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Governo
Obama prende forma, Clinton verso nomina
Il gabinetto del presidente-eletto Usa Barack Obama
comincia a prendere forma.
Mentre alcune posizioni
chiave -- soprattutto il Tesoro -- restano al momento aperte, alcuni nomi sono
emersi con forza per ruoli importanti. tra di essi quello di Hillary Clinton
come nuovo segretario di Stato.
Di seguito una serie di
persone che Obama ha scelto o sta valutando. Tutti dovranno avere l'ok del
Senato prima di occupare le loro poltrone.
NOMINE CONFERMATE
SEGRETARIO PER LA SALUTE
E I SERVIZI UMANI
* Tom Daschle, tra i
supporter della prima ora di Obama e leader del Senato, è stato scelto dal
futuro presidente come segretario per la Salute, secondo fonti democratiche. Il
suo alto profilo segnala la priorità che Obama darà all'estensione della
copertura sanitaria ai 46 milioni di americani al momento senza assicurazione.
CANDIDATI TOP
SEGRETARIO DI STATO
* Hillary Clinton, ex
first lady attualmente senatrice di New York ed ex rivale di Obama alle
primarie, si avvia verso la nomina a segretario di Stato. Obama sarebbe
"intrigato" dall'idea di dar vita a un "tema di rivali" nel
suo governo, come fece Abraham Lincoln. C
Un possibile ostacolo alla nomina è l'attuale lavoro di
suo marito, l'ex presidente Bill Clinton, che potrebbe dar luogo a conflitti di
interesse. Il team di Obama sta passando al setaccio la situazione finanziaria
di Clinton, e Hillary secondo una fonte democratica è vicina alla nomina.
* Se la Clinton non
dovesse farcela, tra i possibili candidati il governatore del New Mexico Bill
Richardson e il senatore del Massachusetts John Kerry, che nel 2004 ha corso
per i democratici alla Casa Bianca.
CONSIGLIERE SICUREZZA
NAZIONALE
* Il generale della
Marina in pensione James Jones, ex alto comandante Nato, è in testa alla lista
per questa poltrona. E' rispettato da democratici e repubblicani, ma non si è
mai schierato. Noto per aver criticato aspramente la politica di Bush nella
guerra in Iraq.
* James Steinberg,
viceconsigliere per la Sicurezza nazionale nell'amministrazione Clinton, è una
altro dei nomi presi in considerazione.
PROCURATORE GENERALE
* Eric Holder, ex vice
procuratore generale durante l'amministrazione Clinton, ha accettato un'offerta
condizionata per questa poltrona, secondo fonti democratiche.
Holder è tra i
consiglieri legali di Obama, lo staff del futuro presidente sta valutando se
sarebbe in grado di ottenere dal Senato un forte sostegno bipartisan.
SICUREZZA NAZIONALE
* Janet Napolitano, governatrice democratica
dell'Arizona, è in lizza per la posizione della Sicurezza interna, posto chiave
dopo le stragi dell'11 settembre, dicono fonti democratiche.
Napolitano, 50, è un ex
procuratore generale dell'Arizona e conosce a fondo le problematiche
dell'immigrazione visto che il suo stato confina con il Messico.
CORSE APERTE
SEGRETARIO DEL TESORO
Probabilmente la
posizione più guardata in questo momento di crisi per la nuova amministrazione.
I candidati più forti sono:
* Lawrence Summers, ex
segretario del Tesoro nell'amministrazione Clinton e fra i consiglieri di punta
di Obama, ha avuto un grosso ruolo nel modulare la risposta del futuro
presidente alla crisi economica.
* Timothy Geithner,
presidente della Fed di New York, ha guidato il tentativo di stabilizzare i mercati
in questo momento di crisi, affermando che le banche dovrebbero muoversi in una
cornice regolatoria unificata.
* Paul Volcker, ex
presidente della Federal Reserve, ha bloccato l'inflazione a due cifre negli
anni 70 e 80 ed è fra i consiglieri più ascoltati da Obama.
