Condividi


Rassegna Stampa

 apr   Maggio 2012   giu

DLMMGVS
   1  2  3  4  5
  6  7  8  9101112
13141516171819
20212223242526
2728293031 
Techies Resources High Level Synthesis

La Doppia

intervista doppia.jpg

Pau e Boosta

 

 

 

L'esclusiva

                                                                                                                         vecchioni 01 (3).jpg

 Roberto Vecchioni

 

Placcaggio

ok eretic~1.jpg

CLAUDIO GIOÈ

Giovani talenti

                                                                                                                        

annalisa _mg_6792.jpgAnnalisa Scarrone

 

Musica

marco carta _kra2942.jpg

Marco Carta

 

 

 

Attualità 3 Febbraio 2012

E' caos neve a Roma uffici chiusi, traffico in tilt

Arrivano da più parti dell'Abruzzo segnalazioni di persone a bordo di pullman rimasti bloccati a causa della chiusura di strade e autostrade. Alcuni mezzi sono fermi nei pressi del casello Carsoli-Oricola (L'Aquila) dell'autostrada A24, chiusa al traffico, insieme alla A25, per le tormente di neve che stanno colpendo l'intera regione. "Ci hanno fatto uscire dall'autostrada per aspettare che fosse riaperta al traffico - dice all'ANSA una studentessa che si trova a bordo di un pullman ProntoBus Roma-Pescara -. Dopo circa un'ora di coda per uscire al casello di Carsoli, dove c'era molta confusione, l'autista ha parcheggiato il mezzo in un piazzale poco distante. Ci avevano detto prima che saremmo ripartiti alle 18, poi alle 20 e ora alle 22. Ora siamo fermi qui, senza un posto dove poter mangiare qualcosa". Sono due i pullman di ProntoBus fermi nella zona, oltre a mezzi di altri operatori."Stiamo provando a chiamare chiunque - spiega un responsabile di ProntoBus - dalla Protezione Civile alla Polizia Stradale, ma non risponde nessuno. Sono più di 150 le persone bloccate e ci sono anche dei bambini. Abbiamo anche trovato un albergo lì a Carsoli, ma non possiamo far spostare i passeggeri a piedi. Gli autobus sono in sicurezza, ma c'é bisogno di un minimo di assistenza". Un autobus dell'Arpa, con a bordo circa trenta persone, partito da Roma in direzione Giulianova alle ore 15.30, è invece bloccato dalle 18.00 in una delle gallerie del tratto autostradale A24 Roma - L'Aquila all'altezza di Tagliacozzo. Anche in questo caso la segnalazione è giunta da alcuni passeggeri. Oltre all'autobus Arpa ci sarebbero altri autobus e circa un centinaio di macchine. "Dopo quattro ore che siamo qui sotto - racconta una passeggera raggiunta telefonicamente - la polizia sta facendo cambiare il senso di marcia delle macchine ed è stato detto anche all'autista di fare inversione, una volta fatte uscire tutte le macchine. La luce va e viene nella galleria. Qualcuno dice che la causa del blocco all'interno della galleria sia dovuto ad una slavina appena fuori il tunnel, ma sono solo voci. Noi non sappiamo che cosa dobbiamo fare e dove passeremo la notte. E' assurdo tutto questo anche perché sono due settimane che c'è allerta neve in tutta Italia".

I passeggeri di alcuni dei pullman rimasti bloccati nei pressi del casello di Carsoli-Oricola dell'autostrada A24, assieme a diversi automobilisti, sono stati trasferiti in una scuola poco distante, che sta divenendo un punto di raccolta dei tanti viaggiatori fermi a causa della neve. Ad assisterli ci sono i volontari della Protezione civile, che stanno distribuendo loro bevande calde. Il problema, secondo quanto riferisce uno dei passeggeri, è la mancanza di cibo, tanto che alcune persone hanno lasciato provvisoriamente la struttura per provvedere autonomamente. Non é escluso che i viaggiatori, tra cui ci sono numerosi anziani e bambini, debbano passare la notte nell'istituto scolastico, anche se al momento non sembrano essere disponibili brandine. Non si sa, inoltre, quando gli autobus - alcuni dei quali fermi ormai da sei ore - potranno ripartire. Dal Centro operativo autostradale fanno sapere che nel tratto dell'A24 in questione, dove continua a nevicare intensamente, è caduta una slavina e che sono in corso le operazioni di pulizia del manto stradale.

