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Tonight With

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L'intervista

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Jason Derülo

IN - DIE' (S) - SOUND
Working Vibes - “Italia sola andata”

di Riccardo Angelo Colabattista

coverworkingwibes.jpgUna grande famiglia con gli strumenti in spalla. È questa l'immagine che ti viene in mente appena clicchi il pulsante "play" per ascoltare questo ultimo lavoro dei Working Vibes. Una grande famiglia che accoglie e raccoglie una miriade di generi: reggae, dancehall, funk, hip hop e dub. Un misto di generi che ormai si possono ritrovare in diversi gruppi sia di portata nazionale, come i Sud Sound System, sia di livello internazionale come Manu Chao e The Wailers. Proprio queste due personalità del mondo reggae sono state i punti di riferimento e i traguardi importanti per i Working Vibes. Infatti, nella loro lunga carriera fatta di sudore e palchi, hanno avuto l'occasione di aprire i concerti a queste due icone contemporanee del genere. Un tipo di musica che viene accostata facilmente ad un'area politica ben precisa ma che i Working Vibes respingono nettamente nel loro pezzo Pirati Italiani in cui cantano: "noi non siamo rossi, noi non siamo neri, non siamo corsari, siamo incazzati neri". È questa la sottile linea rossa che collega i vari tratti musicali presenti in quest ultimo lavoro, " Italia sola andata". Il disagio giovanile e le difficoltà del Bel Paese vengono sempre raccontate con il sorriso, con la partecipazione emozionale e con lo stile che contraddistingue le buone e classiche band reggae/funk. È bene, infine, citare l'intervento della tromba di Roy Paci, un musicista che, oltre ad essere riconosciuto a livello internazionale per le sue qualità di musicista, in Italia sta conquistando il rispetto del sottobosco musicale per la sua capacità di stare vicino alle band emergenti aiutandole ad emergere,  mettendo a disposizione luoghi per i live e la sua preziosissima collaborazione.

 
"Sulle tracce della volpe", il primo disco di Frei

di Silvia Lamia

frei.jpg"Sulle tracce della volpe". Né Esopo, né Fedro, né La Fontaine ma un disco di canzoni. Canzoni di Frei, che raccontano situazioni e visioni un po' oniriche e allo stesso tempo di tutti i giorni, ricche di suggestioni... versione pop! Ben 11 tracce allegre, calde, colorate e frizzanti, pronte a ipnotizzare chiunque sia voglioso di farsi trascinare da questa atmosfera quasi fiabesca. Ogni canzone è un nuovo racconto da cominciare e il "lettore" ascolta così quelle sensazioni diventate musica, curioso di scoprire che cosa succederà poi in quella dopo e in quella dopo e in quella ancora dopo. E tra una Bassa Marea ed un Vento Tropicale ci si ritroverà proprio Sulle tracce della volpe. Frei non esagera, il suo mondo da scoprire è fatto di parole semplici, immediate e appassionate. Le note del suo primo disco nascono in un piccola casa nel bosco dove vive con la sua chitarra e con i suoi quattro gatti. Dopo un periodo di lavoro come front man degli EX e performer con Aidoru Associazione, finalmente il suo primo disco solista "Sulle tracce della volpe", prodotto e mixato da Loris Ceroni. Hanno partecipato anche Fabio ‘Mocambo' Tozzi (Jang Senato); Gianni Perinelli, l'amico girovago e compagno di viaggio; Marcello ‘Jandù' Detti (DOgs); Francesca Amati (Comaneci) che, come richiesto da Frei, interviene liberamente con pensiero e voce sul brano Bassa Marea. Batterie, chitarre elettriche e acustiche, banjo, basso, pianoforte, sax, trombone e tastiere: un'orchesta al completo che pian piano crea un vero e proprio mondo fatto di musica. Tanti strumenti ed un'unica armonia, un unico ritmo ed un'unica voce: quella di Frei. Immediata, a volte ruvida ed a volte romantica, che arriva sempre dritta alle orecchie di chi ascolta. Ed è così che quel mondo fino ad allora solo sognato da Frei si fa sempre più concreto, nota dopo nota, canzone dopo canzone. E come dice lui stesso, dopo una "costante ricerca delle canzoni come dei sogni" si arriva finalmente ad una fantasia "dalla quale poi, a volte e senza volerlo, nascono cose che ci somigliano.".

 

 

 

 
GaLoni, al suo album d’esordio. Quella voce che tenta di spostare il meridiano di Greenwich

di Luisa Foti

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 Voce, chitarra, armonica. È questo il bigliettino da visita di GaLoni, nome d'arte del cantautore laziale Emanuele Galoni, al suo album d'esordio, Greenwich, un nome immaginifico di qualcosa di statico, immutabile. Dal tentativo dell'artista di spostarlo, come ci mostra la copertina dell'album, contro la precarietà del vivere, nasce quest'opera prima.

In atmosfere intimiste, colorate da sonorità folk-rock, GaLoni ci racconta di un'Italia ancora "non desta" e delle difficoltà di affrontare una condizione precaria dell'essere. Pubblicato da 29Records e disponibile per Believe negli store digitali, Greenwich, è un "discorso" disincantato che passa dai racconti sull'amore alle ipocrisie della politica, attraverso parole che diventano istantanee sull'Italia di oggi.


 
A BETTER MAN, IL RITORNO DEI ONE DIMENSIONAL MAN

di Valerio D'Angelo

one dimensional man.jpgIl 21 giugno è stata l'attesissima data d'uscita dell'ultimo lavoro dei One Dimensional Man, ABetter Man, un disco snello e originale, che sicuramente conferma le aspettative di chi aveva imparato ad amare la band nel progetto del Teatro degli orrori. Ad un anno di distanza dalla pubblicazione di The Box, piccolo regalo ai fan contenente i quattro album precedentemente incisi dal gruppo, e a ben sette dall'ultimo disco Take me away, i tre artisti veneziani ritornano sulla scena dopo un lungo (ben 6 anni) e fortunato "soggiorno" con il Teatro degli orrori, offrendo al pubblico un lavoro composito e sofisticato, e tuttavia facile all'ascolto anche per i non amanti del genere, e nel complesso godibilissimo. Gli undici brani dell'album sono stati scritti dal poeta e pittore australiano Rossmore James Campbell (confermando così la predilezione della band per la lingua inglese), già collaboratore del Teatro degli orrori, e vedono una partecipazione fittissima di prestigiosi artisti italiani e internazionali. La ricerca di novità sonore è evidente nell'accostamento del tradizionale sound noise-rock su basi dal sapore più blues e a tratti quasi pop. Insomma, un'opera originale e sofisticata ma scorrevole. Da ascoltare senza interruzioni.

 

 
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