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di
Maya Amenduni
Li avevamo ospitati nel novembre 2008 nella sezione
dedicata agli Emergenti; erano una rivelazione, una curiosa scoperta.
Oggi sono una certezza del panorama musicale italiano. Sono i dAri,
non una classica boyband, o un clone studiato a tavolino dei Tokyo
Hotel (come qualcuno aveva ipotizzato), ma una band che con
convinzione e caparbietà dimostra di avere una personalità ben
precisa, al di fuori di quello che loro stessi definiscono
l'appiattimento da talent show. In occasione dell'uscita del loro
nuovo album "In Testa" abbiamo incontrato il gruppo che
dopo un periodo di studio presenta un prodotto musicale diverso dai
precedenti, un prodotto più maturo in cui i dAri dimostrano di
essere più "incazzati" ma anche romantici. Senza timore alcuno
dicono apertamente quello che pensano, sfoggiando il look sempre più
appariscente, ma corrispondente alla loro natura alternativa. Se
prima erano più soft, ora scordatevelo, perché i dAri ve ne
canteranno delle belle! A voi Dario e Fabio...
L'ultima nostra chiacchierata risale
al novembre 2008. Ne sono successe di cose da allora. Facciamo il
punto.
Dario:
Dopo il boom di Wale, abbiamo perso l'equilibrio; non eravamo
abituati ad avere un pubblico affezionato, che ci segue ovunque e ci
aiuta nelle iniziative. Per fortuna siamo riusciti a capire che
abbiamo delle responsabilità e dopo tanti concerti e molto lavoro
siamo arrivati a In Testa,
il nostro ultimo lavoro che ci rappresenta al meglio. Dieci brani che
rispecchiano la società e il poco coraggio, una società fatta di
reality in cui vince la trasmissione e non l'artista, una società
conflittuale.
Allora in una società così, cosa
vale la pena portare In Testa?
Dario:
I giovani prima di tutto! hanno voglia di dire che ci sono e hanno
coraggio! Noi con questo album vogliamo dare voce ai giovani. Poi
bisogna salvaguardare la costanza e i sogni; non bisogna mai smettere
di sognare a qualsiasi età. Se smetti di sognare, smetti di vivere.
Altro aspetto da portare In Testa, è la voglia di mettersi in
discussione: mettere in discussione la conoscenza imposta dalla tv.
Prendi ad esempio quelle ragazze che pensano che il massimo
dell'ambizione sia diventare una Cristina Dal Basso con le tette
giganti! Internet è più meritocratico: una cosa è molto cliccata
solo se piace.
Qual è
la vostra ricetta, allora?
Dario:
Penso che ognuno di noi sia come un giardino con molte possibilità;
bisogna sempre coltivare il proprio ecosistema personale, giorno dopo
giorno per far crescere il proprio talento.
Siete tanto arrabbiati con la tv, ma
voi le dovete tanto.
Dario:
Sì, infatti, ma noi dobbiamo molto a Mtv che ci dà la possibilità
di portare avanti il nostro talento. Mtv lo fa con tutti gli artisti
bravi che vogliono emergere. Ringraziamo anche All Music, che
purtroppo non esiste più, perché è stata la prima che ha creduto
in noi. Ma chi dobbiamo ringraziare principalmente sono i fans che
aumentano giorno dopo giorno; è cresciuta anche la loro l'età,
questo vuol dire che siamo cresciuti musicalmente anche noi.
I dAri cosa guardano in tv?
Dario:
La guardiamo il meno possibile, siamo tutti appassionati di
cinematografia. Ci piace l'arte. Nel nostro video c'è un quadro
di Klimt che è un'espressionista. Anche noi, a nostro modo
ovviamente, con il nostro look siamo degli espressionisti, ci piace
esaltare la percezione ed essere riconoscibili nel pattume che ci
circonda.
Avete riscosso grande successo ai TRL
Awards. Potete ritenervi soddisfatti del vostro rapporto con la tv?
