|
“Vogliamo sublimare la condizione sognante di chi è rimasto imbrigliato
dalla post-adolescenza”
di Davide Del Duca
Iotatòla è un progetto nato dall'incontro tra due "femmes du jazz" palermitane: Serena
Ganci cresciuta nei club di Parigi e Simona Norato, anima rock che ha già
suonato in diverse band indie. Il loro album d'esordio "Divento Viola" sembra
il viaggio di una donna - bambola nel mondo delle abitudini religiose, degli
oggetti sessuali, di visioni surreali e atmosfere velatamente cupe attraversate
da un'ironia caustica sostenuta da tappeti musicali che danno risalto alle
splendide voci delle due artiste. Non ci resta che conoscerle!
Benvenute ragazze! Vincitrici del "Musicultura 2010" il festival più
importante per la musica d'autore, il vostro album d'esordio "Divento Viola" è
uno dei più interessanti del 2011 pubblicati finora in Italia. Cosa c'è dietro?
Innanzitutto
grazie per le lusinghe... "onoratissime siamo"! Dietro Iotatòla c'è un incontro
fortunato sancito da "Musicultura". Serena si era presentata come solista prima
di conoscermi e, solo in occasione della prima selezione, mi chiese di
accompagnarla in veste di musicista affiancata. Da quel momento nacque la band. In
un anno abbiamo scritto un disco e lo abbiamo pubblicato, abbiamo persino vinto
dei soldi veri. Una grande verità è che ci divertiamo moltissimo, entrambe
vogliamo sublimare la condizione sognante di chi è rimasto imbrigliato dalla
post-adolescenza.
Il vostro album d'esordio si intitola "Divento Viola"...
dalla rabbia? Verso cosa?
Divento
viola è un esorcismo da streghe per tutti quegli episodi d'amore-odio che
ci hanno lasciato grandi lividi viola. Mi riferisco agli scivoloni
più clamorosi che hanno solcato le nostre vite o le vite dei coetanei:
le promesse sentimentali che durano giusto il tempo della frase in
cui sono contenute, l'autoerotismo che non basta mai, il basso grado di
conforto che proviene dalle religioni, i parenti pesanti, i pirla
dell'opposizione ed i principi azzurri che hanno venduto il cavallo.
Nei vostri testi ci sono spesso riferimenti alla
televisione e al mondo religioso. Quale rapporto avete con la tv e la fede? "Meglio i discorsi porno allucinanti sulle
carni cotte" (cit. canzone)?
Simona ama la tv, lei è una sorta di
antropologa del piccolo schermo e dice che il problema in realtà non è quanto o
cosa si guarda ma come la si guarda, dice che le serve per scrivere canzoni più
ciniche. Io la guarda poco... Nel brano
citato c'è l'invito a spegnere la televisione che, in realtà, vuole essere più
che altro un invito a discriminare, filtrare tutti gli pseudo-input via cavo:
meglio una serata tra amici a "curtigghiare" (spettegolare), come si
dice dalle nostre parti. Anche se Iotatòla non ama le religioni, rispettiamo
profondamente la fede.
Considerate le polemiche che da sempre riguardano
l'argomento, credete che nella tv italiana il corpo della donna sia
strumentalizzato?
Non credo succeda solo in Italia, è
così da sempre e sempre sarà. Vorremmo solo un po' più donne grasse in
televisione o donne non esattamente strafighe, aiuterebbe le giovani
e le vecchie generazioni di "imperfette" a non deprimersi.
Siete un duetto al primo disco eppure il
vostro sound è riconoscibile. Quali sono le scelte musicali che avete compiuto
alla base della vostra carriera artistica e quali sono le vostre influenze
musicali?
Iotatòla ha scelto di essere cruda ed
immediata nella sonorità. Io e Serena siamo entrambe fanatiche del
cantautorato italiano di rottura degli anni sessanta, del French-pop anni
settanta , seguiamo le produzioni inglesi come Radiohead, Goldfrapp, Bowie,
Franz Ferdinand, Gorillaz ma anche quelle americane come Flaming
Lips, The Dead Weather, The Kills. Sosteniamo i cantautori contemporanei
che in Italia stanno risorgendo, ad esempio Brunori Sas e Dente anche se Nada domina.
E domina pure sulle autrici più giovani.
Ho notato un "fil rouge" che unisce tutti
i brani: la noia della vita coniugale e un certo risentimento verso alcuni
atteggiamenti del sesso maschile. Sbaglio?
Non abbiamo nulla contro gli uomini ma sulla
noia coniugale ci hai preso, la riteniamo infatti il nemico numero uno. Esiste
un rimedio a questo: la naturale emancipazione a cui conducono le passioni
personali. Le passioni allontanano la coppia quel tanto che basta per non
scoppiare. Noi che conosciamo bene questo elisir di lunga vita siamo sempre
"le annoiate", quando diventeremo "le annoianti"
uccideteci.
Be, di certo non ve lo auguriamo! Ragazze,
l'intervista termina qui ma se lasciate un messaggio per i lettori di What's Up
vi porterà tanta fortuna, quindi cercate di farlo al meglio perché ve la
meritate davvero!
Invitiamo tutti i "What'suppiani" ad
ascoltare Iotatòla dal vivo: un'esperienza mistico-sessuale che potrebbe
rivoluzionare il vostro sistema emotivo.
|