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Attualità 2 settembre 2008

Multe: la parola del vigile non fa piena prova e può essere contestata

 

Anche la parola del vigile può essere contestata. E' quanto afferma la Corte di Cassazione (sentenza n.21816/2008). Secondo i Giudici di Piazza Cavour non c'è bisogno di sporgere querela di falso per mettere in discussione quanto affermato da un vigile. Con riferimento al verbale di accertamento di una violazione del codice della strada, si legge nella motivazione della sentenza, "l'efficacia di piena prova fino a querela di falso non sussiste ne' con riguardo ai giudizi valutativi che esprima il pubblico ufficiale, ne' con riguardo alla menzione di quelle circostanze relative a fatti i quali, in ragione delle loro modalita' di accadimento repentino, non si siano potuti verificare e controllare secondo un metro sufficientemente obiettivo, e abbiano pertanto potuto dare luogo ad una percezione sensoriale implicante margini di apprezzamento''. In sostanza in caso di contravvenzione per violazione al codice della strada ci sono sempre ''margini di apprezzamento'' per contestare la multa e magari ottenerne l'annullamento. Questo perche', spiega la Corte il vigile potrebbe anche aver contestato un'infrazione che non c'e'. E' stato accolto così il ricorso di una automobilista romana che aveva contestato una multa inflittale per essere passata con il semaforo rosso. La signora non aveva sporto querela di falso e il giudice di pace aveva convalidato la multa sostenendo l'insindacabilita' dell'operato del vigile. Di contrario avviso i Giudici del Palazzaccio che hanno accolto il ricorso della donna la quale, pur non avendo sporto querela di falso, aveva dichiarato di poter dimostrare con testimoni oculari l'inesattezza del giudizio del "pizzardone". La Corte ha anche evidenziato che nel caso di specie il vigile si e' trovato ad infliggere una multa non in base ad una ''percezione di una realta' statica bensi' con una indicazione di un corpo o di un oggetto in movimento''.

(Studio Cataldi)

 

Epifani: "Nessun ricatto, si tratta su tutto"

 

"A chi dice prendere o lasciare dico: non esiste. E' una trattativa vera appena iniziata". Cosi' il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, spiega in un'intervista al Corriere della Sera la posizione del sindacato nella vicenda Alitalia soprattutto dopo le parole del premier Silvio Berlusconi e del commissario straordinario Augusto Fantozzi.

"Si deve ripartire dai punti non chiusi con Air France" - Epifani afferma che Colaninno appare "il più sincero di tutti. Non fosse altro perché è il più esposto. In fondo è lui che ha da rimetterci di più, accollandosi il rischio della gestione"; precisa però di non essere d'accordo con lui quando dice: "il quadro delle regole è questo, noi ne approfittiamo".

"Le regole non possono essere fatte ad hoc". "Se è così il mercato è senza leggi. I nostri imprenditori in questa fase sono attenti più al loro tornaconto che alle regole". "Anche la presenza di Marcegaglia, cioè dell'azienda del presidente di Confindustria - aggiunge il sindacalista - nel momento in cui si fanno regole ad hoc si espone a questo problema. Ecco il punto debole, che avrà ricadute se e come verrà fatto il patto di controllo dell'azienda". "Diversamente - spiega ancora Epifani - non capisco come si potrebbe governare un'azienda con un capitale così frammentato. Sarà necessario un nucleo stabile, che leghi fra di loro chi nutre un vero interesse nel rilancio dell'Alitalia. Il rischio e' che si arrivi altrimenti all'ennesimo bizantino patto di sindacato senza una guida certa".

Sacconi: "Non è un ultimatum ai sindacati" - Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, in un'intervista al quotidiano Il Giornale. "La scadenza posta dal governo è imperativa e non è una nostra scelta politica. L'agenda ce l'ha dettata la criticità della situazione", spiega Sacconi. Quanto alle prese di posizione dei sindacati, il ministro crede che avranno un loro peso specifico sul piano industriale "perché le osservazioni che hanno fatto mi sono apparse tutte degne di attenzione. Poi anche tra loro c'è una diffusa consapevolezza che serva un nuovo modello di relazioni industriali che porti ad un coinvolgimento maggiore dei lavoratori nella vita dell'impresa". Comunque, Sacconi assicura che sarà "un confronto intenso, con i tempi brevi imposti dai tempi di sopravvivenza della società, che sono altrettanto brevi.