Fabio:
I Trl Aword sono stai un grande successo. Il primo anno abbiamo
vinto come best new artist, e quest'anno il best look; in più ci
hanno dato la possibilità di presentare il nuovo singolo.
Una vostra hit di successo, contenuta
nel nuovo album, si intitola "Più di te". Cosa hanno i dAri in
più degli altri?
Fabio:
Ci sono cose che accomunano quelli come noi che vogliono sfondare.
Noi siamo riusciti a costruirci una nostra identità riconoscibile,
siamo anticonformisti, originali e abbiamo un nostro equilibrio.
Abbiamo esposto noi stessi e tutto il nostro mondo; non c'è nulla
che ci ostacola anche se la società non ci aiuta e ostacola i
giovani in generale. Non biasimo chi si scoraggia perché viviamo
tempi duri ma credo che non si debba mollare mai. Bisogna essere
sensibili per prendere le strade giuste.
Ok, allora facci un esempio di strade
da non prendere.
Fabio:
Quella dei talent show, per esempio, perché è spersonalizzante.
Anche i concerti hanno subito una grande falla perché la gente sta
in casa a vedere i talent. Le canzoni che scrivono gli autori di
questi programmi, inoltre, sono inadeguate all'età dei concorrenti
i quali cantano cose da cinquantenni, quando invece avrebbero tante
altre cose da dire. Noi vogliamo provare a dar voce a tutti, ci sono
cose che la gente pensa e non dice. I talent stanno dando un
immaginario sbagliato del mondo della musica e dello spettacolo.
Sembrano l'unica alternativa. Nei talent molto spesso ci sono
giovani con talento e sogni ma vengono appiattiti. Questo non è
promuovere l'arte e va a vantaggio di un veloce riciclo.
Il fatto è che, magari, il mondo della
cultura in Italia vanta sempre meno strade e possibilità.
Fabio:
Credo ci sia una soluzione. Siamo coscienti che l'Italia vive un
momento delicato. La soluzione è difficile ma tutto si può
superare. L'iniziativa deve partire dalla gente, non ci si può
aspettare che chi sta al potere e combina solo danni, risolva questa
situazione. Bisogna reagire, non si può fare finta di niente. I
giovani sono quelli meno corrotti dalla società moderna e sono
quelli che possono far valer messaggi e verità perché le menti
degli adulti sono assuefatte. La crisi è un dato di fatto e il
nostro è un settore molto colpito. L'Italia era capomastro di arti
e genialità e ora invece uccidiamo la cultura. Non si deve guardare
solo il proprio orto, il tempo passa, non bisogna distruggere le
opportunità di migliorare e contrastare quello che c'è di
negativo in Italia oggi.
In questo nuovo album siete più
"incazzati".
Fabio:
Hai ragione, la parola è quella giusta, siamo molto incazzati, e
questo viene fuori nel nostro nuovo disco. Abbiamo deciso di dire le
cose come stanno, sperando di spingere i giovani a reagire.
Ma oltre il lato arrabbiato, c'è una
forte vena romantica.
Fabio:
È vero, anche l'amore è molto presente . Dario, nei suoi testi
tratta l'amore anche andando a riflettere sui suoi lati oscuri.
Facciamo
un po' di gossip, i dAri sono romantici, ma anche innamorati?
Fabio:
Sono l'unico libertino del gruppo, ho trovato equilibrio
nell'essere single, ma sono innamorato della vita.
Dario:
Anche Cadio è single, mentre per Daniel dipende dalla settimana
perché con la suo fidanzata storica è un continuo prendersi e
lasciarsi. Io sono fidanzato da anni. Mi fa tristezza constatare che
in Italia ci sono molti divorzi, e questo perché è più facile
scappare che affrontare i problemi. In una relazione non sempre va
tutto bene, ma se c'è amore, non si deve scappare dai problemi,
bisogna affrontali.
Un saluto ai lettori di What's Up!
Dario:
Grazie per il sostegno, continuate a seguirci magari anche dal vivo
nel nostro mini tour in giro per l'Italia.
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