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La Doppia

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Pau e Boosta

 

 

 

L'esclusiva

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 Roberto Vecchioni

 

Placcaggio

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CLAUDIO GIOÈ

Giovani talenti

                                                                                                                        

annalisa _mg_6792.jpgAnnalisa Scarrone

 

Musica

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Marco Carta

 

 

 

32enne italiana tra i 10 migliori scienziati negli Stati Uniti

ricerca.jpgGli Stati Uniti, si sa, hanno la mania di stilare delle liste. Riescono sempre a classificare i migliori e i peggiori in ogni ambito. Ma questa volta la classifica ci riguarda personalmente e, da un certo punto di vista, ci fa onore. Questo perché Chiara Daraio, marchigiana, 32 anni, è stata inserita dalla rivista Popular science nella prestigiosa "Brilliant 10", la classifica dei 10 migliori scienziati under 40 che lavorano negli Usa. Giovane e italiana, quindi, che ha ottenuto l'importante riconoscimento grazie ai suoi studi su un sistema che permette  ecografie ad alta definizione. Intervistata da "Il Fatto Quotidiano", Chiara ha ammesso, però, che in Italia questo non le sarebbe mai stato possibile. E lo ammette con rammarico, perché se ci fosse stata la possibilità, avrebbe volentieri valutato un rientro nel nostro Paese, per continuare le sue ricerche. Com'è noto, però, questa è solo un'utopia, considerati gli investimenti che in Italia vengono riservati alla ricerca e il sistema universitario strutturato secondo parametri troppo lontani dalla meritocrazia. Ed ecco allora che Chiara resta in America, si costruisce lì una famiglia (ha da poco partorito un figlio senza che questo abbia interferito con la sua carriera) e diventa full professor all'università di San Diego. Testimonianza tangibile e concreta di quei famosi "cervelli in fuga" di cui tanto si parla e per cui poco, però, si fa. "È triste vedere come in Italia il valore della ricerca sia ridotto al minimo" dichiara nell'intervista. "Ammiro i ricercatori che rimangono per la loro volontà di "cambiare" il sistema, e la loro voglia di migliorare la ricerca nonostante il carico di insegnamento accademico sia pesantissimo rispetto a qui, e nonostante le magre condizioni economiche e le lunghe attese per promozioni accademiche che procedono con criteri ancora oscuri. Applaudo la voglia di cambiamento, anche se in condizioni piuttosto difficili al momento". Chi vuole cambiare il sistema, resta, e sicuramente è degno della stima di chi invece va. Ma quanto costa questa "resistenza"? Forse tanto, considerando che, a soli 32 anni, negli Stati Uniti si ha la possibilità di crescere, costruirsi una famiglia, portare avanti il lavoro per cui si è studiato, e rientrare così nella lista dei "migliori 10". E Chiara Daraio ne è la dimostrazione.

 

 

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