| Con Claire, “Le Jeux Sont Faits” |
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di Massimo Canorro
Ciao Claire, benvenuta su What's Up! Se pronuncio il nome Eros Ramazzotti che cosa ti viene in mente? Innanzitutto ciao a voi! Beh, sentendo questo nome mi viene in mente il mio ingresso nel mondo della musica con il singolo del 2007 "Tu veux ou tu veux pas", cover di un brano reso famoso negli anni Settanta da Brigitte Bardot. Riarrangiato per l'occasione da Maurizio Bassi, questo singolo è stato prodotto proprio da Eros!
Hai una mamma francese e un papà italiano. Quanto sono
importanti, a livello umano e artistico, queste due "contaminazioni" genetiche?
Direi che la mia doppia nazionalità è stata una fortuna poiché, attraverso due culture, spesso vengono fuori idee molto originali. Allo stesso tempo nel mio corpo avverto la presenza di due anime e due pensieri... Insomma, un gran bel Big Bang genetico! Presentaci il tuo album d'esordio, "Les jeux sont faits". Quali sono le sonorità alla base del progetto?
Nel disco proponi al pubblico alcune cover. Potresti
motivare la scelta dei brani? Dunque, "Petit Bikini" è una canzone divenuta famosa in Francia negli anni Sessanta. La trovo allegra e simpatica, mi ricorda l'infanzia e le estati in Costa Azzurra. "Volare" è una versione un po' sfrontata e sognante perché cantata nella mia doppia lingua, mentre "C'est la ouate" è un brano cult degli anni Ottanta che ho riletto in chiave rock. La definirei una traccia tanto folle quanto originale. Claire, parliamo delle tue influenze musicali. Quali sono gli artisti, italiani e non, che ti hanno maggiormente ispirata? La lista è lunga! Abbiamo tempo? Mi vengono i mente Mina, Patty Pravo e Caterina Caselli, ma anche Édith Piaf, Charles Aznavour, Serge Gainsbourg, Brigitte Bardot, Sade e Grace Jones. Possono bastare?
Ok. Hai in programma un tour per presentare il disco?
Ti piace la dimensione "live"?
Facciamo un passo indietro. Hai iniziato a lavorare
giovanissima nello spettacolo. Che consigli potresti dare a chi si approccia a
questo mondo? Non è facile dare consigli ma suggerirei di concentrarsi su un tipo di performance artistica e insistere su quella. La mia vita è cambiata proprio quando mi sono inventata un mini show, nato dall'esperienza che ho maturato nel musical e nel teatro. Bene Claire, grazie per la chiacchierata. Un messaggio finale per i lettori di What's Up? Fate i bravi, mi raccomando, ma soprattutto ho un suggerimento in musica: "Que sera, sera, whatever will be, will be, the future's not ours to see, que sera, sera!".
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