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Scienza e Psiche 11 giugno 2008

Ambiente, squali nel Mediterraneo calati del 97% in 200 anni

 

Negli ultimi due secoli il numero di squali nel Mediterraneo è diminuito del 97%, un calo drammatico che mette a rischio l'intero equilibrio del sistema marittimo. Questa, in sintesi, la conclusione a cui giunge uno studio pubblicato oggi dal centro di ricerca statunitense Lenfest Ocean Program.

Per completare la loro stima sulla popolazione di squali, gli scienziati hanno utilizzato i dati raccolti da pescatori, quelli sugli avvistamenti in mare e sulle spiagge e quelli messi a disposizione dai vari musei.

Anche in questo modo, però, gli studiosi sono riusciti a raccogliere abbastanza dati solo su cinque delle venti specie di pescecane che vivono nel nostro mare, registrando un declino del 97% nel numero di esemplari.

"(Il calo) avrà un impatto notevole sull'ecosistema perchè i grandi predatori come gli squali sono in cima alla piramide della catena alimentare", ha detto Francesco Ferretti, principale autore dello studio.

Rimanere senza i predatori significa che i pesci più piccoli si possono moltiplicare liberamente mangiando di più e finendo con il turbare l'equilibrio dell'ecosistema.

"Perdere completamente questi squali significa perdere una parte importante dell'ecosistema", ha aggiunto Ferretti.

Secondo un rapporto pubblicato il mese scorso dall'Unione internazionale per la conservazione della natura, nel mondo ci sono ben 11 specie di squali in pericolo di estinzione per eccessiva pesca, che è fomentata dalla crescente domanda dei consumatori asiatici di zuppa di pinna di squalo.

Ferretti ha precisato, però, che la pesca in sé non è il problema principale nel Mediterraneo, visto l'esiguo numero di esemplari ormai rimasti e la scarsa domanda di carne di squalo che si registra in Europa. Il problema maggiore, semmai, sono gli effetti collaterali della pesca moderna fatta con le reti alla ricerca di altri tipi di pesce, ma dove a volte rimangono intrappolati anche i pescecani.

"E' dai tempi dei romani che si pesca nel Mediterraneo", ha detto Ferretti. "Ma la pesca di oggi ha avuto un notevole effetto sulla popolazione degli squali".

(Reuters)

 

 

 

Notti in bianco per chi divorzia

Le unioni stabili salvano il sonno

 

Sonni ristoratori e notti beate tra le braccia di Morfeo per tutte le donne che all'altare sono arrivate con l'uomo giusto. Insonnia, invece e notti in bianco per divorziate, separate e litigiose. A trovare una relazione "scientifica", tra unioni felici e qualità del sonno sono stati alcuni studiosi americani di Pittsburgh guidata da Wendy Troxe, la cui ricerca è stata presentata al 22esimo meeting annuale dell'Associated Professional Sleep Societies (Apss).

Dallo studio emerge però che il legame tra Morfeo e le coppie stabili ha un risvolto "razzista". L'unione ideale infatti salva dall'insonnia, e da altri problemi del sonno, solo le donne bianche. Tutte le altre fanno i conti con notti a contare le pecore, se sono alle prese con questo problema, anche se hanno un vero e proprio principe azzurro al loro fianco.

 

I ricercatori statunitensi hanno condotto un esperimento su 1.938 donne, età media 46 anni. Il campione è composto per il 51% da caucasiche, 20% afro-americane, 9% ispaniche, 9% cinesi e 11% giapponesi. Ebbene, ra le bianche un matrimonio felice si traduce in minori difficoltàa rendere sonno, a svegliarsi nella notte per restare ad occhi
spalancati fino al mattino o a scender giùdal letto ben prima del rillo della sveglia. Per tutte le altre, invece, l'uomo giusto al roprio fianco non fa la differenza, almeno sul fronte insonnia.
"Molti più problemi sotto le lenzuola", spiega Troxel, "per le binche con un divorzio alle spalle".

A tutte, senza alcuna distinzione di razza o etnia, gli esperti dell'Aasm raccomandano di rispettare una serie di regole per assicurarsi notti serene. Innanzitutto, darsi una certa routine nell'andare al letto; rilassarsi; lasciare le ansie e i problemi fuori dalle lenzuola; evitare, in serata e nel tardo pomeriggio, bevande ricche di caffeina o medicine cariche di stimolanti; non andare a letto affamate ma neanche con la pancia troppo piena; non fare esercizio fisico nelle 6 ore che precedono l'ora della nanna; rendere
la propria camera un ambiente scuro, confortevole e quieto; svegliarsi, al mattino, sempre alla solita ora.

(Tgcom)

 

 

 

Allergia agli uomini, quando il corpo rifiuta il partner

 

Fra le under 30 italiane è in aumento una forma rara ma imbarazzante di allergia: quella agli uomini. È l'intolleranza al liquido seminale che si manifesta durante il rapporto o subito dopo, con sintomi locali (bruciore, gonfiore) ma anche generali (orticaria, difficoltà respiratorie, angioedema). E che spesso porta le rappresentanti del gentil sesso a optare per l'astinenza sessuale.