BLACKOUT VALLE ANIENE, MIGLIAIA AL BUIO E AL GELO - Non si attenua l'emergenza maltempo nella zona alta della Valle Aniene, tra le province di Roma e Frosinone. In diversi paesi da più di dieci ore manca l'energia elettrica con pesanti disagi per gli abitanti costretti a fare i conti con una situazione davvero difficile. Il lungo blackout, causato dal crollo di alcuni alberi finiti sui cavi dell'Enel e dal cedimento di alcuni pali della linea elettrica, ha lasciato al buio e al gelo migliaia di abitanti dell'alto Sublacense. Un quadro che sta scatenando forti polemiche per i lunghi tempi di ripristino del guasto. Con l'energia elettrica sono saltati in molti casi anche i collegamenti telefonici. Da questa mattina gli operai dell'Enel stanno cercando di ripristinare il servizio, ma a distanza di tante ore nulla è stato ancora risolto. Il blackout ha peggiorato una situazione già assai difficile, determinata dalla storica nevicata che tra la scorsa notte e oggi ha visto tutta la parte alta del comprensorio finire sotto uno strato bianco fino a 50 centimetri. Per l'intera giornata i collegamenti sono rimasti paralizzati. Trasporti pubblici bloccati e scuole chiuse in molti comuni. In tutta la zona intorno a Subiaco e nell'alta Ciociaria il maltempo non si placa. Il termometro si mantiene basso e non sono escluse nuove nevicate con il gelo della notte che potrebbe complicare ancora di più un quadro già piuttosto critico.

50 PERSONE BLOCCATE IN ABRUZZO, SALVATE DA VF - Una cinquantina di persone rimaste bloccate nelle auto a causa della neve caduta sulla statale 82 a Balzorano, in provincia de L'Aquila, sono state salvate dai vigili del fuoco. Il gruppo di automobilisti, tra cui due bambini che erano svenuti e uno con la febbre alta, sono stati raggiunti e portati in salvo da un mezzo cingolato dei vigili del fuoco, dopo aver trascorso diverse ore bloccati nelle auto.

COLONNA AUTO FERME DA NOVE ORE SU SS AVEZZANO-SORA- Odissea sulla statale 690 Avezzano-Sora dove una cinquantina di auto sono ferme da oltre nove ore a causa della neve, a circa sei chilometri dall'uscita di Sora. Secondo quanto riferisce uno degli automobilisti bloccati in auto, ai lati della carreggiata c'é circa un metro di neve mentre la bufera sta imperversando. "Ho imboccato la statale al casello di Avezzano intorno alle 11,15 e non siamo stati fermati né avvertiti dalla pattuglia della polizia che abbiamo incontrato - dice Francesco Magliacano, aiuto dirigente dell'ospedale di Macerata - abbiamo proseguito il nostro viaggio fino all'altezza di Bassorano dove ci siamo siamo dovuti fermare perché la carreggiata era ostruita da un muro di neve altro un metro". "Dopo circa due ore - ha aggiunto il medico - due volontari della Protezione civile ci hanno dato un po' di the. Non ci hanno saputo dare notizie sull'arrivo dello spazzaneve mentre la colonna d'auto ferme alle nostre spalle cresceva a dismisura". "Dopo poco meno di un'oretta - ha detto ancora il professionista - è arrivato uno spazzaneve che ci ha consentito di proseguire lentamente per un po' fino a quando, a circa sei chilometri dall'uscita di Sora, ci siamo dovuti fermare di nuovo a causa di un autoarticolato rimasto bloccato. Per spostarlo si é reso necessario l'intervento dei vigili del fuoco ma ciononostante non siamo riusciti a riprendere il viaggio a causa dell'impraticabilità della strada". "Dalle 18 - ha concluso Magliacano - siamo fermi all'altezza di Sora senza assistenza e aiuti di nessun genere, mentre la neve continua a cadere copiosa e la temperatura a calare vistosamente".

