| Venezia, dramma grottesco di belli infelici con Corsicato |
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Lui
e lei, giovani sposi, belli e felici. Ma solo in apparenza. Lui (Alessandro
Gassman) è spesso fuori casa e come commerciante di fertilizzanti ha una serie
di avventure extraconiugali con piacenti vivaiste. Lei (Caterina Murino) lavora
con la madre (Valeria Fabrizi) e una commessa un po' tonta (Martina Stella) in
un negozietto di abbigliamento. E confida le proprie insicurezze all'amica del
cuore (Isabella Ferrari).
Cosa
non funziona tra loro? Non arriva l'erede. Ma quando decidono di affrontare il
problema seriamente e lei rimane incinta, la situazione si fa drammatica,
perchè dagli esami lui risulta sterile. E allora di chi è il bimbo in arrivo?
Con "Il seme della discordia" ultimo film italiano in concorso,
stasera alla 65a Mostra Internazionale del Cinema, Pappi Corsicato ha deciso di
virare sul grottesco una vicenda all'apparenza drammatica. Con un'attenzione
particolare per le gag, i cromatismi, la musica evocativa degli anni Sessanta.
Giocando con citazioni parodistiche di classici dello schermo, da "Via col
vento" a "La corazzata Potiemkin"..
"L'idea
era di rappresentare un mondo di belli ma tutti in realtà un po' soli e
sfigati...con un eccesso di estetica, girando alle falde del Vesuvio,
richiamando un'atmosfera esotica, di bellezza con sotto del marcio", ha
spiegato a Venezia il regista.
"I
personaggi attraversano delle piccole tragedie che ho voluto raccontare non in
tono drammatico, di portare su un piano non realistico questi drammi", ha
aggiunto Corsicato.
Alessandro
Gassmann ha rievocato assieme agli altri interpreti un'atmosfera tutta
particolare sul set, come se l'idea stessa della pellicola si costruisse giorno
per giorno.
"Avendo
visto i film precedenti (di Corsicato) mi aspettavo il divertimento. Ma vi
assicuro che non era facile capire durante le riprese cosa si stesse facendo e
lo scopriremo stasera", ha detto, spiegando che i protagonisti ancora non
hanno visto il film finito.
"Sono
per la contraddizione, un pizzico di follia... credo che questo atteggiamento
contraddittorio sia proprio del mondo femminile...c'è una sterilità diffusa nei
personaggi. Ognuno è solo e tende di sopraffare l'altro, ma con
indifferenza", ha spiegato ancora il regista di "Il seme della
discordia".
Accolto
con una certa freddezza all'anteprima per la stampa. Forse per una formula che
in nome della leggerezza dà l'impressione di sfiorare con superficialità i temi
trattati, senza adottare sino in fondo nemmeno la chiave del grottesco.
(Reuters) |
