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E'
caos neve a Roma uffici chiusi, traffico in tilt
Arrivano
da più parti dell'Abruzzo segnalazioni di persone a bordo di pullman
rimasti bloccati a causa della chiusura di strade e autostrade.
Alcuni mezzi sono fermi nei pressi del casello Carsoli-Oricola
(L'Aquila) dell'autostrada A24, chiusa al traffico, insieme alla A25,
per le tormente di neve che stanno colpendo l'intera regione. "Ci
hanno fatto uscire dall'autostrada per aspettare che fosse riaperta
al traffico - dice all'ANSA una studentessa che si trova a bordo di
un pullman ProntoBus Roma-Pescara -. Dopo circa un'ora di coda per
uscire al casello di Carsoli, dove c'era molta confusione, l'autista
ha parcheggiato il mezzo in un piazzale poco distante. Ci avevano
detto prima che saremmo ripartiti alle 18, poi alle 20 e ora alle 22.
Ora siamo fermi qui, senza un posto dove poter mangiare qualcosa".
Sono due i pullman di ProntoBus fermi nella zona, oltre a mezzi di
altri operatori."Stiamo provando a chiamare chiunque - spiega un
responsabile di ProntoBus - dalla Protezione Civile alla Polizia
Stradale, ma non risponde nessuno. Sono più di 150 le persone
bloccate e ci sono anche dei bambini. Abbiamo anche trovato un
albergo lì a Carsoli, ma non possiamo far spostare i passeggeri a
piedi. Gli autobus sono in sicurezza, ma c'é bisogno di un minimo di
assistenza". Un autobus dell'Arpa, con a bordo circa trenta
persone, partito da Roma in direzione Giulianova alle ore 15.30, è
invece bloccato dalle 18.00 in una delle gallerie del tratto
autostradale A24 Roma - L'Aquila all'altezza di Tagliacozzo. Anche in
questo caso la segnalazione è giunta da alcuni passeggeri. Oltre
all'autobus Arpa ci sarebbero altri autobus e circa un centinaio di
macchine. "Dopo quattro ore che siamo qui sotto - racconta una
passeggera raggiunta telefonicamente - la polizia sta facendo
cambiare il senso di marcia delle macchine ed è stato detto anche
all'autista di fare inversione, una volta fatte uscire tutte le
macchine. La luce va e viene nella galleria. Qualcuno dice che la
causa del blocco all'interno della galleria sia dovuto ad una slavina
appena fuori il tunnel, ma sono solo voci. Noi non sappiamo che cosa
dobbiamo fare e dove passeremo la notte. E' assurdo tutto questo
anche perché sono due settimane che c'è allerta neve in tutta
Italia".
I
passeggeri di alcuni dei pullman rimasti bloccati nei pressi del
casello di Carsoli-Oricola dell'autostrada A24, assieme a diversi
automobilisti, sono stati trasferiti in una scuola poco distante, che
sta divenendo un punto di raccolta dei tanti viaggiatori fermi a
causa della neve. Ad assisterli ci sono i volontari della Protezione
civile, che stanno distribuendo loro bevande calde. Il problema,
secondo quanto riferisce uno dei passeggeri, è la mancanza di cibo,
tanto che alcune persone hanno lasciato provvisoriamente la struttura
per provvedere autonomamente. Non é escluso che i viaggiatori, tra
cui ci sono numerosi anziani e bambini, debbano passare la notte
nell'istituto scolastico, anche se al momento non sembrano essere
disponibili brandine. Non si sa, inoltre, quando gli autobus - alcuni
dei quali fermi ormai da sei ore - potranno ripartire. Dal Centro
operativo autostradale fanno sapere che nel tratto dell'A24 in
questione, dove continua a nevicare intensamente, è caduta una
slavina e che sono in corso le operazioni di pulizia del manto
stradale.
BLACKOUT
VALLE ANIENE, MIGLIAIA AL BUIO E AL GELO -
Non si attenua l'emergenza maltempo nella zona alta della Valle
Aniene, tra le province di Roma e Frosinone. In diversi paesi da più
di dieci ore manca l'energia elettrica con pesanti disagi per gli
abitanti costretti a fare i conti con una situazione davvero
difficile. Il lungo blackout, causato dal crollo di alcuni alberi
finiti sui cavi dell'Enel e dal cedimento di alcuni pali della linea
elettrica, ha lasciato al buio e al gelo migliaia di abitanti
dell'alto Sublacense. Un quadro che sta scatenando forti polemiche
per i lunghi tempi di ripristino del guasto. Con l'energia elettrica
sono saltati in molti casi anche i collegamenti telefonici. Da questa
mattina gli operai dell'Enel stanno cercando di ripristinare il
servizio, ma a distanza di tante ore nulla è stato ancora risolto.