SEGRETARIO DELLA DIFESA
* L'attuale segretario della Difesa Robert Gates,
nominato da Bush alla fine del 2006, è considerato una voce moderata tra i
repubblicani e potrebbe essere per Obama un importante segno di continuità.
* Il senatore
repubblicano del Nebraska Chuck Hagel è stato tra i consiglieri per la politica
estera per Obama ed è fra i maggiori critici della guerra in Iraq.
* Richard Danzig,
consigliere di Obama per la sicurezza nazionale e segretario della Marina nell'era
Clinton, è stato menzionato da molti media come possibile candidato alla
posizione di segretario della Difesa.
(Reuters)
Iraq,
migliaia di persone in piazza contro il patto sulla sicurezza
Migliaia di iracheni sono scesi oggi in piazza, pacificamente, per
manifestare contro l'accordo sulla sicurezza, in discussione alla camera.
La manifestazione è stata indetta dal leader sciita, Moqtada al Sadr, che si è
sempre opposto all'accordo, che permetterebbe alle truppe statunitensi di
restare in Iraq, oltre la scadenza del mandato Onu, il prossimo dicembre.
Al Sadr, che non ha preso parte alla protesta in prima persona, ha mandato un
messaggio ai manifestanti: "lasciate che il governo sappia che l'America
non è, e non sarà, di alcun aiuto, perchè è nemica dell'Islam" ha scritto
il leader sciita. "Il governo deve sapere che è la gente che lo aiuta
nella buona e nella cattiva sorte. E se deciderà di buttar fuori gli occupanti,
tutto il popolo iracheno sarà con lui", ha proseguito. "Questo è il
giorno dell'unione degli iracheni, arabi curdi e tutte le comunità, insieme per
rigettare il patto sulla sicurezza" - ha aggiunto poi un suo stretto
collaboratore, Hazim al-Araji.
La protesta, che si è tenuta in piazza Firdous, resa famosa dalla statua di
Saddam Hussein, poi abbattuta, è stata assolutamente pacifica. La gente ha
sventolato bandiere dell'Iraq, vessilli sciiti, e ha cantato canzoni contro gli
statunitensi.
Il patto sulla sicurezza, che permetterà alle truppe straniere di restare nelle
città irachene fino al 2009 e sul territorio nazionale fino al 2011, verrà
votato al parlamento la prossima settimana.
(Peacereporter)
Myanmar,
condannato a 45 anni popolare comico per aver criticato l'operato della giunta
Gravi limitazioni alla libertà di espressione: condannato a 45 anni il
comico Zarganar.
Un attore comico molto popolare in Myanmar, attivo nel movimento pro
democratico, è stato condannato oggi a 45 anni di carcere per aver infranto la
legge che regola le comunicazioni elettroniche.
In un'intervista rilasciata a un gruppo di giornalisti stranieri, aveva
criticato la gestione dell'emergenza provocata dal ciclone Nargis, da parte
della giunta militare.
Zarganar, a capo di un gruppo di artisti che porta soccorso alle vittime del
ciclone, era stato arrestato lo scorso giugno, dopo aver organizzato gli aiuti.
Il comico birmano è solo l'ultimo di una lunga lista di dissidenti giudicati
recentemente dalle corti della giunta militare. Più di ottanta attivisti del
movimento democratico sono stati condannati nelle scorse due settimane, alcuni
anche a pene di 65 anni. Molti di loro avevano partecipato alla rivolta che è
scoppiata nell'agosto del 2007.
(Peacereporter)
Usa;
Conti telefonici di Obama violati dai dipendenti di Verizon
Scuse della compagnia, per responsabili possibile licenziamento
Alcuni impiegati
della compagnia telefonica Verizon hanno violato i conti telefonici di uno dei
cellulari usati dal presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama. Secondo
quanto riferito da uno dei portavoce della squadra di transizione il numero
telefonico in questione non sarebbe comunque più in uso da tempo. A comunicare la
violazione al team di Obama è stata la stessa Verizon. L'amministratore
delegato del braccio della compagnia responsabile della telefonia senza fili,
Lowell McAdam, ha fatto pervenire le sue scuse a nome della società ad Obama.
