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L'intervista

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Jason Derülo

Attualità
GIOVANI: IL FUTURO (PER ORA) NON É DI CASA
 

di Elena del Duca

coppia.jpg"Gli italiani? Sono mammoni", "Si sta troppo bene con mamma e papà". Insipidi luoghi comuni condiscono da sempre l'immaginario comune sui giovani di "italica stirpe" che "prolungano" la convivenza con i genitori. E ci voleva la crisi per peggiorare un quadro che, ad onor del vero, anche dieci anni fa, era di poco migliore. Oltre al precariato, il "tallone d'Achille" delle nuove generazioni che vogliono essere indipendenti è (di conseguenza) la scarsa capacità di acquisto. Da un recente studio delle ricercatrici Francesca Modena (Università Trento) e Concetta Rondinelli (Banca d'Italia), purtroppo entrambe "non disponibili" ad essere intervistate, è emerso che il 26% dei "bamboccioni" non abbandona la casa paterna perché ha difficoltà a trovare un'abitazione a misura del proprio reddito e un "lavoro adeguato'" ma, soprattutto, che l'aumento dei prezzi delle case e dei canoni d'affitto ha influito negativamente "sulla propensione dei giovani a crearsi un nucleo famigliare autonomo". D'altro canto, stando ad una recente indagine di Genworth Financial,i ragazzi che invece riescono a contrarre un mutuo "ad elevato Loan To Value", ossia che finanzia oltre l'80% del prezzo di acquisto dell'immobile, sono più affidabili del 10% rispetto al segmento più adulto.

MUTI: MENO 50% AI GIOVANI

A questo quadro di affidabilità non fa da contraltare la quota di mutui ad essi erogati dalle banche italiane, che sì è ridotta gradualmente di circa il 50% dal 2005 al 2011 (Fonte: Genworth Financial 2011). Quindi, i giovani mantengono gli impegni, nonostante le difficoltà, ma sono ugualmente penalizzati e discriminati. Il grido d'allarme è stato lanciato anche dal Censis: "Senza i giovani il mercato immobiliare rischia l'esaurimento", mentre il Governo italiano, nella bozza del Decreto Sviluppo (nel momento in cui scriviamo, ancora suscettibile di modifiche), prevede che lo Stato si faccia "garante" per le giovani coppie di sposi che vogliono comprare casa. Altre iniziative arrivano pure da singoli Enti e dal Ministero della Gioventù. Basteranno queste misure per rendere il futuro "di casa" anche per i giovani? C'è chi, come il Direttore Generale del Censis, Giuseppe Roma, resta scettico. Lo intervistiamo per sapere il perché.