una certa fascia di persone, ma è evidente che la
fiducia nelle istituzioni è molto calata. Riacquistiamola con un
senso alto di moralità, ognuno secondo le proprie responsabilità".
(Apcom)
Correlato lavoro, quell'intesa che
"salva" l'articolo 18
I tentennamenti del Presidente della Repubblica alla
promulgazione del disegno di legge 1167-B, meglio conosciuto come
"correlato lavoro", approvato in via definitiva dal Senato
la scorsa settimana, hanno riaperto polemiche e riacceso le speranze
di chi, Cgil in primis, temendo una lesione dell'articolo 18 dello
Statuto ne chiedeva l'incostituzionalità e gridava al complotto nei
confronti dei lavoratori.
In effetti, ad una prima lettura, il ddl non brilla per
chiarezza e prescisione, lasciando quindi ampio margine a dubbi e
perplessità: nello specifico se ne sono contestati gli articoli 33 e
seguenti che prescrivono la modifica di alcune disposizioni del
codice di procedura civile atte a regolare l'istituto dell'arbitrato
(il procedimento stragiudiziale per la soluzione delle controversie,
incluse le controversie nate da un rapporto di lavoro).
Il testo sotto accusa lasciava intendere, di fatto, che al momento
dell'assunzione il lavoratore avrebbe dovuto indicare attraverso
un'apposita clausola compromissoria l'intenzione di riccorrere
all'arbitrato piuttosto che al giudice in caso si fosse
sollevata una controversia con il proprio datore di lavoro,
prevedendo peraltro anche un arbitrato "secondo equità",
che quindi avrebbe potuto derogare alle norme di legge per applicare
il principio di volta in volta più favorevole.
Fermandoci a considerazioni a caldo, le grida di Epifani hanno una
qualche ragion d'essere, dal momento che emerge fra tutti un
particolare profilo di incostituzionalità attinente la
violazione dell'articolo 24 della Costituzione che sancisce il
diritto per tutti di poter agire in giudizio per la tutela dei propri
interessi leggittimi (possibilità che verrebbe lesa se il lavoratore
in fase di assunzione dovesse obbligatoriamente optare per
l'arbitrato). A questo riguardo la Corte Costituzionale si era già
in passato pronunciata sostenendo la liceità dell'istituto
dell'arbitrato ma solo nel caso in cui a ciò si ricorra per comune
volontà delle parti (comune volontà di cui non ci sarebbe traccia
nel disegno di legge).
Si comprende quindi facilmente come l'istituto dell'arbitrato sia,
per sua stessa natura, maggiormente elastico e molto meno garantista
rispetto al procedimento giudiziale e per questo meno adatto a
fornire una tutela reale per il lavoratore. Proprio sulla scorta di
queste considerazioni ed alla luce delle ambiguità della norma
allora, è stata raggiunta un'intesa tra sindacati ed associazioni
datoriali (cui, per ovvie ragioni non ha aderito la Cgil, che del
suo NO a questo provvedimento ha fatto il cavallo di battaglia dello
sciopero di venerdi scorso), un'intesa che ha per obiettivo evitare
che il ricorso all'arbitrato si trasformi in un aggiramento
dell'articolo 18.
Stupisce a questo punto il battage pubblicitario riservato
all'approvazione del ddl e, per compenso, l'assoluto silenziole parti
riconoscono l'utilità dell'arbitrato, scelto liberamente e in modo
consapevole, in quanto strumento idoneo a garantire una soluzione
tempestiva delle controversie in materia di lavoro a favore delle
effettività, delle tutele e delle certezze del diritto e si
impegnano a definire con tempestività un accordo interconfederale ,
escludendo che il ricorso delle parti alle clausole compromissorie
poste al momento dell'assunzione possa riguardare le controversie
relative alla risoluzione del rapporto di lavoro".
che ha seguito la firma di questa intesa comune che, invece, è bene
avere presente: poche righe dal significato inconfondibile e che
forse è bene riportare nella loro interezza: "
Se ne deduce a questo punto la chiara ed inequivocabile volontà
dei firmatari di non diminuire le tutele per il lavoratore,
nella piena consapevolezza che lui resta la parte più debole di ogni
rapporto di lavoro. Un chiarimento senza dubbio necessario quello
intervenuto nei giorni scorsi e che ha avuto il plauso delle maggiori
sigle sindacali (esclusa, lo ricordiamo, la Cgil) ma che certo non ha
eliminato, perchè non ne aveva le possibilità, le molte ombre
presenti nel disegno di legge.