TRENO ROMA-CASSINO FERMO A VALMONTONE, 200 A BORDO - E' fermo da alcune ore, a causa del maltempo, alla stazione di Valmontone un treno regionale Roma-Cassino diretto a Roma Termini con a bordo circa 200 pendolari. Il Comune di Valmontone ha avviato la distribuzione di circa 200 pasti caldi ai passeggeri. Lo ha reso noto il sindaco del paese casilino Egidio Calvano. I passeggeri sono stati immediatamente rifocillati dai volontari della Protezione Civile e dall'Amministrazione Comunale con tè caldo ed altri generi di conforto mentre - su disposizione del Sindaco - la mensa del Centro Sociali Anziani ha avviato la produzione di oltre duecento pasti caldi. Altri pasti caldi sono stati distribuiti, in queste ore, ad una ventina di autotrasportatori fermi nei pressi del casello autostradale di Valmontone I volontari della Protezione civile regionale stanno inoltre intervenendo per prestare soccorso ai pendolari del treno regionale fermo in prossimità della stazione di Zagarolo e sono pronti per dare assistenza ai pendolari dei treni regionali tuttora fermi alle stazioni Cesano, Colleferro e Ciampino

CHIUSA STRADA PER IL PAESE, FILETTINO ISOLATO  - Gli abitanti di Filettino, nel Frusinate, da stasera sono isolati. Il sindaco Luca Sellari, ha deciso la chiusura della strada che porta al paese montano all'estremo nord della Ciociaria. La decisione è arrivata per motivi di sicurezza dopo il crollo di alcuni alberi sulla sede stradale. "Si è creata una situazione di pericolo per l'incolumità degli automobilisti - ha detto il primo cittadino - quindi non c'erano più le condizioni per mantenere aperta la strada". A Filettino oggi sono caduti oltre 70 centimetri di neve che si sono aggiunti a quelli di ieri causando una situazione di totale emergenza. Nel paese da questa mattina manca l'energia elettrica in seguito a un blackout che ha colpito anche diversi paesi dell'alta Valle Aniene, in provincia di Roma, dove il quadro resta piuttosto difficile.

METEO PEGGIORA - Considerando il peggioramento delle condizioni meteo il comune di Roma ha deciso, con decorrenza immediata, anche la chiusura di tutti gli uffici pubblici. Resteranno aperti solo gli uffici comunali di pronta emergenza: cioé vigili urbani, protezione civile, servizi sociali. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno firmerà l'ordinanza per disporre la chiusura delle scuole a Roma per sabato in considerazione delle previsioni meteo. La protezione civile di Roma. ha infatti diramato lo stato di allarme a tutte le strutture operative. "Dopo la proclamazione dello stato di allarme da parte della Protezione Civile conseguente al peggioramento delle condizioni atmosferiche, d'intesa con il Prefetto e sentita la direzione regionale del Ministero dell'Istruzione, abbiamo disposto di chiudere le scuole". Lo si legge nella nota del Campidoglio. "La proclamazione dello stato di allarme, infatti, -prosegue la nota- consente anche di chiudere le scuole, andando oltre la semplice ordinanza di ieri di sospensione dell'attività didattica. Invitiamo tutti i cittadini a evitare i movimenti inutili e a fare riferimento per qualsiasi evenienza al numero verde 800 854 854 della Protezione civile".Da mezzanotte fino alle 12 di domenica a Roma si circolerà solo con catene e gomme antineve a bordo. Lo ha deciso il sindaco Gianni Alemanno di concerto col prefetto Giuseppe Pecoraro.

