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GLI STUDENTI ITALIANI A LONDRA, CHE FANNO MOLTO “SOCIETY”

london3.jpgL’esperienza dell’Italian Society, associazione di giovani studenti legata alla prestigiosa London School of Economics che da anni si impegna a promuovere la cultura italiana attraverso eventi (ma anche feste…) a cui vengono invitati a partecipare personalità. Tra gli ospiti De Benedetti, Amato, Profumo, Grillo, Travaglio e Severgnini. Su What’s Up il Presidente, Luca Faloni: “Molte le richieste di partecipare da parte politici più o meno noti. Non accogliamo quelle che vogliano sfruttare il nostro palcoscenico


di Mauro Scansa


Non è certo una novità che a Londra sia numerosissima la presenza di italiani emigrati anni fa in cerca di lavoro e fortuna. Meno numerosi, invece, i pochi privilegiati giovani italiani che hanno avuto la possibilità di frequentare in Inghilterra una delle sue scuole più prestigiose. Tra queste, la blasonata London School of Economics and Political Science (LSE), Istituto che ha sfornato capi di stato, premi nobel, manager e uomini d’alta finanza. La novità non sta certo nella tradizione della LSE, ma nell’attività intrapresa da un gruppo di giovani suoi studenti italiani che hanno lavorato sodo (gratuitamente) per svecchiare e rinvigorire negli ultimi anni quella Italian Society nata negli anni ’70, già dal nome altisonante un po’ fastidiosamente snob, e riconsegnarla ai giovani (tutti, italiani e non, e soprattutto anche ai non iscritti alla costosa LSE) con il semplice obiettivo di diffondere la cultura italiana, attraverso l’organizzazione di eventi con personalità italiane di spicco (quasi tutte…) e, perché no, qualche sano party per favorire la conoscenza e l’incontro tra giovani di nazionalità diverse. Abbiamo raggiunto il Presidente dell’Italian Society, Luca Falone, hce ci ha raccontato qualcosa di più (e qualche chicca) sulla loro attività.


london2.jpgLuca, benvenuto su What’s Up! Quando è nata l’Italian Society? E da chi è costituita?

Negli anni ’70, fu fondata da alcuni studenti Italiani alla London School of Economics. È costituita da un Comitato di 8 persone, più circa 400 membri, 70% non italiani.


E da chi è composto questo 70%?

Da altri studenti interessati a venire a eventi sociali e culturali…

 

A cui possono quindi far parte tutti gli studenti, anche i non iscritti all’Associazione?

Sì, e peraltro la maggior parte degli eventi è aperta anche ai non membri della LSE… gli eventi sono pubblici, aperti a tutti. Eccezioni solo in casi eclatanti, come quando la LSE invitò Bill Clinton, Kofi Annan, etc… In questo caso gli incontri, richiestissimi, erano riservati ai soli studenti.


Perché allora iscriversi all’Associazione?

L’iscrizione dà come vantaggi aggiuntivi la spedizione della newsletter per comunicare gli eventi. Inoltre alcuni di questi, seppur pochi, non sono gratuiti per i non iscritti.


Quali sono gli eventi che suscitano interesse negli stranieri?

Beh, in genere negli studenti stranieri c’è interesse per gli eventi sociali, in inglese.


Cioè?

Cene, aperitivi…


london.jpgCose mangerecce, insomma...

Non solo! Questi eventi sono utili per socializzare, per conoscersi… ma la nostra attività è soprattutto incentrata nell’organizzazione di eventi culturali in cui siano ospiti personalità prevalentemente dell’economia e della politica.


Parliamo di questi...

Certo, alcuni sono in inglese, ed interessano quindi anche gli studenti e i giovani stranieri, altri sono solo in italiano.


Qualche esempio?

Sono intervenuti ad esempio D’Alema, De Benedetti, Amato, i giornalisti Travaglio, Severgnini, i pianisti Einaudi, Allevi, Beppe Grillo…


Siamo un po’ sbilanciati a sinistra…

Assolutamente no! Dalla lista dei nostri ospiti sembrerebbe che siamo di sinistra, in realtà Benedetti ha parlato dell’euro, Amato della Costituzione Europea, Travaglio e Grillo, con toni diversi, hanno parlato di alcune anomalie di una certa Italia. Neanche loro secondo me sono di parte… l’unico un po’ più politico è stato l’intervento di D’Alema. Il problema è che le personalità del centro destra sono tutte molto impegnate, ed è difficile averle da noi…


Qualche tentativo fallito?

Berlusconi ha rifiutato il nostro invito, Tremonti non ha risposto, Fini ha fatto sapere di essere interessato ad essere ospitato…


Un lavoraccio, insomma? Chi sceglie le personalità da invitare?

Nel comitato si decidono i potenziali nomi e poi il Presidente prende decisione finale e organizza gli inviti.


Ovvero tu, che sei il Presidente.

In realtà è un lavoro di gruppo, si fa un brainstorming con il comitato, i suggerimenti arrivano da tutti. Ad esempio l’idea di invitare i pianisti Einaudi e Allevi è venuta al Comitato organizzativo, io non ci avevo assolutamente pensato. Poi gli inviti in genere sono mandati da me.


Con quali criteri vengono scelti gli ospiti?

