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Uomo
prende ostaggi in sede Agenzia Entrate nel bergamasco
Un
uomo è chiuso nella sede dell'Agenzia delle Entrate di Romano di
Lombardia (Bergamo). Ancora non si sa quali siano le sue intenzioni
né quante sono le persone che si trovano nell'ufficio assieme a lui.
Sul posto gli agenti della questura di Bergamo.
L'uomo
ha fatto uscire tutte le persone che erano presenti, una dozzina,
tranne una. Armato di un fucile, dice di voler parlare con la stampa
e che solo dopo libererà l'ostaggio. Ha urlato di essere in
difficoltà economiche e di volersi togliere la vita.
Il
sequestratore tiene in ostaggio un impiegato. I colpi sparati
dall'uomo sarebbero un paio che comunque non hanno causato feriti. Al
momento la trattativa e' portata avanti dai carabinieri.
Un
maresciallo dei carabinieri è entrato negli uffici dell'Ag. delle
Entrate per trattare con il sequestratore che non sarebbe ancora
stato identificato. L'uomo continua a tenere in ostaggio un
impiegato. Sono giunti anche i militari della Gdf mentre il piazzale
davanti all'entrata è stato recintato.
HA
URLATO A CLIENTI 'USCITE - Tra
i primi a fuggire dopo aver sentito gli spari c'e' una donna di 34
anni che abita al piano superiore dell'ufficio. La signora ha preso
con se' il figlio di appena 2 anni ed e' uscita di corsa dallo
stabile. Intanto sul posto sta arrivando anche il direttore
dell'agenzia delle Entrate di Bergamo, Domenico Arena. Tra i
primi a fuggire dopo aver sentito gli spari c'e' una donna di 34 anni
che abita al piano superiore dell'ufficio. La signora ha preso con
se' il figlio di appena 2 anni ed e' uscita di corsa dallo stabile.
Intanto sul posto sta arrivando anche il direttore dell'agenzia delle
Entrate di Bergamo, Domenico Arena.
SMS
OSTAGGIO 'STO BENE - L'ostaggio
nelle mani del sequestratore si chiama Carmine Mormandi, 56 anni, da
30 impiegato all'Agenzia delle Entrate. L'uomo circa mezz'ora fa ha
inviato un sms alla compagna, Tetyana di 39 anni e di origine
ucraina, con scritto: "sto bene".
(ansa)
Andreotti
migliora: ''Spero che Wikipedia continui a sbagliare sulla mia
morte''
Malore
per il senatore a vita Giulio Andreotti. Il sette volte presidente
del Consiglio è ricoverato al reparto di terapia intensiva
del Policlinico universitario
Agostino Gemelli di Roma.Nel bollettino, diffuso in serata
dall'ospedale, si legge che le sue condizioni rimangono
stabili, con graduale miglioramento dei parametri cardiorespiratori.
La prognosi rimane riservata. Il senatore a vita è giunto al
'Gemelli' intorno alle 13:30 "a seguito di una crisi cardiaca
successiva a una infezione respiratoria''.
''Scusate
il disturbo...Trattatemi come un paziente normale'',
ha detto il senatore a vita ai medici che lo hanno in cura. Le parole
dell'ex presidente del Consiglio sono state riferite da un amico di
famiglia che ha avuto modo di parlare con lui.
Andreotti,
dopo che gli è stato riferito che Wikipedia aveva già
pubblicato la notizia del suo passaggio a miglior vita,
ha anche dichiarato: "Hanno sbagliato... speriamo
continuino a sbagliare...".
Al
policlinico universitario, accanto ad Andreotti, ci sono i figli.
''L'ho trovato meglio, è lucido. Parla, è tranquillo'',
ha detto Stefano Andreotti. ''E' stata una cosa forte ma si è
ripreso. E adesso è sereno'', ha aggiunto. ''Un gran sollievo. Dovrà
passare del tempo, ma speriamo bene'', ha dichiarato Serena
Andreotti.
Patrizia
Chilelli, segretaria storica di Andreotti,
riferisce: "Il presidente sta bene, si è ripreso e ha
fatto anche qualche battuta ai
medici. Non è intubato".
"Sta
bene, ed è cortesissimo come sempre", assicura la fedele
collaboratrice del sette volte presidente del Consiglio, al suo
fianco da vent'anni. Che ai giornalisti confida con un sorriso:
"Wikipedia lo dava già per morto, e il presidente ce
l'ha messa tutta perché questo non succeda".
Marco
Ravaglioli, giornalista e genero
del senatore a vita, spiega: "Ha avuto una crisi respiratoria
legata a una pregressa bronchite. Ma le sue condizioni stanno
migliorando - aggiunge -. Capisce e reagisce. Siamo
sereni".
