| Il ritorno dei Negramaro: benvenuti a Casa 69 |
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Subito primi nella classifica FIMI
di Gabriella Poggioli
Siamo stati alla presentazione di Casa 69, il loro quinto studio album. Una produzione più rock, grazie alla collaborazione con David Bottrill, già al fianco di Placebo, Muse, Tool, David Sylvian e David Bowie, ma pensata in continuità con i lavori precedenti. "Per noi questo è l'album dell'Io, dell'uomo", spiega Giuliano Sangiorgi, voce e leader del gruppo. "È la sintesi tra Mentre tutto scorre, che era ossessionato dalle aritmie del tempo, e La finestra, in cui cantavamo della categoria dello spazio. E tra il tempo e lo spazio c'è stata questa necessità, anche filosofica, di parlare dell'uomo". Un concetto sintetizzato perfettamente dall'immagine di copertina, che riproduce una scultura ideata e realizzata dal bassista Ermanno Carlà: un uomo-cuore con rami-vene al posto delle gambe e delle braccia a rappresentare la carnalità, la vita, la necessità. Perché come un cuore per battere ha bisogno di un organismo a cui essere collegato, così l'essere umano per esistere ha bisogno della propria comunità: "È un po' l'augurio che ci facciamo e che facciamo a tutti quelli che ci ascoltano", continua Giuliano. "Occorre tornare a un antropocentrismo vero, che non sia solamente quello che ci stanno propinando oggi, cioè un modello di vita iLife. Ti fanno credere che il tuo io non ha bisogno di nessun altro io, ma non è così: nessuno può fare niente da solo. Io stesso senza il resto della band sarei perso. Casa 69 è la voglia di comunità, una comunità diversa dal modello della società di oggi". Non a caso il titolo dell'album richiama un luogo realmente esistente: una vera e propria comune in cui i sei componenti del gruppo vivono, condividono la loro passione per la musica e costruiscono in sinergia i loro progetti da oltre dieci anni: "C'è un centro della casa in cui prima di ogni luogo si sente nascere il disco", racconta Giuliano, "perché da tutte le nostre stanze arrivano i suoni. Lì andiamo a trovare l'album, è il punto in cui tutto il frastuono si riordina e diventa musica". Alle sedici canzoni che compongono Casa 69 si aggiungono nella versione Special Edition i due inediti Lacrime e Comunque vadano le cose (scusa Mimì), dedicato a Mia Martini: "Le nostre sono scuse umane, non da artisti: ho sperimentato l'incomprensione e mi sono sentito vicino a come deve essersi sentita lei", rivela Giuliano. "Ho visto nella faccia degli altri quello che non credevo di mostrare di me e non riuscivo a cancellare quell'immagine. Così ho capito la sua prigione". Un ritorno in grande stile, insomma, che per la prima volta in Italia non si ferma alla musica: fino al 2 dicembre i Negramaro sbarcano anche al cinema con il videoclip-cortometraggio in 3D del singolo Sing-hiozzo, diretto da Paolo Ameli e in programmazione nel circuito The Space Cinema prima di ogni film in tre dimensioni. Preparate occhi e orecchie. E non dimenticate gli occhialini.
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