(Agenzia Radicale)
Appalti Firenze: restano in carcere Balducci e
Piscicelli
Il gip Rosario Lupo oggi ha
respinto -- per pericolo di fuga e di reiterazione del reato -- la
richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Angelo Balducci e
Francesco Maria De Vito Piscicelli, arrestati nell'ambito di
un'inchiesta su un presunto giro di corruzione nella gestione delle
Grandi opere.
I due erano stati raggiunti il 4 marzo
da una richiesta di custodia cautelare, notificata a Balducci in
carcere (dove si trova da febbraio), relativa all'inchiesta
fiorentina sulla Scuola marescialli.
Il tribunale del Riesame di Firenze si
pronuncerà sulla loro scarcerazione venerdì prossimo, quando i due
saranno sentiti anche dai magistrati fiorentini.
Nel rifiutare la revoca della custodia
cautelare, il gip ha sostenuto che "le difese dei due indagati
sono talmente inverosimili e contrarie ad intercettazioni del tutto
palesi, che danno contezza della scarsa consapevolezza da parte degli
stessi di quanto gli si contesta, essendosi limitati a difese
settoriali, non tenendo conto dell'inquietante contesto che emerge
dagli oltre due anni di intercettazione".
"Le dichiarazioni di innocenza di
entrambi gli indagati, oltre ad essere del tutto prive di riscontri,
sono in netto ed insanabile contrasto con le emergenze processuali",
aggiunge Lupo.
"Tale atteggiamento di totale
chiusura nei confronti delle ipotesi accusatorie da parte di tutti
gli indagati è sintomo evidente che il loro sodalizio e la loro
solidarietà sono ancora intatte e che, pertanto, in considerazione
dei legami profondi con soggetti di livello istituzionale elevato e
la capacità (specie per Balducci) di manipolare i fatti e
addirittura i mass media, il pericolo non solo di inquinamento
probatorio ma anche di recidiva è alquanto elevato".
Il giudice ritiene inoltre di non poter
concedere i domiciliari ai due indagati per via del "coinvolgimento
(sia pure a vario titolo) di familiari che, se non penalmente
rilevante, è alquanto importante essendo ben inserite nel sistema,
di cui conoscono i dettagli ed anzi se ne avvantaggiano in modo
palese".
(Reuters)
Cassazione: dire "gay" a qualcuno
può essere denigratorio
La Corte di Cassazione ha
confermato oggi la condanna di un uomo che aveva usato la parola
"gay" rivolta a un collega affermando che l'espressione,
per come è stata usata, rivela "un inequivoco intrinseco
intento denigratorio". Lo riferiscono fonti giudiziarie.
La vicenda su cui si è espressa oggi
la Suprema Corte riguarda due vigili urbani di Ancona, tra cui
esisteva una forte rivalità per motivi di lavoro. Quasi una decina
di anni fa uno dei due, che oggi ha 60 anni, aveva scritto una
lettera al collega definendolo "gay", perché aveva
trascorso una vacanza in montagna con un marinaio ed era stato poi
allontanato da un circolo sportivo per minori.
L'imputato era stato assolto in
appello dall'accusa di ingiuria, ma la cassazione aveva rinviato poi
la causa a un'altra corte. Questa aveva però sanzionato l'uomo per
ingiuria, e oggi la Cassazione ha rigettato il ricorso dell'imputato,
confermando così la condanna.
