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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo alla
riforma dell'istruzione secondaria superiore, che entrerà in vigore
dal prossimo anno scolastico per le prime classi e che prevede sei
licei, incluso quello musicale, più ore di matematica e lingue
straniere e una maggiore autonomia delle scuole.
Una riforma "globale", l'ha definita il presidente del
consiglio Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa seguita
al Consiglio dei ministri.
"La scuola superiore necessitava
di una riforma perché sforna ragazzi che non avendo accesso
all'Università si immettono nel mondo del lavoro", ha detto
Berlusconi.
Secondo il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini, si tratta di un intervento "epocale",
che non ha "impronta ideologica" e che privilegia la
qualità alla quantità. Ma la riforma ha suscitato le critiche delle
organizzazioni studentesche e di organizzazioni sindacali.
"La riforma è fatta per fare
cassa, proprio su questo punto il ministro tenta una difesa che non
ha argomentazioni: il riordino della scuola secondaria è figlio
prima di tutto dell'esigenza di risparmiare sulla scuola pubblica",
scrive in una nota la "Rete degli studenti", che annuncia
una giornata di mobilitazione il 20 febbraio.
La riforma supera l'impianto della
legge Gentile del 1923 e, rispetto al vecchio sistema che prevedeva
il liceo classico, artistico e scientifico oltre al magistrale
quadriennale e a percorsi sperimentali linguistici, introduce anche
un liceo musicale e coreutico e un liceo delle scienze umane.
I Cobas hanno già proclamato uno
sciopero nazionale con manifestazione a Roma il 12 marzo contro le
iniziative del governo per la scuola.
"Si cancellano o si immiseriscono
materie importanti di studio, si tagliano ore di insegnamento
cruciali (in media 4 ore settimanali in meno), si sopprimono
laboratori e esperienze pratiche professionalizzanti, si cacciano
decine di migliaia di precari, eliminandone il posto di lavoro,
soltanto in nome del Dio Risparmio", ha detto il portavoce dei
Cobas Piero Bernocchi in una nota.
"NON PIU' ISTRUZIONE DI SERIE B"
Tra le altre novità, nel liceo classico l'insegnamento della
lingua straniera sarà esteso a tutti i cinque anni e vi saranno più
ore di scienze e matematica mentre nel linguistico l'insegnamento di
tre lingue straniere partirà sin dal primo anno e dal terzo anno
fino a due materie saranno gradualmente impartite in lingua
straniera.
Il liceo delle scienze umane prevede
la presenza di materie giuridiche ed economiche. Più spazio anche al
latino, obbligatorio nei licei classico, scientifico, linguistico e
delle scienze umane, mentre facoltativo negli altri licei.
Tutti i licei prevedranno 27 ore
settimanali nel primo biennio e 30 nel secondo biennio e nel quinto
anno, salvo alcune eccezioni nel liceo classico (31 ore negli ultimi
tre anni per rafforzare la lingua straniera), nell'artistico (fino a
35 ore) e nel musicale e coreutico (fino a 32 per materie pratiche ed
esercitazioni).
Per quanto riguarda gli istituti
tecnici, circa 1.800 in Italia con complessivamente 863.000 alunni,
dagli attuali 10 settori si passerà a due settori: economico e
tecnologico.
L'orario settimanale prevedrà 32 ore
di lezione, al contrario delle attuali 36 che hanno però una durata
di 50 minuti.
La riforma sancisce la centralità
delle attività di laboratorio e, relativamente agli indirizzi del
settore tecnologico, la presenza di insegnanti tecnico-pratici nella
misura oraria crescente dal primo al quinto anno.
Incrementate poi le ore di inglese e
introdotto l'insegnamento di scienze integrate (scienze della terra e
biologia, chimica, fisica).
Secondo il ministro Gelmini, con la
riforma per la prima volta l'istruzione tecnica smette di essere "di
serie B".
Per quanto riguarda infine gli
istituti professionali si passa dagli attuali cinque settori e 27
indirizzi a due macrosettori, con complessivamente sei indirizzi.
La riforma prevede poi un
potenziamento delle attività di didattica laboratoriale e di stage e
tirocini.
(Reuters)
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