Esuberi: sarebbero 4500 - Secondo il quotidiano La Repubblica questa cifra sarebbe stata fornita la scorsa settimana dal governo a Cgil, Cisl e Uil in un incontro segreto tenutosi prima del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto ad hoc per snellire e accelerare le procedure per il commissariamento dell'Alitalia.

 

(Tiscali)

 

Immigrati; Click day 2007: Tar Lombardia sospende i nulla osta

Accolto ricorso Cisl su malfunzionamento del sistema informatico

Il Tar della Lombardia ha ordinato alla Prefettura di Milano la sospensione per un mese del rilascio dei nulla osta non ancora consgnati agli immigrati, conseguiti nella graduatoria ottenuta durante il cosiddetto "click day" del 15 dicembre 2007. Quel giorno alle 8 del mattino, circa 700mila datori di lavoro avevano partecipato via computer alla corsa per ottenere l'autorizzazione ad assumere cittadini extracomunitari. Nel giro di pochissimi minuti erano state esaurite le domande per i 170mila posti disponibili. Nel ricorso presentato da alcuni datori di lavoro sostenuti dalla Cisl di Milano, si denunciavano falle nel sistema informatico che gestiva la spedizione delle domande. In particolare si evidenziava come i computer si erano "impallati" quando dovevano leggere nomi e cognomi troppo lunghi (in particolare quelli di lavoratori nazionalità cingalese) con grave danno non solo dei cingalesi stessi, ma anche di tutti coloro che venivano inseriti subito dopo di essi e che, a causa del blocco, non hanno potuto partecipare alla "corsa contro il tempo" Il Tar, con ordinanza del 27 agosto resa nota oggi, ritenendo credibile l'ipotesi di un malfunzionamento, ha ordinato alla Prefettura milanese di spiegare entro 30 giorni che cosa è accaduto esattamente, sospendendo per tutto il mese il rilascio di ulteriori autorizzazioni alla regolarizzazione. "La Cisl - aggiunge Gilberto Mangone della segreteria del sindacato di via Tadino - ritiene che questa vicenda costituisca un'ulteriore prova dell'irrazionalità del sistema delle quote com'è oggi strutturato, che danneggia non solo gli stranieri che aspirano a lavorare regolarmente in Italia ma anche i datori di lavoro, e sollecita nuovamente una rapida modifica della normativa in materia che estenda le possibilità di assunzione e superi l'illogica 'roulette' che disciplina le procedure di regolarizzazione".

(Apcom)

 

Dopo 11 anni gli stipendi tornano a salire

 

Dopo anni di sofferenza economica, confermata da numeri e stime degli esperti, l’Italia inizia a dare segni di ripresa. Le retribuzioni contrattuali orarie a luglio sono aumentate dello 0,7 per cento rispetto a giugno e del 4,3 per cento su luglio 2007, l'incremento più significativo dall'ottobre del '97 (+4,5 per cento). Un aumento anche superiore all'inflazione, che a luglio si è attestata al 4,1 per cento. Lo rende noto l'Istat precisando che l'incremento è dovuto ai numerosi rinnovi contrattuali e agli aumenti tabellari di molti accordi recepiti nel mese. Gli incrementi maggiori si osservano per assicurazioni (+7,7%), alberghi e pubblici esercizi (7,6%), ministeri e militari-difesa (entrambi +6,2%). Gli aumenti minori sono stati invece quelli di servizi privati alle famiglie (+1,3%) ed estrazioni minerali (+2,1%). Una variazione nulla si registra infine per l'agricoltura.

(Studio Cataldi)

 

