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ENERGIA DALLA TERRA

 

ottobre 2008

 

La risorsa geotermica è una fonte naturale di energia pulita. Il calore della terra, insieme al vento, all'acqua e al sole costituisce una delle fonti di energia rinnovabile. Si tratta quindi di energia inesauribile nel tempo e in grado di contribuire ai nostri crescenti bisogni energetici senza compromettere l'ambiente e le risorse per le generazioni future.

 

di Ivan Vincenti 

 

La Terra è un immenso serbatoio di calore, si calcola infatti che l'energia termica contenuta entro i primi 5 km3000 metri, valori di temperatura anche superiori ai 300°C. Queste aree anomale sono quelle legate a fenomeni vulcanici, spesso caratterizzate dalla presenza di sorgenti termali, fumarole, geyser sia equivalente a quasi 500.000 volte gli attuali fabbisogni mondiali. Si tratta però di energia fortemente dispersa e solo raramente recuperabile: la potenza media alla superficie è infatti di migliaia di volte inferiore a quella resa disponibile al suolo dall'energia solare. Ha invece la caratteristica di essere relativamente costante nel tempo, priva di fluttuazioni meteorologiche diurne o stagionali e, cosa che più interessa dal punto di vista economico, può concentrarsi in zone caratterizzate da anomalie termiche raggiungendo, a profondità di 2000-s.

Esistono diverse forme tecnologiche di sfruttamento della geotermia. Il caso più semplice è formato dalla Geotermia a bassa entalpia “naturale o assistita”. Si tratta dell’utilizzo diretto del calore, oppure attraverso pompe di calore, anche con limitate fonti geotermiche. L’Italia presenta numerosi giacimenti di tale tipo, alcuni già utilizzati da tempi immemorabili come le terme romane, altri conosciuti ma non sfruttati, molti altri ancora oggi ignoti o potenziali.

Segue quindi la geotermia di prima generazione “idrotermale”, per intenderci quella di tipo Larderello (vedi box), che produce energia elettrica e termica.

L’ulteriore livello è la geotermia di seconda generazione HDR (Hot Dry Rocks). Si tratta di una specie di “geotermia artificiale”, ossia viene creato un serbatoio geotermico fratturando con opportune tecniche le rocce calde nel sottosuolo e facendovi circolare l’acqua. I primi esperimenti furono condotti negli anni settanta negli Stati Uniti, ma molteplici limiti tecnici, industriali ed ambientali portarono ad allontanare nel tempo lo sfruttamento industriale.

Infine arriva la terza generazione EGS (Enhanced Geothermal Systems), quella più promettente, anch’essa artificiale ed in fase ancora di studio per il reperimento dei materiali e delle tecnologie idonee per perforare in profondità dove i flussi di calore sono molto elevati. Nella sostanza si tratta di creare nel sottosuolo a grande profondità un circuito chiuso nel quale si immette un fluido discendente in un pozzo e lo si estrae bollente da un altro pozzo collegato al primo da una tubazione idonea. Nonostante le difficoltà tecniche la geotermia di terza generazione sembra poter raggiungere costi unitari assolutamente competitivi o addirittura inferiori a quelli di tutte le altre fonti primarie, nucleare compreso.

In Italia il primo impianto geotermoelettrico al mondo

È a Larderello in Toscana e non in Islanda, tradizionale Paese geotermico, che si è per la prima volta sfruttato il calore terrestre per produrre elettricità. Il 4 luglio 1904 il principe Piero Ginori Conti, collegando un generatore elettrico ad una motrice a vapore alimentata da un soffione, riuscì a utilizzare l’energia prodotta da fluido geotermico per accendere cinque lampadine. Successivamente nel 1913 fu installata la prima centrale geotermoelettrica.

Qui l'utilizzo della fonte geotermica si è dimostrato praticabile ed efficiente: le centrali geotermiche producono circa 5 miliardi di kWh di energia elettrica pari al fabbisogno energetico di circa 2 milioni di famiglie italiane, cioè fabbisogno energetico del 25% della Toscana. In questo modo vengono risparmiate 1.100.000 tonnellate equivalenti di petrolio ed è possibile evitare l'emissione di 3,8 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Per i più curiosi: sono organizzate delle visite guidate dell’impianto.

Google investirà nel geotermico.

Qualche giorno fa Google.org ha annunciato un investimento di più di 10 milioni di $ nella tecnologia EGS. L’enorme potenziale di crescita in questa direzione emerge da un recente rapporto del MIT (http://www1.eere.energy.gov/geothermal/future_geothermal.html) secondo cui appena il 2% del calore presente nella fascia 3-10 km al di sotto della superficie continentale degli Stati Uniti, se sfruttato, potrebbe produrre un'energia 2500 volte più abbondante di quella necessaria per ricoprire il fabbisogno energetico del Paese.

 

 

 

 
 
 
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