(Reuters)
'Ndrangheta, arrestato Manfredi,tra 100
latitanti più pericolosi
La polizia ha arrestato oggi
Pasquale Manfredi, ritenuto capomafia di Crotone e responsabile di
due omicidi, inserito nella lista dei 100 latitanti più pericolosi.
L'uomo, considerato al vertice della
cosca Nicosia-Manfredi di Isola Capo Rizzuto (in provincia di
Crotone), è accusato di associazione per delinquere di stampo
mafioso, omicidi, reati estorsivi, traffico di stupefacenti,
detenzione e porto illegale di armi, anche da guerra, spiega una nota
della polizia.
Manfredi, che si è arreso senza
opporre resistenza, è stato arrestato mentre tentava di fuggire dal
tetto quando si è accorto che le forze dell'ordine avevano
circondato lo stabile dove si nascondeva.
Manfredi è ritenuto responsabile di
due omicidi, quello di Carmine Arena -- ucciso nell'ottobre 2004 a
colpi di bazooka -- e quello di Pasquale Tipaldi, avvenuto nel
dicembre 2005.
La nota aggiunge che Manfredi, 32
anni, è "senza ombra di dubbio il più pericoloso pregiudicato
della provincia crotonese, sospettato di aver eseguito numerosi altri
omicidi, sui quali la locale Squadra Mobile sta svolgendo
approfondite e meticolose indagini".
(Reuters)
Nelle Marche si vive di più. Lazio, record
medici di famiglia
Rapporto Osservasalute: in Lombardia ok prevenzione tumori
Nelle Marche gli uomini vivono di
più, mentre la provincia di Bolzano ha la più alta longevità
femminile e i cittadini più soddisfatti del Servizio Sanitario
Nazionale. Sono alcuni dei primati del rapporto Osservasalute 2009,
presentato oggi a Roma. Ecco i principali risultati regione per
regione.
* PIEMONTE, BENE ASSISTENZA AD ANZIANI: il Piemonte
ha maggior tasso in Italia di posti letto nelle residenze per
anziani, pari a 1082,21 per 100 mila abitanti. Di contro è la
regione con il minor numero di non fumatori, il 50,3% della
popolazione.
* VALLE D'AOSTA, LA REGIONE DEI BAMBINI: in Valle
D'Aosta si registrano i tassi minori d'Italia sia per la mortalità
neonatale (0,8 casi per mille nati vivi) sia per la mortalita"
infantile, pari a 0,8 casi per mille nati vivi. Male le interruzioni
di gravidanza tra le minorenni, (15-17 anni) pari a 6,6 per 1000.
*
LOMBARDIA, BENE LA PREVENZIONE DEI TUMORI: la Regione ha
un'elevatissima adesione ai programmi di screening mammografico, che
nella fascia di età 50-69 anni è pari al 99,2% contro il 62,3%
medio nazionale nel 2007. Ha però il maggior tasso di incidenza di
AIDS in Italia (pari merito con la Liguria) pari a 3,4 per 100.000
per l'anno 2008.
* BOLZANO, CITTADINI SODDISFATTI DEL SSN: La
Provincia Autonoma di Bolzano presenta il maggior grado di
apprezzamento e soddisfazione da parte dei cittadini per il Servizio
Sanitario del proprio territorio: solo il 6,4% della popolazione ha
espresso un giudizio insufficiente. I consumatori di alcol però sono
il 76,3%, la quota più alta in Italia.
* TRENTO, BENE DONAZIONE
ORGANI: è nulla nella provincia la percentuale di opposizioni alle
donazioni, contro una percentuale di opposizioni media italiana di
32,6%. Ma è anche il territorio con più anziani maschi soli, il
17,4%.
* VENETO REGIONE PIU' SPORTIVA: dopo Bolzano è la Regione
più sportiva, con il 26,4% della popolazione dai 3 anni in su che
pratica sport in modo continuativo. Ha però anche il più alto tasso
di incidenti stradali, nel 2007 pari a 6,21 per 1000.
