Fabrizio Gelli (voce e chitarra), Danilo Palladini (tastiera), Gino Scalise
(batterie), Paolo Fois (chitarra), Federico Paoletti (basso), in una parola:
eSMEN. Li abbiamo visti vincere le scorse selezioni liguri del concorso Primo
Maggio Tutto L'Anno, e ottenere il Premio Italiano Videoclip Indipendenti 2008
per il Miglior Video, girato da Cedric Polignè per la canzone Song for Ced. Il
loro singolo, Who cares, ha subito conquistato critici e blogger ed è tuttora
in rotazione su moltissime radio indipendenti. Non dimenticate questo nome,
siamo sicuri che sentiremo presto parlare di loro.
di Annachiara Tortorella
Gli eSMEN nascono nel 2005 dal progetto solista di Fabrizio Gelli. Perché la
scelta di questo nome?
Da quando ero molto giovane e ho cominciato a suonare avevo una band che si
chiamava Ouk esmen che, in greco antico, significa "non siamo".
Intorno al 2005, quando ho cominciato a comporre pezzi al computer, per
comodità è diventato Esmen. Poi l'ho tenuto un po' per abitudine.
Avete vinto il PIVI 2008 con il video di Song for ced girato per voi da
Cedric Polignè. Com'è avvenuto il vostro incontro?
Cedric è un amico d'infanzia, poi diventato un video-maker professionista. Io
ho visto un suo cortometraggio che si chiamava L'homme tete, in cui c'era
questo personaggio con la testa sul braccio. Mi sono innamorato del passaggio
in cui c'era la donna morente tanto che ho scritto la canzone proprio pensando
a questa scena.
In effetti il video è stato definito "Un viaggio alla fine della vita
come società civile verso le sue primordiali origini". Un pronostico o un
augurio?
In realtà credo che ci sia qualcosa di più di un paesaggio post-atomico e della
fine del mondo. Ci vedo anche un senso di protezione nei confronti di una vita
che nasce. La morte del personaggio in quest'ottica diventa un semplice
trapasso utile a proteggere la piantina che poi diventa un albero da cui
fioriscono foglie verdi. Sembra quasi che debba ripartire tutto.
In cosa vi sentite vicini, stilisticamente parlando, a gruppi come i Sigur
Ros o i Radiohead?
Secondo me abbiamo un modo di scrivere che non volontariamente risulta
vicino a quello dei Coldplay. I brani sono scritti principalmente da me e da
Danilo Palladini, il tastierista. La conoscenza dei Radiohead ci permette di
osare di più a livello compositivo, mentre dai Sigur Ros abbiamo imparato che
ogni tanto è fighissimo abbandonarsi a qualcosa di ripetitivo. Abbiamo provato
a prendere da quel tipo di situazione musicale il fatto di diluire le melodie,
di fare lunghi finali...
Cosa pensano gli eSMEN della musica italiana?
Da buon genovese sono cresciuto con il cantautorato, ma quando sono usciti
Nevermind e Ten ho scoperto che la musica che veniva da Paesi oltre confine mi
piaceva tantissimo. Mi sono rivolto nuovamente alla musica italiana ascoltando
i primissimi Afterhour's e i Marlene. Tutt'ora sono molto attento alle
produzioni ma le cose che mi piacciono sono poche.
Dite che "Nel testo di Who Cares abbiamo cercato di mettere a fuoco,
esorcizzandolo, un momento di debolezza". C'è profumo di autobiografia?
Sì, ma si parla più di sensazioni che di vita vissuta. In realtà il testo
Who Cares racconta la storia di un personaggio che si rifugia in un motel. La
sensazione di cui parlo è quella di abbandono e di ricerca di risposte. Alla
fine del pezzo c'è tutto un grido disperato, quasi una preghiera, anche se la
musica diventa tutt'altro che triste.
A questo proposito. dal vostro MySpace "La musica è una gioiosa, calma,
sognante reinterpretazione della malinconia". Una malinconia può essere
gioiosa per gli eSMEN?
In realtà per me lo è sempre stata. Ogni tanto mi piace ascoltare Nightswimming
dei R.E.M. e ricordare il passato, lo trovo un momento di calma e riflessione.
Fortunatamente siamo riusciti a tradurre tutto questo in musica.
Siete alla ricerca di un'etichetta che voglia pubblicare il vostro nuovo
album. Novità?
Purtroppo ci siamo affacciati al mondo discografico relativamente tardi e
sembra che le etichette siano in difficoltà. Noi vogliamo pubblicare questo
disco e ci siamo dati una scadenza. Se entro fine Marzo non riusciremo a
trovare un'etichetta, lo faremo autonomamente.
Fabrizio, per concludere, lascia un messaggio ai lettori di What's Up!
Vorrei che le nuove generazioni imparassero a prendersi le cose da sé. Vorrei
che imparassero a scegliersi le informazioni e la musica evitando di
"ciucciare" tutto quello che gli viene proposto dalla televisione o
dall'informazione e che provassero ad emanciparsi da questa omologazione che
gli impedisce di conoscere gruppi diversi dai Finley.