Devono essere personaggi illustri del mondo della politica, dell’economia o dello spettacolo in grado di trattare argomenti di interesse per gli Italiani all’estero, possibilmente appunto temi economico/politici. Nel primo master alla LSE ero membro dell’Associazione ma non ero ancora Presidente, adesso al secondo master conosco gli aspetti che funzionano e non funzionano.


Chi ha lasciato un particolare “segno” nei giovani tra i vostri ospiti?

Sono in tanti. Allevi ha trasmesso l’importanza della passione per ciò che si fa. Severgnini ha colpito per la spiccata intelligenza e per il sofisticato senso dell’humour. Travaglio e Padellaro hanno affrontato un tema molto delicato ed importante di enorme interesse, “Lo stato della libertà d’informazione in Italia”, Grillo ha fatto lo stesso con molta ironia - 2 ore di risate -, De Benedetti ha affrontato un tema più economico e di attualità ed ha colpito per la franchezza nel rispondere alle domande.


Perché c’è stato qualcuno che non è stato franco? Chi vi ha un po’ deluso?

Mi avvalgo della facoltà di non rispondere. All’italiana insomma. Alcune persone dello spettacolo e i pianisti non hanno deluso…


Insistiamo, e comunque la cerchia si stringe…

Alcune figure un po’ più politiche o istituzionali stanno attente a quello che dicono, sono state troppo diplomatiche nel rispondere alle domande. In linea di massima, anche in questi casi, sono sempre molto felici i ragazzi che vengono. In un teatro con 500 persone il contatto con l’ospite è molto diretto. Poi, magari, quando ci facciamo un tè prima della lezione, alcuni dei diplomatici sono più aperti, ma mai troppo.


Niente birretta al pub?

Niente pub, ad esempio, con De Benedetti. Però con Severgnini ci siamo stati a lungo prima della sua lezione. Con Travaglio, Padellaro e D’Alema invece siamo andati a cena.


Una frase indimenticabile di uno dei vostri ospiti…

Grillo, quando è salito sul palco, vedendo il microfono molto abbassato, ha chiesto se avevamo invitato anche Brunetta… (risate)


Il ministro non avrebbe accolto forse la battuta con humor…

(ancora risate e ci prende gusto) Travaglio anche ne ha dette tantissime di battute… una perla: ad esempio sulla legge contro le intercettazioni, che se fosse stata approvata mesi fa il ministro Scajola non avrebbe mai saputo che il suo appartamento era stato pagato da qualcun altro (ride ancora).


Tra gli altri interventi, dicevi, anche lo spettacolo di Giovanni Allevi, più volte ospite nelle pagine di What’s Up. Ci confidò una volta che prima di ogni concerto non può rinunciare ad una fetta di torta alla cioccolata… gliela avete fatta trovare?

Non sapevo di questo aneddoto. Comunque prima della sua performance siamo andati a pranzo ed effettivamente ha mangiato una fetta di torta al cioccolato!


Tra gli autorevoli ospiti imprenditori e manager, anche Lapo Elkann. È lui che ha tenuto una lezione o ne avete fatta voi una a lui?

Lapo ha lasciato un’impressione molto positiva a tutti. L’economia però non era il suo forte…


Gli invitati intervengono sotto compenso?

Nessun compenso. Lo fanno con piacere, anzi…


Anzi?

In molti ci hanno chiesto di intervenire.


Nomi!

Non mi piace dirteli, tante persone note ci contattano per chiedere di venire, ma se non sono molto famose tendiamo a non accettarle. Sennò dovremmo organizzare troppi eventi, uno al mese va bene.


Almeno di quale area fanno parte? Musicisti, attori…

Sono politici non molto noti, bipartisan, che volevano venire per avere un palcoscenico e promuovere una linea politica. Abbiamo detto no anche a persone più famose, ex ministri…


Come si finanzia tutto questo lavoro?

Non abbiamo tante spese, utilizziamo gratuitamente le sale della LSE e il lavoro che c’è da fare lo facciamo gratis… abbiamo pochi soldi di budget e uno sponsor: “spianata”, un fastfood italiano a Londra. Inoltre l’iscrizione all’Associazione non costa praticamente nulla, 3 sterline. Non necessitiamo di soldi, quest’anno chiudiamo il bilancio in attivo (ride). Di sicuro più della Grecia.


Quante altre “società” legate ad altre nazionalità sono presenti in seno alla LSE?

Tante, qualche decina.


C’è n’è una in particolare che vi fa concorrenza?

Tedeschi e francesi. Abbiamo visto la finale Inter-Bayern insieme all’Associazione dei Tedeschi e come da tradizione non hanno troppa fortuna con noi Italiani. Anche per i mondiali organizzeremo sicuramente degli eventi.


Luca sei giovanissimo, come ci sei finito a fare il Presidente dell’Italian Society?

Il Presidente deve essere per forza uno studente di LSE, giovane per definizione. Giovanissimi anche gli altri componenti della Società.


Ti mancherà il prossimo anno l’Italian Society?

Tutti i Presidenti rimangono in una sorta di consiglio di amministrazione (ride), una comunità in cui ci si aiuta… molti eventi del prossimo anno sono già stati organizzati, verranno l’amministratore delegato Vodafone, Vittorio Colao, l’allenatore Capello, Montezemolo e Fini, come detto in precedenza.


Che farai dopo gli studi?

Qui per un giovane non è come l’Italia e la Spagna, dove la disoccupazione è altissima. Ho già trovato lavoro a Londra per quando finirò il Master. Mi manca un mese e infatti… ora devo andare a studiare!