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La Doppia

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Pau e Boosta

 

 

 

L'esclusiva

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 Roberto Vecchioni

 

Placcaggio

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CLAUDIO GIOÈ

Giovani talenti

                                                                                                                        

annalisa _mg_6792.jpgAnnalisa Scarrone

 

Musica

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Marco Carta

 

 

 

L’adozione a distanza che salva le fattorie

 

fattoria.jpgQuella dell'adozione a distanza è una pratica che ha preso piede già alcuni anni fa, con lo scopo di aiutare le popolazioni più povere, soprattutto in quei paesi definiti "del Terzo Mondo". La pratica è ben nota: con cifre poco più che irrisorie ci si prende cura di un bambino, della sua istruzione o della sua salute, e in cambio, quasi sempre, si ricevono sue fotografie o lettere, che rendono più realistica e maggiormente partecipativa l'adozione. In un momento come questo, però, in cui le contingenze storiche ed economiche fanno ormai parlare quotidianamente di una crisi che va e viene, l'idea del sostegno economico a distanza si è rivelata fruttuosa non solo per i paesi a noi distanti, fisicamente e culturalmente: il principio è stato infatti adottato anche in Italia, dove però ad essere adottati non sono più bambini, ma polli, maiali, asini.

E in cambio si riceve certamente qualcosa di gratificante a livello umano, e cioè la sensazione di un ritorno alla natura, di una vicinanza maggiore alla vita bucolica, ma anche qualcosa di materialmente più gratificante dal punto di vista utilitaristico: uova, latte, burro, lana o qualsiasi altro prodotto che il "nostro" animale sia in grado di donarci. Come sottolineato dal quotidiano La Repubblica (www.repubblica.it) l'idea è stata già messa in atto da diversi agricoltori, che trovano nell'adozione a distanza anche un vero e proprio metodo di sostentamento. "La crisi ci sta facendo chiudere, neppure le produzioni biologiche bastano più a guadagnare quel tanto che basta per andare avanti" spiega sulle pagine on-line del quotidiano Mario Patteri , agricoltore sardo. "Io ho già 50 galline e le allevo come si deve. Ho pensato che potevo tenere a pensione anche quelle degli altri: chi vuole ne compra una o più, pagando 5,5 euro, e per otto mesi riceve da me sei uova alla settimana. Lui risparmia, io guadagno qualcosa e le uova sono molto più buone di quelle dei negozi" . Un sistema che sembra non prevedere falle, e che anzi ha il doppio vantaggio di aiutare sia il produttore che il consumatore. Nella zona del Vercellese, invece, la famiglia Muretto si è organizzata e mette a disposizione, per una quota esigua di 40 euro, uyna mucca con tanto di carta di identità. Ovviamente l'animale resta nella sua fattoria, ma qui si possono ritirare tutti i suoi frutti: burro, ricotta e latte, oltre alla possibilità di entrare in contatto con l'animale (con buona pace, molto spesso, dei bambini, che non hanno molte occasioni, in città, per fare conoscenza con la vita di campagna). Anche l'Abruzzo si sta specializzando in questo senso: "La porta dei parchi" offre la possibilità di adottare agnelli e pecore, dei quali è possibile ricevere, ovviamente, anche la pregiatissima carne. Ma, cari animalisti, non saltate subito alle conclusioni: a chi non dovesse piacere l'idea di ricevere direttamente dal produttore la carne per l'abbacchio di Natale, potrà "barattare" il suo animaletto con altri prodotti come miele o marmellate. D'altronde se proprio aveste voluto salvargli la vita, più che adottarlo avreste dovuto acquistarlo e crescerlo sul balcone di casa vostra...