Da due
giorni in radio, alla tv, su Internet, non si parla d´altro: Ingrid Betancourt
è stata liberata. Dopo sei anni di prigionia nelle mani dei guerriglieri delle
Farc (Forza Armate Rivoluzionari della Colombia), l´ex candidata alla
presidenza della Colombia è stata prelevata dalle mani dei suoi rapitori,
insieme ad altri 14 ostaggi, e riconsegnata tra le braccia della sua famiglia,
della madre, del marito e dei due figli, Melanine e Lorenzo. Il mondo intero si
è fermato e, commosso, si è mobilitato per seguire ogni istante: gli abbracci,
le prime dichiarazioni, i racconti più dolorosi. Ma ciò che colpisce di più è
il volto sereno della Batancourt: una donna per niente schiva, disposta a
parlare con tutti, a condividere un´esperienza atroce che, dice, è stata
comunque importantissima: "Credo di essere tornata molto leggera, in un
sequestro si lasciano dietro molte piume, come l´orgoglio, la superbia, la
testardaggine". Incatenata per 3 anni, 24 ore su 24, malata, costretta a scambiare
sigarette con medicinali, maltrattata, picchiata, forse anche violentata (ma di
questo non vuole parlare perché, dichiara, "non appena sono salita
sull´elicottero e sono uscita dalla giungla, mi sono detta che questi dettagli
sordidi non avrebbero dovuto essere portati a conoscenza del pubblico").
Ringrazia Dio, la stampa e la sua famiglia, per non averla mai abbandonata, e
si stupisce dell´attenzione che il mondo interno le ha rivolto in passato e nel
momento della liberazione. E per fortuna, diciamo noi. Le figure di spicco
della politica internazionale hanno manifestato la loro felicità per la liberazione e hanno sottolineato come questa
possa aver inflitto un colpo durissimo all´organizzazione delle Farc. Tutti: il
presidente Luis Ignacio Lula Da Silva, La presidente argentina, Cristian Fernandez
de Kirchner, il governo ecuadoriano, il presidente boliviano, Evo Morales, la
presidente cilena, Michelle Bachelet, i capi delle Nazioni europee e il Papa,
dal quale Ingrid sarà ricevuta in udienza. Tutti, tranne il presidente Chavez,
che non ha fatto così che aumentare le polemiche riguardo un suo presunto
collegamento con i guerriglieri. Durante l´uccisione, avvenuta nei mesi scorsi,
di Alvaro Reyes, esponente di spicco dell´organizzazione, era stato infatti
rinvenuto un computer contenete dati che sembrano confermare le ipotesi di
finanziamenti alle Farc da parte del presidente Chavez. E le polemiche si sono
scatenate anche intorno alle modalità della liberazione: inizialmente acclamata
come un´operazione perfetta, su cui la
Cia lavorava da 1 anno e mezzo, portata a termine grazie ad
un "travestimento" dei militari sotto le mentite spoglie di una Ong
che avrebbe dovuto trasportare i prigionieri in un luogo più sicuro, una fonte
di fiducia ha dichiarato ad una radio svizzera che sarebbero stati pagati, per
la liberazione, 20 milioni di dollari, attraverso una mediatrice, la moglie del
capo dei carcerieri della Betancourt, Geraldo Aguilar, meglio conosciuto come Cèsar.
Quest´ultimo, insieme ad "Enrique" (un suo compagno di cui non sono state
ancora rese note le generalità) sono infatti saliti sull´elicottero, apparentemente
per controllare la regolarità del trasferimento, insieme ai prigionieri e ai
presunti uomini dell´Ong, sotto cui si nascondevano gli uomini dell´esercito di
Uribe. Una volta in volo, questi ultimi, secondo il racconto della Betancourt,
hanno gridato: "siamo `esercito nazionale´. Siete liberi!" scatenando
la commozione dei prigionieri increduli. Cèsar e Enrique al quel punto sono
stati arrestati, anche se la pista della corruzione fa sospettare che questo
sia servito soprattutto a sottrarli alla vendetta dei compagni. Come sia stata
effettivamente gestita la vicenda e chi ne trarrà vantaggio è ancora tutto da
verificare. E non è detto che la verità venga mai a galla. Ma la gioia ora è
troppa, negli abbracci di Ingrid con la sua famiglia. Senza mai dimenticare,
però, i 1200 ostaggi ancora nelle mani delle Farc.
