Scienza e Psiche 2 marzo 2010

La Nasa conferma la presenza di ghiaccio sulla Luna

 

"La presenza umana sostenibile sulla Luna è possibile", data l'ingente presenza di ghiaccio rilevata nelle regioni polari del nostro satellite: la Nasa non ha dubbi, dopo aver confermato ha confermato i risultati della sua missione LCross e i dati ricavati dall'esperimento Mini-Sar, a bordo della sonda indiana Chandrayaan-1. Secondo il sito della Bbc, la stima del ghiaccio presente nei 40 crateri presi in esame - in ombra, cioè non investiti direttamente dalla radiazione solare - è di circa 600 milioni di tonnellate, ovvero - se tradotti in termini di combustibile per navicelle spaziali - sufficienti per lanciare uno space shuttle al giorno per i prossimi 2.200 anni. La presenza dell'acqua era stata rilevata spettrograficamente dalla sonda Lcross (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite): la sonda aveva a bordo un missile Centaur, lanciato contro il polo lunare - ritenuto il luogo più probabile per la presenza di acqua - e il cui impatto ha scavato un cratere profondo circa 4 metri e largo 20. Il vero obiettivo dell'operazione era però l'analisi della nuvola di detriti alzatasi dopo l'esplosione, all'interno della quale gli scienziati hanno rilevato tracce di ghiaccio e vapore acqueo che confermerebbero la presenza di acqua sotto lo strato superficiale di polvere (regolite), formato da milioni di anni di impatti meteorici. La presenza di acqua costituirebbe un fattore molto importante per lo sviluppo di una base lunare permanente, iniziativa peraltro che la crisi economica - e il conseguente ridimensionamento del budget della Nasa pone decisamente fuori portata almeno per il prossimo decennio. Il regolite contiene inoltre dell'ossigeno di facile separazione e in misura minore dell'idrogeno, oltre al silicio utilizzabile per la fabbricazione di pannelli solari. Inoltre, nel sottosuolo lunare si trovano quantità ingenti di elio-3, isotopo radioattivo dell'elio molto raro sulla Terra e utilizzato nelle ricerche per la fusione nucleare: la stima è di circa un milione di tonnellate, contro un fabbisogno congiunto di Stati Uniti ed Unione Europea di appena 25 tonnellate. La prospettiva di costruire una base lunare era tuttavia stata criticata da alcuni esperti, secondo i quali era considerata "una strada senza uscita" che assorbirebbe numerose risorse finanziarie, nonché una storia in fondo già vista ("Un Apollo dopato", l'ha definita qualcuno): meglio sarebbe cercare di raggiungere qualche asteroide vicino, una missione che avrebbe il sapore della novità; altri ribattono che la Luna, a soli tre giorni di viaggio, sarebbe invece la meta più adeguata per la messa a punto delle procedure che verrebbero poi utilizzate nel viaggio su Marte - anche questo rimandato tuttavia al di là da venire.

(Apcom)

 

Il cervello e' sano con la vita piena

Lo dimostra uno studio di una universita' americana

 

Mantenendosi attivi, il cervello resta sano e giovane. Lo dimostra uno studio della Rush University Medical Center di Chicago. Secondo la ricerca, condotta su quasi mille anziani, le persone che hanno molti scopi nella vita, che sono ricche di progetti da perseguire, hanno un rischio di ammalarsi di Alzheimer della meta' piu' basso di coetanei meno attivi, con meno interessi e minore grado di coinvolgimento in esperienze di vita.

(Ansa)

 

Fedeltà, è un fatto di intelligenza

I monogami hanno un QI più alto

Anche se il divario non è grande, è comunque significativo: chi resta fedele alla sua compagna è più intelligente di chi si concede abituali scappatelle. Insomma, il luogo comune che vuole il maschio disponibile e cacciatore come più potente e dominante rispetto a chi è soddisfatto di una donna sola va incontro a una smentita senza appello, a colpi di quoziente intellettivo. Ma questo vale solo per gli uomini: tra le donne non sono state registrate significative differenze tra chi è fedele e chi è libertina.

Lo psicologo giapponese Satoshi Kanazawa della London School of Economics ha pubblicato uno studio in proposito sulla rivista Social Psychology Quarterly dopo aver analizzato i dati di due studi effettuati negli Usa con decine di migliaia di partecipanti. Gli studi in questione sono il National Longitudinal Study of Adolescent Health e la General Social Survey, i cui partecipanti sono sottoposti sia ai test per misurare il Qi che a una serie di questionari. Le persone più intelligenti, ovvero con un Qi più alto, si sono dimostrate più propense a una serie di tendenze che li portano ad allontanarsi dai comportamenti comuni, ad esempio sono più propense all'ateismo, a ideologie liberali e, se maschi, alla monogamia.

I partecipanti che si definivano atei avevano un Qi medio di 103, mentre i religiosi di 97, quelli di ideologia liberale avevano 106 di media, mentre i conservatori 95. Per quanto riguarda le abitudini sessuali, l'uomo fedele è risultato in media più intelligente, mentre nessuna differenza è stata trovata per le donne. Secondo Kanazawa queste discrepanze, per quanto contenute, sono comunque interessanti e degne di nota, e mostrano la tendenza delle persone più dotate ad andare controcorrente. ''L'intelligenza generale - afferma il ricercatore alla Cnn - cioè l'abilità di pensare e ragionare, ha permesso ai nostri antenati di risolvere i problemi nuovi che si presentavano. Il risultato è che le persone più intelligenti sono più propense ad affrontare tutte le situazioni rifiutando gli schemi tradizionali, e questo vale anche nello stile di vita''.

Per quanto riguarda la fedeltà, il ricercatore sottolinea che le relazioni esclusive sono una novità che riguarda la specie: chi è meno dotato dal punto di vista intellettivo fa più fatica ad adattarsi e quindi tradisce. Insomma, se a una signora capita di scoprire una scappatella del partner si consoli: ora ha un motivo in più per sostenere che, in fondo, è davvero un po' stupido.

(Tgcom)

 

 

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