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La Doppia

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Pau e Boosta

 

 

 

L'esclusiva

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 Roberto Vecchioni

 

Placcaggio

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CLAUDIO GIOÈ

Giovani talenti

                                                                                                                        

annalisa _mg_6792.jpgAnnalisa Scarrone

 

Musica

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Marco Carta

 

 

 

Blog
Le contestazioni iraniane in diretta su Twitter

Le contestazioni alle elezioni iraniane riempiono da giorni le pagine dei giornali, dei siti Internet e aprono i telegiornali di tutto il mondo: nonostante lo strenuo tentativo delle autorità di non far trapelare notizie, sembra che il muro della non informazione riesca ad essere abbattuto, anche se non con poche difficoltà e conseguenze. Da questo punto di vista, fondamentali sembrerebbero essere i vari corrispondenti che, da tutto il mondo, sono giunti a Teheran, per raccontare cosa sta accadendo, ma anche la volontà di tanti manifestanti che si fanno portavoce di eventi che ogni giorno vedono conferme e smentite sul numero di morti e feriti, oltre che sulle varie azioni e manifestazioni che da giorni riempiono strade e piazze. Forse solo 10 anni fa informare su quanto sta accadendo sarebbe stato più difficile, e certo avrebbe reso le notizie meno cospicue e varie: oggi molto di quello che sappiamo ci è giunto e continua a giunge grazie all’uso di Internet. In particolare, i tanto chiacchierati social network, troppo spesso criticati per rappresentare un diversivo alla vita reale o una distrazione per i lavoratori, oggi dimostrano di poter essere un valido veicolo di informazione coerente e libera: o almeno è quello che sta cercando di fare un blogger che si firma Yishaz che, attraverso il sito lotfan.org, sta cercando di diffondere una sorta di “manuale” per riuscire ad utilizzare Twitter come fonte di informazioni veloci e reali sui fatti dell’Iran. Attraverso il suo tam tam, fatto di brevi flash che possono somigliare a lanci di notizie, il social network infatti diventa un metodo efficace per far trapelare, attraverso un canale alternativo, quegli aggiornamenti su Teheran che le autorità tanto si sforzano di tenere nascosti. Ma bisogna fare attenzione: è facile commettere piccoli errori che possano portare all’individuazione dell’autore e al suo eventuale blocco da parte della polizia, che si presuppone attenta al monitoraggio di questo social network. E allora ecco che il manuale fornisce, in sette punti, le accortezze da mettere in atto: innanzitutto è preferibile non rendere pubblico su Twitter il proprio indirizzo IP e, nel caso di persone che “collaborino” dall’estero, è opportuno settare le impostazioni e fare in modo che il messaggio appaia inviato da Teheran, per tentare così di distogliere e ingolfare il lavoro di verifica di chi monitora in nome delle istituzioni governative. Per quanto riguarda i post, Yishaz consiglia di uniformare per tutti la “chiave”, in modo da rendere ben distinguibili i messaggi, oltre a non pubblicizzare eventuali blog che rilascino notizie attendibili: sarebbe solo un modo in più fornito alle autorità per rintracciare chi si sta occupando di diffondere informazioni sugli avvenimenti. I blog diventano anche strumento per gli hacker, che da questi possono trarre indicazioni sui eventuali siti da “sabotare”. Infine, Yishaz lascia un invito a chiunque volesse impegnarsi: “Diffondete il messaggio giusto, funziona! Fintanto che diffondiamo notizie buone, forniamo sostegno morale ai contestatori e ci facciamo guidare dai blogger legittimi, possiamo dare un contributo costruttivo”. Una nuova frontiera dell’informazione che sembra abbattere anche il preconcetto di chi, dal suo computer, legge e si chiede: “Che cosa potrei mai fare?”.




