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Rassegna Stampa

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Pau e Boosta

 

 

 

L'esclusiva

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 Roberto Vecchioni

 

Placcaggio

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CLAUDIO GIOÈ

Giovani talenti

                                                                                                                        

annalisa _mg_6792.jpgAnnalisa Scarrone

 

Musica

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Marco Carta

 

 

 

International 2 febbraio 2012

Servizi israeliani: l'Iran può fabbricare quattro bombe nucleari

L'Iran ha materiale fissile sufficiente per fabbricare quattro bombe nucleari. L'allarme viene rinnovato dai servizi segreti militari israeliani. "Oggi le agenzie internazionali di intelligence concordano con Israele sul fatto che l'Iran è vicino a 100 chilogrammi di uranio arricchito al 20%, quantità sufficiente per fabbricare quattro bombe", ha detto il generale Aviv Kochavi.

"L'Iran - ha aggiunto il militare - sta energicamente portando avanti il suo programma per sviluppare capacità nucleari, e abbiamo le prove che voglia dotarsi di armi nucleari. Riteniamo che possa volerci un anno, dal momento in cui viene dato l'ordine di fabbricare le armi".

Kochavi ha quindi ammonito sulla crescente minaccia posta a Israele anche da armi più convenzionali, come " i circa 200.000 razzi e missili" nelle mani dei nemici dello Stato ebraico. "Da Libano, Siria e naturalmente Iran possono colpire il cuore delle nostre città e l'intera regione di Tel Aviv è nel loro raggio di azione", ha detto.


(tmnews)

Libia, scontri a fuoco a Tripoli tra milizie rivali

Gruppi di milizie rivali hanno ingaggiato una violenta battaglia nella capitale della Libia, secondo quanto hanno riferito fonti ufficiali. I testimoni hanno raccontato di aver udito colpi di arma da fuoco e pennacchi di fumo venire dal distretto conosciuto come Tariq Al Shat, nel centro di Tripoli. Un reporter della Bbc, giunto sul posto successivamente, ha detto che gli scontri erano cessati.

Il conflitto a fuoco è avvenuto tra miliziani della città di Misurata e un gruppo di Zintan. Lo ha riferito un funzionario del ministero degli Interni all'agenzia di stampa Reuters, precisando tuttavia che le autorità non sono a conoscenza dei motivi della contesa.

I due gruppi combatterono lo scorso anno fianco a fianco per deporre il dittatore Muammar Gheddafi. Alcune milizie provenienti da luoghi esterni alla capitale hanno stabilito ora le loro basi a Tripoli e sono regolarmente in conflitto per il controllo di parti della città, forti di un governo di transizione che fa ancora fatica ad affermare la propria autorità nel Paese. Gli ultimi scontri avevano avuto luogo vicino alla costa.

(peacereporter)

Ungheria, scontri nella capitale per teatro diretto da neonazista

Ieri sera nella capitale ungherese Budapest, si sono verificati alcuni scontri tra manifestanti antifascisti e estremisti di destra, davanti al teatro Uj Szinhaz. La manifestazione era stata indetta dall'associazione degli antifascisti per protestare contro la nomina a direttore del teatro di Gyorgy Doerner, un attore vicino all'estrema destra, il quale ha nominato come collaboratore il presidente del partito di estrema destra Miep, Istvan Csurka.

L'insediamento di Doerner alla guida del teatro ha causato le dimissioni per protesta di molti attori e altri dipendenti dell'ente culturale. Durante la manifestazione i militanti di destra hanno gridato vari slogan antisemiti. La polizia, prontamente intervenuta, ha separato i due schieramente e arrestato due militanti.

Sono in molti ad accusare il partito di governo Fidesz del premier conservatore Viktor Orban, per minimizzare e non punire la diffusione di slogan e discorsi antisemiti nel Paese. Ricordiamo inoltre la deriva autoritaria dell'Ungheria negli ultimi mesi, oggetto anche di una seduta del parlamento europeo.

(peacereporter)

Kuwait al voto

Urne aperte in Kuwait per l'elezione dell'Assemblea Nazionale. La campagna elettorale è stata ad alta tensione, tra insulti, accuse e scontri. Sono almeno 400mila i kuwaitiani che eleggeranno i 50 deputati tra i 286 candidati, 23 delle quali sono donne, quattro di loro sono già in Parlamento e puntano alla rielezione. Si tratta di elezioni anticipate, indette a causa dell'arroventato clima politico della monarchia del Golfo Persico.

Al centro delle polemiche, e anche di inediti scontri fisici tra fazioni inediti nel Paese, uno scandalo per corruzione che ha lambito la stessa casa reale di Kuwait City, travolgendo l'ex premier Nasser al-Mohammad Al-Ahmad Al-Jaber al-Sabah, esponente della famiglia reale, e tredici deputati.

L'emiro Sabah Al Ahmad Al Jaber Al Sabah, considerato le proteste di piazza degli ‘indignati' kuwairtiani, si è visto costretto a sciogliere la Camera a dicembre. Secondo molti osservatori internazionali, l'ex premier ha pagato la sua posizione ‘morbida' verso l'Iran, mentre tutte le monarchie del Golfo Persico inaspriscono i loro rapporti con Teheran.

I seggi, aperti questa mattina alle 8.00 (le 5.00 in Italia) chiuderanno stasera alle 20.00 (le 17.00 in Italia). I risultati definitivi potrebbero essere noti già domani mattina, ha anticipato la commissione elettorale.

(peacereporter)

Yemen, liberati i sei cooperanti rapiti

Sono stati rilasciati i quattro cooperanti stranieri e i due yemeniti che erano stati rapiti il 31 gennaio all'altezza della località di Shbam, 40 chilometri a nord di Sana'a. Lo ha annunciato il ministero della Difesa con un comunicato, in cui si legge che "i sei cooperanti sono stati rilasciati dopo la mediazione del ministro dell'Energia Saleh Samee". Il ministero riferisce anche che sono tutti in buono stato di salute.

Due dei sequestrati sono cittadini yemeniti, mentre gli altri sono di nazionalità tedesca, colombiana, palestinese e irachena. Una fonte delle Nazioni Unite ha fatto sapere che le sei persone erano dipendenti dell'Ufficio Onu per il coordinamento degli Affari Umanitari.

Intanto, in un attacco condotto dai militari dell'esercito nella città di Zinijbar, nel sud dello Yemen, sono stati uccisi quattro miliziani islamici di al-Qaeda e altri cinque sono rimasti feriti. Lo ha riferito una fonte dell'esercito, che ha anche annunciato che un quinto miliziano è stato ucciso da un cecchino a sud di Zinijbar.

Il ministero della Difesa ha inoltre reso noto che che un leader delle forze di sicurezza è sfuggito ad un attacco nella capitale Sana'a: nell'attentato sarebbero state ferite due delle sue guardie e del corpo e una ragazza. Ieri tre soldati inoltre sono stati uccisi nei pressi di Mareb, nello Yemen orientale, per mano di un gruppo di uomini armati: secondo il governatore Najui al-Zayadi, citato da Mareb News, i colpevoli sarebbero dei militanti di al-Qaeda. Le vittime stavano cercando dei terroristi sospettati di preparare un attentato contro un oleodotto della provincia.

(peacereporter)

 

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