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              Malika Ayane
Sportivamente parlando
OLIMPIADI DI RIO 2016: GIÀ VINCONO GOLF E RUGBY A 7

Che tornano tra gli sport olimpici dopo decenni


di Fabrizio Vernaschi


Nel biennio 2014-2016 il Brasile sarà la culla dello sport. Infatti nel 2014 il Paese sudamericano organizzerà il Campionato del Mondo di calcio e nel 2016 ospiterà, a Rio de Janeiro, la trentunesima edizione delle Olimpiadi estive. Ma se la competizione calcistica è un ritorno - il Brasile ospitò la competizione già nel 1950 - i Giochi Olimpici sono una novità assoluta. Per farseli assegnare, la città brasiliana ha dovuto superare la concorrenza di Tokio, Chicago (sponsorizzata dal presidente Barack Obama) e di Madrid. Proprio con la capitale iberica Rio è arrivata alla votazione finale e ha prevalso per 66 voti a 32. Emozionante, al momento della proclamazione da parte del presidente del Cio, Jacques Rogge, l’esplosione di gioia del presidente Luiz Inacio Lula da Silva e della delegazione brasiliana.


Sensibilità ambientale, il Jolly brasiliano

A far sì che la scelta cadesse su Rio sembra la rilevanza di un rapporto ambientale presentato dal comitato organizzatore. A un’analisi della situazione odierna della città, sono stati infatti aggiunti progetti per la gestione ambientale dell’evento. Dall’utilizzo del bioetanolo come combustile per i mezzi che verranno impiegati, che porterà una sensibile diminuzione delle emissioni di gas serra, fino al rispetto dei principi di bioarchitettura e di risparmio energetico nella costruzione degli impianti. Sarà inoltre attuato un piano completo per la mobilità.

A Rio ci saranno delle novità anche per quel che riguarda gli sport che saranno praticati. Infatti, grazie all’introduzione del Rugby a 7 e del Golf (in entrambi parteciperanno sia uomini che donne) si passerà dalle 26 discipline di Londra 2012, alle 28 di Rio. In realtà per questi sport non si tratta di un esordio, in quanto entrambi hanno già avuto precedenti “olimpici”.


Rugby, un’attesa lunga 85 anni

sport rugby a 7 img_4358.jpgIl rugby ritorna ai Giochi dopo un’assenza che durava dell’edizione di Parigi del 1924, dove però si giocò con 15 giocatori. A Rio, invece, le squadre, 12 in totale, saranno composte da 7 giocatori ciascuna. Questa versione, praticata su un campo di dimensioni normali, ha regole leggermente differenti rispetto al gioco ufficiale: le formazioni si schierano con 3 avanti, 1 mediano e 3 trequarti. Alle mischie ordinate e alle rimesse laterali partecipano 3 giocatori. La trasformazione di una meta avviene calciando in drop e non è prevista la possibilità del calcio piazzato, mentre la squadra che riprende il gioco dopo la realizzazione di una meta è quella che l’ha realizzata. Queste regole fanno sì che le nazionali più forti nel rugby a 15 non abbiano squadre altrettanto valide in quello a 7. In questo modo il torneo sarà più equilibrato. Proprio su questo tema si è espresso il presidente della nostra Federazione, Giancarlo Dondi: “È una notizia veramente stupenda, ed è comprensibile che il nostro sport sia stato privilegiato nella versione a 7, molto più spettacolare e facile da capire, altrimenti ci sarebbe stato il predominio delle solite squadre, perché un secolo di egemonia non si modifica in 7 anni. Potranno emergere realtà nuove e per il rugby ci sarà un nuovo boom”. A riprova delle parole di Dondi è stato calcolato che per il rugby sono previsti, anche da parte del Cio, contributi per 20 milioni di dollari che andranno a beneficio delle federazioni più povere o di quelle sportivamente meno sviluppate.


La sfida del Golf, da elitario a popolare

sport golf 2 aosta.jpgIl golf mancava dai Giochi del 1904 e tornerà con una gara che assegnerà le medaglie dopo un circuito di 72 buche e che vedrà vincitore l’atleta che impiegherà meno colpi per completarlo. C’è da dire che un certo scetticismo aveva accolto la candidatura di questo sport per le caratteristiche elitarie che poco avrebbero a che fare con lo “spirito olimpico”. Entusiasta invece Matteo Manassero, giovane promessa di casa nostra, testimonial del golf al congresso del Cio a Copenaghen, il quale ha dichiarato ai media presenti: “Questa ammissione del golf ai Giochi permette ai giocatori della mia generazione di coltivare quel sogno che finora potevano inseguire soltanto i coetanei di altri sport”. A fargli da eco non è mancato il presidente della FederGolf, Franco Chimenti: “È stato un grande successo del golf mondiale che per la prima volta ha saputo presentarsi compatto a un appuntamento importante. Il nostro Manassero ha ben rappresentato i suoi colleghi più esperti e con questo risultato il nostro sport cambierà passo”.

Per quel che riguarda i colori azzurri non si può ancora pronosticare se grazie a questi sport il nostro medagliere sarà più ricco, sicuramente ne guadagneranno i Giochi che avranno un seguito di appassionati sempre maggiore.

Foto: Rugby “ Archivio F.I.R.”, Golf “Per gentile concessione FederGolf”