Il blackout ha peggiorato una situazione già assai difficile,
determinata dalla storica nevicata che tra la scorsa notte e oggi ha
visto tutta la parte alta del comprensorio finire sotto uno strato
bianco fino a 50 centimetri. Per l'intera giornata i collegamenti
sono rimasti paralizzati. Trasporti pubblici bloccati e scuole chiuse
in molti comuni. In tutta la zona intorno a Subiaco e nell'alta
Ciociaria il maltempo non si placa. Il termometro si mantiene basso e
non sono escluse nuove nevicate con il gelo della notte che potrebbe
complicare ancora di più un quadro già piuttosto critico.
50
PERSONE BLOCCATE IN ABRUZZO, SALVATE DA VF -
Una cinquantina di persone rimaste bloccate nelle auto a causa della
neve caduta sulla statale 82 a Balzorano, in provincia de L'Aquila,
sono state salvate dai vigili del fuoco. Il gruppo di automobilisti,
tra cui due bambini che erano svenuti e uno con la febbre alta, sono
stati raggiunti e portati in salvo da un mezzo cingolato dei vigili
del fuoco, dopo aver trascorso diverse ore bloccati nelle auto.
COLONNA
AUTO FERME DA NOVE ORE SU SS AVEZZANO-SORA-
Odissea sulla statale 690 Avezzano-Sora dove una cinquantina di auto
sono ferme da oltre nove ore a causa della neve, a circa sei
chilometri dall'uscita di Sora. Secondo quanto riferisce uno degli
automobilisti bloccati in auto, ai lati della carreggiata c'é circa
un metro di neve mentre la bufera sta imperversando. "Ho
imboccato la statale al casello di Avezzano intorno alle 11,15 e non
siamo stati fermati né avvertiti dalla pattuglia della polizia che
abbiamo incontrato - dice Francesco Magliacano, aiuto dirigente
dell'ospedale di Macerata - abbiamo proseguito il nostro viaggio fino
all'altezza di Bassorano dove ci siamo siamo dovuti fermare perché
la carreggiata era ostruita da un muro di neve altro un metro".
"Dopo circa due ore - ha aggiunto il medico - due volontari
della Protezione civile ci hanno dato un po' di the. Non ci hanno
saputo dare notizie sull'arrivo dello spazzaneve mentre la colonna
d'auto ferme alle nostre spalle cresceva a dismisura". "Dopo
poco meno di un'oretta - ha detto ancora il professionista - è
arrivato uno spazzaneve che ci ha consentito di proseguire lentamente
per un po' fino a quando, a circa sei chilometri dall'uscita di Sora,
ci siamo dovuti fermare di nuovo a causa di un autoarticolato rimasto
bloccato. Per spostarlo si é reso necessario l'intervento dei vigili
del fuoco ma ciononostante non siamo riusciti a riprendere il viaggio
a causa dell'impraticabilità della strada". "Dalle 18 - ha
concluso Magliacano - siamo fermi all'altezza di Sora senza
assistenza e aiuti di nessun genere, mentre la neve continua a cadere
copiosa e la temperatura a calare vistosamente".
TRENO
ROMA-CASSINO FERMO A VALMONTONE, 200 A BORDO -
E' fermo da alcune ore, a causa del maltempo, alla stazione di
Valmontone un treno regionale Roma-Cassino diretto a Roma Termini con
a bordo circa 200 pendolari. Il Comune di Valmontone ha avviato la
distribuzione di circa 200 pasti caldi ai passeggeri. Lo ha reso noto
il sindaco del paese casilino Egidio Calvano. I passeggeri sono stati
immediatamente rifocillati dai volontari della Protezione Civile e
dall'Amministrazione Comunale con tè caldo ed altri generi di
conforto mentre - su disposizione del Sindaco - la mensa del Centro
Sociali Anziani ha avviato la produzione di oltre duecento pasti
caldi. Altri pasti caldi sono stati distribuiti, in queste ore, ad
una ventina di autotrasportatori fermi nei pressi del casello
autostradale di Valmontone I volontari della Protezione civile
regionale stanno inoltre intervenendo per prestare soccorso ai
pendolari del treno regionale fermo in prossimità della stazione di
Zagarolo e sono pronti per dare assistenza ai pendolari dei treni
regionali tuttora fermi alle stazioni Cesano, Colleferro e Ciampino
CHIUSA
STRADA PER IL PAESE, FILETTINO ISOLATO
- Gli abitanti di Filettino, nel Frusinate, da stasera sono isolati.
