| Riciclando il male, ecco il disco dei Kalafro |
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Il linguaggio del rap è potente veicolo espressivo per i Kalafro, collettivo calabrese composto da Nicola MastaP Casile, Simone Bad Simon Squillace, Bruno Easy One Timpano, Francesco Kento Carlo e Francesco Ciccioshiva Creazzo. La loro terra è la tematica sociale (e, chiaramente, politica) che fa da traino alla loro urgenza. La nascita di Resistenza Sonora è, sin dal nome, legata a doppio filo con le vicende che negli ultimi anni hanno reso giocoforza protagonista la Calabria nelle copertine dei giornali: la rivolta di Rosarno, la bomba alla Procura di Reggio Calabria, le intimidazioni subite dai procuratori e così via. Va da se che la musica vada, giustamente, in secondo piano di fronte all'impatto vocale e lirico della musica dei Kalafro, ma non è da sottovalutare. Un rap potente che trova nel folk (nel senso letterale del termine) e nell'ipnosi dub i perfetti detonatori per il suo andamento irresistibile. C'è anche una valenza ulteriore per tramandare ai posteri il disco dei Kalafro: l'album è stato prodotto con il supporto del Museo della 'ndrangheta di Reggio Calabria, istituzione che opera grazie ai beni confiscati ai clan mafiosi. Come dire: prendere la forza di uno dei più grandi mali italiana e riciclarla in qualcosa di buono.
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