Un problema che colpisce soprattutto tra i 20 e i 30 anni e che, nel 40% dei casi, si manifesta già dal primo rapporto sessuale. Lo spiegano i dermatologi alla vigilia del Corso di aggiornamento in dermatologia plastica, organizzato da Adoi (Associazione dermatologi ospedalieri italiani) e Isplad (International-Italian Society of Plastic-Aesthetic and Oncologic Dermatology), che si tiene a Maratea (Pz) il 13 e 14 giugno.

"Si tratta di una rara forma di allergia che però, come le altre, sta aumentando nella popolazione - anticipa Patrizio Mulas, presidente Adoi - La difficoltà di determinare il numero delle allergiche con precisione nasce dall'imbarazzo delle donne nel raccontare il problema al medico di famiglia o allo specialista. Secondo una ricerca statunitense, il 12% di quante hanno reazioni allergiche durante un rapporto sessuale soffre di questa 'allergia agli uomini'.

E il rimedio, erroneo, spesso è l'astinenza". Sul banco degli imputati, dicono gli esperti, ci sono frazioni glicoproteiche del liquido seminale, in particolare l'antigene "Psa" della prostata. "Negli anni gli studi hanno dimostrato una reazione di primo tipo, mediata dalle Ige, e quindi locale - aggiunge Antonino Di Pietro, presidente Isplad - Adesso però si segnalano casi di reazioni generalizzate, anche gravi.

Si possono avere infatti dalle semplici rinocongiuntiviti, alle orticarie generalizzate, a sintomi gastrointestinali, agli angioedemi". La buona notizia è che l'allergia al liquido seminale "permette ugualmente di aver figli - prosegue Di Pietro - ricorrendo alla tecnica del lavaggio dello sperma". La diagnosi avviene con una reazione positiva allo skin-prick test.

Mentre per la terapia a lungo termine si può ricorrere alla desensibilizzazione del sistema immunitario. Ma questo problema rischia di minare l'intimità di coppia. "Poiché i partner non associano questa forma di allergia al liquido seminale, ma a problemi diversi anche di natura psicologica, molti smettono di avere rapporti sessuali - sottolinea Federico Ricciuti, presidente del corso di Maratea - Basterebbe, invece, ricorrere a 'rapporti protetti', tenendo però conto che esiste anche l'allergia al lattice. Va sottolineato, infatti - conclude Ricciuti - che queste donne soffrono già di altre forme di allergia".

(Tiscali)

 

 

Zurigo la città più vivibile del mondo, Baghdad all'ultimo posto

 

C'è di nuovo Zurigo in cima alla lista delle città con la migliore qualità di vita, mentre Lussemburgo risulta la più sicura. Baghdad, invece, è ultima in entrambe le categorie.

Stando alla società di management consultancy Mercer, le città europee sono ai primi posti nel sondaggio Qualità di Vita nel Mondo 2008, con Zurigo che mantiene il primato come l'anno scorso, seguita da Vienna. Un'altra città svizzera, Ginevra, si piazza al terzo posto. Vengono poi Vancouver in Canada e Auckland in Nuova Zelanda.

La Germania ha ben tre città nella top 10, con Dusseldorf sesta seguita da Monaco e Francoforte a pari merito.

Praga si posiziona al 71esimo posto, prima tra le città dell'Europa dell'Est, e la bielorussa Minsk è quella più in basso nella graduatoria tra le città europee, al numero 183.

L'elaborazione della lista segue 39 criteri determinanti per la qualità della vita come stabilità politica, scuole, ambiente socio-culturale, tempo libero, abitazioni e ambiente naturale.

Per gli Stati Uniti la prima città è Honolulu al 28esimo posto, seguita a ruota da San Francisco.

In Asia la città migliore risulta Singapore, al 32esimo posto, e in Africa Città del Capo, all'80esimo.

Le città con la peggiore qualità di vita sono invece Ndjamena in Chad al numero 211, seguita da Khartoum in Sudan, Brazzaville nella Repubblica del Congo e Bangui nella Repubblica Centroafricana. Baghdad mantiene l'ultima posizione.

Mercer spiega che c'è anche una lista di città individuate in base al livello di sicurezza personale. Lussemburgo è al primo posto seguita da Berna, Ginevra, Helsinki e Zurigo, tutte al secondo posto a pari merito.

Anche in questo caso, all'ultimo posto si piazza la capitale irachena.

(Reuters)

 

 

Nüvifone, la navigazione è mobile

Rivoluzione in casa Garmin

 

Dopo anni di esperimenti, adesso la convergenza tra navigazione satellitare e comunicazione mobile è realtà. Merito di Garmin, società americana leader nel settore dei PND (Personal Navigation Devices), he ha messo a punto nüvifone. Grazie alle sue funzioni, alla qualità costruttiva e al design ricercato, nüvifone, che sarà in commercio da ottobre, è un concentrato di tecnologia che permette di "guidare" chi lo utilizza durante tutta la sua giornata.

