Condividi


Tonight With

febbraio 2012 Calendario
lunmarmergiovensabdom
0102030405
06070809101112
13141516171819
20212223242526
272829

L'intervista

mengoni.jpg

Marco Mengoni

Blog
All’Auditorium la “pizzica power”

di Antonella De Biasi

taranta.jpgRicca di contaminazioni, succosa come un frutto, vivace, mai monotona. Torna la "Notte della Taranta" e conferma il suo appeal. Mercoledì sera, nella cavea dell'Auditorium Parco della Musica per la rassegna "Luglio suona bene", l'orchestra popolare "La notte della Taranta", diretta dal maestro concertatore Ludovico Einaudi, ha regalato alla platea i brani classici della musica popolare salentina sporcandoli con suoni elettronici.

Tamburelli, percussioni, violini, viola, organetto, fisarmonica, fiati: oltre venti i musicisti e cantanti sul palco. Quest'anno, la voce femminile ospite è stata della Savina Yannatou, cantante greca eclettica e sperimentatrice, che ha dato un tocco molto speciale all'intero spettacolo. Inoltre, sempre dalla terra levantina, il dj e polistrumentista turco Mercan Dede, sperimentatore a sua volta del connubio tra la tradizione folklorica del suo Paese e l'elettronica, accompagnato dai Secret Tribe: il richiamo alla tradizione Sufi dell'armonia degli opposti. Vedere dervisci danzare, mischiati ai tamburelli salentini, fa pensare alla capacità della musica di produrre dialogo all'ennesima potenza. Ultimo ospite di questa Taranta versione 2011 è stato Ballaké Sissoko, proveniente da una famiglia di griot maliani e tra i più grandi virtuosi della kora, strumento tradizionale diffuso in buona parte dell'Africa occidentale. Su tutti regna la forza di una grande tradizione folklorica che sta attirando sempre più le simpatie dei giovani.

Crediti foto: Msuacchio&Ianniello

 

 
"A dopo", Amon Tobin in concerto

di Stefano Elena

concerto tobin.jpgIn ragionevole sintonia con le sonorità che fanno del sample una solida architetturadel destino a venire, densa di sicurissime incertezze come quelle cheprobabilmente muteranno i nostri aspetti allo scadere dei negoziati umani  e virtuali, anche lascenografia/installazione che Amon Tobinallestisce sul palco è già pronta per il dopomondo.

Su di un assemblaggio di strutture cubiche l'artista proietta immaginivisionarie e non appena futuribili, ricordi di frammenti o memorie in random ilcui potere evocativo e visivo trasporta le idee. Come un ologramma l'artistastesso, all'interno di uno dei cubi più grandi di cui fa la sua cabina dicomando (e non di controllo), appare e scompare senza regolarità, anch'eglidato intermittente di una realtà sostituita.

"Le interminabili file di torripendevano dal cielo vivido e lattiginoso, le finestre restavano chiuse, e lagente per le strade ricadeva lentamente nel solito torpore mentale,bighellonando dall'albergo alla biblioteca e dallla biblioteca al caffè."

(J.G. Ballard, "Essi ci guardano dalle torri")

 

 
Il Salone Internazionale del Libro di Torino

di Roberta Isceri

blog libri.jpg

Il Salone Internazionale del Libro di Torino si è ormai concluso da un pezzo e felicemente: sappiamo che il tema era la memoria, argomento che, avviato nel 2010, si è arricchito quest'anno di riflessioni sul 150° anniversario dell' Unità d'Italia. Sappiamo anche che ad aggiudicarsi il premio è stato lo scrittore spagnolo Javier Cercas. Ma noi di What'sup, come sempre, non ci siamo accontentati della ribalta e abbiamo dato un'occhiata qua e là, alla ricerca di qualcuno che parlasse di giovani. E ci siamo imbattuti in Daria Bignardi, protagonista di un incontro dal titolo molto esplicito: "Le parole del futuro: inquietudine". Ecco quello che cercavamo: qualcosa che accomunasse migliaia di ragazzi e ragazze e non solo nel male. Perché "l'inquietudine non è una cosa negativa"; così sostiene l'autrice di Un karma pesante. Perché se coincide con la creatività, "è energia, che deve però essere indirizzata e governata perché diventi produttiva. Questo deve essere un lavoro quotidiano, se no si finisce per essere quotidianamente insoddisfatti". Ma se è vero che l'inquietudine nasce con l'adolescenza, è altrettanto vero che negli ultimi anni si è alzata la soglia di coloro che ne "soffrono", allungando di molto una gioventù alle volte scomoda. Ma quali sono le paure dei giovani d'oggi? "Tanti hanno sogni ma spesso non se li concedono, perché credono che non siano possibili, anche se non è così. Ci si deve dedicare alla propria scontentezza, faticare per superarla!". E come? La cosa migliore è sempre la condivisione, "perché raccontando la propria storia, ci si rende conto che tutti sono inquieti". Insomma Daria, un messaggio per i lettori di What's up? "Non fatevi sopraffare dall'inquietudine, mai!".Dall'inquietudine all'Italia (un'accoppiata "vincente"):nello stesso stand, infatti, abbiamo incontrato un paio d'ore dopo Luca Sofri, autore di Un grande Paese, oltre che collega e compagno di Daria Bignardi. Gli abbiamo chiesto se, al di là deil uoghi comuni, ci sia qualche esempio nel nostro Paese che i giovani possano seguire: "Per quanto sia facile da dire, Roberto Saviano penso sia una figura molto importante, in un'Italia in cui assistiamo a un disastro gerontocratico permanente, che però non è solo questione di persone ma di creazione di una palude culturale ostile alla modernità e per cui è difficile creare spazi per le novità". Insomma, che dobbiamo fare? "Eh ... bella domanda.Andare all'estero. Penso che non bisognerebbe avere molta paura: èuna grande opportunità, a meno che, certo, non si sia costretti a rimanere. Per il resto, comportatevi sempre bene!". Mah ...