La compagnia telefonica, una delle maggiori per numero di clienti negli Stati
Uniti ha già comunicato che i dipendenti che hanno avuto accesso ai documenti
riservati di Obama andranno incontro a sanzioni disciplinari, licenziamento
compreso, e che per il momento sono stati sospesi dal lavoro. Secondo quanto
riferito dalla Cnn i dipendenti non avrebbero comunque avuto accesso alle email
di Obama ma solo alle sue bollette telefoniche. Nemmeno la segreteria
telefonica del presidente eletto sarebbe stata violata ma chi ha avuto accesso
ai conti può aver visto i numeri di telefono contattati da Obama, ha riferito
Verizon. "Le informazioni relative a un nostro cliente sono state
compromesse in qualche modo al di fuori della nostra compagnia", ha
aggiunto McAdam, "questa indagine dunque continua".
(Apcom)
Congo, l'ex
capo Monuc: 'Si muova l'Europa, adesso'
Jean Marie Guehenno: "L'Europa decida quanto valga l'Africa per le sue
strategie e intervenga".
L'ex comandante delle forze di peacekeeping sostiene che il rinforzo di
3mila soldati da inviare in Congo debba essere costituito da truppe di elite
europee.
Jean Marie Guehenno ritiene essenziale che nella zona del Nord Kivu venga
inviata una effettiva forza internazionale. Un'offerta dall'Europa in tal senso
costituirebbe un forte segnale alle parti in causa nel conflitto che ha causato
diverse centinaia di morti e 250mila profughi solo nelle ultime settimane. In
Congo è dispiegata la più grande missione Onu, la Monuc, che può contare su un
numero di 17mila effettivi. Ciononostante, sono solo mille i soldati impiegati
intorno alla città di Goma, dove i combattimenti tra l'esercito le milizie di
Laurent Nkunda hanno dato inizio a una nuova, grave crisi umanitaria.
Nonostante il Consiglio di Sicurezza Onu abbia votato una risoluzione che
prevede l'aumento delle truppe in Congo "per eseguire in pieno il mandato
delle nazioni Unite", nessuno, con precisione sa dire quando e dove
saranno impiegati i 2785 nuovi soldati e i 300 poliziotti. Il governo di
Kinshasa ha dato il benvenuto alla decisione dell'Onu, ma ha chiesto che anche
il mandato venga rinforzato. Attualmente le truppe operano sotto "Capitolo
Sette", cioè possono operare per garantire la sicurezza propria e quella
dei civili, ma devono lavorare in coordinamento con l'esercito. Secondo l'ex
capo dei Caschi blu, è arrivato il momento che l'Europa faccia i suoi conti e
far sapere se l'Africa ha un'importanza strategica così come l'Afghanistan,
oppure no.
(Peacereporter)
Parlamento
Ue, è scandalo squillo
Deputata denuncia i colleghi
L'affermazione di una deputata del Parlamento
europeo di Strasburgo ha fatto scoppiare lo scandalo. Silvana Koch-Mehrin, 38
anni, tedesca, madre di tre figli, vice-presidente del gruppo liberale,
ha accusato i colleghi di andare con le prostitute durante
la sessione strasburghese. Ma il presidente del gruppo
popolare, Joseph Daul, definisce "inaccettabili" le sue parole e
chiede le scuse formali del gruppo.
Quattro giorni al mese di baldoria
Silvana
Koch-Mehrin, che vive a Bruxelles con la famiglia, ed è stata eletta
al Parlamento come capolista del partito liberale tedesco nel 2004, in
un'intervista al settimanale tedesco Bunte, è andata pesante sul giudizio nei
confronti dei colleghi. Nei quattro giorni di sessione mensile del
Parlamento europeo a Strasburgo, ha svelato, sono "come gite di
classe, in base al principio: qui
nessuno mi conosce e posso fare ciò che voglio. La casa, la
famiglia e gli amici sono molto lontani, non solo per i deputati, ma anche per
i loro dipendenti, i lobbisti e i giornalisti. Dopo le sessioni, si mangia, poi
si va in hotel. Oppure si festeggia nei bar".
