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L'ONU
"COMUNICA" L'ANNO INTERNAZIONALE DEI
GIOVANI, MA
POCO CON I GIOVANI...
È
una ghiottissima notizia, è un bellissimo momento, chissà di quante
cose potremo scrivere, ci potremo occupare a livello
associazionistico, e di eventi, qui in Italia e non solo, nei
prossimi mesi. Siamo a ridosso della presentazione ufficiale
dell'Anno Internazionale dei Giovani (12 agosto 2010 - 11 agosto
2011) proclamato dalle Nazioni Unite con una risoluzione adottata
dall'Assemblea Generale lo scorso dicembre 2009. Un anno intero, il
primo in sede ONU, da dedicare ai giovani, protagonisti nel e del
mondo. Il tema scelto è "Dialogo e reciproca comprensione".
Giusto, se è vero che i giovani sono predisposti più degli altri
alla comunicazione reciproca e all'utilizzo delle nuove tecnologie.
Il primo anno dedicato ai giovani dall'ONU, in realtà, risale a 25
anni fa, quindi ormai prescritto. Come "prima volta", il tema
della comunicazione, seppur un po' scontato, ci può stare. Da un
organismo internazionale tanto autorevole ci si aspetta che fornisca
le vie guida per un coordinamento sinergico rivolto ai giovani del
mondo che hanno voglia di conoscersi, oltre le appartenenze
nazionali, etniche, religiose. Giovani a cui mancano troppo spesso
figure di riferimento, occasioni di scambio, luoghi di incontro,
virtuali e fisici.
Ci
sta anche che l'anno Internazionale dei Giovani - fondato sulla
Comunicazione con la "C" maiuscola - si affidi ad un sito
Internet ad hoc, una pagina su Facebook ed una su Twitter.
Ok.
Noi di What's Up eccoci qua a fare subito sentire la nostra voce,
diventando fan dell'Anno su Facebook. Postiamo il testo che segue
con la copertina di maggio.
"Hi
guys, we write you from What's Up (www.uozzap.com), a monthly
magazine circulating in the newsstands of Italy. We will support the
INTERNATIONAL YEAR OF YOUTH through articles and interviews, but
please let us know if/how we could also support THE Year in Italy,
even organizing conferences or similar".
Insomma,
disponibilità completa a renderci utili alla causa.
Passa
un giorno, passano due giorni, tre, quattro, una settimana, due ma
nessuna risposta. Che succede? Ai pochi post pubblicati (sui 3mila
fan circa della pagina) non ha fatto seguito alcun riscontro.
L'arcano è presto svelato. La pagina era un fake
(ovvero un falso), ed è stata oscurata intorno al 15 Maggio.
Scoperta poi un'altra pagina, meno popolata (soli 1300 fan). Anche
lì stessa procedura, anche lì abbiamo postato il medesimo testo,
anche lì nessuna risposta. A noi e, sia chiaro, anche agli altri.
Decidiamo, quindi, di mandare una e-mail all'unico indirizzo
riportato nella pagina ufficiale, chiedendo formalmente una
intervista. Ecco
l'incipit della risposta (in oggetto "thank you for your e-mail",
con mittente UN-DSPD YOUT) che pubblico testualmente: "I
will be out of the office starting 17/05/2010 and will not return
until
31/12/2010".
Ovvero:
"Grazie
per la vostra e-mail, sarò fuori dall'ufficio a partire dal 17
maggio 2010 e non tornerò fino al 31 dicembre 2010".
Ma come! Non è questo l'Anno Internazionale dei Giovani? Non è
stato indetto dall'ONU? Perché l'unico ufficio competente non è
disponibile fino alla fine dell'anno? E poi, ma chi ha mai visto un
auto-reply in cui si comunica la non disponibilità per 8 mesi?! Alla
faccia dell'anno della Comunicazione tra i Giovani!
Non
demordiamo e dai e ridai alla fine riusciamo finalmente a metterci in
contatto con la responsabile dell'Anno Internazionale dei Giovani.
La intervistiamo (in apertura su questo numero) non nascondendole
alcune perplessità: perché queste difficoltà a comunicare con i
giovani nell'unico anno della comunicazione dedicata ai giovani?
Perché non hanno fondi per promuovere iniziative? La povera Miss
Sheperd, la responsabile di cui parliamo, ha risposto a queste e
altre domande. E lo ha fatto in pieno stile burocratese ONU, al
confine del sopportabile. Ci saremmo aspettati perlomeno, visto che
il nostro Anno Internazionale ricade solamente sulla buona volontà
dei giovani di "attivarsi per proprio conto" (ci dicono a scanso
di equivoci) e sulle casse dei singoli governi, un po' più di
incoraggiamento almeno sotto il profilo della comunicazione, quella
di cui parlano. D'altronde non dipende da lei il macchinoso sistema
ONU. Accontentiamoci della battuta finale dell'intervista: "L'Anno
è ‘for YOU(th)' e siete invitati a salire a bordo". Grazie,
molto ggiovane.
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