Il sindaco Luca Sellari, ha deciso la chiusura della strada che porta
al paese montano all'estremo nord della Ciociaria. La decisione è
arrivata per motivi di sicurezza dopo il crollo di alcuni alberi
sulla sede stradale. "Si è creata una situazione di pericolo
per l'incolumità degli automobilisti - ha detto il primo cittadino -
quindi non c'erano più le condizioni per mantenere aperta la
strada". A Filettino oggi sono caduti oltre 70 centimetri di
neve che si sono aggiunti a quelli di ieri causando una situazione di
totale emergenza. Nel paese da questa mattina manca l'energia
elettrica in seguito a un blackout che ha colpito anche diversi paesi
dell'alta Valle Aniene, in provincia di Roma, dove il quadro resta
piuttosto difficile.
METEO
PEGGIORA - Considerando
il peggioramento delle condizioni meteo il comune di Roma ha deciso,
con decorrenza immediata, anche la chiusura di tutti gli uffici
pubblici. Resteranno aperti solo gli uffici comunali di pronta
emergenza: cioé vigili urbani, protezione civile, servizi sociali.
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno firmerà l'ordinanza per disporre
la chiusura delle scuole a Roma per sabato in considerazione delle
previsioni meteo. La protezione civile di Roma. ha infatti diramato
lo stato di allarme a tutte le strutture operative. "Dopo la
proclamazione dello stato di allarme da parte della Protezione Civile
conseguente al peggioramento delle condizioni atmosferiche, d'intesa
con il Prefetto e sentita la direzione regionale del Ministero
dell'Istruzione, abbiamo disposto di chiudere le scuole". Lo si
legge nella nota del Campidoglio. "La proclamazione dello stato
di allarme, infatti, -prosegue la nota- consente anche di chiudere le
scuole, andando oltre la semplice ordinanza di ieri di sospensione
dell'attività didattica. Invitiamo tutti i cittadini a evitare i
movimenti inutili e a fare riferimento per qualsiasi evenienza al
numero verde 800 854 854 della Protezione civile".Da mezzanotte
fino alle 12 di domenica a Roma si circolerà solo con catene e gomme
antineve a bordo. Lo ha deciso il sindaco Gianni Alemanno di concerto
col prefetto Giuseppe Pecoraro.
ALITALIA,
SABATO CANCELLATI 40 VOLI A FIUMICINO
- Alla luce del previsto calo di temperatura nella notte e di
probabili nevicate a Fiumicino, Aeroporti di Roma ha chiesto ad
Alitalia e ad altre compagnie di ridurre i voli nella fascia oraria
9-11 di domani mattina. Alitalia, si legge in una nota, ha quindi
cancellato preventivamente circa 40 voli, tra arrivi e partenze. Il
Colosseo, il Foro Romano e il
Palatino
sono stati chiusi per precauzione sotto la fitta nevicata Lo ha
riferito la direttrice del Colosseo, Rossella Rea. "Lo facciamo
sempre in caso di nevicate, per il rischio di gelate - ha spiegato -.
