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L'intervista

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Marco Mengoni

Blog
“Al-Fann”: l'arte islamica in mostra a Milano
Fino al 30 gennaio, a Palazzo reale, la ricca collezione "al-Sabah"

di Giada Frana

islam.jpgUna mostra che sfata alcuni pregiudizi sull'Islam, gettando le basi per creare un ponte tra Occidente ed Oriente, invitando alla comprensione tra le due differenti culture: si tratta di "Al-Fann", l'esposizione sull'arte della civiltà islamica visitabile a Milano, a Palazzo Reale, fino al 30 gennaio.

Oltre 350 oggetti, raccolti con infinita pazienza e passione dallo sceicco Nasser Sabah al-Ahmad al-Sabah e dalla moglie Hussah Sabah al-Salim al-Sabah, che costituiscono una delle più prestigiose e complete raccolte di arte musulmana.

"Solo quando un'opera è condivisa ed apprezzata diviene arte. Perciò la mostra al-Fann è arte": sono le parole della sceicca che accolgono i visitatori, oltre alle monete scelte accuratamente, disposte in un'ampia sala, per aiutare la memorizzazione di un'essenziale cronologia. La mostra  spazia infatti dall'iniziale espansione dell'Islam del periodo Omayyade, a quello degli Abassidi, dei turchi Selgiuchidi, dei Safavidi, degli Ottomani e dei Moghul in India.

 
 
Lady Gaga regina degli Mtv Europe Music Awards

 

E Marco Mengoni è il primo italiano a vincere il Best European Act

mengoni.jpgSi è tenuta ieri sera, alla Caja Magica di Madrid, in Spagna, la serata degli Mtv Europe Music Awards 2010, manifestazione che quest'anno ha spento le sue diciassettesime candeline. Madrina della serata, la casalinga disperata Eva Longoria, mentre la diretta web è stata presentata dal giovanissimo Justin Bieber, che proprio ad Internet deve il suo grande successo tra le teenagers, successo che gli ha permesso di aggiudicarsi due premi, Best Male e Best Push Act. Ma la vera pluripremiata regina della serata è stata lei, l'incontrastabile icona Lady Gaga, che delle 5 nomination a suo nome, ne ha intascate ben 3: Best Pop, Best Female e Best Song (quest'ultima per il singolo "Bad Romance"). La fama che le ha regalato tanti onori le permette anche di non essere presente alla premiazione, ma di ringraziare (frettolosamente, e con un improponibile parruccone in testa) attraverso un messaggio video via satellite dallo stadio di Budapest, dove doveva esibirsi per un concerto con 20mila fan. Proprio come le vere star. E, proprio come un'icona che si rispetti, fa incetta di premi, lasciando a bocca asciutta tutte le sue colleghe. Prima fra le altre, la (dicono) acerrima rivale Katy Perry, che si è dovuta accontentare del Best Video che molte malelingue sostengono, tra l'altro, immeritato. Dal look (orribile) mostrato sul palco e dalle stonature durante la sua performance, verrebbe da crederci… Ma la soddisfazione italica della serata ce l'ha riservata Marco Mengoni, il primo italiano nella storia della manifestazione a ricevere il Best European Act come artista più votato tra quelli di tutti i Paesi d'Europa. Tra gli altri premiati si è visto sfilare i Linkin Park (Best Live Act), i Thirty Seconds To Mars (Best Rock), i Tokio Hotel (Best World Stage Performance), Eminem (Best Hip Hop), i Paramore (Best Alternative) e Ke$ha (Best New Act), che si è presentata in apertura visibilmente alterata (camomilla, o…?) con un discorso in cui borbottava dell’importanza di alzare il dito (medio?) contro il cinismo. Va beh. Riconoscimento anche per i Bon Jovi che, per il loro contributo alla musica, si sono visti assegnare il Global Icon Award, e per Shakira, che ha ritirato l'MTV Free Your Mind Award per il suo impegno umanitario e che ha aperto la serata suonando (e ballando) “Loca” e la magica “Waka waka”, mandando in visibilio le migliaia di persone che affollavano il Caja Magica. In contemporanea alla diretta dei premi, tre mega show tenutisi presso la Puerta de Alcalà, dove si sono esibiti, davanti a circa 100 mila fan, Katy Perry (appunto), Linkin Park e i Thirty Seconds To Mars.

 

 
Demòni a teatro: 12 ore per vivere il romanzo

di Michele Bincoletto

demoni.jpgIl 30 e il 31 ottobre è andato in scena al Teatro Astra di Torino, grazie al sostegno della Fondazione Teatro Piemonte Europa, diretta da Beppe Navello, l’ultima impresa spettacolare di Peter Stein, I demòni di Fëdor Dostoevskij.

