Le
contestazioni alle elezioni iraniane riempiono da giorni le pagine
dei giornali, dei siti Internet e aprono i telegiornali di tutto il
mondo: nonostante lo strenuo tentativo delle autorità di non far
trapelare notizie, sembra che il muro della non informazione riesca
ad essere abbattuto, anche se non con poche difficoltà e
conseguenze. Da questo punto di vista, fondamentali sembrerebbero
essere i vari corrispondenti che, da tutto il mondo, sono giunti a
Teheran, per raccontare cosa sta accadendo, ma anche la volontà di
tanti manifestanti che si fanno portavoce di eventi che ogni giorno
vedono conferme e smentite sul numero di morti e feriti, oltre che
sulle varie azioni e manifestazioni che da giorni riempiono strade e
piazze. Forse solo 10 anni fa informare su quanto sta accadendo
sarebbe stato più difficile, e certo avrebbe reso le notizie meno
cospicue e varie: oggi molto di quello che sappiamo ci è giunto e
continua a giunge grazie all’uso di Internet. In particolare, i
tanto chiacchierati social network, troppo spesso criticati per
rappresentare un diversivo alla vita reale o una distrazione per i
lavoratori, oggi dimostrano di poter essere un valido veicolo di
informazione coerente e libera:
o almeno è quello che sta cercando di fare un blogger che si
firma Yishaz che, attraverso il sito lotfan.org, sta cercando di
diffondere una sorta di “manuale” per riuscire ad utilizzare
Twitter come fonte di informazioni veloci e reali sui fatti
dell’Iran. Attraverso il suo tam tam, fatto di brevi flash che
possono somigliare a lanci di notizie, il social network infatti
diventa un metodo efficace per far trapelare, attraverso un canale
alternativo, quegli aggiornamenti su Teheran che le autorità tanto
si sforzano di tenere nascosti. Ma bisogna fare attenzione: è facile
commettere piccoli errori che possano portare all’individuazione
dell’autore e al suo eventuale blocco da parte della polizia, che
si presuppone attenta al monitoraggio di questo social network. E
allora ecco che il manuale fornisce, in sette punti, le accortezze da
mettere in atto: innanzitutto è preferibile non rendere pubblico su
Twitter il proprio indirizzo IP e, nel caso di persone che
“collaborino” dall’estero, è opportuno settare le impostazioni
e fare in modo che il messaggio appaia inviato da Teheran, per
tentare così di distogliere e ingolfare il lavoro di verifica di chi
monitora in nome delle istituzioni governative. Per quanto riguarda i
post, Yishaz consiglia di uniformare per tutti la “chiave”, in
modo da rendere ben distinguibili i messaggi, oltre a non
pubblicizzare eventuali blog che rilascino notizie attendibili:
sarebbe solo un modo in più fornito alle autorità per rintracciare
chi si sta occupando di diffondere informazioni sugli avvenimenti. I
blog diventano anche strumento per gli hacker, che da questi possono
trarre indicazioni sui eventuali siti da “sabotare”. Infine,
Yishaz lascia un invito a chiunque volesse impegnarsi: “Diffondete
il messaggio giusto, funziona! Fintanto che diffondiamo notizie
buone, forniamo sostegno morale ai contestatori e ci facciamo guidare
dai blogger legittimi, possiamo dare un contributo costruttivo”.
Una nuova frontiera dell’informazione che sembra abbattere anche il
preconcetto di chi, dal suo computer, legge e si chiede: “Che cosa
potrei mai fare?”.
