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Scienza e Psiche 11 novembre 2008

Amniocentesi per 1 su 5, ma 60mila a rischio non la fanno

 

Una futura mamma su cinque si sottopone in Italia a diagnosi prenatali invasive, tra cui l'amniocentesi. Poche, secondo il genetista Bruno Dallapiccola, che fa notare che "ci sono 50 o 60.000 donne che ogni anno dovrebbero monitorare la loro gravidanza e non lo fanno".

La diagnosi prenatale, ricorda Dallapiccola, che ha presentato il censimento Test genetici e strutture di genetica in Italia, promosso dalla Società italiana di genetica umana (Sigu), "è indicata per le donne sopra i 35 anni, le coppie con una precedente patologia e i casi di traslocazione cromosomica. Ma solo il 75% delle coppie fa il test con queste indicazioni, il restante 25% non avrebbe problema, evidentemente c'è una moda invalsa che molti per interessi personali fomentano".

In sostanza, molte amniocentesi sono fatte da donne che non ne avrebbero bisogno, mentre una parte consistente del target di donne a rischio non si sottopone all'analisi. Nel 2007, si legge nel rapporto, ci sono state 127.919 diagnosi prenatali, di cui 101.750 sugli amniociti, 25.691 sul trofoblasto e 478 sul sangue fetale, un dato stabile rispetto al 2004.

Aumentano i test molecolari prenatali, 20.000: "Un numero enorme - sottolinea Dallapiccola - visto che dovrebbero essere circa 5.000". Anche qui, evidentemente, c'è un rischio inappropriatezza, si tratta di "servizi acquistati prevalentemente da coppie non a rischio".

Tra questi, spicca il dato inquietante dei 14 test prenatali per la paternità eseguiti (ufficialmente) nel 2007, che "non è assolutamente previsto dal Ssn, anche perché la paternità non è una malattia, e eseguire il test è comunque rischioso".

(Tiscali)

Macroalghe avanzano da sud a nord Riscaldamento favorisce la migrazione

Le macroalghe avanzano dai mari del sud a quelli del nord di 50 km ogni 10 anni, ritmo che supera quello delle specie piu' invasive in terra. L'allarme e' stato lanciato all'apertura della prima conferenza sulle biodiversita' marine a Valencia. Il riscaldamento delle acque sta spingendo la migrazione di specie marine invasive come le macroalghe propagules verso nord. L'impatto del cambiamento climatico si sta dimostrando piu' improvviso e devastante sull'artico e sulla barriera corallina.

(Ansa)

Di mamma ce n'è una sola

I geni decidono chi è

Genitori si nasce, non si diventa. E la differenza dei ruoli di padre e madre è nettamente decisa dai geni. Lo sostiene uno studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas). Ed è proprio questa specializzazione a rendere le famiglie più efficienti, soprattutto quelle con una prole numerosa, assicurandone in modo migliore la sopravvivenza. 

Ricercatori delle università di Exeter ed Edinburgh hanno visto come le differenze del ruolo genitoriale riflettano le differenze genetiche tipiche del sesso femminile e maschile. Una conclusione sono giunti studiando i necrofori vespilloides, noti anche come scarafaggi dei cimiteri, e che possono essere applicate ad altre specie, uomini compresi. I due sessi si occupano di allevare e nutrire i figli, ma con responsabilità diverse. Le femmine si concentrano nel nutrire direttamente i figli, mentre i maschi procurano il cibo e si prendono cura del nido.

Ma perché ogni genitore ha una sua specializzazione? Durante lo studio i ricercatori hanno visto che gli insetti maschi e femmine continuavano ad esercitare il proprio ruolo particolare anche se tenuti separati. ''Il che significa che queste differenze riflettono una diversità genetica", spiega Allen Moore, coordinatore dello studio, "e che si sono evolute perché c'è una correlazione genetica tra i tratti specifici dell'essere genitore nei due sessi e il numero di figli che i genitori decidono di allevare''. L'evoluzione cioè agisce per massimizzare le dimensioni della famiglia, creando così una selezione dei ruoli genitoriali. I maschi che tendono a prendersi cura indirettamente dei figli hanno famiglie più numerose, così come le femmine che li curano direttamente.
Perciò quelli che mostrano questi tratti specifici del proprio sesso, saranno anche i genitori destinati ad avere più figli. ''Queste specializzazioni aiutano a ridurre", conclude Moore , "i conflitti tra genitori e rendere più efficienti le famiglie''.

http://www.tgcom.mediaset.it/res/img/view.jpg?,432646,articolo,tgmagazine,Di%20mamma%20ce%20n%27%C3%A8%20una%20sola(Tgcom)

 

 
Moda e Tendenze 11 novembre 2008

Moda: Milano e Mosca intesa per '09

Prolungata e arricchita la loro collaborazione

La Camera nazionale per la moda italiana e Russian Fashion Week collaboreranno per realizzare eventi di moda nella prossima primavera. Ad annunciarlo il presidente della Camera nazionale della moda italiana, Mario Boselli, e Alexander Shumsky, presidente di Russian fashion week. La collaborazione, gia' proposta da tre anni, include anche l''Italian Day' all'interno della 'Russian Fashion Week' di aprile 2009, e la presenza di stilisti russi a 'Milano Moda Donna a/i 2009/10'.

(Ansa)

Seduzione, è una questione di mani

Curate e sexy: ecco lo stile vip

Cosa sarebbero le belle di casa nostra senza delle mani perfette? Sfoggiare unghie lunghe, curate e luminose è l'ultima tendenza delle famose, che mostrano delle mani impeccabili, spesso impreziosite da raffinate french manicure. Da Barbara D'Urso a Justine Mattera, passando per Anna Oxa, Alessandra Mastronardi e Anna Tatangelo, fino a Cristiana Capotondi, scopri chi non può fare a meno di unghie da copertina!

Non solo décolleté prosperosi, gambe affusolate e posteriori sodi: per sedurre le vip usano anche le mani, alle quali dedicano attenzioni spesso maniacali. I risultati? Eccellenti. Basta posare lo sguardo sulle unghie di Barbara D'urso, lunghissime e ben modellate, illuminate da uno strato leggero di smalto trasparente. Le mani, poi, non mostrano i segni dell'età: la conduttrice ha 50 anni, ma non li dimostra.

Sulla scia della D'Urso, anche Justine Mattera: unghie curate, rosate e con le punte arrotondate, lunghe quanto basta per dare un tocco di eleganza in più. Più semplice la manicure della "Cesarona" Alessandra Mastronardi: unghie accorciate, punte tondissime e smalto trasparente e luminoso. La Eva della tv non graffia, scegliendo uno stile più acqua e sapone.

Femme fatale nel trucco e nella scelta del look Anna Tatangelo: la compagna di Gigi D'alessio dimostra di avere un certo feeling con l'estetista e, oltre a sopracciglia perfette e make-ip impeccabile, sfoggia una french manicure a prova di scheggiatura. Che abbia seguito l'esempio della collega Anna Oxa? Capello lungo nero, riga in mezzo e viso pallido, la cantante completa il suo look da Mortisia con delle unghie lunghissime, con la punta quadrata accentuata dalla french. Sobria, ma aggressiva, come s'addice ad una tigre da classifica.

Va in controtendenza Cristiana Capotondi: l'attrice preferisce "darci un taglio", con unghie cortissime e arrotondate, impreziosite solo da un filo di smalto chiaro. Scelta di stile o vizietto nascosto? Difficile scoprire se sotto questa manicure non proprio impeccabile ci sia l'abitudine di mangiucchiare le dita. Certo è, che nella gara di seduzione a colpi di mano, rischia di perdere terreno...