In questi casi l'acqua ristagna, si formano della lastre di ghiaccio
e i visitatori rischiano di cadere e farsi male. Vediamo come evolve
il tempo: se domani nevica resteremo chiusi". Rea ha negato che
la chiusura sia legata al rischio di crolli al Colosseo. La nevicata
in corso su Roma non risparmia la Città del Vaticano, che si è già
ricoperta di un leggero strato nevoso. Già quasi completamente
imbiancata è Piazza San
Pietro,
dove sparuti gruppi di turisti non rinunciano all'insolito
spettacolo. Ricoperti di bianco anche la cupola della basilica, il
tetto della Sistina, quelli del Palazzo apostolico e degli altri
palazzi vaticani, come pure il tradizionale presepe e l'albero di
Natale che campeggiano vicino all'obelisco di Piazza San Pietro. Il
maltempo oggi non ha rallentato gli impegni del Papa, che ha ricevuto
in udienza un gruppo di vescovi degli Stati Uniti in visita Ad Limina
e il prefetto dell'ex Sant'Uffizio, card. William Levada. Ha fatto
però rinviare a data da destinarsi l'udienza che Benedetto XVI
avrebbe dovuto tenere domani mattina nell'Aula Paolo VI con circa
settemila giovani, provenienti anche dall'estero, partecipanti
all'incontro mondiale dei "Giovani della pace" promosso dal
Sermig. Al momento non si registrano disagi.
Freddo
e maltempo continuano a interessare tutta Italia;
alcune zone sono di fatto paralizzate. Resta l'allerta meteo per la
neve sulle regioni centrali tanto che Viabilità Italia del Ministero
dell'Interno ha invitato gli automobilisti a non mettersi in viaggio
in queste zone. Al nord invece, dove ora non nevica più, le
temperature sono polari (a
Torino -5, a Trieste -6, in
Liguria -10, a Milano -7,
dove ieri è morto per assideramento un senzacasa), e si teme per il
ghiaccio. Sul Monte Rosa si sfiorano i -30 gradi. Gelo anche in parte
della Sardegna. Tutte le linee ferroviarie - hanno reso noto le Fs -
sono aperte, non si registrano particolari criticità. Situazioni di
disagio si stanno verificando in alcuni tratti autostradali dove è
scattato il piano neve che prevede anche il blocco dei tir. Fra
l'altro - segnala Autostrade per l'Italia - continua a nevicare
sull'A24 ed A25; qui i mezzi pesanti vengono fermati rispettivamente
a Tivoli (direzione L'Aquila), Teramo (direzione Roma) e Villanova
(direzione Roma).
Ai veicoli commerciali che si stanno
dirigendo dall'area toscana verso il sud, non è consentito di
proseguire lungo l'autostrada A1 causa nevicate in atto tra
Valmontone e Ceprano. A Roma, la neve è caduta anche questa notte;
in particolare, nella zona nord dove ha raggiunto i 5 centimetri; 3
centimetri invece nella zona nord-est della capitale. In provincia,
in Ciociaria é emergenza neve; a Frosinone si sono già accumulati
dieci centimetri e si registrano problemi per la circolazione.
Imbiancata l'autostrada A1 Roma-Napoli, dove resta il divieto
d'accesso per i mezzi pesanti, e dove sono entrati in azione gli
spazzaneve; a Fiuggi, dove la coltre nevosa ha raggiunto 30
centimetri, si registrano disagi al traffico e l'impossibilità per
migliaia di pendolari di raggiungere i posti di lavoro. Una forte
nevicata ha imbiancato Ancona,
dove è stato disposta per oggi la chiusura delle scuole. Nel tratto
ferroviario marchigiano la circolazione subisce forti rallentamenti,
dai 50 ai 90 minuti, con alcuni treni soppressi e un convoglio
proveniente dall'Umbria che è rimasto bloccato per ore all'altezza
della frazione di Cancelli, a Fabriano.
Mezzi spartineve e
spargisale sono al lavoro in tutta la regione; decine di famiglie
nell'entroterra di Pesaro Urbino sono senza elettricità. Il Molise è
paralizzato dal maltempo, le scuole sono chiuse; solo a Campobasso
sono caduti 40 centimetri di neve, un metro e mezzo in località al
di sopra dei mille metri. Le scuole sono rimaste chiuse stamane in
più di ottanta comuni, anche quelli a ridosso della costa. I mezzi
spartineve di Anas, Province, Comuni sono rimasti in azione per tutta
la notte senza sosta. Gran lavoro per protezione civile e vigili del
fuoco: decine gli interventi per soccorre automobilisti rimasti
bloccati. Diverse abitazioni di campagna risultano isolate. E'
arrivata in Alto Adige
l'ondata di gelo che investe l'Europa: a Predoi la temperatura è
scesa a -21,3 gradi. In gran parte delle località altoatesine il
cielo è sereno con temperature però molto inferiori alle medie
stagionali. Tra le località più fredde, San Martino in Badia ha
raggiunto i -16,2, Selva Gardena i -14,4 e Valles i -14,2.