National Geographic: fotografi si diventa
National Geographic è
ormai da anni icona rappresentativa di un certo sguardo sul mondo: le
sue immagini sono vere e proprie opere d'arte fotografiche, piccoli
spaccati di questo nostro pianeta in cui si celano dolori,
meraviglie, gioie e atrocità, fissamente immortalate dagli scatti di
fotografi famosissimi. Ma non solo: perché ogni anno National
Geographic regala, attraverso il suo Concorso Internazionale di
Fotografia, la possibilità di comparire
proprio annoverati tra quei nomi e vedere pubblicate le proprie
fotografie tra le pagine dell'eminente rivista. Il Concorso, giunto
quest'anno alla sua quarta edizione, è stato un susseguirsi di
successi, con circa 10 mila immagini inviate per ognuna delle passate
edizioni, grazie anche ai ricchissimi premi in palio: oltre a vedere
pubblicate on line e sulla rivista le proprie foto, infatti, il
concorso regala l'iscrizione ai corsi di reportage dell'Accademia di
fotografia John Kaverdash di Milano. Tre le categorie in gara, in
perfetto stile National Geographic: Natura, Persone e Luoghi. Al
vincitore di ogni categoria inoltre sarà riservato l'onore di
partecipare all' International Photography Contest di National
Geographic USA, che riunisce le migliori immagini di tutte le
edizioni internazionali della rivista, con la possibilità di un volo
e un soggiorno gratuito a Washington D.C. per partecipare alla
cerimonia di premiazione. Ma la grande novità di quest'anno riguarda
il mondo dei giovani, o meglio dei giovanissimi: nasce infatti una
categoria “Junior”, riservata a tutti i ragazzi dai 15 ai 18 anni
con la grande passione della fotografia: il tema per loro è libero,
senza vincoli, ed in palio potranno vincere una macchina fotografica
di livello semiprofessionale e, naturalmente, la pubblicazione sulle
pagine della rivista. Allora cosa aspettate? Imbracciate la
macchinetta e andate in giro a cogliere scatti indimenticabili. Per
tutte le info: http://www.nationalgeographic.it/nat_geo/index.jsp
La libertà del web? Oggi in Europa ci pensa “ Pirat Partiet”!
Nella giornata dei
bilanci, le voci si susseguono incessanti: si parla di risultati
accertati, delle motivazioni che hanno condotto a questi, delle
prossime mosse. Impossibile restare fuori dall'ondata travolgente
delle elezioni (anche se in tanti, troppi, in tutta Europa sembrano
esserci riusciti benissimo, non presentandosi nemmeno per annullare
la scheda), ma relativamente utile appare anche entrare nel marasma
di commenti, opinioni e teorizzazioni. C'è però un dato
interessante, che viene fagocitato da questo turbine, rimanendo fuori
dagli onori della cronaca anche perché occuperà una sola illustre
sedia del Parlamento Europeo. Stiamo parlando del “Pirat Partiet”,
il partito nato in Svezia all'inizio del 2006 con lo scopo di
rivedere e modificare il concetto di copyright, attualmente troppo
sbilanciato, a loro parere, a favore dell'economia e poco della
cultura. In 3 anni, il partito si è diffuso in tutta Europa, aprendo
diverse succursali in molti paesi, ma non era mai riuscito ad
ottenere grandi risultati in nessun paese. Oggi invece, alla vigilia
del nuovo Parlamento Europeo, un seggio sarà riservato proprio al
partito che ha ottenuto, proprio in Svezia, il 7,1%. Un numero di
voti altissimo, considerata la giovane età e gli obbiettivi che
potremmo considerare settoriali. Ma così è, e forse bisognerebbe
porsi qualche domanda. In particolar modo, occorre sottolineare come
il picco si sia avuto anche grazie al coinvolgimento spontaneo che il
partito aveva avuto, due mesi fa, nella sentenza “The Pirate Bay”,
che ha condannato i 4 svedesi gestori del sito di filesharing.
L'obiettivo della rivisitazione del concetto di copyright, infatti,
coinvolge anche lo sconfinato mondo del web, che ultimamente è stato
al centro di moltissime proposte di revisione anche nel nostro paese.
Ed ecco quindi che affiora come, la maggioranza di quel 7,1%, sia
composta da giovani elettori, forse più interessati alla libertà
dei loro blog che a qualsiasi altro programma politico. Riduttivo?
Probabilmente si, se non si vuole vedere anche quella leggera brezza
di rinnovamento che questa elezione porta con sé...Ah, il partito ha
anche una sua costola italiana, candidatasi in alleanza con “Sinistra
e Libertà”. E che non ha superato lo sbarramento del 4%.