(Tgcom)

Il "jeans" è nato a Genova

Si chiamava Blue de Gens

Strappati, in platino o ricamati in filo di seta, chiari o scuri, gli intramontabili jeans rinnovano il loro primato come capo irrinunciabile per tutte le stagioni. Ma la celebre tela blu dei navigatori genovesi, non torna solo sui pantaloni, ovvero sui classici blue jeans, bensì anche su giacche, camice e gonnelloni. E Genova ne reclama la paternità annunciando per giugno una manifestazione in cui si celebrerà, con tre giorni di eventi, il Blue de Gens, così chiamato fin dal Cinquecento e che poi, grazie agli americani, è diventato Blue Jeans.

In quanto al denim, termine con cui oggi spesso si indica la tela blu di cui sono fatti i jeans, viene da "toile de Nimes", e non stiamo a disquisire se i francesi della cittadina vicino Marsiglia hanno copiato i genovesi, o se hanno inventato la loro tela quasi contemporaneamente. Quel che è certo, sottolinea il sindaco genovese, è che il bacino del Mediterraneo, allora come ora, è una grande area creativa e che, comunque, oggi, non occorre dire denim, basta dire jeans, cioè Genova, per indicare la tela blu più famosa del mondo.

Anche se i giovani genovesi non sanno di indossare i 'genova', anche se i loro coetanei di tutto il mondo credono di fare gli spacconi con calzoni in tela americana, gli Usa in questa storia hanno solo il merito di aver brevettato, nel 1873, grazie al bavarese Levi Strauss e al lituano Jacob Davis, dei calzoni a doppia cucitura e con rivetti metallici che impedivano gli strappi nei punti di maggiore sforzo della pur robustissima tela di Genova.

Un fustagno (inizialmente marrone, per la verità) che nel 500 era stato comprato in grande quantità dagli inglesi perché costava meno di quello tedesco: sulle balle ci scrivevano 'Jeans' per riconoscerlo, e così è rimasto nella storia. 
 
Il Blue de Gens all’inizio era utilizzato per realizzare le vele delle navi e in seguito fu usato per le tute dei marinai. Nato nel 1700 nel nostro paese, ben presto venne esportato in tutto il mondo. E il successo fu davvero grande.
 
Il celebre calzone Levi's 501 è nato invece nel 1890, negli Anni 30 è diventato un emblema del West e dei film che ne narravano l'epopea. Nel 1935 sono arrivati i primi jeans da donna. Nel dopoguerra i blue jeans hanno conquistato la 'gioventù bruciata': scuole e chiese negli Usa proibivano l'ingresso a chi indossava i pantaloni scandalosi.

Detti ormai familiarmente jeans, sono quindi diventati protagonisti assoluti della moda, attraversandone tutte le stagioni. Dalla contestazione studentesca alle passerelle, i più trasformisti pantaloni del mondo si sono fatti consumare, strappare, rammendare e ricamare persino di luccicanti swarovski. Sempre sulla breccia, fanno sentire giovane anche chi non lo è più.

L''evento di Genova, organizzato da Skyline Grandi Eventi e curato da Independent Idea di Lapo Elkann, celebrerà questo 'viagra' popolare, ormai trasversale, nè di destra nè di sinistra, che ha fatto battaglie democratiche (negli Urss il jeans era messo al bando) e segnato rivoluzioni di costume, combattendo un po' per tutte le idee nuove.
Presso i magazzini del Cotone, nel porto antico, dove partivano le navi cariche di Blue Jeans, si terranno le più importanti celebrazioni. Ma tutta la cittaà sara’ protagonista di questa festa del Blue de Gens. 

(Tgcom)

L'ufficio come una palestra

E il capo è il personal trainer

Scale a piedi, casa-lavoro in bicicletta, la scrivania-tapis roulant e persino la sedia che brucia le calorie durante le otto canoniche ore lavorative. L'ufficio si trasforma in palestra e il capo in personal trainer. Tra gli impegni del manager infatti, consapevole che a produrre di più è il lavoratore, sano, sembra destinato ad entrare (oltre ovviamente al rispetto delle preziose norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro) anche quello del benessere fisico, e quindi del fitness, dei propri dipendenti. 

Le raccomandazioni più autorevoli per portare in azienda ''un po' di movimento'' arrivano dall'istituto inglese NICE, che si occupa di salute e di eccellenza clinica. Con linee guida ad hoc sulla ''Promozione dell'attività fisica sul luogo di lavoro'', gli esperti inglesi spiegano a piccole, grandi o medie aziende, come fare a convincere i lavoratori a essere meno sedentari.

In aiuto arrivano anche alcuni strumenti all'avanguardia in tema di fitness in ufficio. E' stata progettata da due disegnatori industriali israeliani Alex Padwa e Daniel Leibovicz, ad esempio la sedia che permette di dimagrire restando comodamente seduti. Si chiama 'I-cool' e brucia le calorie del corpo attraverso il raffreddamento controllato della schiena e del fondo schiena. In questo modo, affermano i suoi realizzatori, anche le persone più sedentarie possono ridurre il loro peso, senza alcuna fatica. 

Ulteriore vantaggio della sedia è che essa crea attorno a sé un ambiente climatizzato, su misura di chi la utilizza. In questo modo contribuisce a riportare l'armonia in quegli uffici dove i dipendenti non riescono a concordare un livello di climatizzazione gradevole per tutti.

Anche l'America dice addio alla sedentarietà da ufficio. Afflitti da una epidemia di obesità che minaccia la salute collettiva gli Usa adottano infatti una scrivania-tapis roulant, bizzarro marchingegno che permette agli impiegati di fare ginnastica durante le canoniche otto ore di lavoro.
   L'idea è di James Levine, endocrinologo della Mayo Clinic di Rochester, nel Minnesota, che durante i suoi studi sul consumo energetico dell'uomo, aveva notato che in una ordinaria giornata lavorativa le persone con un peso-forma consumavano  350 calorie in più di quelle spese da persone in sovrappeso.
   Per queste ultime, passare otto ore seduti davanti ad una scrivania non era certo salutare. Levine allora prese un banchetto dotato di rotelle alla base, vi collocò un portatile e un telefono e mise questa sorta di scrivania fai-da-te sopra un tapis roulant da 400 dollari. Nasceva così, tre anni fa, la walkstation, come è chiamata negli Usa. L'idea piacque e da invenzione divenne un prodotto industriale.
Dopo un decollo piuttosto lento, le 'walkstation' hanno cominciato a far breccia tra gli impiegati statunitensi e pur non essendo ancora un prodotto di massa, c'è qualcuno che non esita a spendere 4000 dollari per accaparrarsi l'ultimo modello della Details o della Salo, tra le prime aziende ad interessarsi all'invenzione di Levine.

Ma anche senza sedia dimagrante e scrivania-tapis roulant l'ufficio può diventare un vero e proprio palazzetto dello sport. Ecco alcuni dei consigli degli esperti inglesi sulla 'promozione dell'attività fisica sul luogo di lavoro.
Ad esempio, includere nella giornata lavorativa anche il tragitto casa-lavoro-casa può incoraggiare ad andare in ufficio a piedi o in bici; oppure mettere a disposizione dei dipendenti un medico, con l'esclusiva competenza di attività fisica, che possa dare consigli gratuitamente e nel rispetto della privacy. Si propone anche di  convincere i dipendenti a usare le scale invece dell'ascensore con opuscoli o cartelli di sensibilizzazione posti nei punti strategici; infine, informarlo dei benefici del movimento fisico.
Un progetto che va nella stessa direzione è il canadese ''Starway to Health'', la scala verso la salute, che ricorda tanto quella che con i Led Zeppelin saliva in Paradiso. Il progetto nasce per sensibilizzare i cittadini sui benefici dell'esercizio fisico. Sul sito dell'Agenzia della Salute Pubblica del Canada, ricco di dati e  informazioni, un calcolatore permette, scrivendo il proprio peso e i minuti impiegati per salire le scale, di sapere quante sono le calorie bruciate: circa 10 al minuto per una persona di 70 chili.