"E'
tranquillo - continua -. Scambia qualche parola e non gli manca la
battuta: ha detto che è nella stanza 17, ma non è
superstizioso...".
"Non
ha mai perso conoscenza -
riferisce -. La prognosi resta riservata, ma spero di poter dire che
si tratta di una misura precauzionale. Ha una mascherina che lo
rifornisce di ossigeno, siamo relativamente sereni", ribadisce.
Ravaglioli
ricostruisce così il malore accusato da Andreotti : "si è
sentito male dopo pranzo, ha avuto una crisi respiratoria legata a
una pregressa bronchite che ha provocato una difficoltà di
circolazione sanguigna e un forte rialzo della pressione. Data l'età,
la prudenza è d'obbligo e viene mantenuto in terapia intensiva, ma
il fatto di averlo visto in condizioni discrete ci
tranquillizza tutti". "Gli
altri figli stanno arrivando, saranno qui in serata", ha
aggiunto.
Il
senatore a vita, come risulta all'ADNKRONOS, è stato prelevato
dall'ambulanza dalla sua casa romana, in corso Vittorio Emanuele,
intorno alle 13.26. L'ex presidente del Consiglio è stato visto con
una mascherina dell'ossigeno da numerosi passanti.
Il
piazzale antistante il Pronto soccorso è 'presidiato' da giornalisti
che seguono l'evolversi delle
condizioni cliniche. Insieme alla gente del mestiere, anche molte
persone che si informano delle condizioni di salute dell'ex leader
democristiano. Tra queste una signora che non fa mistero della
propria ammirazione per lo statista Dc, che spiega: "Andreotti i
pensionati li ha sempre rispettati. Lo dico io che sono stata moglie
di un sindaco molto vicino al presidente".
Il
senatore a vita, ha confermato anche la sua segretaria, per suo
tramite ha ricevuto tante telefonate di sostegno non
appena è rimbalzata la notizia del malore che lo ha colto.
Il
sindaco di Roma, Gianni Alemanno,
ha dichiarato: "Siamo vicini a Giulio Andreotti e alla sua
famiglia". "E' un grande patriarca della nostra
città, e i cittadini romani,
al di là delle posizioni politiche, provano per lui un grande
affetto", ha aggiunto.
Il
leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini,
scrive su Twitter: "Andreotti sta male. Gli siamo vicini con
stima e affetto. Forza Giulio!".
Giuseppe
Ciarrapico, senatore del Pdl,
fa un 'blitz' al Gemelli: "Andreotti è un uomo formidabile.
Supererà anche questo,
mi auguro di vederlo presto in Senato".
(adnkronos)
Le
accuse del Gip a Lusi: 'Attivita' di saccheggio'
La
Procura di Roma ha chiesto al Senato l'autorizzazione all'arresto
dell'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi. Per il senatore e'
stata chiesta la misura dell'arresto in carcere.
La
richiesta di custodia cautelare per il senatore Luigi Lusi è
arrivata in Senato e il presidente Schifani l'ha già trasmessa al
presidente della giunta per le autorizzazioni Marco Follini.
"Penso
che saremo favorevoli all'arresto" ha affermato Pier
Ferdinando Casini rispondendo ad una domanda di Sky tg24 sul
caso.
Ai
domiciliari, oltre alla moglie Giovanna Petricone, ci sono i
commercialisti Mario Montecchia e Giovanni Sebastio. Le abitazioni di
questi ultimi sono state perquisite dal nucleo di polizia tributaria
delle Fiamme Gialle. L'accusa per tutti e' di associazione per
delinquere.
La
richiesta di autorizzazione a procedere all'arresto di Lusi e gli
arresti domiciliari per gli altri sono stati sollecitati dal
procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Stefano Pesci,
titolari dell'inchiesta sulla appropriazione di fondi dalle casse
della Margherita. I provvedimenti sono stati firmati dal gip
Simonetta D'Alessandro. Le misure cautelari sono state
notificate dagli uomini del Nucleo di Polizia valutaria della Gdf.
Per
il suo secondo matrimonio, nel luglio del 2009, Lusi ha speso -
secondo quanto accertato dal procuratore aggiunto Alberto
Caperna e dal sostituto Stefano Pesci - oltre 30 mila euro per
lo chef Antonello Colonna pagando con assegni della Margherita.
"E'
un provvedimento giuridico abnorme" dice Lusi. "Alcune
affermazioni - dice Lusi - non sono nemmeno riscontrate, come i
poteri del Comitato di tesoreria e dei revisori dei conti della
Margherita. Prendono per buone sommarie informazioni di Enzo Bianco",
cioé il presidente dell'Assemblea federale del partito. "In
sostanza - prosegue l'ex tesoriere della Margherita - nessun fatto
nuovo, ma la qualificazione giuridica contenente il reato
associativo. Per mia moglie la misura chiesta è per... pericolo di
fuga... Nessun altra ragione".
