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La Doppia

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Pau e Boosta

 

 

 

L'esclusiva

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 Roberto Vecchioni

 

Placcaggio

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CLAUDIO GIOÈ

Giovani talenti

                                                                                                                        

annalisa _mg_6792.jpgAnnalisa Scarrone

 

Musica

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Marco Carta

 

 

 

MY MAIN MAN

APPUNTI PER UN FILM SUL JAZZ A BOLOGNA

di Giacomo Ioannisci

jazz.jpgBologna come New York. Bologna capitale italiana (ed europea) della musica jazz. Non è un miraggio, né fantascienza. È realmente accaduto sul finire degli anni Cinquanta. Un fenomeno di massa, nato nelle cantine e continuato nei teatri, negli stadi e nei giardini delle ville di lusso sui colli. Bologna, del resto, è sempre stata una città calamita di fermenti musicali. Dal dopoguerra prima il jazz, poi il rock, il punk e la new wave. "My main man" (2009) di Germano Maccioni in questo senso è un prezioso documentario che racconta la storia del jazz bolognese, quando gente come Chet Baker la potevi incontrare sotto i portici o al bar. Quando musicisti del calibro di Cannonball Adderley. Ray Charles, Miles Davis o Billy Evans e tanti altri ancora, sbarcati ai piedi delle due torri dopo i concerti spesso restavano a bighellonare tra via Rizzoli e via Zamboni, tra la pianura e le colline, incantati da questa città da sempre principale arteria di comunicazione dello Stivale. Ecco spiegato allora il sottotitolo "Appunti per un film sul jazz a Bologna"...

Il jazz, una musica che è già linguaggio. Una musica fatta di swing e improvvisazione. Una musica un tempo sinonimo di maledettismo, di ubriachi, tossici e galeotti. Una musica che a Bologna ha fatto storia. Tutto decollò come un concorde grazie al Festival del Jazz o al Disco club, che ospitarono i maggiori musicisti d'oltreoceano. E la cosa ha continuato ad aver successo nei rioni attorno a piazza Maggiore fino circa al 1975. Poi altri generi ne hanno ereditato le folle al botteghino.

Il documentario di Maccioni, prodotto da Bottega Bologna e Articolture, in collaborazione con Bologna Jazz Festival e Regione Emilia Romagna, ne ripercorre le tappe salienti, le serate più importanti e fumose, grazie soprattutto alle immagini di repertorio degli archivi Rai Teche e alle testimonianze di musicisti che vissero quel periodo d'oro. Il tutto ora disponibile in home video grazie alla collana D-Cult della CGHV che propone un dvd eccezionale, con una sezione extra ricolma di singole esibizioni di molti dei più importanti musicisti. Insomma, un film fondamentale per il genere. Ma tanto bello e appassionante anche per chi il jazz lo conosce appena.