* FRIULI,
POCHI CESAREI: in FVG la proporzione dei parti con taglio cesareo è
la minore in Italia, pari al 23,93%.
* LIGURIA, POCHI INCIDENTI
DOMESTICI: la Liguria presenta il tasso minore di incidenti domestici
in Italia: 8 per 1000 abitanti, ma anche il maggior numero di aborti,
11,87 casi per 1.000 donne.
* EMILIA ROMAGNA, SALGONO GLI ASTEMI:
è la Regione la cui popolazione cresce di più con il saldo medio
annuo nel biennio 2007-2008 pari a +13,4 persone per 1.000 residenti.
E'l'unica con trend positivo per astemi, da 20,7% a 24,4% nel 2007.
* TOSCANA, BENE ASSISTENZA OSPEDALIERA: la Regione presenta nel
2007 il tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime
ordinario più basso d'Italia, pari a 103,2 per 1.000, ma anche il
consumo più alto di antidepressivi, 52,37 per 1000 nel 2008.
*
UMBRIA, BENE VACCINAZIONE ANZIANI: la regione è prima per la
copertura vaccinale antinfluenzale per la stagione 2008-2009 per gli
over-65enni: si è vaccinato il 74,7% delle persone.
* MARCHE,
GLI UOMINI MUOIONO MENO: si registra una speranza di vita alla
nascita per il 2008 per i maschi pari a 79,6 anni, ma anche la
mortalità complessiva (per tutte le cause) oltre il primo anno di
vita per gli uomini è pari a 104,75 per 10 mila abitanti, la quota
minore d'Italia.
* LAZIO, RECORD MEDICI DI FAMIGLIA: presenta il
tasso di Medici di Medicina Generale (MMG) più elevato d'Italia,
1,06 per 1.000 residenti.
* ABRUZZO REGIONE ANTI-SPRECHI: in due
anni ha ridotto di più di tutti il tasso standardizzato complessivo
di dimissioni ospedaliere, da 263,2 per mille nel 2005 a 217,4 nel
2007.
* MOLISE, RECORD DI OBESI: la percentuale di individui in
sovrappeso è pari a 37,8%, due punti sopra la media nazionale
(35,6%). E' obeso il 13,2%, contro la media italiana di 9,9%.
*
CAMPANIA, POCHI ANTIDEPRESSIVI: è la Regione che nel 2008 fa
registrare il minor consumo di antidepressivi e anche il minor
incremento dei consumi di questi farmaci dal 2002 al 2008: si va da
8,23 dosi definite giornaliere (DDD) per 1000 abitanti nel 2002 a
26,32 per 1000 nel 2008.
* PUGLIA, POCHI INFARTI: si registra la
minore mortalità per infarto del miocardio tra gli uomini, pari a
5,85 per 10.000. Male però la partecipazione agli screening
mammografici, pari all'11,8%, il valore più basso d'Italia.
*
BASILICATA, POCHI ANZIANI SOLI: la percentuale di persone dai 65 anni
in su che vive sola è pari al 13,5% dei maschi in quella fascia
d'età (valore medio italiano 13,6%), al 30,2% delle femmine (valore
medio italiano 36,9%), per un totale del 22,9% delle persone in
questa fascia d'età (la percentuale minore d'Italia).
*
CALABRIA, POCHI FUMATORI: è la Regione d'Italia in cui si fuma meno:
la percentuale di fumatori è pari al 17% della popolazione regionale
over-14 contro una media nazionale del 22,1%.
* SICILIA, I PIU'
SEDENTARI: è la Regione dove l'età media al parto è più ridotta,
30,3 anni contro una media nazionale di 31,1 anni, ma anche quella
più sedentaria. Il 14,1% della popolazione dai 3 anni in su pratica
sport in modo continuativo.
* SARDEGNA, IL CUORE PIU' SANO:
presenta la più bassa mortalità tra le donne per malattie del
sistema circolatorio (25,86 per 10.000 contro una media italiana di
28,86 (anno 2007).
(Ansa)
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