ALITALIA, SABATO CANCELLATI 40 VOLI A FIUMICINO - Alla luce del previsto calo di temperatura nella notte e di probabili nevicate a Fiumicino, Aeroporti di Roma ha chiesto ad Alitalia e ad altre compagnie di ridurre i voli nella fascia oraria 9-11 di domani mattina. Alitalia, si legge in una nota, ha quindi cancellato preventivamente circa 40 voli, tra arrivi e partenze. Il Colosseo, il Foro Romano e il Palatino sono stati chiusi per precauzione sotto la fitta nevicata Lo ha riferito la direttrice del Colosseo, Rossella Rea. "Lo facciamo sempre in caso di nevicate, per il rischio di gelate - ha spiegato -. In questi casi l'acqua ristagna, si formano della lastre di ghiaccio e i visitatori rischiano di cadere e farsi male. Vediamo come evolve il tempo: se domani nevica resteremo chiusi". Rea ha negato che la chiusura sia legata al rischio di crolli al Colosseo. La nevicata in corso su Roma non risparmia la Città del Vaticano, che si è già ricoperta di un leggero strato nevoso. Già quasi completamente imbiancata è Piazza San Pietro, dove sparuti gruppi di turisti non rinunciano all'insolito spettacolo. Ricoperti di bianco anche la cupola della basilica, il tetto della Sistina, quelli del Palazzo apostolico e degli altri palazzi vaticani, come pure il tradizionale presepe e l'albero di Natale che campeggiano vicino all'obelisco di Piazza San Pietro. Il maltempo oggi non ha rallentato gli impegni del Papa, che ha ricevuto in udienza un gruppo di vescovi degli Stati Uniti in visita Ad Limina e il prefetto dell'ex Sant'Uffizio, card. William Levada. Ha fatto però rinviare a data da destinarsi l'udienza che Benedetto XVI avrebbe dovuto tenere domani mattina nell'Aula Paolo VI con circa settemila giovani, provenienti anche dall'estero, partecipanti all'incontro mondiale dei "Giovani della pace" promosso dal Sermig. Al momento non si registrano disagi. 

Freddo e maltempo continuano a interessare tutta Italia; alcune zone sono di fatto paralizzate. Resta l'allerta meteo per la neve sulle regioni centrali tanto che Viabilità Italia del Ministero dell'Interno ha invitato gli automobilisti a non mettersi in viaggio in queste zone.  Al nord invece, dove ora non nevica più, le temperature sono polari (a Torino -5, a Trieste -6, in Liguria -10, a Milano -7, dove ieri è morto per assideramento un senzacasa), e si teme per il ghiaccio. Sul Monte Rosa si sfiorano i -30 gradi. Gelo anche in parte della Sardegna. Tutte le linee ferroviarie - hanno reso noto le Fs - sono aperte, non si registrano particolari criticità. Situazioni di disagio si stanno verificando in alcuni tratti autostradali dove è scattato il piano neve che prevede anche il blocco dei tir. Fra l'altro - segnala Autostrade per l'Italia - continua a nevicare sull'A24 ed A25; qui i mezzi pesanti vengono fermati rispettivamente a Tivoli (direzione L'Aquila), Teramo (direzione Roma) e Villanova (direzione Roma). 

Ai veicoli commerciali che si stanno dirigendo dall'area toscana verso il sud, non è consentito di proseguire lungo l'autostrada A1 causa nevicate in atto tra Valmontone e Ceprano. A Roma, la neve è caduta anche questa notte; in particolare, nella zona nord dove ha raggiunto i 5 centimetri; 3 centimetri invece nella zona nord-est della capitale. In provincia, in Ciociaria é emergenza neve; a Frosinone si sono già accumulati dieci centimetri e si registrano problemi per la circolazione. Imbiancata l'autostrada A1 Roma-Napoli, dove resta il divieto d'accesso per i mezzi pesanti, e dove sono entrati in azione gli spazzaneve; a Fiuggi, dove la coltre nevosa ha raggiunto 30 centimetri, si registrano disagi al traffico e l'impossibilità per migliaia di pendolari di raggiungere i posti di lavoro. Una forte nevicata ha imbiancato Ancona, dove è stato disposta per oggi la chiusura delle scuole. Nel tratto ferroviario marchigiano la circolazione subisce forti rallentamenti, dai 50 ai 90 minuti, con alcuni treni soppressi e un convoglio proveniente dall'Umbria che è rimasto bloccato per ore all'altezza della frazione di Cancelli, a Fabriano. 

Mezzi spartineve e spargisale sono al lavoro in tutta la regione; decine di famiglie nell'entroterra di Pesaro Urbino sono senza elettricità. Il Molise è paralizzato dal maltempo, le scuole sono chiuse; solo a Campobasso sono caduti 40 centimetri di neve, un metro e mezzo in località al di sopra dei mille metri. Le scuole sono rimaste chiuse stamane in più di ottanta comuni, anche quelli a ridosso della costa. I mezzi spartineve di Anas, Province, Comuni sono rimasti in azione per tutta la notte senza sosta. Gran lavoro per protezione civile e vigili del fuoco: decine gli interventi per soccorre automobilisti rimasti bloccati. Diverse abitazioni di campagna risultano isolate. E' arrivata in Alto Adige l'ondata di gelo che investe l'Europa: a Predoi la temperatura è scesa a -21,3 gradi. In gran parte delle località altoatesine il cielo è sereno con temperature però molto inferiori alle medie stagionali. Tra le località più fredde, San Martino in Badia ha raggiunto i -16,2, Selva Gardena i -14,4 e Valles i -14,2.

