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ELETTRICITÀ, CALORE E PARADOSSI
ENERGETICI
Raggiungere una maggiore efficienza
energetica vuol dire non solo guardare alla produzione di energia
elettrica, ma anche alla produzione di quella termica, troppo spesso
“dispersa” in Italia, soprattutto nel centro-sud.
di Ivan Vincenti
La
dispersione di calore, scarto dell’energia elettrica
Le grandi centrali che generano energia
elettrica sono in grado di restituirci solo il 50% dell’energia
immagazzinata. Questo perché le centrali sono costituite da un
motore che acquisisce la fonte primaria (petrolio, gas naturale, etc)
e la utilizza per produrre una qualche azione meccanica (ossia la
trasforma per l’appunto in energia meccanica). Di seguito un
generatore trasforma questa energia meccanica in energia elettrica,
impiegabile per usi industriali o domestici. In questo processo però
una parte dell’energia meccanica viene inevitabilmente dispersa:
anziché essere convertita in energia elettrica, resta “intrappolata”
nell’impianto di generazione e buttata via in quanto “scarto”
del processo. In realtà ciò che accade è che, anziché essere
convertita in energia elettrica, essa si trasforma in energia
termica: in parole povere viene dispersa sotto forma di calore ad
esempio dai fumi di scarico.
Eppure anche il calore è assai utile,
lo produciamo per scaldare gli edifici in cui viviamo o l’acqua che
usiamo nei nostri bagni. E per produrlo non facciamo altro che
impiegare ancora una volta dei combustibili da bruciare. Perché fare
quindi due volte lo stesso lavoro, se con il primo processo otteniamo
già quello che desideriamo, ossia energia elettrica ed energia
termica?
La (parziale) soluzione: Cogenerazione
e Teleriscaldamento
La cogenerazione
consente di generare elettricità e calore a partire da una stessa
fonte e nell’ambito dello stesso processo e di recuperare quella
parte di calore altrimenti dispersa: sprechi e costi sono così
abbattuti.Il calore recuperato grazie alla cogenerazione può essere
usato per la produzione di acqua calda sanitaria. La
distribuzione di quest’ultima a tutte le utenze presenti nelle
vicinanze della centrale di cogenerazione prende il nome di
teleriscaldamento.
Esempi virtuosi in Italia, tutti al
Nord
In Italia le regioni che usufruiscono
maggiormente del teleriscaldamento sono tutte del Nord: Lombardia,
Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e l’Alto Adige. I maggiori
ostacoli alla realizzazione di impianti e reti di teleriscaldamento
sono solo legati a questioni di natura finanziaria di breve periodo.
I costi di realizzazione degli impianti di teleriscaldamento sono
infatti molto elevati, ma vengono poi assorbiti nel corso dell’uso
di questi, eliminando la logica individualistica delle caldaiette
singole che nel complesso sono più inquinanti di una centrale di
teleriscaldamento che alimenta un’intera città.
IL CALORE SOLARE
PER LA PRODUZIONE DELL’ACQUA CALDA
Dal punto di vista dell’insolazione,
l’Italia ha un potenziale per la produzione di energia termica da
fonte rinnovabile non ancora completamente sviluppato.
Grazie ai pannelli solari termici
(attenzione, diversi da quelli solari fotovoltaici utilizzati per
produrre energia elettrica) è possibile incanalare l’energia
solare e sfruttarla per produrre acqua calda. I pannelli sono
solitamente posizionati sul tetto, con il compito di catturare i
raggi del sole che verranno utilizzati dal sistema per scaldare
l’acqua accumulata in un apposito serbatoio. Questa tecnologia
ormai collaudata da moltissimi anni permette di soddisfare il 70-80%
del fabbisogno annuale di acqua calda sanitaria, ed è inoltre
possibile integrare i pannelli solari con l'impianto di riscaldamento
della casa che, a seconda del tipo di sistema utilizzato, può
portare ad un risparmio nei consumi pari al 20-40%.
I costi iniziali per
questo genere di impianto sono molto contenuti:
al di sotto di €4.000 che diventano meno di €2.000grazie agli
incentivi fiscali di 55% detrazione IRPEF. I tempi di ammortamento,
variano in funzione della posizione, ma mediamente si aggirano
intorno ai 3-4 anni.
Raggiunta ormai la piena affidabilità
tecnologica la concorrenza nel settore del solare termico si gioca
sulla innovazione. In questo senso si distingue, per le sue
caratteristiche di costruzione e nel suo impiego, il pannello solare
“Aurora” ideato e brevettato dalla società italiana Ideasol.
L’elemento innovativo è costituito dalla superficie captante (per
la produzione di acqua calda sanitaria) costituita da speciali
piastrelle, simili a quelle da giardino, realizzate interamente in
materiale plastico. In questo modo il pannello solare non ha più
bisogno di essere montato solo sul tetto, ma può essere disposto
come pavimento per esterni, giardini o su bordi piscina. In pratica
con 28 piastrelle solari (4mq) e un serbatoio di 200 litri si ha dal
sole la produzione di acqua calda sanitaria per un impianto domestico
per 4 persone.
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