Altro importante tema sono le palestre aziendali. Molti imprenditori hanno a cuore il  benessere psicofisico dei loro uomini e li coccolano con centri fitness all'avanguardia. La palestra aziendale, diffusissima oltreoceano, incontra il favore di numerosi manager nostrani:  in Italia ormai circa una quarantina di aziende ha aperto una palestra per i propri dipendenti, che possono condurre così uno stile di vita piu' salutare. Qualche nome: Philips a Monza, Novartis a Origgio, Ferrari a Maranello, Piquadro a Milano, Trapack a Modena, fino alla Provincia di Milano, nella sua sede di Palazzo Isimbardi. I lavoratori sono contenti, i capi pure; tra i vantaggi di queste iniziative di ''wellness'' ci sarebbero l'aumento di produttività, meno assenze per malattia, riduzione del costo sanitario, miglior ambiente aziendale. Il tutto si traduce in una strategia volta a contrastare le malattie più diffuse nel mondo occidenatale, come cancro, diabete, malattie cardiovascolari, obesità. Incrementare il livello di attività fisica aiuta a tenerle sotto controllo e a prevenirle; ad esempio, riduce il rischio di tumori (circa 20-40% nei soggetti più attivi rispetto ai meno attivi) del colon della mammella, dell'endometrio e della prostata; è la principale alleata della dieta nella prevenzione e terapia dell'obesità e del diabete (che oggi nel mondo colpisce 246 milioni di persone e nel 2025 ne colpirà 380 milioni). 

(Tgcom)

 

 
Cinema e Spettacolo 11 novembre 2008

Cinema, "High School Musical 3" ancora primo nelle sale italiane

E' ancora "High School Musical 3", per la gioia dei ragazzini, il film più visto della settimana nelle sale italiane, mentre il film di animazione "Wall-E" di Andrew Stanton scende dal secondo al quarto posto.

Entra invece in seconda posizione il nuovo episodio della saga di James Bond, "Quantum of Solace" per la regia di Marc Forster, con Daniel Craig e Olga Kurylenko.

Il terzo episodio di "High School Musical", con Zac Efron e Vanessa Anne Hudgens e diretto da Kenny Ortega, è stato visto da oltre 500mila spettatori, per un incasso di quasi 3 milioni di euro, mentre "Quantum of Solace", pur avendo incassato più di 3 milioni di euro, è stato visto da un numero inferiore di spettatori, circa 461mila.

Sale intanto dal sesto al terzo posto la commedia francese "Giù al nord", diretta e interpretata da Dany Boon.

L'altra novità della settimana è "The Burning Plain - Il confine della solitudine", film drammatico per la regia di Guillermo Arriaga, con Charlize Theron, Kim Basinger e Jennifer Lawrence, all'ottavo posto.

La classifica Cinetel si riferisce a 478 città rilevate, pari a circa l'85% dell'intero mercato, nella settimana dal 3 al 9 novembre.

Il numero tra parentesi indica la posizione occupata dal film la settimana precedente, mentre il simbolo ( - ) indica le novità.

1. HIGH SCHOOL MUSICAL 3 (1), di Kenny Ortega, con Zac Efron, incasso 2 milioni 844.922 euro, 504.292 presenze.

2. QUANTUM OF SOLACE (-), di Marc Forster, con Daniel Craig, incasso 3 milioni 36.726 euro, 461.448 presenze. 

3. GIU' AL NORD (6), di Dany Boon, con Kad Merad, incasso 886.224 euro, 150.062 presenze.

4. WALL-E (2), di Andrew Stanton, incasso 763.134 euro, 129.431 presenze.

5. TROPIC THUNDER - UNISCITI A LORO (3), di Ben Stiller, con Robert Downey Jr., incasso 603.052 euro, 98.177 presenze.

6. VICKY CRISTINA BARCELONA (4), di Woody Allen, con Javier Bardem, incasso 584.651 euro, 97.982 presenze.

7. PRIDE AND GLORY - IL PREZZO DELL'ONORE (8), di Gavin O'Connor, con Edward Norton, incasso 517.554 euro, 87.187 presenze.

8. THE BURNING PLAIN - IL CONFINE DELLA SOLITUDINE (-), di Guillermo Arriaga, con Charlize Theron, incasso 531.515 euro, 83.893 presenze.

9. MAMMA MIA! (7), di Phyllida Lloyd, con Meryl Streep, incasso 459.539 euro, 75.504 presenze.

10. BABYLON A.D. (5), di Mathieu Kassovitz, con Vin Diesel, incasso 376.343 euro, 62.324 presenze.

(Reuters)

Cinema; Angelina Jolie: In 'Changeling' reprimo istinto materno


"La donna che interpreto simile a mia madre, le rendo omaggio"

Angelina Jolie parla del suo ultimo ruolo, quello di Louis Collins in 'Changeling', film diretto da Clint Eastwood nelle sale italiane dal 14 novembre. "In 'Changeling' ho messo da parte il mio istinto materno, quasi 'animalesco', per arrivare a quello che il personaggio richiedeva: un dolore più composto, più in sintonia con la mentalità delle donne di quell'epoca", ha dichiarato l'attrice al settimanale 'Tu', in edicola domani. Veste i panni di una madre che soffre per la scomparsa del figlio, a cui le viene riconsegnato un bambino non suo e tutti, comprese le autorità, non credono alla sua versione dei fatti. "È una storia veramente assurda. Quando ho preso in mano il copione su cui erano riportati anche gli atti processuali, attraverso i quali veniva documentato dettagliatamente il caso, - spiega - sono rimasta senza parole. Una cosa a mio avviso da perderci la testa. Mi dicevo: ma non è possibile per essere vero. E io, di fronte a una simile tragedia, a una forza sovrumana di prevaricazione, avrei reagito in modo del tutto diverso". "Avrei urlato a squarciagola, fatto scene isteriche, preso a schiaffi le autorità, sarei impazzita veramente di fronte a questa atrocità - continua - non come la protagonista che viene chiusa in manicomio e mantiene la propria lucidità". Jolie ha recitato pensando alla madre: "Louise Collins, la donna che interpreto nel film, caratterialmente assomiglia molto a mia mamma (l'attrice Marcheline Bertrand scomparsa nel 2007, ndr). Ho recitato quasi per renderle omaggio - chiude - mi sono ispirata a lei, al suo modo di pensare, di agire. Era una donna molto gentile, pacata, piena di garbo e non si sarebbe lasciata andare all'isterismo come me". Ema-Caw 111200 nov 08

(Apcom)

Smith Jr per un nuovo Karate Kid

Il figlio di Will nel remake del cult

Piccoli Smith crescono e si specializzano in... remake. Jaden Smith, il figlio di Will, sarà il protagonista del rifacimento del film cult anni 80 "Karate Kid". A produrre il film sarà lo stesso papà Will. Ma in attesa di iniziare le riprese, il piccolo Jaden sarà il protagonista accanto a Keanu Reeves e Jennifer Connely di un altro remake illustre, quello di "Ultimatum alla terra", nei cinema dal 12 dicembre.