TROVATO UOMO MORTO DENTRO AUTO COPERTA DI NEVE  - Un 46enne di Isernia è stato trovato morto nella sua auto ferma sulla Statale 17 nei pressi di Cantalupo nel Sannio (Isernia). L'ipotesi più probabile è che sia stato colto da malore. L'auto era coperta di neve. A rinvenire i cadavere sono stati i carabinieri. Sul posto anche i Vigili del Fuoco per rimuovere il mezzo. La vittima si chiamava Vincenzo Tamburro era un autista di pullman. Lavorava per conto di una ditta di Roccamandolfi (Isernia). Questa mattina era uscito da casa per raggiungere il luogo di lavoro, ma la strada era impraticabile e all'altezza di Cantalupo nel Sannio, sulla Statale 17, aveva invertito il senso di marcia per rientrare a Isernia dove non è mai arrivato perché colto da malore. Secondo quanto si è appreso non era da solo, ma con un collega che ha chiamato i soccorsi, ma non c'é stato nulla da fare.

MALTEMPO: INTERCITY GUASTO, COME IERI STOP FORLI'-CESENA - Replay del blocco per neve di un Intercity lungo l'Adriatica, come il treno rimasto fermo ieri per 7 ore fra Forlì e Cesena. "Siamo fermi da un'ora e mezza credo nello stesso tratto, a 4 km da Cesena" racconta all'ANSA Massimiliano Paoloni, giornalista a bordo dell'Intercity 611 Bologna-Lecce, partito alle 14:22 da Bologna.  "Prima - continua Paoloni, diretto a San Benedetto del Tronto, nelle Marche - ci hanno detto che il treno non poteva andare avanti a causa della neve, e che da Rimini si è mosso un locomotore che dovrà trainarci. Proprio ora è passato il controllore e ci ha spiegato che in realtà c'é un guasto al locomotore, e dobbiamo attendere quello in arrivo da Rimini". A bordo i passeggeri "sono ancora abbastanza tranquilli, il riscaldamento funziona, almeno per ora, ma da San Benedetto mi hanno detto che il ritardo annunciato dal tabellone in stazione é di soli 20 minuti...".

(ansa)

Teste, Borsellino sapeva di attentato

Paolo Borsellino sapeva che la mafia stava preparando un attentato contro di lui, che dopo Falcone sarebbe toccato a lui. Lo ha detto il colonnello Umberto Sinico, teste al processo al generale dell'Arma Mario Mori, accusato di favoreggiamento alla mafia. Ha raccontato che a fine giugno '92 incontro' un confidente in carcere che parlo' dell' attentato.

'Lo riferimmo subito a lui e Borsellino disse:'Lo so, ma devo lasciare qualche spiraglio, altrimenti se la prendono con la mia famiglia'.

(ansa)

Governo, tensione col Pd, ma Monti: Art. 18 si può modificare

Che la sua maggioranza sia "evanescente", nel senso che ogni giorno potrebbe dissolversi, Mario Monti lo riconosce apertamente. Anche ieri, nelle dichiarazioni pubbliche, i partiti che sostengono il governo professano lealtà all'Esecutivo: lo fa Silvio Berlusconi in un'intervista al Financial Times, lo fa Pier Ferdinando Casini, lo fa anche il Pd. Ma stavolta i maldipancia dei Democrats diventano espliciti. Anche se non cambiano la linea del premier che oggi sull'articolo 18 torna a parlare di modifiche.