Strade per il
Parlamento piene di squillo
Koch-Mehrin è poi entrata nel dettaglio delle prostitute: "Le
strade che portano al Parlamento ne sono piene. Non possiamo non vederle".
"Parole inaccettabili"
Le
sue parole, tese a una campagna di moralizzazione contro le scappatelle, sono
state invece accolte in malo modo con una contro-accusa. Il presidente del
gruppo popolare, Joseph Daul, ha chiesto le scuse formali. In un'intervista con
la Afp, Daul ha detto di considerare "inaccettabile" che il deputato
Silvana Koch-Mehrin, vice-presidente del gruppo liberale al Parlamento, accusi
i suoi colleghi ad andare a Strasburgo come "a campo estivo e - dice - non
lavorano per andare con le prostitute".
La controaccusa: "La deputata non c'è
mai"
"Queste
dichiarazioni ci sporcano, ci denigrano, quando poi lei non è quasi mai qui e
non lavora" ha accusato a sua volta Daul. Il popolare poi si è già mosso.
Dopo aver sollevato persino il caso in una riunione a porte chiuse dei
presidenti dei gruppi politici, ha detto di aver ricevuto il sostegno
"unanime" da suoi colleghi. Così ha avanzato le scuse del gruppo
della deputata chiedendo una risposta dal Presidente del Parlamento, Hans-Gert
Poettering.
Caso scoppiò in
ottobre
Il caso scoppiò a metà ottobre, quando un quarantina di deputati dei
Paesi scandinavi lanciarono una campagna chiedendo che il Parlamento
non usi per i suoi deputati hotel che notoriamente offrono prostitute o
distribuiscono film pornografici.
(Tgcom)
Amsterdam,
un quinto dei coffee shop chiusi entro il 2011
Circa un quinto dei famosi coffee shop di Amsterdam,
dove è legale la vendita di marijuana, saranno chiusi perché troppo vicini alle
scuole. Lo ha dichiarato oggi il consiglio cittadino.
Su 228 negozi di questo
genere presenti nella capitale olandese, sono 43 quelli che dovranno chiudere
entro il 2011, perchè si trovano a meno di 250 metri da una scuola superiore,
ha detto il consiglio.
Ma la città che ospita
un quarto dei coffee shop di tutta la nazione, grande attrazione per i turisti,
si è schierata a favore della controversa politica olandese che permette la
vendita delle "droghe leggere".
"E' giusto che
esista un sistema in cui la provenienza delle droghe leggere sia
certificata", ha dichiarato la città in una nota, in cui si sottolinea
anche l'urgenza di perseguire ogni possibile forma di criminalità nella
produzione di cannabis.
Oltre alla marijuana,
considerata una droga leggera, alcuni coffee shop vendono anche i cosiddetti
"funghi magici" che hanno proprietà allucinogene.
La politica sulle droghe
leggere in Olanda, una delle più liberali d'Europa, permette la vendita legale
di marijuana nei coffee shop dagli anni '60, e autorizza il possesso per uso
personale fino a 5 grammi.
Ma la coltivazione o la
fornutura della droga ai negozi, attività che stanno dietro al giro d'affari,
sono proibite.
Questa politica è
ampiamente criticata e i sindaci si incontreranno oggi ad Almere per discutere
una sua eventuale modifica.
I media hanno riferito
che l'assemblea è stata decisa dopo che i paesi di Bergen op Zoom e Roosendaal,
vicini al confine belga, hanno annunciato recentemente che chiuderanno nel giro
di due anni tutti i coffee shop nelle loro giurisdizioni, per combattere il
turismo per la droga e la criminalità.
(Reuters)
Obama,
si scommette su assassinio
Usa, bimbi cantano:"Assassinatelo"
Continuano negli Usa gli episodi di minacce di morte
(vere o scherzose) nei confronti di Barack Obama. L'ultima viene dal
Maine, dove in un negozio di Standish, cittadina di 9.285 abitanti nel
Maine, è stato esposto un cartello per pubblicizzare scommesse da 1
dollaro "sulla data dell'assassinio di Obama". In una cittadina
dell'Idaho, Rexburg, invece, alcuni bimbi su un pulmann hanno cantato in coro
una canzone intitolata "Assassinate Obama".