Il ruolo di Karate Kid, che regalò la notorietà a Ralph Macchio, era il sogno proibito di Jaden da tempo, tanto che il bambino è praticante di arti marziali. Il progetto era nell'aria da un po' e ora si è concretizzato proprio grazie ai buoni auspici di papà Will, che produrrà la pellicola insieme a Jerry Weintraub, già dietro il franchise originale, James Lassiter per Overbrook Entertainment e Ken Stovitz.

Scritto da Chris Murphy, "Karate Kid" sarà girato il prossimo anno a Pechino e in altre location, e riprenderà molti elementi dell'originale, in cui un ragazzino imparava a 'stare al mondo' grazie a un eccentrico mentore, nell'originale interpretato da Pat Morita.

(Tgcom)

Canalis: "Mi piacciono i neri, sono più sexy"

 

Elisabetta Canalis è tornata single. Da un paio di settimane non è più fidanzata con Reginaldo, attaccante brasiliano del Parma, ma non si dispera. È al cinema con la commedia di Massimo Boldi La fidanzata di papà, in Tv con Artù al fianco di Gene Gnocchi, ha da poco compiuto 30 anni e afferma: " È ora di fare progetti seri".

Patemi d'amore - L'ex velina si confessa su Vanity Fair che le dedica una sexy copertina. "Ho pianto per Reginaldo. Dopo sette mesi insieme, come si fa a non versare neanche una lacrima quando la storia finisce? Io, per amore, ho pianto tanto, da sola, finché la testa mi scoppiava, per uomini che non si degnavano nemmeno di venire a vedere perché mi disperavo. Uomini che mi hanno fatto male. Psicologicamente e fisicamente".

Ex innamorati - "Reginaldo - continua Elisabetta - è un ragazzo dolce, ma abbiamo obiettivi, interessi e passioni differenti. Certo avevo creduto in questa storia, ci credo sempre. E poi passo per la stronza che all'improvviso sparisce. Ti convinci che una persona sia quella giusta e il risveglio non è piacevole".

Anche le super belle hanno le corna - E quando si parla di "risveglio", si intende il tradimento. "Quello c'è sempre. Sono stata invariabilmente tradita. Poteva trattarsi di una rivale vera o di una escort, ma a posteriori ho sempre scoperto che il rapporto era troppo affollato". È per questo che molla i fidanzati. "Certo. Loro sono stati poco corretti, ma prima ancora sono stata fessa io a cascarci. Ho sempre avuto la possibilità di stare con bravi ragazzi, ma non ci riesco, è più forte di me".

Meglio pensare al lavoro - Ha in mano il sospirato visto per lavorare negli Stati Uniti ed è pronta a partire: "È da un pezzo che cercavo di averlo. Parto per l'America di Obama. Da sempre sono convinta che gli Stati Uniti siano avanti, queste elezioni lo dimostrano". E del premier Berlusconi dice che "Obama è giovane, bello e abbronzato è la battuta di un politico abituato a farne. Non ci leggo nulla di volgare. Mi fa più paura un Paese in cui non si scherza per timore di offendere qualcuno. Significa che, sotto sotto, si ha la paura ipocrita di essere fraintesi".

Dai presidenti ai fidanzati neri - Canalis ne ha avuti diversi compagni di colore. Battutine? "Troppe, e fuori luogo. È vero: esteticamente mi piacciono i neri. Spesso li trovo più sexy. E, quando vedo una coppia mista, mi ci riconosco molto. Ma non sopporto le battutine a sfondo sessuale. Uomo nero uguale stallone. Quello è uno stereotipo da razzisti".

La dieta Canalis
- Eli sembra molto dimagrita ultimamente. "Cinquanta chili per 1,70. Non mangio formaggi. E in più sono soda perché vado in palestra. Il nutrizionista dice che ho un fisico sano. Quando facevo la velina, ero cinque chili in più, sfioravo la quarta di reggiseno, e i giornali scrivevano che ero 'pienotta'. Alle critiche sono abituata. Da bambina ero scurissima e riccia: dicevano che ero nera e adottata".

Paure e fobie - C'è una cosa che la Canalis proprio non sopporta: "Una, sopra tutte le altre: i peli maschili. Mi hanno sempre fatto ribrezzo. Con i miei uomini sono stata molto fortunata. E poi, visto che li informo subito della mia fobia, spesso si presentano depilati. Integralmente."

Impegni televisivi - Il 20 novembre finisce Artù in cui ha fatto da spalla a Gene Gnocchi. "Gene l'ho temuto. E, se non mi avesse dato fiducia lui, avrei continuato ad averne paura. Non è un tipo facile. Come fai a stare tranquilla con uno che sta parlando delle occupazioni all'università e ti dice: 'Tu al massimo puoi picchettare il Cepu'?".

(Tiscali)

Hunziker, miei molestatori liberi

Showgirl rivela violenze e parla di Fondazione Doppia Difesa

Parla delle violenze subite e mai punite Michelle Hunziker motivo della nascita di Fondazione Doppia Difesa con l'aiuto dell'avv. Bongiorno. Al settimanale 'Chi' la showgirl rivela dei suoi stalker.Il primo processato, condannato ma evaso, il secondo solo processato, e il terzo, rinviato a giudizio, che continua a perseguitarla. La Fondazione sostiene quindi coloro che subiscono violenze, sopratutto donne. Ma ricorda la Hunzicher:'E'importante denunciare tutto, tutto dev'essere documentato'.

(Ansa)

"L'imitazione, un furto d'identità"

Santoro a Rds sul caso Joe Violanti

Atto secondo della "querelle" fra Michele Santoro e Joe Violanti. Dopo che il conduttore ha intimato la sospensione della sua imitazione nel programma Rds Morning Show (dove il comico Violanti imita il giornalista e telefona ai politici invitandoli ad Annozero, salvo poi gettare la maschera a fine conversazione), i legali di Santoro specificano che non si tratta di censura ma contestano "l'abusivo utilizzo della sua identità", si legge in una lettera inviata a RdS.

''Risulta senza alcun dubbio, che egli non ha chiesto alcuna censura né tantomeno ha diffidato l'emittente di mettere in onda i suoi cosiddetti scherzi''. Il sito del programma Anno Zero ha pubblicato il testo della lettera dei legali del conduttore del programma di Raidue.

''Il dottor Michele Santoro - spiega nella lettera a Rds l'avvocato Felice d'Alfonso del Sordo - mi dà incarico di contestarvi l'abusivo utilizzo della sua identità, che voi state ponendo in essere in modo tale da danneggiare la preparazione e la realizzazione del lavoro del mio cliente''. ''Specificamente il vostro comportamento - continua la lettera - si sta realizzando illecitamente attraverso l'utilizzazione per i vostri scopi del suo nome e del nome della sua trasmissione con le modalità e negli ambienti propri nei quali egli effettivamente svolge la sua attività preparatoria di Anno Zero, generando così una inammissibile falsata percezione dell'identità dello stesso, del suo lavoro e di quello dei suoi collaboratori. Con la presente diffida formale vi intimo di cessare, con decorrenza immediata - scrive quindi l'avvocato -, dall'illecito comportamento di cui sopra, che determina danno e pregiudizio ai diritti dell'identità e della personalità del mio Cliente oltreché della sua espressione professionale e della sua attività. Con riserva di agire per il risarcimento dei danni subiti e subendi''.

Intanto Roberto Castelli è sceso in campo in difesa di Joe Violanti. "Difendo Joe Violanti", ha dichiarato il sottosegretario alle Infrastrutture e trasporti in una nota. "Anche a me ha fatto in radio uno scherzo divertente e ci sono cascato in pieno", ha aggiunto, "sembra strano che Santoro, dal quale peraltro mi sono sempre trovato bene e da cui continuerò ad andare se vorrà invitarmi, difenda Travaglio con i suoi monologhi al limite della calunnia e si irriti contro un simpatico imitatore".