 
National Geographic: fotografi si diventa
 

natgeo.jpgNational Geographic è ormai da anni icona rappresentativa di un certo sguardo sul mondo: le sue immagini sono vere e proprie opere d'arte fotografiche, piccoli spaccati di questo nostro pianeta in cui si celano dolori, meraviglie, gioie e atrocità, fissamente immortalate dagli scatti di fotografi famosissimi. Ma non solo: perché ogni anno National Geographic regala, attraverso il suo Concorso Internazionale di Fotografia, la possibilità di comparire proprio annoverati tra quei nomi e vedere pubblicate le proprie fotografie tra le pagine dell'eminente rivista. Il Concorso, giunto quest'anno alla sua quarta edizione, è stato un susseguirsi di successi, con circa 10 mila immagini inviate per ognuna delle passate edizioni, grazie anche ai ricchissimi premi in palio: oltre a vedere pubblicate on line e sulla rivista le proprie foto, infatti, il concorso regala l'iscrizione ai corsi di reportage dell'Accademia di fotografia John Kaverdash di Milano. Tre le categorie in gara, in perfetto stile National Geographic: Natura, Persone e Luoghi. Al vincitore di ogni categoria inoltre sarà riservato l'onore di partecipare all' International Photography Contest di National Geographic USA, che riunisce le migliori immagini di tutte le edizioni internazionali della rivista, con la possibilità di un volo e un soggiorno gratuito a Washington D.C. per partecipare alla cerimonia di premiazione. Ma la grande novità di quest'anno riguarda il mondo dei giovani, o meglio dei giovanissimi: nasce infatti una categoria “Junior”, riservata a tutti i ragazzi dai 15 ai 18 anni con la grande passione della fotografia: il tema per loro è libero, senza vincoli, ed in palio potranno vincere una macchina fotografica di livello semiprofessionale e, naturalmente, la pubblicazione sulle pagine della rivista. Allora cosa aspettate? Imbracciate la macchinetta e andate in giro a cogliere scatti indimenticabili. Per tutte le info: http://www.nationalgeographic.it/nat_geo/index.jsp 

 

 
La libertà del web? Oggi in Europa ci pensa “ Pirat Partiet”!

Nella giornata dei bilanci, le voci si susseguono incessanti: si parla di risultati accertati, delle motivazioni che hanno condotto a questi, delle prossime mosse. Impossibile restare fuori dall'ondata travolgente delle elezioni (anche se in tanti, troppi, in tutta Europa sembrano esserci riusciti benissimo, non presentandosi nemmeno per annullare la scheda), ma relativamente utile appare anche entrare nel marasma di commenti, opinioni e teorizzazioni. C'è però un dato interessante, che viene fagocitato da questo turbine, rimanendo fuori dagli onori della cronaca anche perché occuperà una sola illustre sedia del Parlamento Europeo. Stiamo parlando del “Pirat Partiet”, il partito nato in Svezia all'inizio del 2006 con lo scopo di rivedere e modificare il concetto di copyright, attualmente troppo sbilanciato, a loro parere, a favore dell'economia e poco della cultura. In 3 anni, il partito si è diffuso in tutta Europa, aprendo diverse succursali in molti paesi, ma non era mai riuscito ad ottenere grandi risultati in nessun paese. Oggi invece, alla vigilia del nuovo Parlamento Europeo, un seggio sarà riservato proprio al partito che ha ottenuto, proprio in Svezia, il 7,1%. Un numero di voti altissimo, considerata la giovane età e gli obbiettivi che potremmo considerare settoriali. Ma così è, e forse bisognerebbe porsi qualche domanda. In particolar modo, occorre sottolineare come il picco si sia avuto anche grazie al coinvolgimento spontaneo che il partito aveva avuto, due mesi fa, nella sentenza “The Pirate Bay”, che ha condannato i 4 svedesi gestori del sito di filesharing. L'obiettivo della rivisitazione del concetto di copyright, infatti, coinvolge anche lo sconfinato mondo del web, che ultimamente è stato al centro di moltissime proposte di revisione anche nel nostro paese. Ed ecco quindi che affiora come, la maggioranza di quel 7,1%, sia composta da giovani elettori, forse più interessati alla libertà dei loro blog che a qualsiasi altro programma politico. Riduttivo? Probabilmente si, se non si vuole vedere anche quella leggera brezza di rinnovamento che questa elezione porta con sé...Ah, il partito ha anche una sua costola italiana, candidatasi in alleanza con “Sinistra e Libertà”. E che non ha superato lo sbarramento del 4%.


 
Electronic Entertainment Expo 2009: arrivano le ultime tendenze dal mondo dei videogiochi per tutti