Posto all'asilo e meno tasse, la separazione oggi è simulata

Dal giudice ma poi ancora si vive insieme, soprattutto al nord

Bollette del gas e della luce meno care, parcheggi garantiti o gratuiti, sgravi sui libri di scuola dei figli e tasse universitarie più agevolate, assegni familiari, esenzioni fiscali sulle vendite o le compere di immobili, niente Ici sulla super villa al mare dichiarata come prima casa, gratuito pratrocinio da parte dello Stato, posti migliori in alcune graduatorie di lavoro o negli asili comunali. Sembra che ultimamente la separazione, in Italia, convenga, soprattutto dopo la norma varata dal governo che elimina il pagamento delle tasse sulla prima casa di proprietà. Nella Penisola, è noto, le politiche di sostegno alle famiglie non sono all'altezza di quelle degli altri paesi occidentali, europei in particolare, e sono sempre di più le coppie sposate che decidono la separazione (non il divorzio, che costa di più ed è più complicato da ottenere) per ottenere qualche agevolazione fiscale, soprattutto in anni di crisi economica. Il 'trucco', perfettamente legale, è semplice: avviare una separazione per poter poi dichiarare un reddito minore, più conveniente ancora di quanto previsto dalla cosiddetta "separazione dei beni", che già nel matrimonio prevede redditi singoli. "C'è un'infinità di vantaggi fiscali nel non cumulare i redditi e negli ultimi anni c'è stato un forte incremento di separazioni proprio per questo motivo", spiega l'avvocato Ettore Gassani, presidente dell'Associazione matrimonialisti italiani (Ami): "Il fenomeno, in realtà, è antico, esiste da sempre e tantissimi sono i casi di persone separate sulla carta ma che vivono sotto lo stesso tetto d'amore e d'accordo". Il costume è esteso soprattutto al centro nord, terra più ricca, ma anche meno attaccata ai valori tradizionali del matrimonio: "Secondo i nostri studi - prosegue Gassani - ogni anno almeno il 5% delle separazioni consumate nelle regioni settentrionali è simulato, anche perchè la separazione consensuale ha costi limitatissimi e in alcuni tribunali non serve neppure avere un avvocato". Cè anche, però, chi in barba ad ogni scrupolo morale sfrutta il matrimonio in senso opposto, per avere vantaggi anche economici. È il caso di extra-comunitari che sposano donne italiane (pure molto anziane) per ottenere sotto pagamento la cittadinanza italiana, o di giovani signorine che stregano uomini molto più anziani e più ricchi di loro per intascarne un giorno gli averi: negli ultimi 10 anni in Italia ci sono state circa 300 mila nozze miste, delle quali circa il 10% tra giovani e anziani. "I matrimoni e le separazioni - conclude Gassani - non sono più un'isola felice, ma sepre più strumenti per fare il comodo proprio".

(Apcom)

 

Stop del Garante alle chiamate indesiderate

 

Stop del Garante privacy al marketing selvaggio e alle telefonate promozionali indesiderate. L'Autorità - con alcuni provvedimenti di cui è stato relatore Mauro Paissan - ha vietato ad alcune società specializzate nella creazione e nella vendita di banche dati (Ammiro Partners, Consodata e Telextra),csenza cioè aver informato gli interessati e senza che questi avessero fornito uno specifico consenso alla cessione delle loro informazioni personali ad altre societa'.

Il divieto è scattato anche per altre aziende . Si tratta di Wind, Fastweb, Tiscali e Sky, che hanno acquistato da queste società i data base allo scopo di poter contattare gli utenti e promuovere i loro prodotti e servizi tramite call center. "Se qualcuno vuole entrare in casa nostra - commenta Paissan, componente del Garante - deve bussare. Così, se qualcuno vuole chiamarci per vendere un prodotto o un servizio, deve avere il nostro consenso per usare il nostro numero telefonico.

All'origine le tante lamentele - Numerosi sono stati gli abbonati che hanno segnalato al Garante la ricezione di chiamate promozionali indesiderate effettuate da e per conto di diversi operatori telefonici o aziende che promuovevano beni o servizi. Dalle verifiche effettuate presso le societa' che hanno fornito i data base e' emerso che i dati degli utenti erano stati raccolti e ceduti a terzi senza informare gli interessati, o informandoli in maniera inadeguata, e senza un loro preventivo specifico consenso. Una delle societa', peraltro, offriva sul proprio sito i dati di oltre 15 milioni di famiglie italiane suddivise per redditi e stili di vita, senza che gli interessati fossero stati informati o avessero dato il loro assenso alla comunicazione dei dati a terzi.

Aziende poco attente alle regole - Da parte loro le aziende e le compagnie telefoniche che hanno acquistato i dati e li hanno utilizzati a fini di marketing telefonico (il cosiddetto teleselling), non si sono preoccupate di accertare, come prevede invece la disciplina sulla protezione dei dati, che gli abbonati avessero acconsentito alla comunicazione dei propri dati e al loro uso a fini commerciali. La mancata inosservanza del divieto dell'Autorità espone anche a sanzioni penali.

(Tiscali)

 

Ultrà scarcerati, è scontro tra governo e opposizione

 

Dopo la devastazione di bus e treni da parte della tifoseria napoletana, l'arresto e la scarcerazione di cinque delgi arrestati, Veltroni va all'attacco del governo. "La scarcerazione dei teppisti responsabili dei gravi incidenti prima e dopo la partita Roma-Napoli è un fatto gravissimo - ha tuonato il leader del Partito democratico -. Il segnale che si lancia è pesantemente negativo".

E per Veltroni il significato di quanto accaduto è univoco: "Evidentemente dagli atti del governo si evince una morale: duri con quelli che non votano come gli immigrati e deboli con quelli che votano. Così i teppisti, che usano il calcio come pretesto per le loro bravate, per aggredire e seminare paura tra i cittadini, anche quando sono identificati e presi restano dentro per poche ore. Questa certezza di impunità non fa altro che perpetuare e coprire il loro agire", aggiunge. L'attacco arriva all'indomani della sollecitazione fatta dal democratico al presidente della Camera Gianfranco Fini, perché spinga per far approvare il prima possibile una legge che conceda il voto amministrativo agli immigrati.

Lo scontro politico - Antonio Di Pietro, segretario Italia dei Valori, che avrebbe "tenuto in galera i teppisti gli ultrà napoletani, senza con questo criticare l'operato dei giudici". "Patetica demagogia" quella dell'opposizione secondo il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che si chiede perché per le scarcerazioni "facili degli ultrà violenti Veltroni non se la prende con la magistratura? La colpa è loro". Gasparri promette poi "tolleranza zero contro qualsiasi illegalita'", mentre Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, parla di "grande confusione di Veltroni, che dimentica che i teppisti del calcio li ha scarcerati la magistratura, che c'entra il governo?".

Mantovano: esistono falle nel sistema - Dei gravi episodi di domenica è tornato a parlare oggi anche il sottosegretario all'interno Alfredo Mantovano, per il quale esistono "falle del sistema sia in ambito di prevenzione che a livello sanzionatorio". "Sono tornati in libertà soggetti che in base alle leggi vigenti meritavano di stare in carcere", ha detto Mantovano a Radio 24. "Oggi - ha proseguito - nel corso della riunione con il ministro Roberto Maroni al Viminale con l'Osservatorio per le manifestazioni sportive ed il comitato di analisi si trarranno delle valutazioni istituzionali. C'è stata qualche anomalia, le norme sono chiare e vanno applicate con coerenza e rigore".

Abete: "Punire i delinquenti non chiudere gli stadi" - "E' giusto tener conto di quanto accaduto domenica e prendere i provvedimenti che le forze dell'ordine e il ministero riterranno adeguati. E' giusto punire i responsabili e occorre, come sempre, non generalizzare, perché di fronte a comportamenti inaccettabili ci sono anche tante realtà di comportamenti di grande livello". Per il presidente della Figc, Giancarlo Abete, gli incidenti di Napoli e Roma non sono stati compiuti da tifosi ma da delinquenti. Secondo il numero uno della Federazione "negli anni sono comunque cambiate norme e comportamenti come nel caso di Firenze. La soluzione, per Abete, non è quindi chiudere gli stadi. Ma chi deve pagare i danni, allora, forse le società? "A quel punto - conclude Abete - chi investe tanto nel mondo del calcio sarebbe costantemente sotto schiaffo perché decine di persone creano danni a centinaia di chilometri di distanza dicendo di essere tifosi di quella squadra".

(Tiscali)

 

Cassazione: terapie inefficaci? Niente danni per il ritardo nella consegna dei medicinali

 

La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 13589/2008) ha stabilito che non si ha diritto al risarcimento dei danni per il ritardo nella consegna di un farmaco e ciò nel caso in cui la terapia e/o cura non ha una validità terapeutica suffragata scientificamente. Nel caso di specie, i Giudici di Piazza Cavour hanno infatti ritenuto irrilevante la circostanza del ritardo nel trasporto dei medicinali e ciò in considerazione dell'assoluta inefficacia della terapia Di Bella (considerazione basata sul generale convincimento, ormai radicato nella comunità scientifica e gli operatori sanitari).
Con questa decisione la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dei familiari di un cittadino poi deceduto che aveva ricevuto in ritardo nel suo domicilio, i medicinali richiesti (cura Di Bella) per la cura contro la sua malattia (tumore).

