Legittimo impedimento supera primo voto a Camera

L'aula della Camera ha bocciato oggi le pregiudiziali di costituzionalità, avanzate dall'opposizione di centrosinistra, alla proposta di legge sul legittimo impedimento, che avrebbe l'effetto di congelare per 18 mesi i processi al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

I voti contrari sono stati 343, i favorevoli 238. A respingere il giudizio di incostituzionalità sono stati, oltre al Pdl, l'Udc di Pieferdinando Casini, che ha difeso l'idea di una "legge ponte" per fornire uno scudo ai processi di Berlusconi, anche se ne ha criticato l'estensione ai ministri.

Per il Partito Democratico e l'Italia dei Valori il provvedimento introduce con una legge ordinaria una immunità per il presidente del Consiglio e i ministri, mentre la Consulta, bocciando lo scorso anno il Lodo Alfano, aveva chiesto espressamente una legge costituzionale.

Per la maggioranza si tratta invece di assicurare alla squadra di governo "il sereno svolgimento" delle sue funzioni, che sarebbe ostacolato da una parte della magistratura ostile a Berlusconi.

La Camera è chiamata ora a esaminare gli emendamenti al provvedimento -- il centrosinistra ne ha presentati oltre 150 -- mentre il voto finale è atteso domani al termine di un dibattito con tempi contingentati. Per diventare legge, il testo dovrà essere approvato anche dal Senato.

L'idea che muove la proposta è di fornire al premier uno strumento per ottenere il rinvio dei suoi processi, in attesa che il Parlamento approvi una legge di rango costituzionale che gli fornisca uno scudo dalla giustizia penale.

Il progetto di legge dice che il presidente del Consiglio è legittimamente impedito a presentarsi alle udienze dei suoi processi, di qualsiasi grado, quando svolge attività di governo; il giudice, su richiesta di parte, è così tenuto a rinviare il processo ad altra udienza -- tempo massimo per ciascun rinvio, sei mesi -- mentre si sospende il corso della prescrizione. Lo stesso vale per i ministri.

Finora è il giudice che decide se accordare all'imputato il rinvio dell'udienza, valutando caso per caso se il motivo dell'impedimento avanzato dalla difesa sia "legittimo".

Questa legge -- dice il suo articolo 1 -- non potrà valere per oltre 18 mesi dalla sua entrata in vigore e trova applicazione in attesa di una legge costituzionale sulla prerogative del presidente del Consiglio. 

L'idea di una "legge ponte" era venuta all'Udc, che l'aveva proposta come alternativa al ddl sul "processo breve", contestato da tutta l'opposizione e dal Csm, in attesa che una legge costituzionale sull'immunità appiani le tensioni tra governo e giudici.

"Il provvedimento è discutibile, ma ha il merito di prendere di petto la questione dei rapporti tra politica e magistratura", ha detto in aula Casini.

"E' un Lodo Alfano mascherato", ha risposto Dario Franceschini, capogruppo del Pd, criticando le "leggi ad personam" costruite attorno alle pendenze giudiziarie di Berlusconi, imputato a Milano in due processi.

La maggioranza ha proposto degli emendamenti per cercare di eliminare qualsiasi dubbio di interpretazione sul legittimo impedimento del premier.

In uno di questi si legge che il giudice è tenuto a rinviare il processo ad altra udienza quando la presidenza del Consiglio dei ministri "attesti" che l'impedimento è continuativo e connesso alle funzioni di governo.

(Reuters)

 

 

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