Lo spettacolo avrebbe dovuto debuttare nella primavera del 2009, sotto l’egida del Teatro Stabile di Torino, che però ha dovuto fare marcia indietro all’ultimo, visti gli elevati costi di produzione. Il regista e la moglie, Maddalena Crippa, attrice di forte presenza scenica, impegnata nel ruolo, difficile ma perfettamente interpretato, della generalessa Varvara Petrovna, non si sono però tirati indietro e sono riusciti ad andare in scena, in forma di workshop, nel maggio 2009, nella loro tenuta umbra, a San Pancrazio, con grande successo. Da lì è partita la tournée che, prima di approdare per le sue ultime date a Torino in questi giorni, proprio nel luogo per il quale lo spettacolo era stato pensato e creato, ha toccato diverse mete internazionali tra cui Vienna, Amsterdam, Atene, Parigi e persino New York, incantando le platee internazionali; a febbraio 2010 è stato anche insignito del Premio Ubu come “spettacolo dell’anno”.

 
A un anno dalla morte: Alda Merini per Papa Wojtyla

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di Fabrizio Assandri

"È vento / il tuo che portò tanti giorni / e tante notti”. Uno degli ultimi volumi che la poetessa Alda Merini ha composto – e di cui andava particolarmente fiera – s’intitola “Santo Padre divina poesia”. Si tratta di una raccolta di poesie dedicate a Giovanni Paolo II, inserite in un libro che è in sé un’opera d’arte (a tiratura limitata) con le illustrazioni di Elvio Marchionni. La stessa poetessa così spiegava il suo legame col Papa polacco: “Feci una recensione al suo libro ‘La bottega dell’orefice’ e lui teneva il mio ‘Magnificat’ sul comodino. Era un poeta, come me”. Il libro è edito da Incisione Arte di Giuliano Grittini (www.incisionearte.it), fotografo e amico della poetessa, che così la ricorda: “Mi innamorai dei suoi occhi verdi la prima volta che la incontrai più di vent’anni fa e da allora non l’ho più lasciata. Era capace di chiamarmi trenta volte al giorno, perché arrabbiata con me o perché voleva dettarmi una poesia. La registravo sempre per non perdere neanche una sillaba di quello che diceva, ma ogni tanto mi faceva spegnere la telecamera e recitava le sue poesie solo per me. Era magica, c’era un soffio divino in lei e la sua poesia era un dono di Dio, capace di scuotere dentro, nella pancia”. La poesia era per Alda uno stile di vita: “Viveva fuori dagli schemi, come un vero poeta bohémien, e fu capita da pochi. L’ultimo giorno arrivò in ospedale un frate da lei chiamato “come se avesse previsto il momento esatto della propria morte. Il frate le diede un’immagine di Padre Pio e pregammo tutti insieme. Alda mi disse: ‘Giuliano, la Merini muore’, e mi dettò l’ultima poesia, che non ho ancora avuto il coraggio di rileggere”.

 


 
Mondo del Reggae a lutto per Gregory Issac

di Valerio D’Angelo

 

isaacbychicourbanus.jpgPer gli amanti del reggae la morte di Gregory Isaac ha avuto lo stesso effetto, spiazzante e travolgente, che la scomparsa di Kurt Cobain ha avuto per gli amante del grunge. Uno degli ultimi "grandi leoni", come vengono chiamati in gergo i veterani della musica reggae, si è spento martedì notte nella sua casa di Londra, dove ormai viveva da molti anni, all'età di 59 anni. Combattivo e tenace, era da tempo malato di cancro ai polmoni, ma l'amore per la musica lo aveva spinto a salire sul palco fino all'anno passato. Il "Cool Ruler" (così era stato soprannominato Isaac per via della sua calda voce da baritono) era uno che il reggae lo "respirava". Cresciuto nella povera Giamaica degli anni '60, schiacciata dalla miseria che gli inglesi avevano lasciato concedendo l'indipendenza all'isola nel 1962, a soli 17 anni già si cimentava come autore e produttore con la African Museum, etichetta da lui creata. My Only Lover,  Sinner Man e Mr. Cop risalgono a quel periodo, ma anche le tenere Love is Overdue e Loving Pauper, contenute in Mr. Isaac, del 1977, che molti giudicano il suo album migliore. Pezzi che gli valsero il rispetto di leggende del reggae come Bob Marley e Peter Tosh, e gli diedero l'affetto di un seguito che lo accompagnò fino all'ultimo. Il successo presso il grande pubblico è però tardivo: nel 1982 incide Night Nurse, probabilmente la sua hit più famosa (nel 1997 i Simple Red ne faranno una cover), che lo consacrò come uno degli artisti reggae più brillanti di sempre. Isaac era stato arrestato ben 27 volte, soprattutto per reati legati al possesso di droga (negli ultimi anni di vita la cocaina era diventata un problema serio), e aveva scontato sei mesi in carcere per possesso di arma da fuco. Il suo carattere irruento e, dice chi lo ha conosciuto, scostante, forse stonava con l'intensità e la delicatezza della sua musica. Questa, almeno, resterà immortale.

Foto: Chico urbanus (Flickr)

 

 
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