(Tgcom)

Marina Ripa di Meana adotta un figlio, è il suo segretario

Marina Ripa di Meana è riuscita ancora una volta a conquistare le prime pagine di un mensile specializzato nel gossip. Sul prossimo numero di Diva & Donna la vulcanica nobildonna rivela di aver finalmente soddisfatto un desiderio: lei e suo marito Carlo hanno deciso di adottare un figlio.

Marina e Carlo hanno adottato il segretario - "Io e mio marito Carlo – ha spiegato Ripa di Meana - avevamo il desiderio di assicurare un avvenire a questo ragazzo che ci ha dedicato vent'anni della sua vita". Chi sarà mai il figlio tanto desiderato? Si chiama Andrea Cardella e altri non è che il segretario personale di Marina.

Il regalo per il suo 65mo compleanno - L’annuncio dell’adozione è stato fatto nel corso dei festeggiamenti privati per i 65 anni di Marina. "Al Lido di Ostia – ha raccontato al mensile diretto da Silvana Giacobini - è stata una festa che abbiamo voluto condividere con gli amici, mentre nella nostra villa a Todi ho di nuovo festeggiato con mio marito, i miei adorati carlini e il nostro figlio adottivo Andrea. Carlo – ha concluso la signora Ripa di Meana - ha intenzione di creare una fondazione dedicata a me, di cui Andrea sarà il curatore".

(Tiscali)

 

 
Musica 11 novembre 2008

Il corpo di Miriam Makeba sarà rimpatriato in Sudafrica


Per "Mama Africa" funerali e cremazione in patria

Il corpo di Miriam Makeba, stroncata da un infarto dopo il concerto anti-camorra di Castel Volturno, sarà riportato in Sudafrica per i funerali. Un portavoce del ministero degli affari esteri sudafricano Ronnie Mamoepa ha spiegato che la famglia di 'Mama Africa' ha chiesto il rimpatrio della salma per il funerale e la cerimonia di cremazione. Conosciuta in tutto il mondo come 'Mama Africa', Miriam Makeba nasce a Johannesburg il 4 marzo 1932 e si impone come cantante nel 1959, durante una tournèe negli Stati Uniti con il gruppo sudafricano 'Manhattan Brothers'. A 27 anni lascia il Sudafrica per necessità di carriera, senza immaginare che sarebbe stata poi bandita per le sue posizioni contro l'apartheid. Nel 1960 cerca di rientrare, per il funerale della madre, ma le autorità le tolgono la nazionalità. A seguito di questo bando, Makeba vive 31 anni in esilio, negli Stati Uniti, in Europa e in Guinea. Fu la prima donna nera a vincere il Grammy Award per l'album 'An Evening with Belafonte/Makeba', inciso insieme a Harry Belafonte nel 1965. Due anni dopo arriva la fama mondiale con 'Pata Pata', ispirata a una danza in una baraccopoli. Nel 1968 sposa il leader delle Pantere Nere, Stokely Carmichael. L'evento solleva controversie negli Stati Uniti e Makeba si vede annullare i contratti discografici. Carmichael e Makeba si trasferiscono in Guinea. Il matrimonio dura però pochi anni: nel 1973 Makeba si separa e riprende a cantare, soprattutto in Africa, Sudamerica ed Europa. Dopo la morte della figlia Bongi, nel 1985, 'Mama Africa' si trasferisce in Europa, dove rimane fino al 1990, quando la liberazione di Nelson Mandela la convince a rientrare nel suo Paese. Ma passano sei anni prima che esca il suo nuovo disco, 'Homeland', in cui racconta sempre l'apartheid, ma anche la gioia di essere tornata nel suo paese. "Ho mantenuto la mia cultura, ho mantenuto la musica delle mie origini - ha scritto nella sua biografia - grazie a questo sono diventata questa voce e questa immagine dell'Africa e del suo popolo, senza esserne cosciente".

(Apcom)

Madonna: a Guy 12 regole sui figli

Tra queste il bando assoluto della tv e cibi non biologici

Madonna ha chiesto al marito Guy Ritchie da cui sta divorziando 12 regole ferree da rispettare per i figli. Stando al Daily Mail tra le condizioni c'e' il bando assoluto alla tv, ai cibi non biologici, e a qualsiasi indumento che non sia stato inviato da lei. Il regista oggi ha riabbracciato dopo settimane di lontananza i figli Rocco e David, mentre la terza figlia, Lourdes e' rimasta con lei. La cantante e' impegnata nel suo tour Stick and Sweet negli Usa

(Ansa)

Giusy Ferreri: il 14 esce 'Gaetana'

La cantante dedica il suo primo album alla nonna siciliana

 E' dedicato alla nonna siciliana 'Gaetana' il primo album della X Factor Giusy Ferreri, nei negozi dal prossimo 14 novembre. Tra le 12 tracce dell'lp c'e' 'Novembre', in vetta alle classifiche radiofoniche e di vendita, sigla italiana di Desperate Housewives e di Brothers & Sisters. Linda Perry firma 'Cuore assente' e 'La scala'. Tiziano Ferro, che canta con lei il brano'L'amore e basta!', e' autore di sei canzoni e produttore artistico dell'intero album insieme a Michele Canova.

(Ansa)

Gli Usa di oggi con Anderson e Reed

A Catanzaro due ore di concerto e pubblico in visibilio

Ha raccontato l'America di oggi tra crisi e ansie per il futuro Laurie Anderson, ieri sera a Catanzaro, accompagnata dal marito Lou Reed. 'Homeland' e' stato quindi uno spettacolo di due ore in cui la Anderson, grazie al suo violino elettrico e poi a chiatarra e voce del marito, ha trattato temi scottanti come clima, crisi finanziaria, guerra in Iraq e Guantanamo. Pubblico in visibilio con la richiesta di tre bis. Per il duetto altre due tappe in Italia.

(Ansa)

 

 
Mondo Web 11 novembre 2008

Internet: accordo tra Youtube e Mgm

Portale potra' diffondere alcune popolari produzioni

Da oggi e' possibile vedere legalmente su Youtube alcune delle piu' famose produzioni firmate Metro-Goldwin-Mayer (MGM). Il portale di video streaming piu' famoso al mondo ha annunciato di aver trovato un accordo con la MGM per la diffusione autorizzata di alcune popolari produzioni della casa, tra cui gli episodi del programma 'American Gladiators' e film di grande successo come 'I magnifici sette' e 'La rivincita delle bionde'.

(Ansa)

Gioco d'azzardo online, deputato democratico Usa accusa Bush

Un parlamentare democratico americano ha accusato ieri l'amministrazione Bush di cercare di far approvare in fretta, prima della fine del mandato il 20 gennaio, una nuova normativa in materia di gioco d'azzardo su Internet che ha suscitato preoccupazione tra le banche.

"Sono profondamente contrariato nell'apprendere che la vostra agenzia sta procedendo con quel che considero una fretta inverosimile nel promulgare l'Unlawful Internet Gambling Enforcement Act", ha detto il presidente della commissione Finanza della Camera Barney Frank, democratico del Massachussetts, in una lettera al segretario del Tesoro Henry Paulson.

"Questo modo di legiferare a mezzanotte legherà le mani alla nuova amministrazione, carica il settore dei servizi finanziari in un momento di crisi economica e contraddice gli intenti della commissione Servizi Finanziari", ha detto Frank.

Al Dipartimento del Tesoro e Federal Reserve è stato chiesto di definire nuove regole sul gioco d'azzardo su Internet in base ad una legge emessa dal Congresso nel 2006, quando era ancora a maggioranza repubblicana.