"Siamo
sconcertati" e' la reazione del difensore del senatore. "Questo
provvedimento - afferma l'avvocato Luca Petrucci - arriva dopo una
ampia confessione, dopo aver chiesto incidente probatorio che ci è
stato rigettato. Dopo aver chiesto il sequestro del sistema
informatico contabile della Margherita, su cui non c'é ancora data
risposta. Dopo aver messo a disposizione della Margherita tutti i
beni immobili oggetto di contestazione viene disposta una misura
cautelare per la quale allo stato non si comprende su quali elementi
nuovi si basi l'ordinanza". Il penalista spiega di non aver
ancora visionato l'ordinanza emessa dal giudice affermando che si sta
recando a Genzano dal suo assistito.
"Si
conferma che la Margherita e i suoi esponenti sono vittime di un
reato" e' invece il commento dell'avvocato Titta Madia,
difensore dei Dl.
GIP,
DA SENATORE ATTIVITA' DI SACCHEGGIO
- Il sen.Luigi Lusi ha compiuto "un'attività di vero e proprio
saccheggio a fini privati delle casse" della Margherita, "ma
non solo un'attività di saccheggio": il gip, nell'ordinanza,
gli addebita indifferenza per le finalità pubbliche di quel denaro,
"e ciò ad onta del ruolo parlamentare ricoperto,con profili
finanche paradossali".
Luigi
Lusi ha fatto dichiarazioni pubbliche in cui riferiva il contenuto di
atti processuali in termini "artatamente distorti, accompagnando
le affermazioni con allusioni a responsabilità altrui rimaste poi
senza alcun seguito", con finalità "inquinanti". Lo
scrive il gip di Roma nell'ordinanza di custodia cautelare.
Pericolo
di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Sono queste
circostanze che hanno giustificato la richiesta di autorizzazione al
Senato all'arresto di Luigi Lusi, firmata dal Gip di Roma. Oltre
all'appropriazione indebita pluriaggravata e continuata e
all'associazione per delinquere, nella vicenda potrebbero
configurarsi altre ipotesi di reato. Nelle pieghe dell'inchiesta sono
infatti spuntati altri possibili illeciti sotto il profilo fiscale.
Quella
promossa da Luigi Lusi era, secondo i magistrati di Roma, una
associazione per delinquere finalizzata "a realizzare una serie
indeterminata e sistematica di sottrazione di risorse dai conti"
della Margherita. E' quanto si legge nel capo di imputazione nei
confronti del tesoriere del partito, con particolare riferimento
all'accusa di associazione per delinquere, contesta a Lusi insieme
alla moglie Giovanna Petricone, ai commercialisti Mario Montecchia e
Giovanni Sebastio, a Diana Ferri e a Paolo Piva.
Lusi
e gli altri indagati, scrive il Gip nell'ordinanza, "si
associavano tra loro al fine di commettere un numero indeterminato di
delitti di appropriazione indebita, riciclaggio, fraudolenta
intestazione di valori ed altri illeciti strumentali, finalizzati a
realizzare una serie indeterminata e sistematica di sottrazione di
risorse dai conti dell'associazione 'Democrazia e Liberta' - La
Margherita, di cui il Lusi era tesoriere, per poi destinare tali
risorse ad impieghi privati". Lusi, in particolare, viene
considerato "promotore del sodalizio", che inizia ad
operare almeno dal 1997 e va avanti fino all'anno scorso. Ed è lui
che "effettuava ripetutamente atti di disposizione del
patrimonio della Margherita, grazie ai quali risorse ingenti di
competenza della predetta associazione politica, venivano utilizzate
a fine di profitto personale". Montecchia e Sebastio, invece, in
quanto commercialisti del partito, "garantivano al Lusi
un'indispensabile attività di supporto che si concretizzava nella
sistematica scritturazione infedele e mendace sui libri contabili
delle operazioni mediante le quali il Lusi realizzava le indebite
appropriazioni". La moglie Petricone, Ferri e Piva, conclude
infine il Gip, "sulla base di una pianificazione ideata già
prima dell'inizio delle sottrazioni, mettevano a disposizione
strumenti economici, finanziari e societari al fine di agevolare le
operazioni di appropriazione indebita e di favorire il reimpiego
delle somme sottratte".
