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La Doppia

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Pau e Boosta

 

 

 

L'esclusiva

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 Roberto Vecchioni

 

Placcaggio

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CLAUDIO GIOÈ

Giovani talenti

                                                                                                                        

annalisa _mg_6792.jpgAnnalisa Scarrone

 

Musica

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Marco Carta

 

 

 

IL PLANKING: UN’ALTRA FOLLE TENDENZA PER “ESSERCI”

di Maria Chiara Carbone

planking.jpgNessuno contesta la validità dei social network come mezzi di comunicazione, per tenersi aggiornati, recuperare vecchie amicizie, ma anche solo per continuare ad essere al corrente della vita delle persone con le quali non comunichiamo più. Non si può parlare in questo caso di "buco della serratura", non si tratta di spiare la persona in questione. La realtà dei social network è quella di una vetrina personale dove invitiamo gli altri a guardarci, un banco d'esposizione dove mettere in mostra solo il meglio di sé, o perlomeno solo quello che cerchiamo di far arrivare, incapaci di comunicarlo apertamente.

C'è chi invece di andare da un amico e comunicare il proprio disagio, scrive un verso di una poesia, di una canzone, cambia immagine, nascondendosi ulteriormente (oltre che dietro lo schermo di un computer), dietro parole altrui (che si crede esprimano meglio il proprio stato d'animo, come se fossero state scritte apposta per noi) o dietro altre fattezze. Fin qui si parla di disagio comunicativo, grande male di questa società che cerca di esprimersi in tutti i modi e con tutti mezzi sempre più avanzati. Il vero grande problema si pone quando si è disposti a tutto pur di entrare a far parte del grande paradosso dell'esistenza virtuale. L'ultima moda dei cybernauti è quella del planking. Non è facile capire immediatamente a cosa si riferisca questa parola, "plank" in inglese significa tavola, lasciando escludere implicazioni pericolose del fenomeno. In realtà, la nuova pratica consiste nello stendersi a pancia in giù in situazioni estreme (pericolose più che altro) allo scopo di scattare foto da condividere sui social network. Una moda finita recentemente in tragedia: a Brisbane un ventenne per lasciarsi immortalare, è precipitato da una ringhiera al settimo piano di un palazzo. Un fatto drammatico che non può non far notizia e scatenare polemiche e dibattiti. Proprio sulla pagina Facebook di Planking Australia, il mondo dei planker si difende così: "Gli incidenti avvengono tutti i giorni - ha comunicato il fondatore della Planking Association di Brisbane, Richard Litonujua - È una maniera davvero tragica di finire così, ma se le persone si scontrano con l'auto e muoiono, non per questo smetteremo di guidare l'auto". Sono nate anche pagine per il planking sicuro, (liquidate con un "roba da fighette"!), create chiaramente con lo scopo di contenere i rischi di questa nuova pericolosissima tendenza. Ciò che realmente non è chiaro è fino a dove si spingerà la necessità dell'uomo di nascondersi dietro maschere così estreme.

 

 

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