La legge, che costerà miliardi di euro di valore persi alle società europee di gioco d'azzardo online, proibisce alle aziende di accettare pagamenti collegati a "giochi d'azzardo illegali su Internet". Ma invece di definire quali siano i giochi illegali online, rimanda a leggi federali e di stato esistenti, per definire la questione.

In risposta alla lettera di Frank a Paulson, una portavoce del Tesoro ha detto che il suo dipartimento e la Fed stanno lavorando assieme per raccogliere materiale e commenti e completare questa normativa come richiesto dal Congresso.

(Reuters)

Truffe on line: ecco il 'parcelling'

Gdf mette in guardia contro finte organizzazoni volontariato

Le Unita' Speciali della Guardia di finanza hanno scoperto una nuova truffa on line: il 'parcelling' (da 'parcel', pacco). Alla base del meccanismo c'e' un'organizzazione che - attraverso siti o mail - recluta persone disposte a collaborare in attivita' di volontariato. A loro viene chiesto di ricevere a casa merce frutto di donazioni, ma in realta' ricevono oggetti acquistati con la frode. Un furgone ritira il pacco e il destinatario rischia l'accusa di ricettazione.

(Ansa)

Colosseo e' monumento piu' cliccato

'Osservatorio Natha il Saggio' 20 mln di clic sull'anfiteatro

E' il Colosseo il monumento piu' cliccato su Internet. Il dato dell''Osservatorio Nathan il Saggio' presenato a Londra al World Travel Market. Dopo i 20 mln di clic per l'anfiteatro capitolino segue la Torre di Pisa 16,3 mln, il Duomo di Milano con 12,4 mln di clic, San Pietro a Roma 10,8 mln di contatti, il campanile di Giotto a Firenze (8,5 milioni), Castel dell'Ovo a Napoli (7,8 milioni) e i templi di Paestum (7,2 milioni).

(Ansa)

 

 
International 11 novembre 2008

Vaticano a Obama: no a cellule embrionali

 

Il no all'uso di cellule staminali embrionali ''vale per tutti'', ed e' quindi rivolto anche agli Stati Uniti. Lo ha ribadito il presidente del Pontificio consiglio per la Salute, card. Javier Lozano Barragan, rispondendo ad una domanda riferita alla revisione delle norme in materia ventilata dal nuovo presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama. Il cardinale ha pero' precisato di non ''conoscere a fondo la posizione'' del futuro inquilino della Casa Bianca.

Il card.Javier Lozano Barragan, conferma la sua contrarieta' al prelievo di cellule staminali da embrione, incoraggiando invece l'utilizzo di quelle estratte da cellule adulte o da cordone ombelicale. ''Le staminali embrionali - ha detto - non servono a nulla'', mentre ''si sono ottenuti ottimi risultati con il prelievo da cordone ombelicale o da cellule adulte ed emopoietiche''. Lo ha detto il card.Barragan presentando un convegno internazionale sulla ''pastorale nella cura dei bambini malati''.

Il Card. Barragan ha parlato di "inefficacia delle cellule staminali fetali ed embrionali" nella ricerca e nella cura delle malattie, sottolineando invece l'efficacia di quelle estratte da cellule adulte o dal cordone ombelicale, e auspicando una intensificazione delle ricerche scientifiche in questo campo. Questo orientamento scientifico è stato confermato, durante l'incontro di presentazione di un convegno sulla "pastorale nella cura dei bambini malati", anche dal coordinatore del dipartimento di medicina pediatrica dell'ospedale Bambino Gesù, Alberto Ugazio.


Quattro milioni di neonati muoiono ogni anno entro i primi 26 giorni di vita, troppi, secondo il card. Javier Lozano Barragan, mentre occorre fare ogni sforzo per salvarli, assicurando loro la massima assistenza, sanitaria e spirituale. Il riferimento è alla mancata rianimazione dei neonati con gravi malattie, praticata in alcuni Paesi e sulla quale il Vaticano ha riaperto il dibattito.

(Ansa)

Washington Post, Europa 'sottilmente razzista'

L'elezione di Obama ha tirato fuori l'annoso problema del comportamento dell'Europa di fronte al razzismo

Secondo il Washington Post (Wp), l'elezione di Barack Obama come presidente degli Stati Uniti ha scoperto la latente natura razzista che serpeggia in Europa.

Sebbene in tutta Europa sia scoppiata la Obamamania e la sua elezione sia stata salutata con grande entusiasmo, non sono mancati, come riporta il Wp, dichiarazioni di politici e giornalisti che rivelano i molti limiti e pregiudizi che ha il Vecchio Continente nei confronti dei non bianchi. Stando a quanto si legge sul prestigioso quotidiano, l'affermazione di Silvio Berlusconi, che aveva definito il neo-eletto presidente "giovane, bello e abbronzato", è la più leggera e anche simpatica in confronto alle dichiarazioni di altri politici o giornalist. Di ben altro tono, infatti, è la dichiarazione di un politico polacco, Artur Gorski del partito "Legge e Giustizia", che dopo aver preso la parola in parlamento ha detto: "L'elezione del messiah nero della nuova sinistra segna la fine della civiltà dei bianchi. Obama è un cripto-comunista e presto l'America pagherà il prezzo di questo scherzo delle democrazia". Commento duro anche da parte di uno dei decani del giornalismo austriaco, l'ottantenne Klaus Emmerich, che mai avrebbe voluto "un nero al comando dell'Occidente". Emmerich ha più volte ribadito la sua posizione, sia in tv che sulla carta stampata, definendo Obama "un soggetto pericoloso che abbindola la gente con la sua retorica brillante e il suo carisma". E poi, dice: "I neri non sono politicamente civilizzati".

(Peacereporter)

Gran Bretagna, adolescente ottiene diritto di lasciarsi morire

A una ragazzina di 13 anni è stato riconosciuto il diritto di scegliere di non sottoporsi a un intervento al cuore che potrebbe salvarle la vita, quando le autorità sanitarie che avevano mosso un'azione legale per costringerla ad affrontare l'operazione hanno acconsentito a far decadere la causa.

Hannah Jones, malata terminale 13enne, ha convinto i funzionari sanitari di Herefordshire a non procedere con l'ingiunzione del tribunale spiegando di voler passare il resto della sua breve vita con la sua famiglia piuttosto che sottoporsi ai rischi di un trapianto di cuore, secondo quanto ha riportato oggi il Daily Mirror.

"Mi hanno spiegato ogni cosa, ma semplicemente non volevo affrontare nessun'altra operazione", ha detto la ragazza al quotidiano.

"Ne avevo abbastanza degli ospedali e volevo tornare a casa".

Hannah, negli ultimi otto anni, ha passato la maggior parte del suo tempo in ospedale, per curare leucemia e cardiomiopatia.

Il suo cuore riesce a pompare sangue per il solo 10% della sua capacità. Hannah è stata già operata tre volte per l'impianto di pacemaker.

Se ora non si sottopone al trapianto, secondo quanto hanno detto i medici, potrebbe morire entro sei mesi. I dottori avevano avvertito la famiglia di Hannah sull'obbligo imposto dal tribunale di riportarla in ospedale, ma hanno ritirato la causa dopo che la ragazza ha spiegato le sue ragioni ai funzionari sanitari.

"Hannah deve aver fatto un buon lavoro nel convincerli perché dopo aver consultato gli avvocati hanno detto che nessun'altra azione legale verrà intrapresa", ha detto al quotidiano il padre Andrew, 43 anni.