Macabre scommesse
Un
po' per scherzo e un po' no, continuano negli Stati Uniti gli episodi di
minacce di morte nei confronti di Barack Obama. L'ultima in tal senso
viene dal Maine, dove in un esercizio di Standish, cittadina di 9.285 abitanti
del sud ovest, è stato esposto un cartello per segnalare ai clienti che in
quel locale si accettavano scommesse da un dollaro "sulla data
dell'assassinio di Obama". Titolo del gioco-scommessa, "Osama Obama
Shotgun Pool" accompagnato da questa scritta: "Speriamo che qualcuno
vinca".
Il consiglio comunale, pur deprecando il cattivo gusto dell'iniziativa, ha
difeso il diritto dell'esercente, titolare dell' Oak Hill General Store, e
degli scommettitori a manifestare quella che ha definito la loro "libertà
di pensiero".
Canzoncine innocenti?
In una cittadina dell'Idaho, Rexburg, mentre erano sull'autobus che li
portava a scuola, gli studenti si sono invece messi a cantare in coro una
canzoncina evidentemente molto popolare tra loro visto che tutti la
conoscevano: "Assassinate Obama". Il gesto, già grave di per sé,
ha sollevato negli Stati Uniti un' ulteriore ondata di protesta quando
si è saputo che a cantare erano bambini di seconda e terza elementare, e
che lo hanno fatto il 5 novembre scorso, proprio all' indomani della vittoria
di Obama.
L'episodio è tornato alla ribalta dopo che il sindaco di Rexburg,
Shawn Larsen, ha scritto un editoriale sul giornale locale per chiedere
pubblicamente scusa al Presidente e all'America, a nome di tutta la città. E ha
deciso di farlo perché, ha sottolineato, finora nessuno a Rexburg si era
sentito in dovere di scusarsi. "Ma - afferma il sindaco - quando la gente
non prende posizione chiara di fronte a episodi come questo e non dichiara che
tali comportamenti non solo sono inappropriati e sbagliati, ma anche odiosi,
allora significa che, con quel silenzio, la gente è come se li approvasse,
come se dicesse che vanno bene. E invece non vanno bene affatto".
Rexburg è una cittadina di 17.000 abitanti che il 4 novembre ha votato per
l' 85% per John McCain. Molti dei suoi cittadini la considerano come "la
più repubblicana d'America", al punto che dopo il risultato elettorale
vi è stato chi in città ha esposto cartelli chiaramente riferiti alla
figura del presidente eletto, Barack Obama, sui quali era scritto: "qui si
fanno pubbliche impiccagioni gratis".
Obama intanto lavora alla sua squadra
Ma
il neo eletto presidente degli Stati Uniti sembra non curarsi di minacce e canzoncine
a lui dedicate e continua a lavorare a quella che sarà la "sua
squadra" presidenziale. Si è infatti saputo che potrebbe arrivare dopo la
Festa del Ringraziamento, giovedì prossimo, l'annuncio della nomina di Hillary
Clinton a segretario di Stato della futura amministrazione
Washington. Oltre alla ex first lady, i nomi che erano stati fatti dai
media sui possibili candidati erano quelli del governatore del New Mexico, Bill
Richardson e dell'ex candidato democratico alla presidenza, John Kerry.
Telefonino spiato
Potrebbe
essersi trattato di un tentativo di spionaggio fallito ai danni del presidente
eletto Barack Obama: l'operatore telefonico Usa Verizon Wireless ha fatto
sapere che alcuni suoi dipendenti hanno avuto accesso - senza permesso - ad un
telefono cellulare di proprietà di Obama che al momento non è piu'
attivo. Un collaboratore di Obama ha fatto sapere che i messaggi vocali e
le e-mail del presidente eletto non sono stati ascoltati o letti.