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Era già stata annunciata,
ma sembrava l’ennesima tendenza rivoluzionaria destinata a rimanere
soltanto un umile prototipo. E invece no! Sembra infatti che tra non molto
tempo, in un orizzonte non molto lontano, non
capiterà più di rimanere con il cellulare scarico. Notizia vitale
per chi del cellulare fa un uso professionale e che, a causa dell’incubo
batteria scarica, rischia a volte di mettere a repentaglio appuntamenti e
meeting aziendali. Ma forse la novità colpirà anche chi, pur non avendone
bisogno in ambito lavorativo, non riesce proprio a staccarsi dal proprio
telefonino: rincuoratevi, piuttosto che staccarvene ora potrete attaccarvelo
direttamente addosso. E ricaricare così la sua batteria semplicemente con il
movimento del vostro corpo. L’invenzione sarà presentata e testata per la
prima volta al Festival di Glastonbury,
che avrà inizio venerdì nel Somerset, nel sud-ovest della Gran Bretagna. Ma non
ci si ferma al test: Orange UK,
nota compagnia di telefonia mobile inglese, ha annunciato che presto produrrà
l’innovativo caricabatteria, in collaborazione con GotWind, società
specializzata nell’energia rinnovabile. Ma come funziona lo strano
marchingegno? Senza tediarvi con spiegazioni ingenieristico-fisiche, vi basterà
sapere che il caricabatterie produce
energia attraverso una serie di pesi e calamite che producono corrente
elettrica. L’apparecchio sarà
letteralmente “indossato”, attaccandolo al braccio. Ma
niente paura: nonostante il complesso marchingegno, il suo peso totale sarà
all’incirca come quello di un telefono, mentre la sua grandezza più o
meno come quella di un mazzo di carte. Insomma non proprio invisibile, ma
nemmeno ingombrante. E se poi osserviamo il tutto da un punto di vista
ecologico e di salvaguardia dell’ambiente, l’idea è ancora più
invogliante. Bisognerà solo trovare il coraggio, una volta scarica la batteria,
di attaccare il telefono ed iniziare a ballare… magari sull’autobus
o in mezzo alla strada!
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Lisa ed Ema: arrivano le donne perfette? |
Vi ricordate il film con
Nicole Kidman, “La donna perfetta”? Bene, chi sul quel film ha
sognato e fantasticato immaginando come sarebbe stato potersi costruire una
compagna ad hoc può oggi iniziare a gioire: la tecnologia, con falcate da
gigante, sembra molto vicina alla costruzione di robot capaci di svolgere la
funzione “compagna di vita”. Pochi giorni fa, infatti, è cominciata
a circolare una curiosa notizia: sembra che la AI Robotic, una società
francese, abbia messo a punto un robot con
sembianze femminili, ribattezzato Lisa, in grado di cucinare, fare
la spesa e soprattutto coccolare il proprio padrone che torna a casa stanco dal
lavoro. Le immagini (rintracciabili facilmente su You Tube o sul sito www.perfect-woman.com) mostrano “una
robot” anche affascinante,
da personalizzare a piacimento e ordinabile on line. Il video però ha suscitato
allo stesso tempo scalpore ed scetticismo: l’ironia che trapela dalle
parole e dai volti dei due presunti giovani costruttori francesi ha fatto
supporre che si trattasse di uno scherzo, una burla ai danni dei giovani
single. Sogni infranti, dunque? Sembra proprio di no, visto che i giapponesi
hanno pensato bene di non farsi battere sul tempo e di rimanere
all’avanguardia. Il Sol Levante, a differenza degli amici
d’oltralpe, non scherza e ha fatto sapere che la società Sega Toys sta già producendo Ema (acronimo per
Eternal Maiden Actualization), robottina
formosa, minuta e simpatica, alta poco meno di 40 cm, che balla,
canta e distribuisce biglietti da visita. E non è tutto: sembra anche che Ema
sia in grado di baciare a comando.
Particolari sensori, infatti, le permettono di avvicinarsi al volto delle
persone ed entrare in “modalità amore”. Single di tutto il mondo,
preparativi! Ema sarà in vendita già da settembre a 175 dollari (circa 114
euro) e l’azienda spera di venderne 10.000 esemplari nel primo anno. È
forse la fine del tormentone “cerco la donna perfetta”? Chissà.
