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La Menade, un ritorno furente |
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avevano lasciato così, quando, nel 2007, questioni personali le
portarono a sciogliersi. E furono immensi i vuoti da colmare dei
migliaia di fan che le quattro ragazze conquistarono nei lunghi anni
di attività live in giro per l'Italia, impegnate in importanti tour
promozionali, apparizioni televisive e radiofoniche, videoclip e
registrazioni frenetiche. E poi gli album, due Ep di cui uno,
“Conflitti e Sogni”, prodotto dal Red House Recordings di
Senigallia nel 2005, e un full lenght, “Male di Luna” (Ellepi
produzioni), contenente 15 tracce, ultimo lavoro della band prima
dello scioglimento. Canzoni di un rock intenso, venato da sfumature
elettroniche e dalla totale, magistrale bravura esecutiva di uno dei
gruppi femminili più apprezzati d' Italia.
Poi,
a distanza di tre anni, il ritorno con un concerto a sorpresa a Roma,
datato luglio 2010. Ma
qualcosa è cambiato. Vediamolo più da vicino. What's
Up le aveva già intervistate nel febbraio 2005 nella Talent's Area
dei gruppi emergenti. Ed
ora è pregna di rinnovato entusiasmo (e un tantino di occhi lucidi)
l'accoglienza dedicata a Tatiana, voce, autrice dei testi, nonché
formidabile chitarrista de La Menade.
di
Olga Maletta
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Starbucks, forse, sbarca in Italia |
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La forza del
nostro caffè espresso spaventa la catena americana
di Irene D'Intino
Nel web, la
notizia circola, tra conferme e smentite, già da qualche mese. Per
ora una certezza definitiva ancora non si ha: le bevande nel
bicchierone di cartone, tanto note all'estero, stanno veramente per
arrivare in Italia? Diversi blog (ma anche il Secolo
XIX), affermano di sì, e anche con tempi
piuttosto brevi: la catena si starebbe
preparando ad un'apertura a Milano per la fine dell'anno e una a Roma
entro il 2011. Alla notizia, il web si è
mobilitato, aprendo gruppi di sostegno all'iniziativa perché in
realtà la catena americana sembra si sia
posta seriamente il problema se valga o meno la pena aprire le
proprie filiali nel Belpaese. E non è un
caso, forse, se il marchio è noto già in molti paesi d'Europa, ma
non nel nostro. Chi si occupa di marketing (e non solo - in fondo
non ci vuole molto a capirlo) ha infatti sollevato una questione
basilare per le leggi di mercato: vale la pena aprire una caffetteria
nel Paese in cui il caffè espresso è quasi una religione? È vero
che le bibite Starbucks si allontanano, e di gran lunga, dal nostro
caffè ristretto, offrendo un prodotto che effettivamente ancora non
abbiamo, ma forse siamo talmente abituati, affezionati e dipendenti
dal caffè così come lo conosciamo, che difficilmente riusciremmo a
rinunciarci, per lasciare spazio ai famosi "Frappuccini". E la
Starbucks non può certo rischiare di investire notevoli fondi (e la
propria immagine), senza essere certa di un ritorno in termini
economici e di notorietà. L'unico aspetto su cui forse può sperare
di puntare è l'immagine di tendenza: l'idea dei fashion
victims di girare per la strada con il
bicchierone più famoso del mondo in mano forse, come molte mode,
potrebbe riuscire a sconfiggere anche la resistenza degli amanti
dell'espresso. Forse... nell'incertezza, restiamo a vedere chi la
spunterà.
Foto di Pierofix (Flickr)
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di G.C.
Durerà fino al 20 ottobre prossimo la campagna di Cesar onlus,
l’associazione di Mons. Cesare Mazzolari, con lo scopo di realizzare il primo
centro di formazione per insegnanti in Sud Sudan.
Cosa succede in quei Paesi che sono lacerati da conflitti armati per
molti anni, perfino decenni? Le donne si ritrovano sole molto, troppo a lungo.
Questa è anche la storia recente del Sud Sudan, dove è impegnata da anni
l’Associazione Cesar onlus, fondata da Mons.
