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Gli Stati Uniti, si sa, hanno la
mania di stilare delle liste. Riescono sempre a classificare i migliori e i
peggiori in ogni ambito. Ma questa volta la classifica ci riguarda
personalmente e, da un certo punto di vista, ci fa onore. Questo perché Chiara
Daraio, marchigiana, 32 anni, è stata inserita dalla rivista Popular science
nella prestigiosa "Brilliant 10", la classifica dei
10 migliori scienziati under 40 che lavorano negli Usa. Giovane e italiana,
quindi, che ha ottenuto l'importante riconoscimento grazie ai suoi studi su un
sistema che permette ecografie ad alta
definizione. Intervistata da "Il Fatto Quotidiano", Chiara ha ammesso, però,
che in Italia questo non le sarebbe mai stato possibile. E lo ammette con rammarico,
perché se ci fosse stata la possibilità, avrebbe volentieri valutato un rientro
nel nostro Paese, per continuare le sue ricerche. Com'è noto, però, questa è
solo un'utopia, considerati gli investimenti che in Italia vengono riservati
alla ricerca e il sistema universitario strutturato secondo parametri troppo
lontani dalla meritocrazia. Ed ecco allora che Chiara resta in America, si costruisce
lì una famiglia (ha da poco partorito un figlio senza che questo abbia
interferito con la sua carriera) e diventa full
professor all'università di San Diego. Testimonianza tangibile e concreta
di quei famosi "cervelli in fuga" di cui tanto si parla e per cui poco, però,
si fa. "È triste vedere come in Italia il
valore della ricerca sia ridotto al minimo" dichiara nell'intervista. "Ammiro i ricercatori che rimangono
per la loro volontà di "cambiare" il sistema, e la loro voglia di migliorare la
ricerca nonostante il carico di insegnamento accademico sia pesantissimo
rispetto a qui, e nonostante le magre condizioni economiche e le lunghe attese
per promozioni accademiche che procedono con criteri ancora oscuri. Applaudo la
voglia di cambiamento, anche se in condizioni piuttosto difficili al momento".
Chi vuole cambiare il sistema, resta, e sicuramente è degno della stima di chi
invece va. Ma quanto costa questa "resistenza"? Forse tanto, considerando che,
a soli 32 anni, negli Stati Uniti si ha la possibilità di crescere, costruirsi
una famiglia, portare avanti il lavoro per cui si è studiato, e rientrare così
nella lista dei "migliori 10". E Chiara Daraio ne è la dimostrazione.
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