 

 
"NO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE"
LANCIATE IL VOSTRO SLOGAN PER PARTECIPARE AL CONCORSO DELLE NAZIONI UNITE

 

di Maria Chiara Carbone

54logo nazioni unite donne.jpgLa reazione istintiva dell'essere umano di fronte a fatti che lo spaventano e verso i quali prova ribrezzo è quella di chiudere gli occhi, restare immobile e in silenzio per non destare attenzione. Bene, di fronte all'orrore della violenza contro le donne, c' è chi ha deciso di mettere fine al silenzio.

Le Nazioni Unite, dopo numerose altre campagne, hanno promosso un concorso rivolto ai giovanissimi proprio per dire, e a gran voce, "NO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE". Le regole sono semplici: basta creare uno slogan pubblicitario che rifiuti, in maniera incisiva, la pratica della violenza, sia fisica che psicologica, contro le donne. Lanciato l'8 marzo, scadrà il 31 maggio. La posta in palio è di 5000 Euro, oltre alla possibilità di vedere il proprio slogan pubblicato sul sito della competizione (un'ottima opportunità per chi spera di entrare nel mondo della grafica e della pubblicità), e di vederlo stampato sui alcuni dei più autorevoli quotidiani europei. La  giuria è composta da grafici, fotografi, pubblicitari ed esperti di parità dei sessi.

I lavori devono essere eseguiti sul sito dedicato: competition.Create4theUN.eu. Due premi importanti sono inoltre previsti per il vincitore del voto pubblico e per la miglior opera presentata da un giovane sotto i 25 anni. Il concorso è aperto a tutti i cittadini e residenti dei 48 Paesi europei e il voto è aperto a tutti. Il messaggio è: come lo stesso sito www.create4theun.eu (dove sono disponibili ulteriori informazioni sulla competizione) ammette, la violenza contro le donne non è (purtroppo) evitabile, ma è certo possibile (e doveroso) ridurla e cercare di fermarla.  Purtroppo le statistiche in questo senso non sono incoraggianti: i dati europei denunciano che 1 donna su 5 è stata vittima di violenza psicologica (da considerarsi non meno grave di quella fisica) e 1 su 10 di violenza fisica. Il paese con primato più triste è forse però il Congo: si stima infatti che nel paese africano circa 1152mila donne siano vittima ogni giorno di violenza, per una media di circa 48 l'ora. Non è forse il momento di mettere fine a questo scempio? Chi ha il coraggio di rimanere in silenzio? Lanciate il vostro singolarissimo slogan!

 

 
IL PLANKING: UN’ALTRA FOLLE TENDENZA PER “ESSERCI”

di Maria Chiara Carbone

planking.jpgNessuno contesta la validità dei social network come mezzi di comunicazione, per tenersi aggiornati, recuperare vecchie amicizie, ma anche solo per continuare ad essere al corrente della vita delle persone con le quali non comunichiamo più. Non si può parlare in questo caso di "buco della serratura", non si tratta di spiare la persona in questione. La realtà dei social network è quella di una vetrina personale dove invitiamo gli altri a guardarci, un banco d'esposizione dove mettere in mostra solo il meglio di sé, o perlomeno solo quello che cerchiamo di far arrivare, incapaci di comunicarlo apertamente.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 19 - 27 di 225