"Non esiste niente al mondo come il nüvifone - spiega Sandro Ligossi, Amministratore Delegato di Garmin Italia – che rappresenta la maggiore innovazione degli ultimi anni, il culmine della ricerca nei due ambiti e il migliore esempio di quella convergenza che i consumatori stavano aspettando".

Numerose le funzioni garantite del nuovo strumento e allo stesso tempo facili da usare. Attraverso lo schermo touchscreen, si può facilmente accedere alle funzioni di chiamata e di navigazione sia su strade reali, attraverso la cartografia Navteq, sia su quelle virtuali, grazie alle funzioni di web browsing integrate nell’apparecchio. Le voci "Chiama", "Cerca", "Visualizza Mappa" diventano le porte di accesso a tre mondi complementari, che permettono di mettere in luce tutte le caratteristiche del prodotto. Il passaggio da telefono di ultima generazione a GPS è istantaneo: appena il nüvifone viene posizionato sul supporto auto, diventa automaticamente un navigatore che permette di non interrompere la conversazione, perché è dotato di viva voce integrato. Si guida e si parla, guidati dalla tecnologia Garmin.

Il nüvifone è il primo dispositivo Garmin ad includere il motore di ricerca locale di Google, che aiuta a scoprire online altri punti di interesse e permette di votare i luoghi più belli e degni di attenzione. L’opzione "Dove sono?" permette poi, toccando lo schermo, di avere la propria localizzazione, con le indicazioni di latitudine e longitudine.
In più con il nuovo telefonino-navigatore si può avere un servizio di assistenza online che permette di ricevere notizie di cronaca, sport e politica, oltre a indicazioni aggiornate su traffico, prezzo della benzina, andamento della borsa e meteo. I più, con il nüvifone si può navigare, mandare email, chattare diventano esperienze davvero a portata di mano, anche durante i percorsi in auto.

(Tgcom)

 

 

Anche la frutta nuoce all’ambiente

Fa sprecare energia e inquina l’aria

 

La frutta e la verdura sono, nell’immaginario collettivo, il simbolo stesso dell’alimentazione sana e genuina, semplice e “come natura comanda”. A nessuno verrebbe in mente che i prodotti della terra finiscano sul banco degli imputati  con l’accusa di essere “ecologicamente scorretti” e responsabili di sprechi di energia o di causare emissioni di pericolosi gas serra. Eppure è proprio così.

La Coldiretti ha infatti stilato una classifica di frutta e verdura che causano sprechi di energia e che, a causa del lungo viaggio che devono intraprendere per arrivare dal luogo di produzione alla nostra tavola, causano emissioni di gas ad effetto serra. Sul podio di questa poco invidiabile classifica si trovano prugne,fagioli e uva. Le prime provengono spesso dal Cile, i legumi sono importati dall’Argentina e l’uva arriva direttamente dal Perù. In ogni caso, questi prodotti devono percorrere distanze nettamente superiori ai 10mila chilometri prima di giungere nel nostro Paese; tra l’altro si tratta di alimenti potrebbero essere sostituiti da ben più valide alternative offerte dalla produzione nazionale. 

La speciale classifica è stata stilata dalla Coldiretti per evidenziare come anche un comportamento di acquisto responsabile possa contribuire alla riduzione dell'inquinamento e al risparmio energetico, soprattutto in un momento in cui il pezzo del petrolio continua a salire. Nella classifica dei prodotti da evitare per un comportamento ambientalmente sostenibile, la Coldiretti ha inserito oltre alle prugne cilene, ai fagioli argentini e all'uva peruviana, le pere dal Sud Africa e il melone dal Guadalupe. Si tratta in tutti i casi di prodotti per i quali, durante la stagione di maturazione, la produzione nostrana garantisce una valida alternativa a livello qualitativo, con in più un maggiore risparmio e freschezza.

Secondo Coldiretti consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può arrivare ad abbattere fino a 1000 chili di anidride carbonica l'anno. Le prugne cilene, che devono volare per 12mila chilometri consumando 7,1 kg di petrolio, liberano 22 chili di anidride carbonica; i fagioli argentini viaggiano per 11mila bruciando 6,7 chili di petrolio e liberando 20,8 chili di anidride carbonica, mentre l'uva del Perù percorre quasi 11mila chilometri con un consumo di 6,5 chili di petrolio e l'emissione di 20,2 chili di anidride carbonica. Parlando in termini globali, si stima che un pasto medio percorra oltre 1.900 chilometri viaggiando su camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla vostra tavola. Spesso occorre più energia per
portare il pasto al consumatore di quanta il pasto stesso ne fornisca in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull'atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall'emissione di gas ed effetto serra.

Per questo motivo Coldiretti ha avviato una mobilitazione per consentire ai consumatori di scegliere in modo consapevole prodotti che non inquinano e salvano il clima, fino all'inaugurazione del primo circuito “a chilometri zero” mentre sul sito www.coldiretti.it si può trovare un elenco di quasi diecimila aziende agricole in tutte le province in cui è possibile comperare direttamente dagli agricoltori senza intermediazioni e lunghi trasporti.

 

(Tgcom)

 

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