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Fiat: nessun interesse ad attività nell'impianto Operai
reagiscono con sciopero immediato
Circa la metà dei dipendenti dello stabilimento Fiat di
Termini Imerese hanno i requisiti per la mobilità con l'aggancio
alla pensione. Lo hanno detto i rappresentanti della Fiat al tavolo
al ministero dello sviluppo economico, secondo quanto riferiscono
partecipanti alla riunione. Si tratta di 806 persone, su 1658
dipendenti dello stabilimento.
La Fiat non ha interesse a mantenere alcuna delle sue attività
industriali a Termini Imerese. Lo hanno detto i rappresentati della
Fiat - secondo quanto riferito da alcuni partecipanti alla riunione
in corso al ministero dello sviluppo economico. Sempre secondo quanto
riferito l'azienda si é detta interessata alla cessione dello
stabilimento di Termini Imerese e non della tecnologia.
SCIOPERO
A TERMINI DOPO NOTIZIE DA ROMA - Ferma la produzione alla Fiat di
Termini Imerese. Gli operai del reparto montaggio, circa l'80% del
personale, hanno abbandonato la linea produttiva e sono usciti dalla
fabbrica, unendosi ai sindaci del comprensorio termitano che da
stamattina stanno effettuando un sit-in davanti ai cancelli per
protestare contro la decisione del Lingotto di chiudere lo
stabilimento. Lo sciopero di un'ora é stato indetto dai delegati
della Fiom-Cgil. "Abbiamo deciso di dare subito una risposta
alle notizie negative che ci giungono dal ministero dello Sviluppo",
dice Calogero Cuccia, Rsu della Fiom.
NUOVO TAVOLO IL 5
MARZO - Proseguirà il prossimo 5 marzo al ministero dello
Sviluppo Economico il tavolo sullo stabilimento Fiat di Termini
Imerese. L'advisor per valutare le proposte per la riconversione
dello stabilimento - secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti
alla riunione - sarà Invitalia. L'incontro di oggi proseguirà per
parlare dei lavoratori precari dello stabilimento Fiat di Pomigliano
d'Arco. Il governatore della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, ha
annunciato che la giunta regionale approverà lunedì un atto con una
proposta su Termini Imerese che presenterà al governo.
MONTEZEMOLO:
CON ME MAI UN EURO DALLO STATO - "Da quando sono alla Fiat
non abbiamo ricevuto un euro dallo Stato, ma non voglio entrare in
polemica, preferisco il dialogo", ha affermato il presidente
della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, a margine dell'inaugurazione
dell'anno accademico della Luiss.
Fiat ha con il governo "un
rapporto molto chiaro e positivo di dialogo e confronto, così come
deve essere. Le scelte industriali, che servono a mantenere
competitiva un'azienda non possono essere disgiunte dal farci carico
dei problemi delle nostre persone", ha detto Montezemolo
sottolineando di aver garantito la "centralità"
dell'attenzione al problema del lavoro anche parlandone con "il
cardinale Bertone in risposta all'appello del Pontefice".
Montezemolo ha ribadito che la gestione del Lingotto è focalizzata
anche "sull'occupazione, sul futuro dei nostri figli e del
Paese".
Nel dibattito sul possibile sostegno al settore
dell'auto con incentivi pubblici bisogna "uscire da un approccio
demagogico ed affrontare la realtà delle cose", chiede il
presidente di Fiat aggiungendo "che gli incentivi sono rivolti
ai consumatori e non alle aziende" e che comunque in Italia
"sono serviti per il 70% all'acquisto di auto di aziende
straniere".
Bisogna "uscire dai chiacchiericci che
continuano sull'italianità di Fiat". Montezemolo sottolinea
così che "Fiat è e rimane italiana. Vi do una cifra. Da quando
io sono presidente e Marchionne è amministratore delegato, quindi
dal 2004, abbiamo investito nel mondo 25 miliardi di euro. E di
questi oltre 16 miliardi sono stati investiti in Italia, oltre i due
terzi, e intendiamo andare avanti per questa strada".
CALDEROLI, MONTEZEMOLO? SIAMO ALLE BARZELLETTE - "Cosa?
Se è una barzelletta la dichiarazione di Montezemolo per cui la
Fiat, da quando c'é lui, non ha ricevuto un euro dallo Stato, allora
la barzelletta non fa proprio ridere". E' quanto afferma in una
nota il ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore
delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli
osservando che "se invece Montezemolo non scherza e parla sul
serio allora la faccenda assume contorni 'sanitari'". "Non
mi attendevo, sicuramente, della riconoscenza - prosegue il ministro
- ma la negazione dell'evidenza mi porterà ad assumere, a titolo
personale, un atteggiamento completamente diverso e intransigente
rispetto ad un'azienda, quale la Fiat, che i nostri padri
consideravano un'azienda di Stato proprio per via degli interventi
statali che ha ricevuto nel corso degli anni".
(Ansa)
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