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IL FOTOVOLTAICO, L’UOVO E LA GALLINA



Quello delle fonti rinnovabili è da sempre il dilemma dell’uovo e della gallina… chi è origine dell’altro?


di Ivan Vincenti


 

Oggigiorno, per avere la gallina, ovvero sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili affidabili e convenienti, è necessario che ci sia un uovo, ovvero che la tecnologia sia stata testata, e che si possa raggiungere una produzione tale da godere di economie di scala e di esperienza, con un costo di energia elettrica conveniente rispetto al kwh prodotto da fonti fossili tradizionali.

Dall’altra parte, per avere l’uovo è necessario avere una gallina. Investire sulle tecnologie rinnovabili è all’inizio una scommessa rischiosa, perché la ricerca costa e pochi sono disposti a finanziare ciò che è incerto nel breve periodo e che nel lungo periodo dipende da fattori non facili da programmare, come il prezzo del petrolio.

Ma quando questo dilemma viene superato, si capisce l’importanza di essere più lungimiranti nell’incoraggiare forme di produzione più pulite.



Lo sviluppo del fotovoltaico, originariamente “spaziale”

La tecnologia fotovoltaica produce energia elettrica con il sole. La luce solare, a contatto con alcuni materiali (tipo silicio e altri semiconduttori), “eccita” gli elettroni che gravitano più lontani dal nucleo e permette loro di muoversi, creando in questo modo un flusso condotto di elettroni che è in poche parole elettricità. Il suo sviluppo inizia oltre 50 anni fa con la ricerca spaziale, ma il prezzo del petrolio basso e un elevato costo di produzione non hanno permesso il decollo nel campo civile per molto tempo.


La svolta nell’ultimo decennio

Solo negli ultimi dieci anni si è concretamente supportata la micro-produzione di energia da fonti rinnovabili attraverso incentivi statali in grado di rendere conveniente una tecnologia che allo stato non lo era. Nel caso del fotovoltaico, prima con incentivi all’acquisto dell’impianto, per favorire la prima diffusione, poi con incentivi in conto energia, ovvero concedendo una ottima remunerazione per ogni unità di energia prodotta in maniera pulita, per favorire il suo sviluppo.

In questo modo si è finalmente creato un mercato che ha spinto incredibilmente il costo del fotovoltaico a scendere in pochi anni da 6000 €/Kw nel 2005 a 4000 €/Kw nel 2009. È inoltre prevista una ulteriore riduzione nei prossimi anni. E la gallina, vista l’appetibilità del nostro Paese per le tante ore di sole l’anno, sembra essere quella dalle uova d’oro.


Una nuova frontiera di opportunità… per tutti

L’economia che si sviluppa con la diffusione del fotovoltaico non si commisura solo con la riduzione dei costi del kwh prodotto con il sole. È necessario osservare anche l’indotto che si crea: nuove idee, nuove opportunità, nuovi posti di lavoro. Secondo lo studio “Il valore dell’energia fotovoltaica” di Arturo Lorenzoni, Dipartimento di Ingegneria Elettrica all’Università degli Studi di Padova e IEFE, Università Bocconi, l’occupazione attesa per installazione e manutenzione degli impianti fotovoltaici arriverebbe in Italia a 32.000 unità nel 2013 e a oltre 90.000 unità nel 2020. Come spiega su What’s Up il Prof. Lorenzoni “Il calcolo è fatto sulla base dei dati disponibili nei mercati fotovoltaici più evoluti, quello tedesco e spagnolo e confermati da un report della International Energy Agency: 35 occupati ogni MW installato nella fase di installazione e un occupato ogni 2 MW per l’intera durata di vita dell’impianto per la gestione e manutenzione. Si tenga presente - continua il professore - che Enel, nel momento di massima espansione, quando gestiva tutto il settore elettrico italiano solo per poco ha superato i 100.000 dipendenti. Stiamo parlando dunque di un settore di grande rilevanza”.

Due esempi di successo

La società italiana Solar Ventures ha da poco siglato una partnership con le società giordane Kawar Energy e First International for Investment and Trade per realizzare il parco solare fotovoltaico più grande dell’area mediterranea. Sarà situato nel sud della Giordania, si estenderà su un’area di 2 kmq, e attraverso 360mila pannelli solari produrrà energia elettrica per 168.000 MWh, una quantità pari al fabbisogno di 60mila famiglie.

In contesti più piccoli, la società Energy Resources ha brevettato una soluzione innovativa per semplificare le installazioni dei pannelli fotovoltaici sugli edifici, mettendo a punto una speciale lamiera in alluminio che risponde alle esigenze architettoniche e costruttive degli impianti su tetti (che godono di incentivi più favorevoli).


CURIOSITÀ

Il nuovo business sembra dare lavoro anche ad altri “operatori specializzati”. Nel 2008 le denunce per furti di strutture destinate alla produzione di energia rinnovabile sono state centinaia in tutta Italia, per un valore complessivo della refurtiva pari a oltre cento milioni di euro. E le stime anche qui parlano di un fenomeno in crescita anche per il 2009.