Intanto però possiamo fantasticare… tu come la vorresti?
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La nuova frontiera dell'amore? La vecchia (ma trendy) agenzia matrimoniale |
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“AAA cercasi compagno/a”: vecchia formula che sembrava
ormai in disuso, come gli incontri al buio o le agenzie matrimoniali. Sembrava
che le tante delusioni derivanti da questi metodi “d’accoppiamento” avessero
ormai messo al bando la tecnica del “ti dico chi sono, tu trovami un partner”.
E invece no. La tendenza della vecchia e cara agenzia matrimoniale torna alla
ribalta, con una nuova immagine ma con la stessa antica missione: trovare il
compagno ideale al cuore solitario. E a chi ancora crede che, rivolgendosi agli
annunci o alle agenzie matrimoniali, si possono rimediare solo soggetti un po’
sfigati e ben poco attraenti, proponiamo di informarsi meglio: oggi
l’incontro al buio è la nuova frontiera del trendy, e di conseguenza i
protagonisti si trasformano. Innanzitutto l’iscrizione ad una buona agenzia
costa, e questo cinicamente ci deve far riflettere sul reddito del futuro
possibile partner. Non è proprio da tutti iscriversi, quindi. E poi la
clientela, assicurano i titolari delle agenzie, è ulteriormente selezionata in
base alla cultura, agli hobbies, agli interessi. Si scava nella vita e nella
mente di ognuno per poi trovare (non tramite un computer, ma per mezzo dell’intuito)
l’anima gemella. Che oggi, più di ieri, sembra difficile da rintracciare, se
vogliamo anche per mancanza di tempo, di comunicazione e di rapporti
interpersonali. E allora qualcuno la cerca (e forse la trova) per noi,
regalandoci finalmente il tanto atteso amore. Scemo chi ancora cerca di trovare
la metà della mela con cene, feste, o tramite amicizie comuni: vecchi, obsoleti
sistemi, magari efficaci, ma sicuramente poco cool.
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Il fidanzato ti lascia? Disfatene on line! |
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È la nuova tendenza dei cuori infranti. Per consolarsi
(o vendicarsi?) il web sembra essere oggi il modo più pratico e veloce. Chi non
ha mai provato una fitta al cuore infranto quando, al termine di una storia,
trova per casa oggetti, magari anche di valore, regalati dall’ex e quindi legati
ad amari ricordi? Bene, oggi per disfarsene non serve più infilare tutto in uno
scatolone da recapitare al domicilio del passato amore o al cassonetto più
vicino. Basta accedere al sito www.exboyfriendjewelry.com che, dopo il successo
in America, sta ora spopolando anche in Gran Bretagna. Partendo da un principio
“stile e-Bay” la sua creatrice, Megahn
Perry, attrice e scrittrice di Los Angeles, ha pensato bene di creare
un luogo virtuale dove i cuori infranti
potessero sbarazzarsi dei regali dell’ex, traendone magari anche un
profitto economico. È il caso
soprattutto di chi vede ancora per casa ricordi importanti (e di valore) come
anelli di fidanzamento o abiti da sposa: vendendoli non ha solo occasione di
cacciare via dolorosi ricordi, ma anche di sfogarsi con parole amare spiegando
il perché delle intenzioni di vendere. Gli
insulti agli ex quindi non mancano, regalando all’abbandonata di
turno soddisfazione materiale e sfogo psicologico. Ma per chi volesse invece
liberarsi di regali ingombranti, ma meno impegnativi? Per tutte coloro che non
hanno ricevuto mai un anello ma residui materiali di storie andate di cui
disfarsi, sul sito c’è un’apposita sezione intitolata (non a caso!) “Regali che avrebbero fatto meglio ad essere
gioielli”. Qui si può trovare di tutto, dalle borse alle scarpe di
marca. E benché l’idea sia nata da una donna e sembri diretta all’emisfero
femminile, in realtà il sito è aperto anche
agli uomini: “Volevamo un posto - ha spiegato la Perry - dove donne e
uomini di tutte le età potessero disfarsi dei ricordi più tangibili. E' veloce,
facile e costa poco”. E allora forza, disfiamoci tutti dei brutti ricordi e
riempiamoci le tasche! Vendetta remunerativa che colma la tristezza del cuore
con la gioia delle tasche piene.
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