TROVATO
UOMO MORTO DENTRO AUTO COPERTA DI NEVE
- Un 46enne di Isernia è stato trovato morto nella sua auto ferma
sulla Statale 17 nei pressi di Cantalupo nel Sannio (Isernia).
L'ipotesi più probabile è che sia stato colto da malore. L'auto era
coperta di neve. A rinvenire i cadavere sono stati i carabinieri. Sul
posto anche i Vigili del Fuoco per rimuovere il mezzo. La vittima si
chiamava Vincenzo Tamburro era un autista di pullman. Lavorava per
conto di una ditta di Roccamandolfi (Isernia). Questa mattina era
uscito da casa per raggiungere il luogo di lavoro, ma la strada era
impraticabile e all'altezza di Cantalupo nel Sannio, sulla Statale
17, aveva invertito il senso di marcia per rientrare a Isernia dove
non è mai arrivato perché colto da malore. Secondo quanto si è
appreso non era da solo, ma con un collega che ha chiamato i
soccorsi, ma non c'é stato nulla da fare.
MALTEMPO:
INTERCITY GUASTO, COME IERI STOP FORLI'-CESENA
- Replay del blocco per neve di un Intercity lungo l'Adriatica, come
il treno rimasto fermo ieri per 7 ore fra Forlì e Cesena. "Siamo
fermi da un'ora e mezza credo nello stesso tratto, a 4 km da Cesena"
racconta all'ANSA Massimiliano Paoloni, giornalista a bordo
dell'Intercity 611 Bologna-Lecce, partito alle 14:22 da Bologna.
"Prima - continua Paoloni, diretto a San Benedetto del Tronto,
nelle Marche - ci hanno detto che il treno non poteva andare avanti a
causa della neve, e che da Rimini si è mosso un locomotore che dovrà
trainarci. Proprio ora è passato il controllore e ci ha spiegato che
in realtà c'é un guasto al locomotore, e dobbiamo attendere quello
in arrivo da Rimini". A bordo i passeggeri "sono ancora
abbastanza tranquilli, il riscaldamento funziona, almeno per ora, ma
da San Benedetto mi hanno detto che il ritardo annunciato dal
tabellone in stazione é di soli 20 minuti...".
(ansa)
Teste,
Borsellino sapeva di attentato
Paolo
Borsellino sapeva che la mafia stava preparando un attentato contro
di lui, che dopo Falcone sarebbe toccato a lui. Lo ha detto il
colonnello Umberto Sinico, teste al processo al generale dell'Arma
Mario Mori, accusato di favoreggiamento alla mafia. Ha raccontato che
a fine giugno '92 incontro' un confidente in carcere che parlo' dell'
attentato.
'Lo
riferimmo subito a lui e Borsellino disse:'Lo so, ma devo lasciare
qualche spiraglio, altrimenti se la prendono con la mia famiglia'.
(ansa)
Governo,
tensione col Pd, ma Monti: Art. 18 si può modificare
Che
la sua maggioranza sia "evanescente", nel senso che ogni
giorno potrebbe dissolversi, Mario Monti lo riconosce apertamente.
Anche ieri, nelle dichiarazioni pubbliche, i partiti che sostengono
il governo professano lealtà all'Esecutivo: lo fa Silvio Berlusconi
in un'intervista al Financial Times, lo fa Pier Ferdinando Casini, lo
fa anche il Pd. Ma stavolta i maldipancia dei Democrats diventano
espliciti. Anche se non cambiano la linea del premier che oggi
sull'articolo 18 torna a parlare di modifiche.