(Studio Cataldi)

 

Scuola; Codacons: Debiti formativi stangata da 756 euro famiglia

Corsi recupero sono insufficienti e si ricorre a lezioni private

E' in arrivo una stangata da 756 euro per ogni famiglia che ha un figlio con debiti formativi. E' l'allarme lanciato dal Codancos, secondo il quale i corsi di recupero organizzati dalle scuole sono "una presa in giro", visto che "molti licei hanno previsto corsi di 12/15 ore per area tematica". Perciò "i genitori, come sempre, sono stati costretti alle solite vecchie classiche ripetizioni private, ovviamente in nero". Ogni ora di lezione privata costa mediamente 28 euro, spiega il Codacons. Agli studenti con i debiti formativi le famiglie garantiscono mediamente 27 ore di lezioni private. C'è chi arriva a quaranta e chi si limita a una quindicina, visto il costo. Le ripetizioni ovviamente hanno un prezzo variabile a seconda della materia, di chi le dà (docente, laureato, studente universitario), e di chi le riceve (universitario, superiori, medie). E se una lezione di matematica offerta da un docente costa tra i 27 e i 31 euro, una di latino o di greco può arrivare fino a 33 euro. Più economici invece l'italiano e le lingue, che costano tra i 23 e i 28 euro all'ora.

 

(Apcom)

 

 

Muore cadendo dalla moto per sfuggire alla polizia

 

E' morto cadendo dalla moto mentre cercava di sfuggire alla polizia. La vittima è un giovane brasiliano di 22 anni che è stato sorpreso a rubare all'interno delle auto parcheggiate nel quartiere di San Giovanni a Roma.

L'inseguimento e la caduta - Dopo alcune segnalazioni di cittadini giunte alla polizia, gli agenti sono arrivati in via Paruta dove hanno sorpreso il ragazzo mentre rubava. Salito sulla motocicletta, una Yamaha di grossa cilindrata, il brasiliano è fuggito a tutta velocità inseguito dalla polizia; la corsa è finita in via delle Mura latine, dove il mezzo ha sbandato e il giovane è caduto a terra. Subito soccorso dagli agenti e dal personale del 118, è morto al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni.

 

(Tiscali)

 

Olanda contro Pisa: il loro campanile pende di più

 

Si potrebbe proprio dire che siamo di fronte a una moderna forma di campanilismo tra città europee. Bedum, città olandese, è in competizione con la nostra Pisa. O meglio, tra i loro campanili è in corso una guerra all'ultimo grado di inclinazione.

Walfridus pende più di Pisa - Secondo Jacob Van Dijk, geometra in pensione, i rilievi e le misurazioni da lui stesso effettuate, dimostrerebbero che il campanile della chiesa di Walfridus, penderebbe di più della torre di Pisa che è stata leggermente raddrizzata dopo alcuni recenti lavori di ristrutturazione. E così l'edificio olandese risalente al dodicesimo secolo, sfida il primato di torre più storta, indiscutibilmente detenuto dal monumento toscano.

Pisa inclinata di 4 metri - Il campanile di Bedum pende di 2,61 metri da un'altezza di 35,7 metri, mentre la torre nazionale è alta 55,86 metri e ha una inclinazione di 4 metri circa. Se le due torri avessero la stessa altezza, secondo il geometra Jacob Van Dijk, Bedum registrerebbe un'inclinazione superiore a quella di Pisa di 6 centimetri. Molto orgoglioso del risultato, Van Dijk ha detto: "In Italia sono soddisfatti del risultato, ma qui a Bedum siamo ancora più contenti, perché la torre di Pisa ora pende meno della nostra".

 

(Tiscali)

 

 

Ladro di appartamento ruba anche la dentiera

 

Insospettiti dal suo comportamento un tantino troppo nervoso alla vista della pattuglia, alcuni agenti della squadra volante di Trento hanno perquisito un tunisino trovandogli addosso della refurtiva.

La dentiera tra la refurtiva - Hassen Nasri aveva appena commesso un furto nell'abitazione di una signora anziana e aveva sottratto diversi oggetti di valore e tra questi alcuni gioielli d'oro e argento. Un bottino classico, tranne che per uno oggetto in particolare: la dentiera della donna che aveva 15 denti d'oro. Il ladro, un clandestino di 23 anni è stato arrestato dopo un inseguimento a piedi nelle vie del centro della città. Intanto all'anziana donna è stato restituito il maltolto dentiera compresa.

 

(Tiscali)

 

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