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La Doppia

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Pau e Boosta

 

 

 

L'esclusiva

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 Roberto Vecchioni

 

Placcaggio

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CLAUDIO GIOÈ

Giovani talenti

                                                                                                                        

annalisa _mg_6792.jpgAnnalisa Scarrone

 

Musica

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Marco Carta

 

 

 

“Vorrei la pelle nera”…il canestro dell’antirazzismo!

basket antirazzismo.jpg"Vorrei la pelle nera" cantava Nino Ferrer nel 1967. Oggi, quasi 50 anni dopo, questa sembra essere la frase che mette il punto a una brutta storia, di quelle che nel mondo dello sport si sentono (purtroppo) di frequente. L'iniziativa "Io vorrei la pelle nera" è la risposta della FIP (Federazione Italiana Pallacanestro) al brutto episodio che ha coinvolto Abiola Wabara, cestista di colore della Geas Sesto San Giovanni colpita da insulti razzisti durante la gara 2 del primo turno dei playoff del campionato femminile in casa della Comense.

L'iniziativa ha coinvolto non solo i giocatori della Lega, ma anche gli arbitri e i giornalisti a bordo campo che, durante la scorsa giornata di campionato hanno dipinto il proprio corpo con strisce nere per testimoniare solidarietà alla giocatrice e disappunto verso chi ancora oggi dimostra scarsa intelligenza e civiltà facendosi protagonista di questi episodi. E, fortunatamente, non è un grido isolato. Anche l'Eurolega ha partecipato  all'iniziativa: le finali di Eurocup che si sono tenute a Treviso nel fine settimana hanno ospitato a bordo campo lo slogan della campagna FIP " Vorrei la pelle nera" sia in italiano, sia nella versione inglese "I wish I had a black skin".

Grande soddisfazione è stata espressa da parte del Presidente della Federbasket Dino Meneghin di fronte alla pronta risposta dei giocatori e dei tifosi: "Mi sono accorto che negli anni nonostante l'attenzione alta, c'è sempre qualcuno che vuole rovinare lo spettacolo e il vivere civile [...] Non importa se sono bianco, rosso o verde o se ho un credo religioso diverso, la cosa che conta è il rispetto. Bisogna insegnare ai giovani che la cosa più importante è il vivere insieme, al di là del colore della pelle". Oltretutto l'episodio sembra aver lanciato lo spunto anche per una modifica del regolamento sportivo:  mentre nel calcio, infatti, è prevista la sospensione della partita in caso di cori razzisti ( e forse dovrebbe essere presa in considerazione più spesso!), nel regolamento del basket non è ancora prevista questa possibilità. "Sicuramente bisogna studiare una regola che permetta agli arbitri di interrompere la partita in caso di cori razzisti", aggiunge Meneghin.

 

 Quella che era iniziata come una brutta vicenda di razzismo e intolleranza  grazie alla pronta condanna di tutti sembra indirizzata verso un lieto fine e  "Vorrei la pelle nera" più che il ritornello di una canzone sembra essersi innalzato a inno al rispetto e alla civiltà. (M.C.C.)

 

 

 

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