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di Massimo Canorro
Dalla Gioconda di Leonardo da Vinci custodita nel
museo parigino del Louvre alla testata di Zidane a Materazzi nella finalissima
berlinese di Germania 2006, gli incroci tra Italia e Francia si sono avvicendati
senza soluzione di continuità. A mettere tutti d'accordo ecco allora una
giovane cantautrice nata in Toscana da padre italiano e madre transalpina. Il
suo nome è Claire che, dopo due anni di lavoro, ha dato alle stampe il cd
d'esordio "Les jeux sont faits", un progetto dalle sonorità pop e vintage su
etichetta Mamas
rec/Edel. Prodotto da Beppe Tinti - che si è avvalso degli arrangiatori
e musicisti Raffaele Chiatto, Matteo Gaggioli e Roberto Calonaci - il nuovo
album contiene tredici tracce (nove sono inedite) fra cui due cover francesi,
"Petit Bikini" e "C'est la ouate", una versione italo-francese della
celeberrima "Volare" ("Dans du bleu du ciel bleu") più un mash-up dal titolo
"Histoire D'amour", cantata insieme a Leandro Barsotti.
Ciao Claire, benvenuta su
What's Up! Se pronuncio il nome Eros Ramazzotti che cosa ti viene
in mente?
Innanzitutto ciao a voi! Beh,
sentendo questo nome mi viene in mente il mio ingresso nel mondo della musica
con il singolo del 2007 "Tu veux ou tu veux pas", cover di un brano reso
famoso negli anni Settanta da Brigitte Bardot. Riarrangiato per l'occasione da
Maurizio Bassi, questo singolo è stato prodotto proprio da Eros!
Hai una mamma francese e un papà italiano. Quanto sono
importanti, a livello umano e artistico, queste due "contaminazioni" genetiche?
Direi che la mia doppia
nazionalità è stata una fortuna poiché, attraverso due culture, spesso vengono
fuori idee molto originali. Allo stesso tempo nel mio corpo avverto la presenza
di due anime e due pensieri... Insomma, un
gran bel Big Bang genetico!
Presentaci il tuo album d'esordio, "Les jeux sont
faits". Quali sono le sonorità alla base del progetto?
Si tratta di un album pop retrò nel
quale canto un po' in francese e un po' in italiano. Non a caso il singolo
di punta è bilingue: "Les jeux sont faits" e "Non gioco più". Considerato
che sono italo-francese ho pensato di conciliare, appunto, le due anime.
Nel disco proponi al pubblico alcune cover. Potresti
motivare la scelta dei brani?
Dunque, "Petit Bikini" è una
canzone divenuta famosa in Francia negli anni Sessanta. La trovo allegra e
simpatica, mi ricorda l'infanzia e le estati in Costa Azzurra. "Volare" è una
versione un po' sfrontata e sognante perché cantata nella mia doppia
lingua, mentre "C'est la ouate" è un brano cult degli anni Ottanta che ho
riletto in chiave rock. La definirei una traccia tanto folle quanto originale.
Claire, parliamo delle tue influenze musicali. Quali
sono gli artisti, italiani e non, che ti hanno maggiormente ispirata?
La lista è lunga! Abbiamo
tempo? Mi vengono i mente Mina, Patty Pravo e Caterina Caselli, ma anche Édith Piaf, Charles
Aznavour, Serge Gainsbourg, Brigitte Bardot, Sade e Grace Jones. Possono
bastare?
Ok. Hai in programma un tour per presentare il disco?
Ti piace la dimensione "live"?
Certo, in estate ci sarà un tour promozionale per presentare "Les Jeux sont
faits". Non vedo l'ora! In ogni caso tutti gli appuntamenti live saranno
comunicati sul mio sito ufficiale - www.clairebec.com - così da tenere il pubblico sempre
aggiornato.
Facciamo un passo indietro. Hai iniziato a lavorare
giovanissima nello spettacolo. Che consigli potresti dare a chi si approccia a
questo mondo?
Non è facile dare consigli ma
suggerirei di concentrarsi su un tipo di performance artistica e insistere su
quella. La mia vita è cambiata proprio quando mi sono inventata un mini
show, nato dall'esperienza che ho maturato nel musical e nel teatro.
Bene Claire, grazie per la chiacchierata. Un messaggio
finale per i lettori di What's Up?
Fate i bravi, mi raccomando,
ma soprattutto ho un suggerimento in musica: "Que sera, sera, whatever will be, will be, the future's not ours to
see, que sera, sera!".
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