Una giornata
segnata dallo 'sfogo' di Bersani con il Colle, da Orfini che invita
Monti a una esposizione mediatica minore, da Fassina che avverte del
rischio di complicazioni se la riforma del mercato del lavoro non
arriverà in Parlamento condivisa dalle parti sociali. E dalle
conseguenti repliche di Gasparri e Cicchitto. Tensioni esplose dopo
l'intervista a Repubblica tv, del premier. Ma da palazzo Chigi per
ora non mostrano particolare preoccupazione, spiegano i maldipancia
del Pd con le difficoltà "comprensibili" per la riforma
del lavoro, e soprattutto ricordano con fiducia "l'atteggiamento
sempre costruttivo" del partito di Bersani. Nel governo però
qualche preoccupazioni emerge: a mettere in fila il voto di ieri
sulla responsabilità civile dei magistrati, le nomine Rai decise dai
consiglieri Pdl-Lega, e i cedimenti ai pidiellini sulle
liberalizzazioni - riconosce un membro dell'esecutivo - il rischio è
che "il punto di caduta" sia proprio la riforma del mercato
del lavoro, "con il Pd che si irrigidisce, e il Pdl che invece
ne fa la madre di tutte le battaglie".
Un clima che già
ora fa nascere qualche preoccupazione sui decreti all'esame delle
Camere. Le rassicurazioni avute ieri dai tre segretari nel vertice di
palazzo Chigi, infatti, seppure fanno dire agli uomini di Monti che
il professore è soddisfatto, non bastano a garantire - ragiona una
fonte di governo - un iter spedito ai provvedimenti dell'esecutivo:
"Non è la tenuta del governo a essere a rischio, ma l'efficacia
della sua azione, con il possibile moltiplicarsi degli emendamenti e
un'iter che può diventare più farraginoso".
A
semplificare il quadro non hanno certamente contribuito le parole di
Monti sull'articolo 18, pronunciate a Repubblica tv: "Per come
viene applicato", l'articolo 18 sconsiglia l'arrivo "di
capitali stranieri e anche di capitali italiani". Non è detto
che "sia essenziale una modifica del ruolo dell'articolo 18 o
no", ma "trovo che non sarebbe utile precludersi"
nulla. Il problema, spiegano dal governo, è dunque "come nei
tribunali l'articolo 18 viene applicato": in termini di tempo,
con la lunghezza delle cause cui si pensa di porre rimedio con il
ricorso all'arbitrato, ma "anche in termini di merito".
Ecco allora la seconda parte del ragionamento di Monti: "Il
governo non ha poteri di intervento su come la giustizia viene
amministrata, possono esserci però chiarimenti e modifiche che danno
nuovi paletti a chi deve amministrare la legge". Se si debba
procedere ad una modifica tout court o solo ad una 'stretta'
applicativa, spiegano dal governo, "il premier l'ha lasciato
aperto. Si vedrà nel corso del negoziato".
(tmnews)
Ebook,
editori:3 libri su 4 in classifica già in versione pirata
Nel
giorno in cui Istat annuncia di aver inserito i lettori di libri
digitali nel suo paniere, l'associazione degli editori fa sapere che
tre ebook su quattro in classifica esistono già in sul web in
versione pirata.
"...su
25 best seller in classifica la scorsa settimana, il 75% circa è già
piratato in rete", spiega una nota diffusa dall'Aie, associata a
Confindustria, riferendosi alla classifica del sito Ibs.it.
"Oggi,
a fronte di 19mila ebook disponibili a fine 2011 (erano 1.619 a fine
2009), circolano, secondo stime prudenziali, 15mila titoli in
versione pirata".
Gli
ebook pirata riguardano anche quei titoli di cui non è disponibile
la versione digitale ufficiale, sottolinea l'Aie.
L'associazione
degli editori ha sostenuto nei giorni scorsi l'emendamento Fava alla
legge comunitaria - bocciato però mercoledì dalla Camera - che
voleva imporre ai siti web l'obbligo di controllare i contenuti messi
in rete dagli utenti eliminando direttamente quelli degnalati dai
detentori di eventuali diritti d'autore, senza attendere l'intervento
della magistratura.
(reuters)
Il
neodeputato Airaghi chiede rinuncia a indennità. Ma la legge non lo
consente
Ha
chiesto di non ricevere l'indennita' parlamentare, perche' gia'
pagato dallo Stato per il ruolo di Direttore generale dell'Agenzia
Industrie Difesa, ma le prime verifiche effettuate dalla Camera hanno
stabilito che e' impossibile rinunciare alla retribuzione prevista
per legge: e' successo al neodeputato del Pdl Marco Airaghi."La
prima cosa che ho chiesto alla Camera e' stata la possibilita' di non
ricevere l'indennita' parlamentare", spiega all'Adnkronos
Airaghi, che due giorni fa ha preso il posto di Antonio Verro
attualmente membro del Cda Rai. "Mi sembra una richiesta logica
perche' io sto gia' lavorando per lo Stato italiano alla Difesa",
continua. Alla Camera non si ricordano casi simili, cosi' gli uffici
hanno fatto delle verifiche, ma il verdetto e' stato senza appello:
"Non e' possibile rinunciare all'indennita' - riferisce il
neodeputato - perche' e' prevista da una legge statale".