Una giornata segnata dallo 'sfogo' di Bersani con il Colle, da Orfini che invita Monti a una esposizione mediatica minore, da Fassina che avverte del rischio di complicazioni se la riforma del mercato del lavoro non arriverà in Parlamento condivisa dalle parti sociali. E dalle conseguenti repliche di Gasparri e Cicchitto. Tensioni esplose dopo l'intervista a Repubblica tv, del premier. Ma da palazzo Chigi per ora non mostrano particolare preoccupazione, spiegano i maldipancia del Pd con le difficoltà "comprensibili" per la riforma del lavoro, e soprattutto ricordano con fiducia "l'atteggiamento sempre costruttivo" del partito di Bersani. Nel governo però qualche preoccupazioni emerge: a mettere in fila il voto di ieri sulla responsabilità civile dei magistrati, le nomine Rai decise dai consiglieri Pdl-Lega, e i cedimenti ai pidiellini sulle liberalizzazioni - riconosce un membro dell'esecutivo - il rischio è che "il punto di caduta" sia proprio la riforma del mercato del lavoro, "con il Pd che si irrigidisce, e il Pdl che invece ne fa la madre di tutte le battaglie".

Un clima che già ora fa nascere qualche preoccupazione sui decreti all'esame delle Camere. Le rassicurazioni avute ieri dai tre segretari nel vertice di palazzo Chigi, infatti, seppure fanno dire agli uomini di Monti che il professore è soddisfatto, non bastano a garantire - ragiona una fonte di governo - un iter spedito ai provvedimenti dell'esecutivo: "Non è la tenuta del governo a essere a rischio, ma l'efficacia della sua azione, con il possibile moltiplicarsi degli emendamenti e un'iter che può diventare più farraginoso".

A semplificare il quadro non hanno certamente contribuito le parole di Monti sull'articolo 18, pronunciate a Repubblica tv: "Per come viene applicato", l'articolo 18 sconsiglia l'arrivo "di capitali stranieri e anche di capitali italiani". Non è detto che "sia essenziale una modifica del ruolo dell'articolo 18 o no", ma "trovo che non sarebbe utile precludersi" nulla. Il problema, spiegano dal governo, è dunque "come nei tribunali l'articolo 18 viene applicato": in termini di tempo, con la lunghezza delle cause cui si pensa di porre rimedio con il ricorso all'arbitrato, ma "anche in termini di merito". Ecco allora la seconda parte del ragionamento di Monti: "Il governo non ha poteri di intervento su come la giustizia viene amministrata, possono esserci però chiarimenti e modifiche che danno nuovi paletti a chi deve amministrare la legge". Se si debba procedere ad una modifica tout court o solo ad una 'stretta' applicativa, spiegano dal governo, "il premier l'ha lasciato aperto. Si vedrà nel corso del negoziato".


(tmnews)

Ebook, editori:3 libri su 4 in classifica già in versione pirata

Nel giorno in cui Istat annuncia di aver inserito i lettori di libri digitali nel suo paniere, l'associazione degli editori fa sapere che tre ebook su quattro in classifica esistono già in sul web in versione pirata.

"...su 25 best seller in classifica la scorsa settimana, il 75% circa è già piratato in rete", spiega una nota diffusa dall'Aie, associata a Confindustria, riferendosi alla classifica del sito Ibs.it.

"Oggi, a fronte di 19mila ebook disponibili a fine 2011 (erano 1.619 a fine 2009), circolano, secondo stime prudenziali, 15mila titoli in versione pirata".

Gli ebook pirata riguardano anche quei titoli di cui non è disponibile la versione digitale ufficiale, sottolinea l'Aie.

L'associazione degli editori ha sostenuto nei giorni scorsi l'emendamento Fava alla legge comunitaria - bocciato però mercoledì dalla Camera - che voleva imporre ai siti web l'obbligo di controllare i contenuti messi in rete dagli utenti eliminando direttamente quelli degnalati dai detentori di eventuali diritti d'autore, senza attendere l'intervento della magistratura.

(reuters)

Il neodeputato Airaghi chiede rinuncia a indennità. Ma la legge non lo consente

Ha chiesto di non ricevere l'indennita' parlamentare, perche' gia' pagato dallo Stato per il ruolo di Direttore generale dell'Agenzia Industrie Difesa, ma le prime verifiche effettuate dalla Camera hanno stabilito che e' impossibile rinunciare alla retribuzione prevista per legge: e' successo al neodeputato del Pdl Marco Airaghi."La prima cosa che ho chiesto alla Camera e' stata la possibilita' di non ricevere l'indennita' parlamentare", spiega all'Adnkronos Airaghi, che due giorni fa ha preso il posto di Antonio Verro attualmente membro del Cda Rai. "Mi sembra una richiesta logica perche' io sto gia' lavorando per lo Stato italiano alla Difesa", continua. Alla Camera non si ricordano casi simili, cosi' gli uffici hanno fatto delle verifiche, ma il verdetto e' stato senza appello: "Non e' possibile rinunciare all'indennita' - riferisce il neodeputato - perche' e' prevista da una legge statale".