"Hannah sa che può cambiare idea quando vuole e mettersi nella lista d'attesa per un trapianto", ha aggiunto. 

In una lettera alla famiglia Jones, il Primary Care Trust di Herefordshire ha detto di aver concluso che un'azione illegale è inappropriata.

"Hannah sembra capire la grave natura delle sue condizioni. Ha dimostrato consapevolezza del fatto che potrebbe morire", ha detto l'autorità, secondo quanto riportato dal giornale.

(Reuters)

Ruanda, l'arresto di Rose Kabuye mette in pericolo la relazioni con l'Ue



L'arresto dell'alto funzionario ruandese incrina i rapporti con l'Ue. A rischio la cooperazione per la crisi in Congo

L'arresto della direttrice generale del protocollo ruandese, Rose Kabuye, avvenuto ieri a Francoforte, sta creando delle tensioni diplomatiche fra il Ruanda da una parte, e Francia e Geramania dall'altra, che potrebbero complicare la situazione congolese.

Rose Kabuye, una delle più strette collaboratrici del presidente Paul Kagame sin dai tempi della guerra civile, è accusata di aver partecipato all'attacco che ha distrutto l'aereo dell'ex presidente ruandese, Juvenal Habyarimana, che ha dato poi l'avvio al massacro di circa 800 mila tutsi e hutu moderati.
La donna, in Germania per organizzare il viaggio del presidente Kagame, è stata arrestata su mandato di un giudice francese. Le autorità tedesche hanno considerato la sua, una visita personale e quindi non coperta dall'immunità diplomatica. Non era infatti la prima volta che la parlamentare ruandese si recava in Germania, ma sempre in missione ufficiale, e quindi era stato impossibile finora alle autorità europee eseguire il mandato di arresto internazionale. La Kabuye, dovrebbe ora essere estradata in Francia nei prossimi giorni.
Il governo di Kigali ha fortemente protestato contro il suo arresto, considerato un attentato contro la sovranità nazionale. Questa vicenda rischia ora di avere delle ripercussioni sulla guerra in atto in Congo, dove il Ruanda è accusato di spalleggiare le milizie ribelli di Laurent Nkunda. L'arresto di Rose Kabuye potrebbe avere delle ripercussioni sulla cooperazione tra il Ruanda e l'Unione Europea? Il presidente Kagame ha risposto a questa domanda facendo sapere che, inevitabilmete, seguiranno delle conseguenze "prevedibili e imprevedibili".

(Peacereporter)

Taiwan, agli arresti l'ex presidente Chen Shui-bian



L'ex presidente taiwanese, Chen Shui-bian è stato arrestato con l'accusa di corruzione e riciclaggio.

Dopo essere stato arrestato Chen Shui-bian ha dovuto rispondere alle domande del procuratore che lo accusa di aver riciclato dei soldi e di aver usato illegalmente un fondo speciale durante i suoi otto anni di mandato. Alla fine dell'interrogatorio, l'ex presidente, che ha respinto ogni accusa, è stato portato via in manette. Davanti ai giornalisti e ai fotografi che lo aspettavano fuori dal palazzo, ha alzato le braccia ammanettate e ha gridato "persecuzione politica". Chen, che è stato presidente di Taiwan dal 2000 al 2008 ed è uno strenuo difensore dell'indipendenza dell'isola, sostiene di essere vittima di un complotto ordito dal nuovo governo per rispondere ai desideri di Pechino. Ma le accuse di corruzione per lui e la sua famiglia si rincorrono sin dal 2006, quando suo genero è stato condannato a sette anni per insider trading in borsa. Inoltre l'ex presidente è accusato di essersi appropriato indebitamente di quasi 15 milioni di dollari taiwanesi dal governo (circa mezzo 500 mila dollari).

(Peacereporter)                              

Nicaragua, scontri dopo le elezioni municipali: 2 i morti



Almeno due persone sono morte e sei sono rimaste ferite negli scontri post elettorali, avvenuti a Managua, in Nicaragua.

Gli scontri, avvenuti anche con l'utilizzo di armi da fuoco, sono scoppiati dopo che il candidato sindaco del partito di governo di Managua, Alexis Arguello, si è dichiarato vincitore a risultati ancora parziali.

Ma la poltrona di primo cittadino viene rivendicata anche dal suo sfidante, Eduardo Montealegre, che ha denunciato una serie di brogli elettorali e ha già annunciato di voler chiedere il riconteggio dei voti in caso di sconfitta.
A livello nazionale, le recenti elezioni avrebbero assegnato 146 municipalità al partito sandinista del presidente Daniel Ortega. Anche in questo caso, Ortega, che non ha ammesso gli osservatori internazionali alle operazioni di voto, ha dichiarato la vittoria del suo partito a risultati ancora parziali. A suo dire, gli stranieri non sarebbero stati ammessi perchè "finanziati da poteri esterni". Ma il gruppo civico "Etica e trasparenza" che avrebbe dovuto far parte degli osservatori e che non è stato accreditato comunque dal governo, denuncia di aver riscontrato irregolarità nel 32 percento dei seggi elettorali controllati.
A Washington, il portavodce del dipartimento di stato ha detto che " le condizioni politiche durante la campagna elettorale non erano tali da permettere delle elezioni libere e incondizionate".

(Peacereporter)

Afghanistan, Obama: anche l'Iran tra i nuovi alleati

All'indomani del primo incontro con George W. Bush alla Casa Bianca, arrivano nuove indicazioni sulla strategia della futura Amministrazione di Barack Obama in politica estera. In Afghanistan ad esempio, il presidente eletto punta a coinvolgere altri attori regionali, a partire dall'Iran. Secondo i consiglieri citati dal Washington Post, Obama vede con favore i colloqui di riconciliazione avviati dal presidente afghano Hamid Karzai con i talebani. La stessa posizione era stata espressa nelle ultime settimane dal segretario alla Difesa, Robert Gates, uno dei possibili "ministri" repubblicani che Obama potrebbe confermare.

Il Pentagono boccia il piano di ritiro dall'Iraq - Il presidente eletto intende anche dare nuovo impulso e vigore alla caccia a Osama bin Laden, trascurata negli ultimi anni dall'amministrazione Bush, concentrata sul fronte iracheno. Al Pentagono l'Obama-pensiero sull'Afghanistan è condiviso mentre il suo piano di un disimpegno graduale dall'Iraq in 16 mesi è sostanzialmente bocciato. Secondo l'ammiraglio Michael Mullen, capo di stato maggiore della Difesa, un ritiro affrettato sarebbe "pericoloso".

Braccio di ferro sugli aiuti al settore automobilistico - Intanto si è appreso che nel colloquio nello Studio Ovale Obama ha chiesto a Bush aiuti immediati per far fronte alla crisi dell'industria automobilistica di Detroit. Il presidente americano si è detto disponibile ad appoggiare gli aiuti e un più ampio pacchetto di stimolo economico se i democratici ritireranno il loro veto sull'accordo di libero commercio con la Colombia. Una misura, questa, per la quale Bush si è a lungo battuto ma alla quale si oppongono i sindacalisti Usa per via delle numerose vittime tra gli operai fatte dagli squadroni della morte, legati all'esercito colombiano; e invece l'amministrazione Bush è riluttante a inserire le case automobilistiche nel piano di salvataggio, nonostante General Motors rischi di non arrivare alla fine dell'anno. E legare la questione al trattato di libero commercio con la Colombia potrebbe portare a un rinvio a dopo l'insediamento di Obama alla Casa Bianca.

(Tiscali)

Le figlie di Obama invitate al programma "Hannah Montana"

Le due figlie del presidente-eletto Barack Obama sono state invitate a partecipare al famoso programma televisivo per bambini "Hannah Montana". Lo ha annunciato ieri l'attore Billy Ray Cyrus in un'intervista.