Nonostante
i tempi di crisi economica e mentre e' acceso il dibattito sui costi
della politica, il neodeputato non intende sollevare alcuna polemica:
"Non sono un eroe e non sono assolutamente per l'anti-politica e
anzi sono molto spaventato dalla demagogia, dal populismo e
dall'anticasta: il mio e' un gesto assolutamente personale, non
giudico e non valuto gli altri perche' l'indennita' parlamentare e'
motivata dalla necessita' che un deputato sia indipendente e libero
da qualsiasi condizionamento ed e' dunque comprensibile. Io
semplicemente - sottolinea - non mi sentivo di accettare l'indennita'
perche' ho gia' un altro incarico".
Airaghi
ha inoltre sollecitato verifiche sulla sua posizione: "Ho
chiesto al presidente Fini di attivare gli uffici della Camera per
valutare eventuali profili di incompatibilita' tra la carica di
deputato e il mio incarico alla Difesa in modo tale che, se sara'
acclarata un'incompatibilita', io possa fare una scelta".
Nel
frattempo, finché non si farà chiarezza sulla vicenda, Airaghi
annuncia che opterà "per il trattamento economico della mia
amministrazione di appartenenza". Il deputato infatti si dice
"fortemente legato" al lavoro che svolge come direttore
generale di Agenzia industrie Difesa, "ente del quale anche la
Corte dei conti di recente elogia il recupero di efficienza e
funzionalita'".
"Quando,
e se, la Giunta decidera' che i due incarichi sono compatibili,
allora mi regolero' e decidero' in piena coscienza" sull'opzione
da adottare tra indennita' e stipendio. "Ma sia chiaro
-ribadisce- non voglio passare per un eroe o per qualcuno che intende
cavalcare l'anti politica. La campagna sulla cosiddetta 'casta' la
trovo, anzi, pericolosa. Il mio e' soltanto uno scrupolo" dice
il deputato che, in passato, e' stato gia' eletto due volte a
Montecitorio.
A
stretto giro arriva il chiarimento del vice presidente della Giunta
per elezioni di Montecitorio, Pino Pisicchio (Api), che sintetizza
dal punto di vista formale le tappe del procedimento relativo
all'esponente Pdl subentrato al dimissionario Antonio Verro. Per
Airaghi la procedura sull'eventuale incompatibilita' tra il ruolo di
deputato e quello di direttore generale dell'Agenzia industrie Difesa
potrebbe infatti essere avviata gia' a partire dalla settimana
prossima. "La fattispecie e' regolata dalla legge del 13
febbraio 1953 n. 60 - spiega Pisicchio all'Adnkronos - che
all'articolo 1 dispone: 'I membri del Parlamento non possono
ricoprire cariche o uffici di qualsiasi specie in enti pubblici o
privati, per nomina o designazione del governo o di organi
dell'amministrazione dello Stato'. A prima vista potrebbe essere
questo il caso ma ora -prosegue- bisogna vedere in concreto com'e' la
situazione specifica di Airaghi. Ha 15 giorni di tempo per porre la
questione e bisogna dire che ha mostrato solerzia da questo punto di
vista". Una volta notificatagli la decisione dell'organismo,
l'interessato puo' opporsi e avrebbe altri 15 giorni di tempo per
essere ascoltato.
A
quel punto, la Giunta decide e da quel momento il presidente della
Camera gli da' un mese per optare. "In mancanza di un'opzione
-sottolinea Pisicchio- il soggetto in questione e' fuori dal
Parlamento". Il punto vero, pero', e' che "in teoria la
Giunta dovrebbe essere organo giurisdizionale, in realta' finisce
spesso con il decidere a maggioranza e quindi opera come organo
politico. Insomma, e' tutto da vedere. Io da tempo -conclude il vice
presidente della Giunta- ho presentato una proposta di legge perche'
tali giudizi siano affidati alla competenza della Corte
costituzionale".
(adnkronos)
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