| International 22 Febbraio 2012 |
|
Siria, 2 giornalisti uccisi a Homs, 27 vittime in altri raid Non si ferma l'ondata di violenze in Siria. Due giornalisti occidentali sono stati uccisi a Homs, città sotto assedio da parte delle forze governative, mentre sono 27 le vittime civili che si contano oggi in diversi raid compiuti nel nord del Paese da milizie fedeli al presidente Bashar al-Assad. I due giornalisti uccisi, secondo quanto riferito da testimoni e attivisti dell'opposizione, sono Marie Colvin, un'americana che lavorava per il "Sunday Times", e il fotografo francese Remi Ochlik. Entrambi erano sperimentati reporter di guerra in Medio Oriente e altre parti del mondo. Un testimone ha detto a Reuters, parlando al telefono, che l'abitazione dove i due si trovavano è stata colpita da proiettili d'artiglieria, e che i giornalisti sono stati poi centrati da un razzo mentre fuggivano. Nel corso di alcuni raid, 27 giovani, tutti civili, sono stati catturati e poi uccisi dalle forze di sicurezza con colpi in testa o al petto nelle loro abitazioni o in strade dei villaggi di Idita, Iblin e Balshon, nella provincia di Idlib, vicino al confine con la Turchia, ha reso noto la Rete siriana per i diritti umani. Numerosi video caricati su YouTube da attivisti locali - sulla cui veridicità non è possibile al momento avere conferme - mostrano corpi di giovani uomini con ferite d'arma da fuoco. L'ennesimo bagno di sangue giunge mentre gli Stati Uniti sembrano mostrarsi aperti alla possibilità di armare l'opposizione siriana, affermando che se una soluzione politica alla crisi è impossibile, bisogna valutare altre opzioni. Anche il Consiglio nazionale siriano, che riunisce l'opposizione, ha dichiarato che un intervento militare appare ormai l'unica strada, ad un anno dall'inizio delle violenze che hanno ucciso migliaia di persone. (reuters) Afghanistan, elicottero Nato colpisce scuola: 9 bambine ferite Nove bambine afghane e un adulto sono rimasti feriti "per errore" in un attacco di un elicottero della Nato sulla provincia di Nangarhar, nell'Afghanistan orientale. Lo ha denunciato il portavoce del governatorato locale, Ahmad Zia Abdulzai, citato dai media locali. "Questa mattina una scuola è stata attaccata da un elicottero della Nato - ha detto - Nove bambine e il custode della scuola sono rimasti feriti". La Nato sta verificando la denuncia del governatore. L'incidente, se confermato, rischia di alimentare il malcontento contro la Nato: è, infatti, già di almeno otto morti il bilancio delle violenze che si sono registrate durante le proteste a Kabul e in altre città del Paese dopo la profanazione di alcune copie del Corano in una base militare Usa. (peacereporter) Usa, per Nsa Anonymous è minaccia a sicurezza nazionale Secondo il Wall Street Journal, il direttore della potente Agenzia nazionale per la sicurezza (Nsa), generale Keith Alexander, nel corso di incontri alla Casa Bianca e altre riunioni riservate, ha messo in guardia contro la minaccia alla sicurezza nazionale costituita dal noto gruppo globale di hacktivisti Anonymous.Il generale Alexander sostiene che i cyber attivisti che si nascondono dietro la maschera di V per Vendetta acquisiranno nel giro di un anno o due la capacità di colpire la rete elettrica nazionale prendendo di mira i sistemi informatici di gestione. Una minaccia inverosimile secondo gli esperti, vista il livello di protezione e la natura prevalentemente off-line della rete energetica Usa, e assurda secondo Anonymous, che su uno dei suoi siti web risponde: "E' ridicolo! Perché Anonymous dovrebbe mettere fuori uso la rete elettrica? Non ha senso! Vogliono solo creare paura". Le dichiarazioni del generale Alexander possono essere come un modo per suscitare nei politici di Washington un allarme tale da giustificare maggiori fondi al progetto della Nsa ‘Perfect Citizen' (attualmente finanziato con 100 milioni di dollari): un ‘grande fratello' informatico gestito dalla Raytheon, che monitorerà le reti informatiche di servizio (e non solo) per prevenire cyberattacchi. (peacereporter) Germania, chiesto stop alle castrazioni per chi commette reati sessuali Niente più castrazione chirurgica in Germania nei confronti dei condannati per reati sessuali. Questa la richiesta del Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa, esposta nel rapporto sulla visita condotta nel paese alla fine del 2010. In Europa, soltanto la Germania (in virtà di una legge del 1969) e la Repubblica Ceca puniscono i reati sessuali con la castrazione. Stando ad alcune stime non ufficiali, negli ultimi dieci anni, in Geramania, le castrazioni sono state meno di cinque all'anno. Il Cpt ha così espresso la sua "fondamentale obiezione all'uso della castrazione come metodo di cura per i condannati per reati sessuali" sottolineando come questa pratica possa essere "facilmente considerata un trattamento degradante e quindi una violazione della Convenzione europea dei diritti umani". Gli effetti irreversibili della castrazione, secondo il Cpt, sono "incompatibili rispetto agli standard internazionali" riconosciuti per la cura e il trattamento di chi compie reati sessuali. Tra l'altro, nel rapporto, vengono espressi seri dubbi sul fatto che i condannati siano veramente liberi di dare il loro consenso a questa pratica, visto che l'altra alternativa è il carcere a vita. (peacereporter) Iran, Khamenei: "la bomba atomica è grande peccato" Ci ha pensato la Guida Suprema Ali Khamenei a stemperare la tensione dopo che le autorità iraniane hanno negato agli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) l'accesso al sito nucleare di Parchin. "L'Iran non sta cercando né cercherà mai di ottenere la bomba atomica", poiché "dal punto di vista della giurisprudenza islamica detenere un ordigno nucleare costituisce grande peccato", ha detto Khamenei ai tecnici e scienziati nucleari. Già in passato l'ayatollah aveva emesso una fatwa in merito, agiungendo che "Tenere questo tipo di armi è inutile e pericoloso". Intanto, l'Aiea ha annunciato oggi di non essere riuscita a raggiungere un accordo con l'Iran sul suo programma nucleare nel corso dei due giorni di colloqui condotti a Teheran.
(peacereporter)
|