Fino a qualche tempo fa il termine videogioco era sinonimo di Nerd: chiusi in casa, davanti alla console, soli con l'unica compagnia del joypad. Oggi, quasi improvvisamente, questo mondo diviene sinonimo di attività fisica, divertimento, aggregazione. Com'è possibile? L'antesignana sicuramente è stata la Nintendo, con la rivoluzionaria Wii, console che ha trasformato completamente il concetto di gioco virtuale. Ma non ci si ferma qui: Los Angeles sta ospitando, da 2 al 4 giugno, l'Electronic Entertainment Expo, meglio conosciuta come la Fiera Internazionale dei Videogiochi, in cui vengono presentate tutte le novità del mondo delle consolle. Anche qui ci si aspetterebbe di incontrare solo fissati maniacali con quest'unico interesse nella vita, e si rimarrebbe abbastanza stupiti quando ci capitasse di incontrare invece Paul McCartney, Ringo Starr, Steven Spielberg. Questi sono solo alcuni degli esempi più eminenti per dimostrare come il mondo del videogioco si stia espandendo sempre di più, avvicinandosi a mondi apparentemente distanti, come quello della musica e del cinema, e riuscendo a coinvolgere anche persone fin'ora scettiche. In particolar modo, i 2 baronetti si sono presentati a Los Angeles per presentare il gioco musicale "The Beatles Rock Band", in commercio a settembre: prodotto da Mtv, il gioco permetterà a chiunque di suonare e cantare usando chitarra, batteria e microfono. E quale sarà il repertorio? Quello dei Beatles, naturalmente. Una sorta di Karaoke molto più complesso articolato, che permetterà di coltivare sogni di gloria, oltre che di divertirsi insieme. Solo se si ha la XBox, però. Si perché l'idea è della consolle targata Microsoft, che non si ferma qui: la casa ha infatti annunciato accordi con Netflix e Sky per film e canali satellitari, mentre con Facebook e Twitter per i servizi di social networking direttamente sulla consolle. Ma la vera chicca è stata la presentazione del progetto Natal, esposto direttamente dal suo ideatore, Steven Spielberg. E chi, se non il regista della fantasia per eccellenza, poteva inventare un sistema che farà apparire la Wii come semplicemente obsoleta e superata? Il "Project Na¬tal" permetterà infatti di interagire con la consolle, e quindi di giocare, semplicemente muovendosi, senza bisogno di Joypad, né tantomeno di telecomandi o pedane.
Non ci credete? Guardate un po' qua...



La Nintendo correrà ai ripari? La consolle più venduta al mondo per ora non sembra temere ancora confronti, anzi è pronta a sfornare in autunno "Wii Fit Plus", la nuova edizione, e ha presentato anche "Wii Sport Resort", una nuova serie di attività sportive che arriveranno ad incrementare quelle già presenti, tra cui la canoa e il tiro con l'arco, che interagiranno con la consolle attraverso dei telecomandi po¬tenziati chiamati Wii Motion Plus (in arrivo a luglio).
Non rimane fuori dalla lizza la Sony, lanciata sul mercato con l'ormai storica Play Station: la casa ha infatti presentato la nuova Psp "Go", una consolle portatile più leggera e più piccola della precedente che, oltre ai classici giochi, sarà in grado di supportare musica e film digitali, nochè programmi televisivi scaricabili. Approderà nel nostro vecchio continente a partire da ottobre.
Insomma il mondo dei videogiochi si espande e continua a dimostrare che la crisi non ha minimamente intaccato il settore "divertimenti in door".


 
Le elezioni europee sbarcano su YouTube

Arrivano gli spot per convincerci a votare

 

Per evitare l'assenteismo alle urne, quest'anno l'Europa ha studiato una strategia al passo con i tempi: attraverso la creazione di un “canale” apposito su You Tube, Eu Tube appunto (http://www.youtube.com/user/eutube), ha diffuso una serie di spot che, a prescindere se riescano o meno nel loro obbiettivo, certamente fin'ora hanno colpito l'attenzione. Al grido di “There's always time to vote”, c'è sempre tempo per votare, il Parlamento Europeo ha creato una serie di “micrometraggi” di circa un minuto, che con evidente spirito ironico lasciano intendere che, nonostante chiunque di noi possa essere impegnato, anzi impegnatissimo, c'è e bisogna sempre trovare il modo per andare alle urne ed esprimere il proprio voto. Sulla falsa riga di uno spot già visto, in cui una bellissima ragazza entrava in uno spogliatoio di uomini e si avvicinava ad uno di loro, sotto la doccia, solo per cambiare la guarnizione che serviva a ridurre il consumo dell'acqua, l'Unione Europea sembra aver trovato il suo canale di comunicazione preferenziale: spot brevi, veloci, ironici, che catturano l'attenzione. Esattamente come insegnano i più grandi luminari del marketing e della pubblicità. E' così che, per convincerci a non disertare le elezioni del Parlamento Europeo che si terranno da 4 al 7 giugno in tutta Europa, in Italia nel week end del 6 e del 7, fa girare sul web una serie di video: una parodia di un film horror, una finta diretta televisiva di una gara ciclistica, o la scena di un film di azione. Tutto questo funzionerà? Raggiungerà il suo obbiettivo? Intanto noi già ne stiamo parlando...E poi, provare per credere:

 



Per altri video segui il link:


http://www.youtube.com/user/EuropeanParliament



 
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