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ECCELLENZA NELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN

CAMPANIA


Nella Regione della perenne emergenza rifiuti, la Campania, c’è una città campione di riciclaggio in Italia, premiata da Legambiente come unico capoluogo “riciclone” del centro-sud: Salerno. Con oltre 150.000 abitanti è passata in meno di due anni da una percentuale del 13% di rifiuti raccolti mediante raccolta differenziata, all’incredibile risultato del 74% degli ultimi mesi.


di Ivan Vincenti


Vi raccontiamo la storia del virtuoso impegno di una città e dei suoi cittadini. Siamo in Campania, precisamente a Salerno. Il tema è quello dei rifiuti: non quelli delle cronache, nemmeno quelli solo raccolti (che in Campania, si sa, è cosa affatto scontata), ma quelli riciclati. Non pochi, tanti: il 74% dei rifiuti prodotti. Un risultato esemplare. Ecco come e quando è potuto accadere.


L’idea, e il progetto


Nel corso del 2007 nasce una collaborazione tra CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) ed il Comune di Salerno, con cui si è avviata la realizzazione di un piano industriale per la raccolta e gestione dei rifiuti con un sistema di raccolta differenziata porta a porta, completamente diverso dal sistema di raccolta tradizionale a cassonetto. Per dare inizio al progetto è stato compiuto uno studio capillare su tutto il territorio, si è investito in mezzi e attrezzature necessari alla raccolta, e sono stati consegnati direttamente alle singole utenze i Kit per il nuovo sistema di raccolta differenziata. Inoltre si sono messi a disposizione dei volontari, che facessero da facilitatori e informatori presso le utenze domestiche e commerciali. Il tutto senza aumentare la tassa sui rifiuti, anzi riducendola per le fasce sociali più deboli.



La sfida raccolta, e ai giovani le parole di John Stewart Mill


Salerno ha dimostrato che “si può fare”, e la risposta dei cittadini è stata sorprendente. Certo, non deve essere stato facile, come ha ammesso lo stesso sindaco De Luca in un convegno di ringraziamento organizzato per i cittadini salernitani, ma la sfida apparentemente impossibile di ridurre la quantità di rifiuti portati in discarica e non riutilizzati - questa ne è la dimostrazione - può essere raccolta e vinta se un’Amministrazione comunale ha il coraggio di prendere alcune decisioni, e se i cittadini sono coinvolti ed informati.

Non a caso lo stesso Sindaco, rivolgendosi ai giovani, cita una frase di John Stewart Mill, grande pensatore democratico dell’800: “Alla lunga la qualità di uno Stato è rappresentata dalla qualità dei cittadini che lo compongono”.


Pronte nuove sfide

Le attività del Comune di Salerno continuano ora nella realizzazione del ciclo industriale dei rifiuti. Sono stati realizzate due isole ecologiche dove oltre 20.000 famiglie depositano i rifiuti ingombranti. È inoltre in fase di avanzata costruzione il primo impianto di compostaggio aerobico/anaerobico della Campania per il trattamento dell’umido. È stata poi rinnovata la disponibilità a realizzare un impianto di termovalorizzatore per offrire un contributo al superamento definitivo dell’emergenza rifiuti che attanaglia altri territori e ricavare risorse economiche per la collettività. Per ora, comunque, è già obiettivo raggiunto.



RIFIUTI RACCOLTI. COME SI RIUTILIZZANO?


I rifiuti una volta differenziati e raccolti prendono ciascuno una differente strada per una nuova vita.

Rifiuti verdi e organici sono utilizzati per produrre, ad esempio, composti di qualità utilizzati come concime per l’agricoltura.

Carta, cartone e cartoncino, una volta al macero, sono completamente riutilizzati.

Dagli imballaggi in plastica derivano 301.000 tonnellate di materiale riciclato e 189.000 tonnellate di rifiuti d’imballaggio non avviabili a riciclo meccanico, comunque recuperati sotto forma di energia e calore.

Sul riciclaggio dell’alluminio il nostro Paese detiene la leadership in Europa, insieme alla Germania. Grazie al riciclo di 38.500 tonnellate di imballaggi in alluminio sono state evitate emissioni serra per 395.000 tonnellate di CO2, e risparmiata energia pari a 143.000 tep (tonnellate equivalenti petrolio).

La quantità di rifiuti di imballaggio in vetro di provenienza nazionale avviati a riciclo è stata pari al 65% dell’immesso al consumo di contenitori.

I rifiuti legnosi vengono raccolti presso piattaforme convenzionate (oltre 350 in tutta Italia) e poi trasportati alle industrie del riciclo, dove il legno, pulito e ridotto in piccole schegge, diventa rinnovata materia prima per l’industria del mobile, pasta cellulosica per cartiere, blocchi di legno e cemento per il settore edile.

La parte non riciclata dei rifiuti viene utilizzata come combustibile dei termovalorizzatori per produrre energia elettrica e calore o inviata in discarica. L’obiettivo è di arrivare a “discarica zero”. Ovvero si deve puntare a non buttare in discarica quasi più niente, grazie a riciclo e termovalorizzazione.

Tutti i paesi del Nord Europa mandano in discarica solo il 5%-10% di rifiuti. Da noi la Lombardia, in cui le cose vanno piuttosto bene rispetto al resto del Paese, l’utilizzo della discarica è del 20% del totale.