Electronic Entertainment Expo 2009: arrivano le ultime tendenze dal mondo dei videogiochi per tutti
Fino a qualche tempo fa il termine videogioco era sinonimo di Nerd: chiusi in casa, davanti alla console, soli con l'unica compagnia del joypad. Oggi, quasi improvvisamente, questo mondo diviene sinonimo di attività fisica, divertimento, aggregazione. Com'è possibile? L'antesignana sicuramente è stata la Nintendo, con la rivoluzionaria Wii, console che ha trasformato completamente il concetto di gioco virtuale. Ma non ci si ferma qui: Los Angeles sta ospitando, da 2 al 4 giugno, l'Electronic Entertainment Expo, meglio conosciuta come la Fiera Internazionale dei Videogiochi, in cui vengono presentate tutte le novità del mondo delle consolle. Anche qui ci si aspetterebbe di incontrare solo fissati maniacali con quest'unico interesse nella vita, e si rimarrebbe abbastanza stupiti quando ci capitasse di incontrare invece Paul McCartney, Ringo Starr, Steven Spielberg. Questi sono solo alcuni degli esempi più eminenti per dimostrare come il mondo del videogioco si stia espandendo sempre di più, avvicinandosi a mondi apparentemente distanti, come quello della musica e del cinema, e riuscendo a coinvolgere anche persone fin'ora scettiche. In particolar modo, i 2 baronetti si sono presentati a Los Angeles per presentare il gioco musicale "The Beatles Rock Band", in commercio a settembre: prodotto da Mtv, il gioco permetterà a chiunque di suonare e cantare usando chitarra, batteria e microfono. E quale sarà il repertorio? Quello dei Beatles, naturalmente. Una sorta di Karaoke molto più complesso articolato, che permetterà di coltivare sogni di gloria, oltre che di divertirsi insieme. Solo se si ha la XBox, però. Si perché l'idea è della consolle targata Microsoft, che non si ferma qui: la casa ha infatti annunciato accordi con Netflix e Sky per film e canali satellitari, mentre con Facebook e Twitter per i servizi di social networking direttamente sulla consolle. Ma la vera chicca è stata la presentazione del progetto Natal, esposto direttamente dal suo ideatore, Steven Spielberg. E chi, se non il regista della fantasia per eccellenza, poteva inventare un sistema che farà apparire la Wii come semplicemente obsoleta e superata? Il "Project Na¬tal" permetterà infatti di interagire con la consolle, e quindi di giocare, semplicemente muovendosi, senza bisogno di Joypad, né tantomeno di telecomandi o pedane.
Non ci credete? Guardate un po' qua...
La Nintendo correrà ai ripari? La consolle più venduta al mondo per ora non sembra temere ancora confronti, anzi è pronta a sfornare in autunno "Wii Fit Plus", la nuova edizione, e ha presentato anche "Wii Sport Resort", una nuova serie di attività sportive che arriveranno ad incrementare quelle già presenti, tra cui la canoa e il tiro con l'arco, che interagiranno con la consolle attraverso dei telecomandi po¬tenziati chiamati Wii Motion Plus (in arrivo a luglio).
Non rimane fuori dalla lizza la Sony, lanciata sul mercato con l'ormai storica Play Station: la casa ha infatti presentato la nuova Psp "Go", una consolle portatile più leggera e più piccola della precedente che, oltre ai classici giochi, sarà in grado di supportare musica e film digitali, nochè programmi televisivi scaricabili. Approderà nel nostro vecchio continente a partire da ottobre.
Insomma il mondo dei videogiochi si espande e continua a dimostrare che la crisi non ha minimamente intaccato il settore "divertimenti in door".
Le elezioni europee sbarcano su YouTube
Arrivano gli spot
per convincerci a votare
Per evitare
l'assenteismo alle urne, quest'anno l'Europa ha studiato una
strategia al passo con i tempi: attraverso la creazione di un
“canale” apposito su You Tube, Eu Tube appunto
(http://www.youtube.com/user/eutube),
ha diffuso una serie di spot che, a prescindere se riescano o meno
nel loro obbiettivo, certamente fin'ora hanno colpito l'attenzione.
Al grido di “There's always time to vote”, c'è sempre tempo per
votare, il Parlamento Europeo ha creato una serie di “micrometraggi”
di circa un minuto, che con evidente spirito ironico lasciano
intendere che, nonostante chiunque di noi possa essere impegnato,
anzi impegnatissimo, c'è e bisogna sempre trovare il modo per andare
alle urne ed esprimere il proprio voto. Sulla falsa riga di uno spot
già visto, in cui una bellissima ragazza entrava in uno spogliatoio
di uomini e si avvicinava ad uno di loro, sotto la doccia, solo per
cambiare la guarnizione che serviva a ridurre il consumo dell'acqua,
l'Unione Europea sembra aver trovato il suo canale di comunicazione
preferenziale: spot brevi, veloci, ironici, che catturano
l'attenzione. Esattamente come insegnano i più grandi luminari del
marketing e della pubblicità. E' così che, per convincerci a non
disertare le elezioni del Parlamento Europeo che si terranno da 4 al
7 giugno in tutta Europa, in Italia nel week end del 6 e del 7, fa
girare sul web una serie di video: una parodia di un film horror, una
finta diretta televisiva di una gara ciclistica, o la scena di un
film di azione. Tutto questo funzionerà? Raggiungerà il suo
obbiettivo? Intanto noi già ne stiamo parlando...E poi, provare per
credere: