giugno 2010

L'ONU "COMUNICA" L'ANNO INTERNAZIONALE DEI

GIOVANI, MA POCO CON I GIOVANI...


È una ghiottissima notizia, è un bellissimo momento, chissà di quante cose potremo scrivere, ci potremo occupare a livello associazionistico, e di eventi, qui in Italia e non solo, nei prossimi mesi. Siamo a ridosso della presentazione ufficiale dell'Anno Internazionale dei Giovani (12 agosto 2010 - 11 agosto 2011) proclamato dalle Nazioni Unite con una risoluzione adottata dall'Assemblea Generale lo scorso dicembre 2009. Un anno intero, il primo in sede ONU, da dedicare ai giovani, protagonisti nel e del mondo. Il tema scelto è "Dialogo e reciproca comprensione". Giusto, se è vero che i giovani sono predisposti più degli altri alla comunicazione reciproca e all'utilizzo delle nuove tecnologie. Il primo anno dedicato ai giovani dall'ONU, in realtà, risale a 25 anni fa, quindi ormai prescritto. Come "prima volta", il tema della comunicazione, seppur un po' scontato, ci può stare. Da un organismo internazionale tanto autorevole ci si aspetta che fornisca le vie guida per un coordinamento sinergico rivolto ai giovani del mondo che hanno voglia di conoscersi, oltre le appartenenze nazionali, etniche, religiose. Giovani a cui mancano troppo spesso figure di riferimento, occasioni di scambio, luoghi di incontro, virtuali e fisici.

Ci sta anche che l'anno Internazionale dei Giovani - fondato sulla Comunicazione con la "C" maiuscola - si affidi ad un sito Internet ad hoc, una pagina su Facebook ed una su Twitter.

Ok. Noi di What's Up eccoci qua a fare subito sentire la nostra voce, diventando fan dell'Anno su Facebook. Postiamo il testo che segue con la copertina di maggio.

"Hi guys, we write you from What's Up (www.uozzap.com), a monthly magazine circulating in the newsstands of Italy. We will support the INTERNATIONAL YEAR OF YOUTH through articles and interviews, but please let us know if/how we could also support THE Year in Italy, even organizing conferences or similar". Insomma, disponibilità completa a renderci utili alla causa.

Passa un giorno, passano due giorni, tre, quattro, una settimana, due ma nessuna risposta. Che succede? Ai pochi post pubblicati (sui 3mila fan circa della pagina) non ha fatto seguito alcun riscontro. L'arcano è presto svelato. La pagina era un fake (ovvero un falso), ed è stata oscurata intorno al 15 Maggio. Scoperta poi un'altra pagina, meno popolata (soli 1300 fan). Anche lì stessa procedura, anche lì abbiamo postato il medesimo testo, anche lì nessuna risposta. A noi e, sia chiaro, anche agli altri. Decidiamo, quindi, di mandare una e-mail all'unico indirizzo riportato nella pagina ufficiale, chiedendo formalmente una intervista. Ecco l'incipit della risposta (in oggetto "thank you for your e-mail", con mittente UN-DSPD YOUT) che pubblico testualmente: "I will be out of the office starting 17/05/2010 and will not return until 31/12/2010". Ovvero: "Grazie per la vostra e-mail, sarò fuori dall'ufficio a partire dal 17 maggio 2010 e non tornerò fino al 31 dicembre 2010". Ma come! Non è questo l'Anno Internazionale dei Giovani? Non è stato indetto dall'ONU? Perché l'unico ufficio competente non è disponibile fino alla fine dell'anno? E poi, ma chi ha mai visto un auto-reply in cui si comunica la non disponibilità per 8 mesi?! Alla faccia dell'anno della Comunicazione tra i Giovani!

Non demordiamo e dai e ridai alla fine riusciamo finalmente a metterci in contatto con la responsabile dell'Anno Internazionale dei Giovani. La intervistiamo (in apertura su questo numero) non nascondendole alcune perplessità: perché queste difficoltà a comunicare con i giovani nell'unico anno della comunicazione dedicata ai giovani? Perché non hanno fondi per promuovere iniziative? La povera Miss Sheperd, la responsabile di cui parliamo, ha risposto a queste e altre domande. E lo ha fatto in pieno stile burocratese ONU, al confine del sopportabile. Ci saremmo aspettati perlomeno, visto che il nostro Anno Internazionale ricade solamente sulla buona volontà dei giovani di "attivarsi per proprio conto" (ci dicono a scanso di equivoci) e sulle casse dei singoli governi, un po' più di incoraggiamento almeno sotto il profilo della comunicazione, quella di cui parlano. D'altronde non dipende da lei il macchinoso sistema ONU. Accontentiamoci della battuta finale dell'intervista: "L'Anno è ‘for YOU(th)' e siete invitati a salire a bordo". Grazie, molto ggiovane.