Nonostante i tempi di crisi economica e mentre e' acceso il dibattito sui costi della politica, il neodeputato non intende sollevare alcuna polemica: "Non sono un eroe e non sono assolutamente per l'anti-politica e anzi sono molto spaventato dalla demagogia, dal populismo e dall'anticasta: il mio e' un gesto assolutamente personale, non giudico e non valuto gli altri perche' l'indennita' parlamentare e' motivata dalla necessita' che un deputato sia indipendente e libero da qualsiasi condizionamento ed e' dunque comprensibile. Io semplicemente - sottolinea - non mi sentivo di accettare l'indennita' perche' ho gia' un altro incarico".


Airaghi ha inoltre sollecitato verifiche sulla sua posizione: "Ho chiesto al presidente Fini di attivare gli uffici della Camera per valutare eventuali profili di incompatibilita' tra la carica di deputato e il mio incarico alla Difesa in modo tale che, se sara' acclarata un'incompatibilita', io possa fare una scelta".


Nel frattempo, finché non si farà chiarezza sulla vicenda, Airaghi annuncia che opterà "per il trattamento economico della mia amministrazione di appartenenza". Il deputato infatti si dice "fortemente legato" al lavoro che svolge come direttore generale di Agenzia industrie Difesa, "ente del quale anche la Corte dei conti di recente elogia il recupero di efficienza e funzionalita'".


"Quando, e se, la Giunta decidera' che i due incarichi sono compatibili, allora mi regolero' e decidero' in piena coscienza" sull'opzione da adottare tra indennita' e stipendio. "Ma sia chiaro -ribadisce- non voglio passare per un eroe o per qualcuno che intende cavalcare l'anti politica. La campagna sulla cosiddetta 'casta' la trovo, anzi, pericolosa. Il mio e' soltanto uno scrupolo" dice il deputato che, in passato, e' stato gia' eletto due volte a Montecitorio.

A stretto giro arriva il chiarimento del vice presidente della Giunta per elezioni di Montecitorio, Pino Pisicchio (Api), che sintetizza dal punto di vista formale le tappe del procedimento relativo all'esponente Pdl subentrato al dimissionario Antonio Verro. Per Airaghi la procedura sull'eventuale incompatibilita' tra il ruolo di deputato e quello di direttore generale dell'Agenzia industrie Difesa potrebbe infatti essere avviata gia' a partire dalla settimana prossima. "La fattispecie e' regolata dalla legge del 13 febbraio 1953 n. 60 - spiega Pisicchio all'Adnkronos - che all'articolo 1 dispone: 'I membri del Parlamento non possono ricoprire cariche o uffici di qualsiasi specie in enti pubblici o privati, per nomina o designazione del governo o di organi dell'amministrazione dello Stato'. A prima vista potrebbe essere questo il caso ma ora -prosegue- bisogna vedere in concreto com'e' la situazione specifica di Airaghi. Ha 15 giorni di tempo per porre la questione e bisogna dire che ha mostrato solerzia da questo punto di vista". Una volta notificatagli la decisione dell'organismo, l'interessato puo' opporsi e avrebbe altri 15 giorni di tempo per essere ascoltato.

A quel punto, la Giunta decide e da quel momento il presidente della Camera gli da' un mese per optare. "In mancanza di un'opzione -sottolinea Pisicchio- il soggetto in questione e' fuori dal Parlamento". Il punto vero, pero', e' che "in teoria la Giunta dovrebbe essere organo giurisdizionale, in realta' finisce spesso con il decidere a maggioranza e quindi opera come organo politico. Insomma, e' tutto da vedere. Io da tempo -conclude il vice presidente della Giunta- ho presentato una proposta di legge perche' tali giudizi siano affidati alla competenza della Corte costituzionale".

(adnkronos)

 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna