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Nowotny
(Bce): l'Europa è già in recessione
La zona euro è già in recessione e lo staff della Banca
centrale europea potrebbe anche prevedere una contrazione anche nel 2009, ha
detto il membro del consiglio direttivo della Bce Ewald Nowotny.
Riferendosi all'inatteso
cattivo andamento dell'economia nel secondo semestre di quest'anno, Nowotny ha
detto ai giornalisti: "Questo significa, per l'intera zona euro, che siamo
in recessione. L'econonmia è andata molto peggio di quanto atteso".
Il banchiere ha detto di
augurarsi che i pacchetti di incentivi dei governi possano aiutare a far
ripartire la crescita l'anno prossimo ma le stime dello staff della Bce che
verranno pubblicate a inizio dicembre potrebbero segnalare una possibile
contrazione anche nel 2009.
"Temo che avremo
almeno una stagnazione, se non addirittura una contrazione", ha detto,
riferendosi alle previsioni in arrivo.
Nowotny ha detto inoltre
che la Germania deve abbandonare la posizione di scetticismo su un piano di
aiuti all'economia che abbia un respiro europeo e che il fondo crisi per i
paesi dell'Europa dell'Est dovrebbe essere portato a 50 miliardi di euro.
(Reuters)
G20,
leader africani denunciano: ci negano "il diritto di parola"
A Washington si deciderà il futuro di 850 milioni di abitanti
L'Africa chiede ai leader del g20 riuniti sabato
prossimo a Washington di prendere "in considerazione gli interessi"
del continente africano e di riconoscere il suo "diritto alla parola nelle
sedi dove si prendono decisioni che toccano tutta l'umanità". Questo
l'appello lanciato dal presidente della Banca africana per lo sviluppo, Donald
Kaberuka, nel suo intervento di apertura della riunione a Tunisi dei ministri
delle Finanze e dei governatori delle Banche centrali del continente, convocata
per discutere l'impatto sull'Africa della crisi dei mercati finanziari
internazionali. Il vertice è stato organizzato dalla Banca africana per lo
sviluppo, in collaborazione con la Commissione dell'Unione africana, per
mettere a punto una risposta alla crisi. Nel suo intervento, Kaberuka ha
parlato di "prospettive economiche ormai molto scure" per l'Africa,
che sta "già" facendo fronte a difficoltà di accesso alle risorse
finanziarie. "Prima della crisi, l'economia del nostro continente
progrediva a un tasso annuale a medio termine del 6,5%, questo tasso scenderà
al 5%", ha aggiunto. Anche il presidente della Commissione dell'Unione
africana (Ua), Jean Ping, ha denunciato l'assenza dell'Africa al G20 e la sua
esclusione anche ai "lavori di preparazione" del vertice, ricordando
che a Washington si deciderà anche il futuro di un continente e dei suoi 850
milioni di abitanti.
(Apcom)
Germania
entra in recessione, prospettive sconfortanti
La Germania è entrata in recessione nel terzo
trimestre, quando il prodotto interno lordo è sceso dello 0,5%, e le
prospettive per gli ultimi tre mesi dell'anno sono sconfortanti.
La flessione
destagionalizzata del Pil comunicata dall'Ufficio statistico federale delude le
attese degli economisti, che pronosticavano un calo limitato allo 0,2%, e dà
adito alle richieste di un pacchetto governativo di stimolo all'economia.
Dietro il calo del
prodotto interno c'è il contributo negativo del commercio estero che ha più che
compensato l'aumento di consumi pubblici e privati.
Il dato del secondo
trimestre è stato ritoccato a -0,4% dal precedente -0,5%.
L'economia tedesca non
registrava una fase di recessione, ovvero almeno due trimestri consecutivi di
crescita negativa, dalla prima metà del 2003.
"Se pensi che i
numeri di oggi siano brutti, aspetta quelli del prossimo trimestre",
commenta Crasten Brzeski di Ing. "I venti della crisi finanziaria e del
rallentaento economico soffiano proprio contro l'economia tedesca",
aggiunge.
Il vice ministro
dell'Economia Walther Otremba ha avvertito del rischio di una prosecuzione
della contrazione. "Gli indicatori suggeriscono che la crescita negativa
difficilmente si modificherà nel quarto trimestre", ha detto.
"Dovremo fronteggiare una crisi molto difficile e di lunga durata".
A questo punto gli occhi
sono puntati sul Pil della zona euro che sarà pubblicato domani. Un sondaggio
elaborato da Reuters prima del dato tedesco di oggi prevedeva per il terzo
trimestre una contrazione dello 0,2%, sancendo l'ingresso in recessione per
l'Europa dei 15 nel suo complesso.
Su anno il Pil tedesco è
risultato in crescita dell'1,3% in termini non destagionalizzati, a fronte del
3,3% del trimestre a giugno. Corretta per i giorni lavorativi la variazione del
Pil si attesta a 0,8% su anno nel trimestre, che ha visto un giorno lavorativo
in più rispetto al 2007.
Gli economisti avevano previsto un'espansione del Pil
grezzo dell'1,6% su anno.
Il dettaglio delle
componenti verrà pubblicato il 25 novembre.
(Reuters)
Ma
che cosa c'entrano le armi con cioccolata e orologi?
Pronta una commessa per l'acquisto di nuovi aerei da combattimento. Quanto
conosciamo, davvero, la Svizzera?
Banche, cioccolata e orologi. Un trinomio che in tutto il mondo conduce
inevitabilmente alla Svizzera. La neutrale e pacifica Svizzera. E invece, soprattuto
per chi in Svizzera ci vive, un altro elemento essenziale è l'esercito. Solo
nel 1989, quando il Consiglio Federale esaminò una richiesta del Gruppo per una
Svizzera senza Esercito (GSsA) che riguardava la riduzione del numero degli
effettivi, si affermava ancora che "la Svizzera non ha un esercito, essa è
un esercito".
"L'esercito Svizzera". In un paese
con poco più di 7 milioni e mezzo di abitanti si contano 220mila soldati, di
cui solo 70mila sono i riservisti. Un numero che pone la Svizzera ai livelli di
Italia e Francia. Le spese per l'armamento non sono indifferenti e i crediti
stanziati di anno in anno sono notevoli. La discussione sugli armamenti ha provocato
negli ultimi giorni una bufera politica che ha costretto il ministro della
Difesa Samuel Schmid a dimettersi dal suo ufficio. Sebbene le motivazioni
avanzate siano state quelle del cattivo stato di salute, non è mancato chi,
forse a ragione, ha letto nelle dimissioni di Schmid un accordo in codice tra
maggioranza e opposizione per favorire l'approvazione di una prima tranche di
spesa: 917 milioni di franchi svizzeri (circa 600 milioni di euro) di cui 404
destinati all'aggiornamento della flotta dei 33 FA-18 di cui è dotata la
Confederazione. Già qualche settimana fa, infatti, Tobias Schnebli, membro del
GSsA, scriveva su un domenicale della profonda crisi che attraversa l'esercito
svizzero e dei riflessi sul panorama politico, che avrebbero portato, presumibilmente,
alle dimissioni del capo del Dipartimento della Difesa Samuel Schmid.
Uno shopping ben ponderato. Il GSsA sta
lottando e raccogliendo firme per fermare l'ultima decisione del governo. Nella
finanziaria del dicembre scorso è stato varato un credito di 8 milioni di
franchi (5,7mil. euro) per lo studio riguardante l'acquisto di una nuova flotta
di jet da combattimento con facoltà di attacco al suolo (per bombardare poi
chi?), da scegliersi tra i modelli Gripen (Saab), Eurofighters (Eads) e Rafale
(Dassault). La spesa prevista, ma non ancora approvata, si aggira intorno ai
tre miliardi di franchi, circa due miliardi di euro. Si tratta inoltre del solo
prezzo di acquisto, senza tenere conto di manutenzioni e aggiornamenti che
inevitabilmente raddoppieranno (se non triplicheranno) i costi iniziali. Dato
che sulle spese di bilancio non è possibile fare ricorso al referendum
popolare, il GSsA punta, invece, all'introduzione di una norma costituzionale,
un articolo transitorio che blocchi l'acquisto di nuovi velivoli militari fino
al 2019. Una moratoria decennale. Secondo Tobia Schnebli, non sarà difficile
raggiungere quota 100mila firme, il numero necessario affinché il Parlamento
prenda in considerazione la proposta popolare, ma teme che sopo l'uscita di
scena del ministro Schmid e dopo che la destra sarà tornata alla ribalta,
difficilmente si riuscirà ad arrestare il processo di acquisto. Proprio in
questi giorni, infatti, l'esercito sta testando i tre jet, per poi procedere
alla commessa, entro il 2010, di 20 - 30 nuovi aerei da combattimento che
dovranno sostituire i vecchi F-5 Tiger.
Difesa autarchica? Entro il prossimo aprile gli
svizzeri saranno chiamati a pronunciarsi su un'altra iniziativa portata avanti
dal gruppo antimilitarista: la Svizzera può considerarsi il secondo paese al
mondo di esportazioni e transito di armi. Tra i suoi clienti Corea, Emirati
Arabi Uniti, Arabia Saudita, Pakistan e India. Si parla ovviamente di mercato
regolare e non di mercato nero. Il Consiglio Federale ha già espresso il suo
parere negativo sull'iniziativa che vorrebbe lo stop all'esportazione di
materiale bellico in quanto teme che "un indebolimento delle industrie
svizzere dell'armamento comporterebbe conseguenze fatali per la capacità di
autodifesa della Svizzera in caso di guerra, oltre che provocare la perdita di
circa 5mila posti di lavoro escludendo l'indotto". Ma ha ancora senso una
posizione del genere da parte di un Paese neutrale, pacifico, disteso tra le
braccia dell'Unione Europea?
(Peacereporter)
Ocse:nell'Eurozona
la disoccupazione sale da 7,4% a 8,6% nel 2009
Negli Usa balzerà dal 5,7% al 7,3% in 2009
Eurolandia e Stati Uniti pagheranno un grave tributo in
posti di lavoro alla recessione economica scatenata dalla tempesta dei mercati
finanziari: secondo l'Ocse il prossimo anno il tasso di disoccupazione
nell'area euro salirà di oltre un punto rispetto ai valori attesi per il 2008:
dal 7,4 all'8,6 per cento. E nel 2010 peggiorerà ulteriormente, raggiungendo il
9 per cento. Le stime sono contenute nell'ultimo aggiornamento previsionale per
le economie avanzate diffuso oggi dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo
sviluppo economico. Per il 2009 l'Ocse prevede che l'area euro patisca una
recessione economica pari al meno 0,5 per cento in termini di Pil. Negli Stati
Uniti, dove la contrazione del Pil è anche più marcata, pari al meno 0,9 per
cento nel 2009, si assisterà a un brusco balzo sulla percentuale di
disoccupati: secondo l'Ocse salirà dal 5,7 per cento atteso per il 2008 al 7,3
per cento nel 2009, peggiorando ancora l'anno successivo fino a raggiungere il
7,5 per cento. Più miti le ricadute in Giappone, dove il calo del Pil del 2009
si limiterà, secondo l'Ocse, allo 0,1 per cento. Dal 4,1 per cento atteso per
quest'anno la disoccupazione salirà al 4,4 per cento e rimarrà stabile nel
2010.
(Apcom)
Hamas annuncia chiusura dell'unica
centrale elettrica per mancanza di carburante
Israele chiude nuovamente i valichi verso la Striscia di Gaza
“Israele
sta cercando di impedire al mondo di vedere la vera situazione di Gaza”
sostengono oggi alcuni funzionari di Hamas, che annunciano che questa sera
l'unica centrale elettrica della Striscia verrà chiusa per mancanza del
carburante, che non può più essere importato a causa della chiusura dei
valichi.
Lo riferisce il quotidiano
israeliano The Jerusalem Post, che riferisce anche delle critiche che gli
stessi esponenti di Hamas hanno rivolto contro il governo israeliano, per aver
bloccato una missione di valutazione umanitaria condotta da diplomatici
francesi. Proprio oggi era previsto l'ingresso nella Striscia di 18 camion di
generi essenziali, a cui però è stato negato l'accesso a causa dell'ennesima
chiusura imposta da Israele. “La nuova chiusura del valico di Gaza da parte
delle autorità israeliane è allarmante perché il blocco non è mai stato così
lungo” ha affermato Karen Koning, responsabile l'agenzia Onu per i rifugiati
palestinesi, Unrwa. Questa mattina le Forze di Difesa israeliane hanno chiuso i
valichi commerciali di Kerem Shalom e Nahal Oz verso Gaza, come forma di
reazione per la ripresa degli spari e del lancio di razzi da parte dei
militanti palestinesi verso il territorio israeliano. A loro volta i miliziani
agivano per vendicare i quattro palestinesi uccisi nel raid israeliano di ieri
su Gaza. Oltre alla chiusura della centrale, la distribuzione di aiuti
alimentar prevista per domenica prossima è stata annullata.
(Peacereporter)
Somalia: militanti islamici
impongono la Shari'a a Merca
La popolazione della città conquistata due giorni fa spera nella fine
dell'anarchia
I militanti islamici che
due giorni fa hanno conquistato la città di Merca, a sud di Mogadiscio, hanno
imposto la legge islamica alla popolazione locale.
Lo riferisce la radio somala Shabelle, secondo cui il capo della milizia
jihadista, lo sceicco Abubakar, avrebbe tenuto oggi un discorso pubblico
davanti ad alcune migliaia di somali, per elencare loro alcune delle leggi
islamiche che sono state imposte in tutta la regione dello Shabelle. Tra queste
la chiusura di tutti i negozi durante gli orari delle preghiere, il divieto di
girare armati e di esigere il pagamento di tasse. Secondo testimonianze locali,
la notizia della conquista della città da parte degli islamisti non è stata
accolta sfavorevolmente dalla poplolazione, e nemmeno dai capi delle tribù
locali. La maggioranza delle persone ritiene infatti che la presenza della
milizia islamica potrà perlomeno arginare la grave anarchia in cui versava
l'intera zona, quando era controllata dai militari leali al governo di
transizione somalo.
(Peacereporter)
II presidente Sarkozy avrebbe
evitato l'invasione della Georigia da parte di Mosca
Lo ha dichiarato oggi a una radio francese
Alla vigilia del vertice tra Europa e Russia, il presidente georgiano,
Mikhail Saakashvili, in visita a Parigi, sta cercando di convincere i Paesi
europei a non accettare l'indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud,
dichiarata da Mosca. “Ci sono elementi di realpolitik molto presenti nel mondo
d'oggi – ha dichiarato Saakashvili ai microfoni di una radio francese – perchè
c'è la crisi mondiale e la gente pensa ai propri problemi. Ma bisogna sempre
mantenere i principi”, dove il riferimento è all'integrità territoriale della
Georgia.
In occasione della visita del presidente georgiano, però, il giornale “Le
Nouvelle Observaeur” rivela che il presidente francese, Nicolas Sarkozy,
quest'estate sarebbe stato al corrente delle intenzioni russe di invadere la
Georgia. Secondo il settimanale infatti, non solo Sarkozy sarebbe stato
avvisato dai servizi segreti francesi, che avrebbero intercettato i messaggi
fra il Cremlino e i suoi generali, ma addirittura avrebbe convinto il premier
russo, Vladimir Putin, a non invadere il Paese caucasico. Nel corso
dell'incontro che Sarkozy ebbe al Cremlino il 12 Agosto sorso, Putin avrebbe
manifestato la sua intezione di impiccare “per le palle” Saakashvili,
aggiungendo che in fondo la stessa cosa l'aveva fatta Washington con Saddam
Hussein.
(Peacereporter)
Cina:
capo della polizia arresta 48 parenti in otto anni
E’ talmente orgoglioso del suo
ruolo di capo della stazione di polizia di Heizhugou, un paese nella provincia
cinese del Sichuan, ed è così serio nell’esercizio delle sue funzioni che sul
lavoro non guarda in faccia nessuno.
Arrestato anche il fratello -
Laobu Laluo infatti in otto anni di onesta professione non ha esitato ad
arrestare ben 48 familiari. Un parentado scomodo per il tutore dell’ordine che
ha dovuto ammanettare i parenti per reati che vanno dal furto d’assalto al
ricatto. I primi a finire nelle sue mani sono stati il fratello e due cugini: i
tre, ubriachi, avevano picchiato un maestro elementare.
Minacciato dai parenti -
In seguito è stato un susseguirsi di incarcerazioni di familiari suoi e della
moglie. Naturalmente il “comportamento” di Laobu non si può dire sia piaciuto
alla famiglia che lo accusa di aver fatto perdere la faccia a tutti loro e per
questo hanno minacciato lui e i suoi genitori senza però riuscire a fermare il
poliziotto.
Vince la legalità -
Al quotidiano The Guardian che lo ha intervistato ha detto: “Nei primi anni non
osavo tornare a casa per le feste del nuovo anno, ma ora è tutto risolto. Tutti
capiscono e approvano quello che faccio per loro”. Il senso del dovere dunque
vince su tutto e, ha aggiunto il poliziotto: “Io sono una persona che si
preoccupa rapporti e la cura amici e parenti, ma quando vi è conflitto tra la
legge e gli amici e parenti, vorrei scegliere il diritto e la giustizia”.
(Tiscali)
Fermato
dalla polizia consegna i documenti e poi fugge
Non doveva avere le idee molto
chiare il 32enne americano che, fermato da una pattuglia della polizia stradale
per un normale controllo, ha prima consegnato i propri documenti agli agenti e
poi tentato una inutile fuga.
Prima ha consegnato i
documenti e poi ha tentato la fuga - L’uomo, un certo Peter
Glidden, stando a quanto riportato sul verbale compilato dai poliziotti ha
prima consegnato la patente di guida e poi, mentre gli agenti verificavano le
informazioni, ha messo in moto l’automobile e si è dato alla fuga: mancando di
poco il secondo pubblico ufficiale che verificava l’integrità dell’impianto
luci del mezzo.
Guidava sotto l'effetto delle
droghe
- Rintracciarlo non è stato comunque complicato: l’uomo è stato arrestato
mentre rientrava a casa. La polizia, costretta a questo punto ad effettuare un
controllo più meticoloso, ha scoperto che l’uomo era sotto l’effetto
allucinogeno degli stupefacenti. Ispezionando l’automobile sono stati poi
rinvenuti ingenti quantitativi di marijuana.
(Tiscali)
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