| “Non scrivo di me, ma di noi”: AREAMAG |
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di Adriana Matone
AREAMAG... What's Up?
Ciao Gabriele... benvenuto su What's Up! Cominciamo dal tuo pseudonimo "Areamag": qual è il suo significato?
Quando ho deciso di separare la parte di me che sta sul palco dalle altre che svolgono diverse attività, ho pensato che fosse necessario un nome differente e, visto che non riuscivo ad associare parole preesistenti, ho preferito inventare una parola. Non ha un significato particolare. In che senso ti definisci un "cantautore europeo"? É una provocazione al consumismo, vorrei riprendermi la dignità di essere "occidentale" e svincolare questa definizione da "uomo medio". Come nasce il brano "Tana libera tutte", che ha ricevuto il Premio Amnesty Italia Emergenti nella rassegna "Voci per la libertà"? Avevo voglia di raccontare una storia dall'inizio alla fine e non di fare delle considerazioni sulla vita di una prostituta. Così mi sono documentato e ho scritto un'intera sceneggiatura con tanto di monologo introduttivo. Lo stimolo è partito da "Roma Capitale": strade piene di minorenni in bella vista sulle principali strade, anche in pieno giorno. Nelle tue canzoni parli spesso di temi sociali... cosa pensi del nostro, forse ancora per poco, Belpaese? Penso che l'Italia dovrebbe evitare di avere delle grandi città. Nelle città italiane si vive male, si pagano affitti incredibili e sempre più spesso consideriamo le gite fuori porta una mano santa, ci incantiamo a conoscere artigiani sperduti in paesini, coltivatori naturali, allevatori e tante altre persone che continuano a fare mestieri antichi che saranno ancora il futuro. Nelle città il costo della vita porta a disperarti se non hai un buon guadagno, in città c'è talmente concorrenza che il tuo "fare" diventa inutile o superfluo, anche se fai il pane o fai il medico; le temperature sono incredibili in estate perché la riflessione dell'asfalto e del cemento amplifica i raggi solari, la città è aggressiva. Questo per dire che l'Italia è un bellissimo paese, a parte le città. Qual è il brano del tuo album che più ti rappresenta? Non riesco a deciderlo, forse neanche il disco riesce a rappresentarmi, mi piace di più pensare che a rappresentarmi sia un concerto. Però, se proprio dovessi scegliere Si salvi chi può parla di tante cose che negli ultimi anni ho toccato con le mie mani ed è anche il brano che ha il maggior respiro musicale e in cui la mia voce è più naturale. Inoltre è il germe di un libro che sto scrivendo. In uno dei tuoi brani compare un tale "Omino": ci racconti chi è? L'Omino sono io quando "guardo il mondo solo fino a dove vedo", è l'occidentale medio, è quello che non si sente nessuno, ma visto che i "nessuno" sono tanti, diventa un enorme NESSUNO. L'omino è colui che, nonostante il benessere, la fame e gli altri istinti primari risolti, non riesce a non essere aggressivo e avido, anche nelle piccole cose. L'omino è una parte di noi. Quali sono gli artisti a cui ti ispiri e che senti più artisticamente affini? Non ci sono artisti a cui mi ispiro direttamente ma ho adorato e studiato profondamente Demetrio Stratos, inoltre mi piacciono Petrolini, Bobby McFerrin, King Crimson. Secondo te la rete e i social network sono dei mezzi validi per farsi conoscere e apprezzare dal pubblico? Sono fondamentali oggi se usati in maniera corretta. Qual è la maniera corretta? Vedremo. La potenzialità sta nella spontaneità, ognuno può cercare e condividere ciò che gli piace. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Per quanto riguarda Areamag il progetto è quello di fare concerti e continuare a scrivere canzoni, musica e performance nuove, cercando di vivere più l'intero territorio non solo italiano. La formula che mi piacerebbe applicare è questa: mettere strumenti, impianto e scenografia in un furgone e suonare il più possibile in ogni dove, girando soprattutto piccole località dove non ci sono strutture per fare spettacoli. Per concludere, lascia un messaggio o una dedica ai lettori di What's Up! Un messaggio riguarda il prossimo concerto, il 12 ottobre al The Place di Roma in collaborazione con Amnesty International; una dedica è compresa nelle canzoni, non scrivo di me, ma di noi.
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