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“IL
PRODOTTO INESISTENTE”
ERNESTO SPINELLI
Il prodotto inesistente
AccademiaEditore
Pp. 101 - €12,00
di Milena Mariano
Dietro le
quinte della pubblicità con Ernesto Spinelli. Giovane regista e
copywriter, premiato ad alcuni dei più importanti premi
internazionali per spot, documentari e cortometraggi, racconta ai
lettori di What’s Up
il lavoro creativo quotidiano con due libri autoironici dallo stile
essenziale e immediato, Il prodotto
inesistente e Il
paradosso sul copywriter. Cosa
spiegano i due libri?
“Il
prodotto inesistente è la campagna pubblicitaria di una bacchetta
magica. Un manuale di scrittura pubblicitaria nuovo, lontano dalle
astratte convenzioni del marketing e strettamente legato, invece, al
concreto mondo produttivo della comunicazione”.
Cosa
vuol dire curare la campagna pubblicitaria di un prodotto
inesistente?
“È
l’occasione per universitari e pubblicitari in erba di confrontarsi
con la propria creatività e con gli attuali meccanismi della
comunicazione di massa. Dieci consigli pratici e dieci esercizi di
stile per promuovere un prodotto di fantasia, dall’ideazione del
nome allo spot televisivo. L’auto ad aria, il preservativo
invisibile, le scarpe con le ali. Il prodotto inesistente è tutto
ciò che l’immaginazione personale può dar vita!”
A chi è
rivolto in particolare il suo secondo libro, il paradosso sul
copywriter?
“Ha un
target più ampio. Si rivolge a tutto l’arco degli addetti ai
lavori e degli appassionati del mondo della comunicazione. I
copywriter sono scrittori che sanno non scrivere. Questo paradosso
evidenzia l’importanza del lavoro sulle idee ancor prima che sulle
parole e la capacità della scrittura di integrarsi con gli altri
linguaggi, visivi, uditivi, tattili. La comunicazione di massa
attuale usa molti codici espressivi. Gli scrittori non possono più
limitarsi allo spazio chiuso di un testo”.
Se
dovesse svelarci un segreto, un trucco per un’efficace
comunicazione moderna?
“Scrivere
per gli altri, non per se stessi”.
“PORTAMI
A CASA”
JONATHAN
TROPPER
Portami a casa
Garzanti Libri
Pp. 357 - €18,60
Un uomo
ridotto ai minimi termini. I capisaldi, casa e moglie, demoliti nel
più turpe e classico degli incubi. E un nucleo familiare d’origine
al vetriolo. L’acidità governa la famiglia Foxman, o quel che ne
resta, mentre il trentenne Judd sprofonda nel divano sfondato dei
ricordi, vinto dal lutto per il trapasso del padre, sradicato
improvvisamente da lui nel momento più critico.
Ed è in
occasione di un bizzarro funeral party ebraico che la casa familiare,
un edificio di periferia in stile coloniale invaso da parenti
chiassosi, volgari e inopportuni, alimenterà la voglia di fuga di
Judd. Desiderio destinato a rimanere tale, almeno per una settimana:
l’ultima volontà del padre è che sia rispettata la Shiva, il
periodo di lutto che gli ebrei osservano per sette giorni
consecutivi… Tra sederi di ogni genere, forma, consistenza e
dimensione, che Tropper usa come elementi per originali sineddoche e
riferimenti alla musica e alla cultura pop, a Judd, il più provato
dalla vita, toccherà capire se è possibile trovare un nuovo
equilibrio, a discapito di quella stravaganza comune a ogni
componente della famiglia.
Nuovo
successo per l’autore di “Tutto può cambiare”. La follia di
“Portami a casa” unanimemente acclamato dal pubblico americano
come il miglior romanzo di Tropper, confluirà presto un film per la
regia di Steven Spielberg. (Milena Mariano)
“DARKLIGHT
- LAMPI DI TENEBRE”
LESLEY
LIVINGSTON
Darklight
– Lampi di tenebre
Fazi Editore
Pp. 286-
€18,50
Se pensavamo di aver dato tutto, ma proprio tutto, al
fantasy, dobbiamo ricrederci. Dopo i maghetti più famosi del mondo e
i vampiri che tanto successo hanno riscosso in libreria così come al
cinema, ora è il momento di lasciare spazio al mondo fatato di
Kelley e Sonny, i giovani protagonisti della saga di Lesley
Livingston. Se Wondrous Strange
vi aveva stregato e catturato, certo non rimarrete delusi da
Darklight, il secondo
capitolo della saga, in cui l'amore si alterna alla morte,
all'orgoglio e alle scelte che la vita mette davanti ad ogni
adolescente. Ancora Shakespeare, questa volta con il Romeo
e Giulietta, si intreccia con la avventure
dei due protagonisti, costantemente in bilico tra una New York
moderna e una mondo fatato fatto di castelli, boschi e creature
magiche. Su questo doppio teatro di posa si muovono i personaggi,
forse troppi, ma sicuramente tutti affascinanti ed ironici,
caratterialmente molto più accattivanti di molti compagni fantasy
già conosciuti. Merito probabilmente anche dell'autrice canadese e
della sua scrittura, qualitativamente superiore alla media. Dopo
questo “lampo di tenebra”, perciò, siamo ancora più curiosi di
leggere il terzo ed ultimo capitolo della saga, per conoscere la
sorte di questi nuovi eroi adolescenziali... anche se ci riesce
facile immaginare che il loro sarà, ancora una volta, un fiabesco
lieto fine. (I. D’Int.)
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