Barroso invitato a Washington
Obama,
ha telefonato al presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, per
fare il punto sulle sfide future che attendono Stati Uniti e Unione europea, a
partire dai cambiamenti climatici. Nel corso della conversazione Obama e
Barroso "hanno espresso la comune volontà e il desiderio di cooperare
strettamente sulle questioni bilaterali, ma anche su quelle globali, a partire
dai cambiamenti climatici". Obama ha quindi invitato Barroso a recarsi a
Washington una volta che si sarà insediato alla Casa Bianca e Barroso ha
ricambiato l'invito a Bruxelles.
(Tgcom)
Pirateria,
l'Onu vara provvedimento per arginare il fenomeno
Congelamento conti e rigide misure per applicare l'embargo di armi.
Insistenti le voci su possibile azione militare.
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato all'unanimità una
risoluzione che punta a contrastare la pirateria.
Le misure comprendono il congelamento di conti bancari e restrizioni di libertà
di viaggio per quei soggetti o organizzazione che abbiano violato l'embargo per
la vendita di armi imposto da una precedente risoluzione Onu. Secondo alcuni
analisti la pirateria rimarrà una costante minaccia fino a quando non verrà
istituita un struttura ad hoc capace di coordinare le unità navali messe in
campo dai diversi Paesi. Molte nazioni hanno aderito alla richiesta di inviare
un maggior numero di navi nel Golfo di Aden. Sono sempre più insistenti le voci
secondo cui all'Onu si stia pianificando un'azione militare, con raid mirati
contro le basi dei pirati sulle coste somale.
(Peacereporter)
Olimpiadi;
Chicago 2016, Obama lancia candidatura americana
Il suo volto nel video presentato a riunione comitati europei
Il presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama ha
rivolto un appello per l'assegnazione a Chicago delle Olimpiadi del 2016. Il
volto di Obama è apparso nel video mostrato dal comitato promotore della
candidatura durante l'incontro di Istanbul dei Comitati olimpici europei. Obama
ha detto di supportare da lungo tempo la candidatura della sua Chicago, città
dove vive da lungo tempo e dove è diventato senatore. Nel video, il presidente
eletto ha detto che la sua amministrazione porterà "una nuova
prospettiva" del ruolo degli Stati Uniti nel mondo. Secondo Obama,
inoltre, le Olimpiadi sono "un'opportunità per il Paese di aiutarsi",
"accogliere il mondo nelle nostre terre" e "rafforzare la nostra
amicizia in tutto il pianeta". A Istanbul stanno presentando le loro
proposte anche le altre tre città candidate, Madrid, Tokyo e Rio de Janeiro. Il
Comitato olimpico internazionale assegnerà i Giochi nell'ottobre del prossimo
anno.
(Apcom)
Usa,
giovane donna fa scappare il ladro con la preghiera
Miracolo e potere
dell'invocazione. Vittima di una tentata rapina, riesce a far desistere il
malvivente con la forza della preghiera.
Aggredita con una pistola -
La signora Kathy Headen, 39 anni di Greensboro, capoluogo della contea di
Guilford, nella Carolina del Nord, è stata aggredita alcuni giorni fa intorno
alle otto di sera da un ragazzo armato di pistola nei pressi della biblioteca
pubblica.
La preghiera a voce alta -
Mentre stava scaricando dalla sua auto alcuni libri è stata avvicinata
dall’uomo che voleva portarle via il cellulare e la borsa; ma la Headen, ha
avuto una reazione decisamente inaspettata e inusuale: ha cominciato a pregare
ad alta voce davanti al suo aggressore incredulo.
In fuga e amen -
Sarà stato l’effetto conseguente al panico, sarà stata forse un' illuminazione
divina o la mano di un angelo, fatto sta che l'idea dell’orazione ha mandando
in confusione il ladro che spiazzato, prima ha chiesto timidamente alla vittima
di abbassare il tono e poco dopo ha rinunciato all’impresa e al maltolto. Ora
l’uomo, di circa 30 anni è ricercato dalla polizia
(Tiscali)
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