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La Doppia

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Pau e Boosta

 

 

 

L'esclusiva

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 Roberto Vecchioni

 

Placcaggio

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CLAUDIO GIOÈ

Giovani talenti

                                                                                                                        

annalisa _mg_6792.jpgAnnalisa Scarrone

 

Musica

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Marco Carta

 

 

 

COSA NE SARÀ DELL’INCONTRO STORICO (PURE CON LA TIRATA D’ORECCHIE) TRA GOVERNO E GIOVANI

indignati ok.jpgdi Riccardo Severi

"Non sarà una riforma lacrime e sangue, forse sacrifici sì", aveva detto il premier Mario Monti il 14 novembre, proprio all'indomani dell'incarico di formare un nuovo  esecutivo. Una promessa, per ora questa, che non è stata mantenuta.

Le lacrime sono state versate, prima ancora che dai cittadini, proprio da uno dei suoi ministri di punta, quello del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero, e proprio quando in conferenza stampa lei stessa delineava al mondo (cittadini, governi e borse) i piani del governo in tema di lavoro e pensioni. Una immagine indelebile, quella della ministra sconsolata, che ha conquistato l'apertura delle principali testate internazionali, incluso l'autorevole Wall Street Journal. Lacrime versate per "essere costretta" a castigare i pensionati non certo ricchi. Per il sangue, staremo a vedere. Certo è che la manovra ha scontentato un po' tutti, chi più e chi meno. Di più il ceto medio, salassato, e chi vedeva vicina la meritata e giusta pensione per una vita dedita al lavoro. Meno scontenti i ricchi veri, che hanno evitato la patrimoniale,  una misura che non sarebbe stata nemmeno troppo coraggiosa, come invece poteva esserlo un coinvolgimento della Chiesa nella tassa Ici. Restano inoltre molti dubbi sui tagli ai costi della politica, su cui si parla sempre con apparente velleità.

Malumori o meno, comunque, sta minestra s'ha da mangiare. L'incubo del crack Italia e dell'euro (le cui conseguenze sono ancora tutt'altro che chiare) resta, e lo ha confermato anche il Presidente Napolitano nel discorso di fine anno. Seppure le salassate sono tali per gli italiani che c'è persino chi (di sinistra) rimpiange il governo Berlusconi (prontissimo ad un ritorno in politica sull'onda dello scontento nazionale). Al momento, però, il flebile populismo dell'opposizione al Governo, in cerca di consensi, ha poca incidenza. A partire dell'opposizione della Lega di Bossi, che in nome della secessione si riunisce nel Parlamento padano, in una location privata che si affitta per pranzi, cene e feste (se il banchetto è prenotato? "Niente seduta in Parlamento", racconta telefonicamente ad un giornalista del tg3 il proprietario della sede autorevolissima).

Eppure la recessione - ormai lo sanno anche i muri - è correlata non solo all'esigenza di appianare il debito, ma soprattutto all'impellente necessità di permettere all'Italia di svilupparsi, di incrementare il prodotto  interno lordo, il che significa in soldoni permettere alla gente di lavorare per guadagnare e spendere. Si continua a parlare di tagli, ma poco, pochissimo, di sviluppo. L'occupabilità giovanile e femminile sembrerebbe essere promossa prevalentemente da sgravi Irap per le aziende.

Cioè, secondo il Governo, e se non verranno messe in atto misure incisive e di largo respiro, l'Italia ricomincerà a spendere e a sostenere l'occupazione dei giovani solamente perché si fa uno sconto di poche centinaia di euro l'anno alle aziende che vogliano assumere, appunto, giovani e donne. Un po' troppo ottimista. Senza altre misure forti per la crescita, la recessione non ce la toglie nessuno. D'altronde, è lo stesso Governo a vedere nero, come confermano le previsioni di un meno 0,5 di Pil nel 2012 e di uno 0 nel 2013. E se queste sono le previsioni, alla faccia dello sviluppo.

Un segnale politico forte Monti ce lo ha però dato; oltre a rinunciare al proprio stipendio da Premier (non da senatore a vita, però),  ha accolto il Forum Nazionale Giovani (che ne rappresenta tantissimi sulla carta, meno nella realtà, ma è meglio di niente) ben due volte per una consultazione. La prima appena eletto, la seconda il 4 dicembre. Un manifestazione di attenzione importante, anche se non ha ancora portato a risultati concreti. Forse uno sì, una bella pubblicità sui media del Forum Nazionale Giovani per la reazione stizzita del ministro Elsa Fornero (sempre lei, sempre lo stesso giorno), con delega alle Pari Opportunità, proprio nel momento epico in cui i giovani, finalmente alla ribalta nazionale per qualcosa di costruttivo, stavano per confrontarsi con il premier. Ebbene il ministro Fornero, vedendo di fronte a sé cinque maschietti, i delegati del Forum eletti democraticamente, ha pensato bene di minacciare di fare saltare la seduta perché tra di loro non c'era nemmeno una donna. In quell'esatto istante per il ministro era la priorità, non che il 30% dei giovani (ragazze e ragazzi) fosse disoccupato. Monti, come per le lacrime della conferenza stampa, va oltre con grande aplomb, ascolta i ragazzi e cerca di capire.

Per l'anno nuovo auguriamoci qualcosa di più e, magari, qualche quotina rosa, perché no, anche per il nostro Forum dei ggiovani.

 

 

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