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Tonight With

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L'intervista

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Jason Derülo

L'intervista
Jason Derülo... What's Up?

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"Ho scritto una canzone per Cher, me lo ha chiesto il suo entourage. Lei sta lavorando al suo nuovo album, penso di avere ottime chance che il mio pezzo ne faccia parte..."

 

di Gabriella Poggioli

 

La scorsa estate ci ha fatto ballare con Don't Wanna Go Home, un energetico campionamento della storica Day-O (Banana Boat Song) portata al successo negli anni '50 da Harry Belafonte. Reduce da una performance applauditissima agli MTV Europe Music Awards del 6 novembre, abbiamo incontrato Jason Derülo a Milano per la presentazione del suo secondo album, Future History: un concentrato di brani urban dance ultra sexy e ballate pop che promettono ancora una volta di sbancare le classifiche con vendite a sei zeri...

 
Ciao Jason, benvenuto su What's Up! Allora raccontaci, com'è stato il tuo "battesimo" agli EMA?
Direi grandioso! Ho fatto il soundcheck di mattina presto e, siccome la location era all'aperto, mi sono trovato davanti  7mila persone, che per il concerto serale sono salite addirittura a 20mila. La mia performance è durata circa mezz'ora. Tutto quello che è stato ripreso andrà poi in onda su MTV: alcuni brani vecchi, come Whatcha Say, e altri tratti dal nuovo album, per esempio i prossimi singoli Breathing e Fight For You.
 
A proposito del tuo disco fresco d'uscita, Future History: soddisfatto dei primi riscontri dal pubblico?
Ho lavorato duramente a questo album, per realizzare una sorta di mix perfetto tra diversi stili: c'è un lato molto emotivo, ma allo stesso tempo uno sexy e divertente, perché volevo che il disco fosse puro svago, una via di fuga dai disastri che stanno accadendo in tutto il mondo. La scelta è stata premiata: Future History sta andando benissimo, anche qui in Italia... E il meglio deve ancora arrivare! (sorride)
 
Anche se sei molto giovane (è nato il 21 settembre 1989, n.d.r.), hai una già una gavetta lunghissima alle spalle: hai sempre studiato musica e danza e scrivi canzoni per artisti del calibro di Diddy, Danity Kane e Lil Wayne da quando avevi 16 anni. Un percorso che sembra lontano mille miglia dalla strada dei talent show, oggi forse fin troppo battuta...
In realtà c'è mancato davvero poco che partecipassi ad American Idol! Mi ero deciso a tentare le audizioni, ma è stato a quel punto che ho cominciato a comporre per i grandi nomi del business musicale. E da lì ho imboccato la direzione giusta verso un altro livello.
 
E che livello! Al momento su Facebook hai oltre 6 milioni e 300mila fan, addirittura più di Michelle Obama, e il tuo canale YouTube ha superato i 470 milioni  di visualizzazioni complessive. È innegabile che gran parte del tuo successo sia legata ai social network...
Direi una parte consistente, sì, ma non quella preponderante. Certo, YouTube è il migliore strumento di promozione dal punto di vista visivo, e io lo sto usando bene: credo che il mio canale sia tra i 13 più visti in assoluto. Ma lo strumento più efficace per la promozione della musica resta la radio, perché è l'unica in grado di raggiungere miliardi di ascoltatori in tutto il mondo, anche là dove Internet non arriva.
 
È vero che hai scritto una canzone per Cher?
Verissimo! Al momento Cher è nel bel mezzo della preparazione del suo nuovo album, quindi sta registrando un sacco di canzoni, molte più di quelle che in effetti userà... La richiesta mi è arrivata direttamente dal suo entourage, quindi credo che il mio pezzo abbia ottime chance di essere scelto. Si tratta di un mid-tempo in cui si invoca l'aiuto di un angelo.
 
Ti sei buttato sulla religione?
Beh, io sono cristiano, cattolico per la precisione. Ma niente a che vedere con i Jonas Brothers! (ride)
 
Non lo mettevamo in dubbio!  Anche perché lo scorso maggio hai posato senza veli per Cosmopolitan...
(Sorride, visibilmente imbarazzato) La prima volta che me l'hanno chiesto ho risposto di no, perché sapevo che non mi sarei sentito a mio agio. Poi mi hanno spiegato che si trattava di una buona causa: accendere l'attenzione sull'importanza dei check-up preventivi nella lotta contro il cancro. Allora non ho più potuto tirarmi indietro: è stato il mio piccolo contributo per aiutare gli altri.
 
Avrai ricevuto molti complimenti...
(Ride) Beh, mi sono ritrovato come poster sui muri, come screensaver sui computer, come sfondo sui cellulari...
 
Il secondo singolo estratto dal tuo album è It Girl. È dedicato a qualche ragazza in particolare?
(Sorride) No, al momento non ho nessuna "it girl" al mio fianco. Ma posso dirvi come dovrebbe essere.
 
Prendiamo nota.
Una ragazza che pensi agli altri prima che a se stessa, che abbia sogni, desideri e aspirazioni da seguire. Qualcuna con cui sia divertente trascorrere il tempo: deve essere non solo un'amante, ma anche la mia migliore amica. E un po' fuori di testa, proprio come me...