Cyrus, padre di Miley Cyrus, la 16 enne star di "Hannah Montana", e attore del Disney Channel Show, ha detto che è stato chiesto a Malia Obama di 10 anni e Sasha Obama di 7 di partecipare ad un episodio possibilmente verso il mese di aprile, quando il film di 'Hannah Montana' uscirà nelle sale cinematografiche.

"Probabilmente accetteranno", ha detto Cyrus ad Access Hollywood in un'intervista, ma alla insistente richiesta di maggiori dettagli ha replicato "Non posso, non posso. Devo mantenere il segreto".

'Hannah Montana', in cui Miley Cyrus recita la parte di una studentessa con una vita segreta da popstar, è una delle più famose serie televisive per bambini negli Stati Uniti, con un'audience enorme e un giro di affari da circa un miliardo di dollari.

Obama ha detto che Malia è una grande fan della serie, ma lui e la moglie stanno cercando di proteggere le bambine dai media e resta da vedere se riterranno opportuno che prendano parte al programma.

(Reuters)

Usa, Sarah Palin lascia porta aperta a candidature future

La governatrice dell'Alaska Sarah Palin ha lasciato intendere oggi, durante un'intervista a Fox News, che potrebbe candidarsi a una più alta carica nel 2012 se le si presentasse l'occasione giusta.

Anche prima che i repubblicani perdessero le elezioni presidenziali lo scorso 4 novembre, che l'hanno vista candidata vice di John McCain, circolavano voci su una possibile corsa alla Casa Bianca della 44enne nel 2012.

"Mostratemi dov'è la porta aperta. Anche se ha qualche crepa, forse posso varcarla subito e forse prematuramente, ma non voglio perdere (questa occasione)", ha detto Palin durante un'intervista alla trasmissione televisiva "On the record", su Fox News, senza specificare però a quale carica sia interessata.

Palin, il cui mandato da governatrice termina fra due anni, ha detto di non poter prevedere il futuro. Ma ha anche aggiunto che sarebbe "molto eccitante" una possibilità per una carica di maggior livello.

"Se si ci sarà una porta aperta nel 2012 o quattro anni più tardi, e se sarà qualcosa di positivo per la mia famiglia, per il mio stato, per la mia nazione, un'opportunità per me, allora varcherò quella soglia", ha detto Palin.

Candidata a sorpresa da McCain durante l'accesa battaglia alle presidenziali contro il rivale democratico Barack Obama, Palin ha attirato critiche ma anche molti consensi tra la base conservatrice del Partito repubblicano degli Stati Uniti.

(Reuters)

 

Nepal, dopo un anno il "piccolo Buddha" torna fra i fedeli

Ram Bahadur Bamjan, il ragazzo nepalese che in tanti ritengono essere la reincarnazione del Buddha è tornato in città. Il 18enne, scomparso oltre un anno fa, si era ritirato nella giungla, lontano dal caos e dai problemi che affliggono le normali persone. Stando a quanto dichiarato dai primi testimoni il “piccolo Buddha” sarebbe ricomparso vicino a Nijgadh, città situata circa 160 chilometri a sud della capitale, Katmandu. In poche ore la notizia ha fatto il giro del Paese e migliaia di seguaci si sono incamminati verso Nijgadh per poterlo venerare.

Il piccolo Buddha torna fra i fedeli - Bamjan ha fatto sapere di essere intenzionato a tornare nella giungla, ma prima di farlo incontrerà i suoi seguaci dedicando loro qualche ora ogni giorno, per una settimana. "Poterlo vedere – ha detto Sangeeta Lama, la donna che per prima ha visto e parlato con Bamjan – è stata una straordinaria esperienza. Ora non ho più dubbi, lui è la reincarnazione di Buddha".

Per molti religiosi non è altro che un impostore - Tra i sacerdoti buddisti, nonostante non vi sia una posizione formale delle autorità buddiste, c’è tuttavia chi considera Bamjan un impostore. "Il fatto che lui dichiari di aver passato un anno a meditare senza avere con sé del cibo non significa che sia la reincarnazione di Buddha” – ha commentato Min Bahadur Shakya, direttore dell’Iconography of Nepalese Buddhism. Sfortunatamente il giovane Bamjan non è stato ancora ascoltato dai sacerdoti che proprio per questo non possono pronunciarsi.

(Tiscali)

India; il dio Hanuman ha propiziato la vittoria di Obama


cerimonia di ringraziamento stamattina in tempio della capitale

Alla vittoria dell'afro-americano Barack Obama avrebbe contribuito anche Hanuman, il dio induista dalle sembianze di scimmia simbolo della forza e lealtà. Ne è convinto Brij Mohan Bhama, un politico del partito del Congresso, che stamattina ha celebrato una speciale cerimonia religiosa per ringraziare la divinità per l'elezione del senatore dell'Illinois che avrebbe tra i suoi amuleti portafortuna anche un piccolo portachiave che raffigura Hanuman. Alla presenza di decine di curiosi e di diverse telecamere un gruppo di brahmini intorno a un fuoco sacro ha celebrato una "yagna" e una "puja" recitando una litania di invocazioni per Obama e gettando riso, noci di cocco e burro chiarificato tra le fiamme. La cerimonia si è tenuta nel vecchio tempio dedicato ad Hanuman, che sorge a pochi passi dal Connaught Place, la grande piazza circolare e cuore commerciale della capitale. In particolare, il giorno di martedì è dedicato a questo dio-eroe del libro epico Ramayana che è molto popolare in India e che è raffigurato con una pesante mazza. "Sono convinto che l'elezione di Obama migliorerà le relazioni tra Stati Uniti e India - ha detto ai giornalisti il 56enne Bhama che il 15 gennaio si recherà negli Usa "su invito del partito democratico" per consegnare direttamente al presidente eletto una statua di 15 chili placcata in oro di Hanuman, un regalo offerto lo scorso giugno, ma che non aveva potuto accettare. "I senatori Usa non possono ricevere regali dall'estero di valore superiore ai 10 dollari - spiega - ma ora che è presidente può accettare". Obama avrebbe promesso di mettere la statua nel suo ufficio dove c'è già un ritratto del Mahatma Gandhi. I brahmini indiani avevano già celebrato un rito propiziatorio per Obama la scorsa primavera alla presenza della leader democratica Carolyn Sauvage-Mar e su richiesta di alcuni politici indo-americani del Partito Democratico "che avevano chiesto l'aiuto di Hanuman proprio per favorire la vittoria di un candidato di colore". Per via del suo amuleto del dio-scimmia, che si ritiene sarebbe un ricordo di quanto viveva in Indonesia con il patrigno mussulmano, Obama è diventato l'idolo della diaspora indiana. Tuttavia in India il successo del leader afro-americano ha suscitato qualche perplessità soprattutto per le sue dichiarazioni contro l'outsourcing di servizi informatici e in materia di anti proliferazione nucleare (anche se ha votato a favore dell'accordo sul nucleare pacifico con Nuova Delhi). In particolare, aveva creato qualche apprensione l'esclusione dell'India dal primo e dal secondo giro di telefonate fatte da Obama dopo la sua vittoria quando ha chiamato 16 leader stranieri, tra cui anche il presidente pachistano Asif Ali Zardari. Proprio oggi il primo ministro Manmohan Singh, di ritorno da una visita di tre giorni nei Paesi del Golfo ha messo a tacere le polemiche precisando di essere stato chiamato sabato scorso, ma di non aver potuto rispondere in quanto si trovava in viaggio.

(Apcom)

 

 
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