Cesare Mazzolari che quasi da trent’anni vive proprio li accanto ai più
bisognosi. Le donne di questa regione dell’Africa hanno manifestato, più volte,
negli ultimi anni per chiedere rispetto e aiuto vero; tra le loro principali
preoccupazione c’è l’istruzione dei figli. Desiderano un’istruzione vera che
vada oltre l’assistenzialismo e permetta alle nuove generazioni di acquisire
gli strumenti per costruirsi un futuro diverso dal presente di guerra dei
propri genitori.“L’educazione è la chiave dello sviluppo”, si leggeva
chiaramente in uno striscione comparso lungo uno dei loro cortei l’8 marzo
2009, e Mons. Mazzolari ha deciso di farsi carico anche di questo bisogno ed ha
chiamato proprio “La chiave dello sviluppo” la nuova campagna condotta dalla sua
associazione: una raccolta fondi per realizzare il primo centro di formazione
per insegnanti in Sud Sudan. Sarà possibile dare il proprio contributo
all’iniziativa, che vede come madrina d’eccezione Claudia Gerini ed è sostenuta,
tra gli altri, anche dalla Nazionale Italiana Scrittori, fino al 20 ottobre
prossimo inviando un SMS SOLIDALE al
45598 (1 euro da cellulari, 2 euro
da rete fissa Telecom Italia). Il Centro
nascerà a Cuiebet, nello Stato dei Laghi e i primi corsi, che formeranno 30
maestri e maestre, sono previsti per giugno 2011. Il Sud Sudan, intanto,
prosegue il suo lento avvicinamento verso il 2012, anno in cui dovrebbe
finalmente tenersi il referendum che potrebbe deciderne l’indipendenza dal Nord
e interrompere così una lunga e sanguinosa guerra civile. Al riguardo, Mons.Cesare
Mazzolari, momentaneamente in Italia per lanciare la nuova campagna, ha dichiarato:
“In Sud Sudan siamo ad una svolta decisiva
– ed ha aggiunto - è il momento di
costruire le fondamenta, o la casa che costruiamo rischia di crollare addosso
ai suoi abitanti”. Per seguire lo sviluppo del progetto: www.progettoscuola.cesarsudan.org
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Milano Fashion Week S/S 2011: sfila la donna di Premoli |
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di Gabriella Poggioli
Una donna determinata e sicura di sé, ma al contempo romantica
e seducente: è questo l'ideale femminile di Premoli (www.premolifashion.com ),
il brand italiano disegnato da Giovanni Premoli e Dario Di Bella che il 23
settembre scorso ha presentato la nuova collezione primavera-estate 2011 negli
spazi dell'Alcatraz di Milano, trasformati per l'occasione in un lussureggiante
giardino mediterraneo.
Tra gelsi, limoni e suggestioni marine ha sfilato un
guardaroba capace di coniugare la migliore tradizione sartoriale italiana con
uno stile giovane e contemporaneo. A cominciare dagli abiti: lunghi per la
sera, nelle sfumature dell'azzurro oppure bianchi in georgette, dai tagli
profondi con intrecci sulla schiena, scollature a "v", applicazioni in voile
tono su tono e otman di cotone con pietre nere. Le lunghezze si accorciano di
giorno, con abiti stampati a bolle adagiate su seta, ispirati ai colori della terra
e intarsiati da ricami Swarovski, oppure a mantella con cintura in vita, con
stampe a cerchi asimmetrici dai colori accesi, bordati da pizzi e merletti...
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Concorso Pedrotti 2010, nessun vincitore tra i giovani direttori d’orchestra |
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di Maria Chiara Carbone
Nessun vincitore per
l’edizione 2010 del Concorso Internazionale per Direttori
d'Orchestra “Antonio Pedrotti”, che si è svolta dal
27 settembre al 2 ottobre a Trento. La competizione tra giovani
talenti si è conclusa con un ex aequo al secondo posto tra
l'olandese trentaduenne Pieter de Boer, e l’americana
Annunziata Tomaro, di trentasei anni, e un ex aequo anche al
terzo posto tra l'israeliana Deborah Waldman e il giapponese
Hideaka Matsumura. La giuria ha inoltre conferito un premio
speciale al giapponese Hikaru Hebihara, facendo in modo che
nessun finalista tornasse a casa a mani vuote. Il concorso, che
prevedeva due fasi eliminatorie, la semifinale e la serata finale, ha
visto la partecipazione di moltissimi giovani provenienti da tutto il
mondo: non è stata coinvolta solo l’Europa, ma anche artisti
statunitensi, più una folta delegazione dal lontano Oriente,
Giappone e Corea in primis. Centotrenta candidati che sono stati
selezionati fino alla serata finale, con il grande concerto pubblico
all’Auditorium Santa Chiara. Ad accompagnare gli artisti, durante
il concerto del 2 ottobre, nell’esecuzione della Sinfonia n. 5 di
Beethoven, di “Prélude à l’aprés-midi d’un faune” di
Debussy e della sinfonia n. 2 di Brahms, quest’anno solo
l’Orchestra Haydn e non più diverse formazioni come nelle edizioni
passate. Alla guida della giuria internazionale, che comprendeva
anche gli italiani Ivan Fedele ed Enrico Girardi, il sovrintendente
dell’Opera di Francoforte, Bernd Loebe. Per la prima volta
all’interno della manifestazione è stata inserito il repertorio
lirico, parte importantissima del lavoro di direttore d’orchestra.
Un concorso importante e
di grande richiamo, che durante le edizioni passate è stata fucina
di tanti nomi che si sono imposti sulla scena internazionale, grazie
appunto alla visibilità della competizione, che offre l’opportunità
di entrare in contatto con importanti istituzioni musicali ed
orchestre.
Foto by Flickr
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