Nell'ambito
della vicenda che coinvolge l'ex tesoriere della Margherita Luigi
Lusi, accertamenti sono ancora in corso da parte degli inquirenti su
un cifra complessiva di circa 5 milioni di euro. E' quanto emerge
dall'ordinanza di arresto. "Resta ancora da chiarire - riferisce
l'atto - la destinazione di alcuni milioni di euro, dei quali almeno
3-4 milioni usciti mediante assegni 'liberi a cifra tonda'", "e
oltre un milione in contanti".
La
sottrazione dei fondi della Margherita è stata "operata da Lusi
in un quadro associativo" che "non si identifica nel
partito ma che ha operato in danno del partito". E' quanto
scrive il Gip di Roma nell'ordinanza di arresto per l'ex tesoriere,
sottolineando che "l'intera gestione economica di 'Democrazia e
Liberta' è stata sotto la sua diretta competenza e responsabilità".
(ansa)
Lega,
laurea Renzo Bossi a Tirana ritrovata in carte cassaforte Belsito
Nella
cassaforte dell'ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito
perquisita il mese scorso a Roma, i magistrati hanno ritrovato una
laurea in gestione aziendale conseguita in Albania da Renzo Bossi,
figlio del leader del Carroccio Umberto.
Agli
atti delle indagini delle procure di Milano e Napoli - visionati da
Reuters - risulta una laurea rilasciata in data 29 settembre 2010
dalla facoltà di Economia aziendale dell'università Kristal di
Tirana.
Il
giovane Bossi viene indicato con matricola 482, con i voti più alti
in matematica, contabilità finanziaria e statistica, dove ottiene
10.
Negli
atti emerge anche un diploma di laurea in sociologia di Pierangelo
Moscagiuro - guardia del corpo della vicepresidente del Senato e ora
espulsa dalla Lega, Rosy Mauro - rilasciato in data 29 giugno 2010
dallo stesso ateneo.
I
magistrati sospettano che per il conseguimento delle due lauree siano
stati usati i rimborsi elettorali del partito.
Le
procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria stanno indagando su
Belsito con le accuse di truffa ai danni dello Stato, appropriazione
indebita e riciclaggio relativamente all'uso dei fondi pubblici
ottenuti dalla Lega come rimborsi, che sarebbero stati usati a scopo
privato da alcuni esponenti del partito.
Secondo
i magistrati, il denaro sarebbe stato usato per anche pagare varie
spese della famiglia Bossi.
A
seguito dello scandalo scoppiato con l'inchiesta, Umberto Bossi si è
dimesso da segretario - anche se nei giorni scorsi ha annunciato di
voler ricandidarsi al prossimo consiglio federale - mentre il figlio
Renzo ha lasciato l'incarico di consigliere regionale in Lombardia e
la Mauro è stata espulsa dal partito insieme a Belsito, che nelle
settimane scorse ha riconsegnato alla Lega lingotti d'oro e diamanti
comprati col denaro del Carroccio.
(reuters)
Euro
2012, parla Blatter: il torneo deve svolgersi in Ucraina, il calcio
deve unire
''Gli
Europei devono svolgersi in Ucraina.
Il calcio deve unire la gente e non dividerla''. Sono le parole di
Sepp Blatter,
presidente della Fifa, che si esprime così sulle ipotesi di
boicottaggio a livello politico nei confronti dell'Ucraina, sede con
la Polonia del torneo Euro 2012. La competizione
continentale si svolgerà dall'8 giugno all'1 luglio.''I
politici - dice Blatter presente ad un convegno a San Gallo -
dovrebbero pensare ai valori dello sport. E prima di parlare di
boicottaggio dovrebbero pensare a ciò che tutto questo comporta''.
E'
di oggi la notizia secondo cui nessun commissario europeo si
recherà in Ucraina per
protestare contro il trattamento nei confronti dell'ex primo ministro
Yulia Timoshenko. Nei giorni scorsi era stato annunciato il
'boicottaggio da parte del presidente della Commissione, José Manuel
Durao Barroso, e della sua vice, Viviane Reding, che aveva declinato
l'invito in Ucraina del presidente dell'Uefa, Michel Platini.
Il
governo di Kiev
risponde così agli appelli per il boicottaggio: "Il ministero
degli Esteri considera distruttivi i tentativi di
politicizzare eventi sportivi
che per anni hanno giocato un ruolo importante nel processo di
stabilere una comprensione e un'unità tra gli stati".
"Quelli
che vogliono colpire Euro 2012 non facilitano la riforma del sistema
giudiziario ucraino né aiutano il rafforzamento delle istituzioni
democratiche e lo stato di diritto in Ucraina" continua la
dichiarazione del ministero degli Esteri ucraino che sottolinea come
un "fallimento" dello svolgimento dei campionati sarebbe
"una perdita di milioni".
(adnkronos)
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